Angelo Mangano

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Angelo Mangano (Giarre, 1917Roma, 3 aprile 2005) è stato un poliziotto italiano. Fu uno dei maggiori "cacciatori" del boss corleonese Luciano Liggio.

L'arresto di Luciano Liggio[modifica | modifica sorgente]

Il 15 novembre 1963 il commissario Angelo Mangano giunse a Corleone con l'incarico di arrestare il boss in ascesa Luciano Liggio. La sera del 14 maggio 1964 si arrivò al suo nascondiglio: la casa di Leoluchina Sorisi, la ex fidanzata di Placido Rizzotto, il sindacalista ucciso dallo stesso Liggio nel 1948. Il tenente colonnello dei Carabinieri Ignazio Milillo al comando dei suoi militari e con la collaborazione di quelli del commissario Angelo Mangano, irruppe nell'abitazione ed arrestò il latitante capomafia che consegnò al Milillo la propria pistola. Il merito gli venne contestato dal dott. Mangano, arrivato poco dopo con i suoi uomini. Storicamente, comunque, quella cattura è attribuita al Milillo. (Atti della Commissione Parlamentare dell'Antimafia sull'ascesa, arresto del Liggio e il "ruolo" del commissario Mangano nella vicenda).

La lotta alla mafia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1966 cominciò ad ascoltare le confessioni di uno dei primi pentiti della storia di Cosa nostra, Luciano Raia, ex killer al servizio dei corleonesi, in seguito sentito dal giudice Cesare Terranova. Le sue dichiarazioni portarono al processo di Bari del 1969 nella quale venivano giudicati Liggio, Salvatore Riina e molti altri membri del clan dei corleonesi. Ma, con una sentenza-scandalo, vennero tutti assolti. Il CSM indagò sull'operato del Collegio Giudicante ed appurò che i giudici erano stati fatti oggetto di gravi minacce. Al processo di appello il 23 dicembre 1970 Liggio fu condannato all'ergastolo. Mangano venne trasferito a Roma dove scoprì l'infiltrazione mafiosa, tramite Natale Rimi, detto lo scandalo Rimi e rubricato come lo scandalo della "Regione Lazio", di cui furono coinvolti vari magistrati, con conclusione al processo di Perugia. Tali e tante furono le inchieste. A Roma cominciò anche ad indagare molto per scoprire le attività di Luciano Liggio. Mangano scoprì uno degli uomini di Liggio nelle vicinanze di Roma, il boss Frank Coppola detto Tre dita, e cominciò a pedinarlo per arrivare sulle tracce del criminale, ma Coppola assunse dei sicari per eliminare il Questore Mangano. Il 5 aprile 1973 lo colpirono con sei colpi di pistola (tra cui uno alla testa ed uno vicino al cuore) in via Tor Tre Teste a Roma e ferirono il suo autista Domenico Casella. Mangano si salverà per miracolo.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

  • 30 luglio 1957: il Ministro dell'Interno gli consegnò "l'Attestato di Merito Speciale" per l'arresto a Trieste di numerosi componenti di una vasta organizzazione di spionaggio contro l'Italia
  • 4 novembre 1959: Le Prince Souverain de Monaco, Ranieri III, lo ha nominato "Officier de l'ordre des Grimaldi"
  • 28 luglio 1960: Il presidente della Repubblica francese lo ha nominato "Chevalier de l'ordre de l'Etoile Noire"
  • 18 ottobre 1964: il Ministro dell'Interno gli ha consegnato "l'Attestato di Merito Speciale" per aver partecipato all'arresto a Corleone del temibile capomafia Luciano Liggio.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

La rete televisiva Canale 5 ha prodotto e mandato in onda lo sceneggiato televisivo Il capo dei capi, raccontante la vita di Salvatore Riina, dove Mangano è interpretato dall'attore Massimo Venturiello. Nella fiction Mangano è inviato a Corleone nel 1958 mentre nella realtà arrivò nella città nel 1963; ancora, nel film Mangano è a Milano ed arresta Liggio in un locale mentre nella realtà non era a Milano ma a Roma e non prese mai parte all'arresto del boss nel 1974 che avvenne in un appartamento milanese ad opera della Guardia di Finanza al comando del tenente colonnello Giovanni Vessicchio.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

L'arresto di Luciano Liggio è ampiamente descritto, tra le altre pubblicazioni, nei seguenti libri:

  • “Processo alla Sicilia” del giornalista Giuseppe Fava da pagina 194 a pagina 198;
  • “La Mafia” dei giornalisti Rosario Poma ed Enzo Perrone alle pagine 79 e 80, 289, 290 e 292;
  • “Il Capo dei Capi” dei giornalisti Attilio Bolzoni e Giuseppe D'Avanzo.
  • "Atti della commissione Parlamentare dell'Antimafia sull'ascesa, arresto del Liggio ed il "ruolo" del commissario Mangano nella vicenda
  • "Intervista dal carcere" di Enzo Biagi a Liggio trasmesso dalla RAI
  • "ANGELO VECCHIO: IL CLAN DEI CORLEONESI"
  • "Enciclopedia De Agostini:Carabinieri-Anni ruggenti"
  • "Il Gruppo Carabinieri di Monreale" di Franco Alessio Pischedda
  • "Informativa del Prefetto di Palermo alla Commissione Parlamentare antimafia, al Ministro dell'interno ed al Capo della Polizia Angelo Vicari"

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]