Alexander Pope

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

« Beato colui che non si aspetta nulla dalla vita, perché non sarà mai deluso »
(Alexander Pope)
Alexander Pope by Charles Jervas.jpg

Charles Jervas: Alexander Pope

Alexander Pope (Londra, 22 maggio 1688Twickenham, 30 maggio 1744) è stato un poeta inglese, considerato uno dei maggiori del XVIII secolo.

Più noto per la sua vena satirica che per il suo importante lavoro di traduzione dell'opera omerica; ha rappresentato una svolta per la letteratura inglese, al punto da essere il terzo autore più citato per il Dizionario di Oxford delle citazioni, dopo William Shakespeare e Alfred Tennyson. Pope è famoso anche per il suo uso del distico eroico.

Indice

[modifica] Cenni biografici

Nacque da Alexander Pope Sr. (1646-1717) un commerciante di tele e stoffe e da Edith Pope, nata Turner (1643-1733), entrambi cattolici. La formazione del giovane poeta fu influenzata dalla legge penale in vigore all'epoca, (i Test Act) che vietava l'accesso agli studi per i cattolici (nonché di frequentare l'università, di votare, di esercitare professioni legali). Fu così costretto a ricevere istruzioni dalla zia, per poi recarsi a scuola presso Twyford attorno al 1698. Alle suddette proibizioni si aggiungeva l'angoscia per le deformità fisiche dovute ad una forma di tubercolosi che colpiva la spina dorsale. A causa di questo difetto la sua altezza non superò mai i 137 cm.

Nel 1700, la sua famiglia si trasferì in una piccola proprietà presso Binfield nel Berkshire, vicino alla foresta reale di Windsor, per via del forte sentimento anticattolico che impediva addirittura ai cattolici di vivere entro dieci miglia da Londra o Westminster. L'istruzione del giovane Pope ruotò prevalentemente attorno ai grandi classici latini come Orazio, Giovenale, Virgilio, e, per i poemi epici greci, Omero. Non mancò la letteratura inglese con Geoffrey Chaucer, William Shakespeare e John Dryden. Non si limitò tuttavia a questo, che da solo era sufficiente a garantire una certa fama di intellettuale, dedicandosi alla poesia e alla lingua francese e italiana.

A Binfield, inoltre, ha cominciato a costruirsi amicizie importanti. Un di loro, John Caryll (il futuro destinatario della poesia Rape of the Lock), venti anni più vecchio di Pope; e molte altre conoscenze nel mondo letterario di Londra. Fu presentato al commediografo William Wycherley e a William Walsh, un poeta secondario, che aiutò Pope a modificare e migliorare il suo primo maggiore lavoro, Pastorals. Inoltre ha incontrato le sorelle di Blount, Teresa e (la sua futura amante presunta) Martha, entrambe rimaste accanto a lui tutta la vita. Intorno al 1711, fece la conoscenza con John Gay, Jonathan Swift, Thomas Parnell e John Arbuthnot, che insieme formarono il gruppo di autori satirici denominato "Scriblerus". Lo scopo era satirizzare l'ignoranza, l'ipocrisia e il pedantismo intellettualistico della classe dell'epoca. Inoltre conobbe Joseph Addison e Richard Steele. Nel marzo 1713, fu pubblicato La foresta di Windsor (lavoro a tratti biografici) che ottenne un grande successo. Pope guarda con ottimismo l'intera umanità, ma detesta singoli individui ed è intollerante alle imperfezioni umane, al contrario di Jonathan Swift che detesta l'intera umanità e ama i singoli individui.

Pope scrive in modo elegante, con neoclassica chiarezza. Utilizza uno schema metrico rigoroso che adatta ad ogni tipo di testo. È cantore di sentimenti universali in cui tutti possono riconoscersi e sostenitore del ruolo educativo della poesia. Alla grandezza dei versi classici da lui utilizzati si opponeva la piccolezza dei valori che animavano i salotti settecenteschi. Con la traduzione dell'Iliade, effettuata tra il 1715 e il 1720, raggiunge la piena indipendenza economica affrancandosi da mecenati e librai. Pochi anni dopo si dedica anche alla traduzione dell'altro capolavoro di Omero, l'Odissea, che lo impegna nel biennio 1725-1726, ma gli permette di continuare ad essere economicamente indipendente.

Comparve anonimamente sulle scene, il 15 maggio 1711 Il saggio sulla critica (Essay on Criticism). Pope cominciò a scriverlo molto presto e lo terminò dopo tre anni di attenti lavori e rifinimenti. Quando la poesia è stata pubblicata, lo stile del distico eroico (in cui fu scritto) era un genere moderatamente nuovo. L'opera voleva essere un tentativo di identificare e raffinare le sue proprie posizioni come un poeta e critico. La poesia sarebbe una risposta ad un dibattito continuo sulla domanda "se la poesia dovrebbe essere naturale, o scritta secondo le regole artificiali predeterminate ereditate a partire dal passato classico". L'opera comincia con una discussione sulle regole standard che governano la poesia da cui un critico la giudica. Pope commenta gli autori classici che si sono occupati di tali campioni e l'autorità che ha creduto dovrebbe essere accreditata loro. Conclude che le regole degli antenati sono identiche a quelle di natura e rientra nella categoria della poesia e della pittura, che come la religione e la morale, riflettono la legge naturale. La poesia è espressamente poco chiara e piena di contraddizioni. Pope ammette che le regole sono necessarie per la produzione e la critica, ma dà importanza alle qualità misteriose ed irrazionali di quest'arte. Discute le leggi a cui un critico dovrebbe aderire mentre critica la poesia e precisa che i critici serviscono una funzione importante nell'aiuto dei poeti con i loro impianti, in contrasto con la pratica di attacco. La sezione finale discute le qualità morali e le virtù inerenti al critico ideale, che, sostiene Pope, è anche l'uomo ideale.

Pope sarebbe poi apparso ai romantici- specie a quelli della cosiddetta Prima Generazione - come l'antitesi del vero poeta e Wordsworth, proprio in reazione alla sua dizione poetica, diede inizio alla riforma romantica del linguaggio poetico. Al contrario, continuò nel XIX secolo ad essere apprezzato da chi ancora, a livello stilistico, si rifaceva ai modelli e ai dettami della poetic diction, fra cui, primo fra tutti, Lord Byron.

[modifica] Opere principali

  • Pastorals, 1709.
  • An Essay on Criticism, 1711.
  • The Rape of the Lock, 1712.
  • Windsor Forest, 1713.
  • Eloisa to Abelard, 1717.
  • Elegy to the Memory of an Unfortunate Lady, 1717.
  • The Dunciad, 1728.
  • Essay on Man, 1734.
  • The Prologue to the Satires, 1735.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali