Malattia di Pott

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Morbo di Pott)
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Malattia di Pott
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 015.0
ICD-10 (EN) A18.0, M49.0
Sinonimi
Spondilite tubercolare
Eponimi
Percivall Pott

La malattia di Pott o morbo di Pott[1] o spondilite tubercolare è una forma di tubercolosi; riferita alla localizzazione dei micobatteri (il bacillo di Koch), responsabili della malattia, nelle vertebre (colonna vertebrale).

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

La malattia inizia a svilupparsi in una specifica vertebra per poi diffondersi anche ad altre, nel suo progredire la distanza delle vertebre si riduce sempre di più fino a collassare, per questo è necessario un rapido intervento. Fra i sintomi oltre al dolore alla schiena, alle gambe e alle braccia, si produce artrite, paraplegia e altri deficit neurologici, ad esempio annebbiamento della vista. Altri sintomi sono febbre, anoressia, perdita di peso e sensazione generalizzata di debolezza (soprattutto alle gambe). La deviazione della colonna vertebrale, che provoca bassa statura (se il soggetto ne è colpito durante l'adolescenza) e la cosiddetta "gobba" (spesso nel passato si pensava erroneamente alla scoliosi), provoca problemi cardiaci e respiratori, quali edema polmonare e asma.

La triade di Pott è costituita da: dolore, gibbo e paraplegia.

Esami[modifica | modifica sorgente]

La diagnosi viene effettuata tramite radiografia. Tramite esami radiologici si riscontrano ascesso paravertebrale da cui può formarsi un edema e distruzione del disco intervertebrale.

Cura[modifica | modifica sorgente]

Consiste nell'eliminare il bacillo con terapia antibiotica, se esso è ancora presente, e nel correggere i danni con la fisioterapia ed eventualmente con la chirurgia.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Ne soffrirono, tra gli altri, Giacomo Leopardi e Antonio Gramsci.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il termine morbo, dal latino Mòrbus, "malattia che conduce a morte", è stato storicamente utilizzato per indicare le malattie a decorso fatale, soprattutto perché sconosciute e quindi incurabili. Attualmente è un vocabolo in via di abbandono sia per rispetto del malato, sia perché di molte malattie è stata trovata l'origine e la cura.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gaetano Filice, Malattie infettive, 2ª edizione, Milano, McGraw-Hill, 1998, ISBN 88-386-2362-7.
  • Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione, Milano, Springer-Verlag, 2008, ISBN 978-88-470-0707-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina