Letteratura inglese

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Con il termine letteratura inglese si indica l'insieme di quelle attività indirizzate alla produzione di testi scritti, in poesia o in prosa, proprie delle nazioni anglofone. Rientrano in questa definizione la letteratura propriamente inglese o britannica, del Regno Unito, e la letteratura degli Stati Uniti e del resto del Commonwealth.

Sviluppo della lingua inglese[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua inglese#Storia della lingua inglese.

Prima di concentrarsi sullo studio della Letteratura Inglese è bene introdurre qualche nozione sullo sviluppo della lingua dalle sue origini. La lingua inglese, a causa di numerose invasioni attraverso i secoli, appartiene al ramo del gruppo Germanico dell'Ovest. Inizialmente la lingua parlata nella Gran Bretagna era la lingua celtica (la lingua parlata dagli abitanti nativi dell'isola), al quale si sovrappose successivamente il latino (importato dai romani a seguito della loro invasione). Al tramonto dell'Impero Romano, nel 410 d.C., l'imperatore Onorio rinuncia a difendere le civitates romane dagli attacchi interni dei Celti non sottomessi e soprattutto dagli attacchi esterni di popolazioni germaniche, di fatto abbandonando il dominio dell'isola britannica. Si sovrapposero dunque al celtico e al latino le lingue germaniche che si radicheranno e costituiranno la base della lingua inglese, al quale si aggiungeranno apporti scandinavi con le invasioni vichinghe. Possiamo distinguere tre fasi principali che riguardano lo sviluppo della lingua: Old English (449-1100); Middle English (1100-1500); Modern English (1500—presente).

Cenni storici pre-anglosassoni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia_dell'Inghilterra#Britannia_romana.

Nel 55-54 a.C., l'Inghilterra, allora abitata dai Celti, venne invasa dalle legioni di Cesare stanziate in Gallia. Dal 54 a.C. al 43 a.C., sotto Cesare, passando per una successiva colonizzazione dell'Inghilterra meridionale realizzata dall'imperatore Claudio, si ha un lento processo di romanizzazione delle popolazioni celtiche autoctone che durò fino alla primavera del 410 d.C., quando le truppe romane lasciarono per sempre la Britannia per difendere Roma minacciata dalle truppe visigote di Alarico.

Periodo anglo-sassone e danese (410 d.C. – 899 d.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Britannia postromana.

Nel territorio britannico si stanziarono quelle popolazioni di derivazione germanica, quali gli Angli (nella porzione nord), i Sassoni (nel sud) e gli Iuti (nel sud-est) che per anni avevano attaccato con atti di pirateria e incursioni la britannia romana. L'Inghilterra perse così la sua unità politica e si ritrovò divisa in vari regni: il regno di Wessex e Kent nel sud, quello di Mercia nelle Midlands e quello di Northumbria nelle regioni settentrionali dell'attuale Inghilterra. Queste popolazioni si convertirono al Cristianesimo nel 597-600 d.C., quando papa Gregorio I attuò una politica di evangelizzazione delle isole britanniche mandando in missione sant'Agostino di Canterbury in Inghilterra e san Patrizio in Irlanda.

Intorno al 787 d.C. i vichinghi di Danimarca, i danesi, appunto, iniziarono un processo di annessione delle coste orientali dell'isola, saccheggiando progressivamente la Northumbria e distruggendo monasteri e le loro preziose biblioteche. Nell'865, sbarcati da Oriente, conquistano tutta la Britannia nel giro di quindici anni, tranne il regno di Alfredo il Grande, il Wessex, che recupererà il dominio dell'Inghilterra riuscendo a riunificarla in un processo che coinvolgerà i suoi successori fino alle soglie del X secolo. Alfredo il Grande sviluppa un'importante riforma culturale che promuove:

Produzione poetica del periodo anglosassone-danese[modifica | modifica wikitesto]

Tutta la produzione prosastica e poetica del periodo anglosassone e danese viene scritta in quella lingua chiamata Anglosassone o meglio Old English. Le fonti scritte che testimoniano la presenza e lo sviluppo di attività letterarie in Old English sono quattro per la produzione poetica: il codice Exeter, il manoscritto di Junius -detto anche manoscritto di Cædmon, il codice Cotton Vitellius A XV- detto anche manoscritto di Beowulf, il codice di Vercelli; i manoscritti della biblioteca Bodleiana di Oxford per le fonti prosastiche.

La produzione poetica si sviluppa secondo tre filoni principali.

  1. religioso
    • Il più antico frammento poetico in antico inglese consiste di nove versi sulla Creazione, del VII secolo, scritte dal pastore Cædmon, un illetterato che dice di aver ricevuto ispirazione divina alla poesia. A una presunta scuola di Cædmon sono altri poemi, quali parafrasi della Genesi, Daniele, Esodo e un altro poema che ad oggi è senza titolo, ma che viene catalogato come “Cristo e Satana”.
    • Il più antico poeta religioso di cui conserviamo con certezza degli autografi è Cynewulf, nato tra la fine dell'VIII e l'inizio del IX sec., autore per certo di: The fates of Apostles; The Ascension; Juliana; Elena; l'Elena è la storia del ritrovamento della Santa Croce da parte della madre dell'imperatore Costantino, che sarà poi ripresa in The Dream of the Rood, attribuito a Cynewulf per questa coerenza tematica e per particolarità stilistiche.
  2. epico
    Risale a questo periodo Beowulf, il più antico poema composto in volgare europeo, risalente alla metà dell'VIII secolo, e risultato di successive riscritture, rispetto ad una tradizione primitiva probabilmente orale. Esso è scritto in una base sassone e un misto delle lingue che l'hanno modificato successivamente. Si compone di 3182 versi organizzati in un Prologo e 43 sezioni. Caratteristiche del poema epico old-english sono:
    • Allitterative Verse, verso lungo a quattro accenti principali costituito da due emistichi legati tra loro da allitterazione;
    • Kenning, una perifrasi, prevalentemente nominale, che designa una persona o una cosa, focalizzando su una caratteristica particolare (-l'oceano=la via della balena);
    • schema narrativo sviluppato attorno all'evento principale: combattimento eroe-mostro;
    • atmosfera cupa ed oscura che avvolge la narrazione, lo stile primitivo e ritmato, l'elemento della magia e la marcata presenza dell'elemento religioso dovuta all'attività dei monaci amanuensi nei secoli successivi.
  3. elegiaco
    La produzione elegiaca proviene per intero dal codice Exeter. Si tratta di testi con tematiche diverse, ma accomunati dall'intonazione lirica e da un senso di desolazione, di malinconica nostalgia per un passato stabile rispetto a un presente incerto, che proietta verso il desiderio mistico di riunione con il divino, un desiderio di morte salvifica. Importante la figura dello scop, il cantore errante. Principali opere:
    • scritti di Widsith, colui-che-ha-molto-viaggiato, un poeta che parla in prima persona dell'importanza della poesia come veicolo di sapienza tradizionale e della rilevanza della bravura artistica del singolo poeta nel riportare tale sapienza;
    • Deor, lamenta il suo esilio dalla corte in cui faceva da cantore, e dimostra stoica accettazione del suo destino;
    • The Wanderer -l'errante-, cristiano didatticheggiante, guarda alla vanità delle cose del mondo e aspetta la morte come approdo sicuro di tranquillità.
    • The Seafarer -il navigante- immagini del vagabondaggio del poeta attraverso cupe scene nordiche di ghiacci e dell'oceano;
    • The Ruin, composizione molto suggestiva sulla distruzione di un'antica città;
    • Eadwacer e The wife's lament, voci monologanti femminili, la prima combattuta tra un amante e il marito, la seconda che viene ripudiata nonostante sia innocente.
    • The message, un amante manda un messaggio all'amata lontana su un bastoncino di legno che parla. Simile nella struttura a The Dream of the Rood.

Produzione prosastica del periodo anglosassone-danese[modifica | modifica wikitesto]

Nel VII secolo si ha, grazie all'opera dei monaci benedettini e di altri monaci irlandesi, tra i quali soprattutto san Colombano, la ripresa della lingua latina. Nel IX secolo si ha la fioritura della produzione prosastica. Oltre alle traduzioni in latino e in volgare, il regno di Alfredo il Grande promosse anche la nascita di una compilazione annalistica dei fatti storici inglesi dalle origini fino al presente, che prese avvio nell'890, e a fasi alterne continuò fino al 1155.

Il resto della prosa in questo periodo è letteratura omiletica:

  • Ælfric: 120 sermoni in volgare, 2 serie di Homiliae Catholicae e 1 serie di Passiones Sanctorum, nelle quali si nota un crescente interesse per l'elemento narrativo rispetto all'intento moralistico, e uno sviluppo progressivo degli strumenti retorici.
  • Wulfstan: Sermo lupi ad anglos, del 1014, con una prosa ritmica che coinvolga l'uditorio, e un tono apocalittico.

Il Medioevo (X secolo - 1485)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Medioevo inglese.

Nel 975 d.C. si raggiunse una pace stabile con i danesi attraverso l'elezione congiunta di Edoardo il Confessore, il quale proclamò in punto di morte la sua intenzione di lasciare il regno in eredità a Guglielmo II, duca di Normandia. Le popolazioni sassoni non accettarono questa decisione ed elessero, alla morte del Confessore, un loro sovrano, Aroldo. Nel 1066, i Normanni, con a capo Guglielmo il Conquistatore, sbarcarono in Britannia e sconfissero le truppe di Aroldo nella battaglia di Hastings. Sotto il re Guglielmo il Conquistatore, si ha l'unificazione dell'Inghilterra, sia politica che culturale. Sassoni e Normanni convissero in pace nonostante le loro nature sostanzialmente diverse. Guglielmo fondò in Inghilterra il sistema feudale che durerà fino alla rivoluzione agricola dei Tudor, attuata sotto Enrico VII. Nel Medioevo inglese si hanno una forte crescita demografica e un rafforzamento del commercio estero attraverso lo sviluppo di una classe medio-borghese. A Guglielmo il Conquistatore successero Guglielmo II (1056-1100), Enrico I (1068-1135), Stefano (1135-1154), Enrico II (1154-1189), Riccardo Cuor di Leone (1189-1199) e Giovanni Senzaterra (1199-1216), al quale fu imposto dai baroni di firmare la Magna Charta, documento storico fondamentale. A Giovanni successero Enrico III (1216-72), Edoardo I (1272-1307), Edoardo II (1307-1327), Edoardo III (1327-77), il quale iniziò la guerra dei cent'anni (1337-1453). Nel 1348 la Peste nera imperversa in Inghilterra creando forti disagi per la popolazione, i quali aumentarono a causa del malgoverno di Riccardo II (1377-1399). Queste tracce di insoddisfazione popolare sono riflesse nelle ballate di Robin Hood e nel Vox Clamantis di John Gower. In questo periodo si hanno inoltre i primi tentativi che poi sfoceranno nella Riforma da parte di John Wyclif. Successivamente si ha la guerra delle due rose, guerra civile che segna l'ascesa al potere del Casato di York.

Produzione letteraria nel Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Con l'invasione normanna nel 1066, l'Inghilterra è trilingue: il francese settentrionale dei dominatori (lingua cortese, militare e politica), l'inglese medioevale o Middle English (lingua del popolo), e il latino (lingua ecclesiastica e intellettuale). Fu solo l'inglese, tuttavia, a emergere come lingua letteraria. Nel 1382 si ha la prima traduzione della Bibbia grazie e John Wyclif. Bisogna presentare la vasta produzione di questo periodo per generi per poterne capire lo sviluppo.

Letteratura omiletica e mistica[modifica | modifica wikitesto]

  • XII sec. primi testi omiletici in versi
    • Ancrene Riwle -La regola delle anacorete-, 8 sezioni, la 1 e la 8 dedicate alle pratiche monastiche e agli aspetti della vita quotidiana (interessante per trarne informazioni sul tempo), le restanti sezioni, trattando della vita spirituale in clausura, e della pratica della confessione come veicolo di purificazione, in effetti danno un saggio di grande acume psicologico per il tempo. Inoltre l'opera è un capolavoro di prosa fluida e ornata, il che è una novità per la novella lingua volgare.
  • XIII sec. persiste la produzione in versi accanto alla prosa -con l'avvento degli ordini mendicanti si sviluppa massicciamente la pratica della predicazione, e dunque la raccolta sistematica di exempla (esempi edificanti per le prediche)- quindi dell'aspetto narrativo.
    • South English Legendary, storie raccolte secondo le scadenze del calendario liturgico.
    • Handlyng Synne - trattato sui peccati - 12000 ottonari, del canonico Mannyng. Caratterizzato da un linguaggio semplice, raccoglie scene di vita quotidiana, aneddoti vari, e rappresenta un buon esempio di realismo descrittivo prima di Chaucer.
    • Cursor Mundi, una parafrasi biblica.
    • Cleanness e Patience (v. Sir Gawain e il Cavaliere Verde)
  • XIV-XV sec. maggiore laicizzazione della cultura, e anglicizzazione politica e linguistica
    • R. R. De Hampole, autore molto imitato all'epoca
    • W. Hilton, The Scale of Perfection
    • Anonimo, The Cloud of Unknowing, grande esempio di misticismo filosofico, trattato per un novizio anacoreta, definisce la possibilità di incontro con la divinità paradossalmente nella non-conoscenza razionale.
    • autrici femminili:
      • Giuliana di Norwich, che scrive due resoconti di esperienze mistiche, il secondo è The Book of Showings (The Revelation of divine love)
      • The Book of Margery Kempe, resoconto di pellegrinaggio, personalità eccentrica.

Produzione comica e lirica[modifica | modifica wikitesto]

  • favole di animali
    • a cavallo tra XII e XIII sec. The owl and the Nightingale, gustoso contrasto (dibattito tra due personaggi su un tema) in 1794 ottonari in rima baciata. Importanza dello sviluppo ideologico nei due personaggi-simbolo (il gufo è moralista, l'usignolo istintivo)
    • inizio XIII sec. The fox and the wolf, 300 versi, una volpe caduta in fondo a un pozzo con l'inganno fa saltar giù un lupo cosicché lei possa risalire. Importanza dello sviluppo drammaturgico più che del dialogo, ha un impianto satirico.
  • inizi XIII sec. Dame Sirith, 450 versi, unico fabliaux inglese, un giovane conquista una giovane sposa con le trame di una vecchia ruffiana.
  • 1300-25 Interludium clerico et puella, frammento di 84 versi, il primo testo drammatico inglese - ci sono somiglianze verbali e stilistiche (comprese le rime) che fanno pensare a una derivazione dal Dame Sirith (v. sopra).
  • la produzione lirica è ancora popolareggiante; da menzionare Man in the moon e Sumer is icumen in, opera raffinata e sofisticata nell'impianto prosodico.

Produzione narrativa medievale[modifica | modifica wikitesto]

Alla dominazione normanna si deve l'apporto della letteratura cavalleresca, il Roman de la Rose ne è il modello, che si sviluppa principalmente in:

  • ciclo bretone, con protagonista Re Artù, è una narrazione che ruota attorno al meraviglioso, la magia, la passione amorosa, in un'ottica prettamente mondana, cortese.
    • Layamon (Laȝamon, usando la lettera arcaica yogh) compone il Brut, il quale, attraverso una prima traduzione di Wace (Roman de Brut), riprende la Historia Regum Britanniae di Geoffrey of Monmouth. Fa di re Artù il perno della storia inglese delle origini, un re Artù guerriero e dominatore, diverso dall'immagine cortese del re Artù tradito da Ginevra. Questo scrittore, per la sua lingua ancora densa di arcaismi e il suo approccio alla trama, è un epigono dell'ultima letteratura anglosassone, appartiene a un passato che sta scomparendo.
    • dopo un secolo, ricompare il personaggio di re Artù: Arthour and Merlin, incompiuto; Morte arthur -detta stanzaica, che riprende gli aspetti più cortesi del romance (magia, passione amorosa); Morte Arthure -detta allitterativa, prob. della fine del XIV sec., ca. 4350 versi, in cui Artù è un condottiero, non ci sono tracce degli intrighi amorosi, poca magia, e la sconfitta di Artù è dettata dalla sua poca saggezza politica e umana, che lo spingono alla sete di dominio sul mondo. Numerose scene di battaglia. Stile prosodico virtuosistico.
  • lai bretone, componimento breve, sviluppato sul genere continentale, riprende però contesti autoctoni: da ricordare il Sir Orfeo, a cavallo tra il XIII e XIV sec., 600 versi, storia di Orfeo ed Euridice in un contesto narrativo celtico, lieto fine, un poemetto interessante per la raffinatezza poetica.
  • ancestral romances, poemi commissionati dalle famiglie normanne per reinventare un albero genealogico degli eroi locali, allo scopo di rivendicare diritti di discendenza sulle terre inglesi. Molto in comune con questo genere ha King Horn, in cui i modelli dell'epica classica si uniscono con motivi autoctoni.
  • romances d'avventura, storie di avventure di eroi inglesi su modello tipico di romance: Guy of Warwick, Beues of Hamtown; William of Palerne, gustosa storia di un orfano allevato da un lupo mannaro.
  • ciclo carolingio, sulle imprese di Carlo Magno e paladini.
  • storia antica sulle imprese di Alessandro Magno, o sulla leggenda troiana.
Il poeta di Gawain[modifica | modifica wikitesto]

Come abbiamo visto, dal Brut di Layamon agli altri poemi bretoni passa un secolo in cui l'uso del verso allitterativo cade in disuso. Segue una stagione di ripresa di questo sistema metrico ed uno dei più autorevoli testi del periodo è l'autore di Sir Gawain e il Cavaliere Verde. Autore sconosciuto, vissuto nelle corti del Nord-Ovest tra il 1375 e il 1400, secondo le notizie che si possono evincere dai testi. L'opera è di 2530 versi, quattro sezioni divise in stanze eterogenee - sezione variabile di allitterativi lunghi+verso-ponte di poche sillabe+sezione fissa di 4 versi brevi in rima alternata. Una prosodia complessa ed eclettica che coniuga le diverse tradizioni, inglesi e continentali, a disposizione del colto autore. Stessa variazione nelle tematiche, in cui la materia arturiana si sposa all'avventura, al magico, al folkloristico, all'esperienza erotica cortese. Il tutto è assemblato dal carattere morale della vicenda.

Scrive anche:

  • Pearl. 1212 versi. Poema-sogno. Un'opera molto preziosa nella sua struttura ed elaborazione formale. Prosodia complessa, uso sistematico di tutte le figure legate alla ripetizione, una prova di tecnica poetica senza precedenti. Trama: un gioielliere che ha perso una perla si addormenta e si risveglia in un giardino meraviglioso (classico del genere dream-poem), in cui incontra una donna che si capisce essere la sua perla, una figlia morta tempo prima, che gli appare come sposa di Cristo, sulla sponda opposta del fiume rispetto al gioielliere. Ma la perla è anche un simbolo che richiama molti valori, purezza, grazia, innocenza, valori che possono veicolare l'anima verso la visione del divino. La donna gli consente di mostrargli la Città Celeste: il gioielliere nello sforzo di saltare verso l'altra sponda si risveglia.
  • le omelie in versi Cleanness e Patience, attribuibili al poeta di Gawain.
Langland[modifica | modifica wikitesto]

Autore il cui nome non è sicuro, vissuto dal 1330 ca. al 1386. Scrive l'importantissimo The Vision of Piers Plowman, che al tempo ebbe maggiore successo del Gawain per un fatto linguistico: il dialetto sudoccidentale, vicino a quello londinese, di Langland, contro il dialetto nordoccidentale, più difficile, del Gawain-poet. Il poema ha poca rilevanza sul piano della trama e dell'intreccio narrativo, poiché è giocato tutto su dialoghi tra entità allegoriche, è un poema parlato. Il poeta lavorò al testo modificandolo nel corso di venticinque anni, e ne esistono tre revisioni (A, B, C) e un abbozzo (Z), la B è la versione più curata e consta di 7250 versi allitterativi lunghi, e si sviluppa in un Prologo e venti sezioni.

Gower[modifica | modifica wikitesto]

Scrittore famoso per il suo approccio moralistico, scrive:

  • Mirour de l'Homme, in latino. Percorre analiticamente lo stato di corruzione morale dell'umanità, interponendo solo l'intervento di Maria Vergine come chiave della salvezza.
  • Vox Clamantis, in francese. Tematiche politico-sociali, dalla rivolta dei contadini alla corruzione delle istituzioni.
  • Confessio Amantis in inglese. 30000 ottosillabi rimati. Struttura di cornice che contiene narrazioni brevi. Genius, sacerdote di Venere, fa confessare Amans, e durante il loro colloquio racconta numerosi esempi su ognuno dei peccati capitali, tratti dal materiale leggendario greco-romano. Il fine dell'opera è moralistico e didascalico. Un elemento moderno di Gower, che lo avvicina al contemporaneo Chaucer, è l'autoironia (Amans è il suo alter ego).
Chaucer[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geoffrey Chaucer.

Vogliamo qui indicare i punti principali che inseriscono Chaucer come un caposcuola e un grande maestro nella storia della letteratura inglese ed europea. Nasce a Londra nel 1343 ca. e conduce una carriera brillante come funzionario reale. Muore nel 1400.

  • Il Libro della Duchessa, unica opera dedicata ad un aristocratico di alto rango, 1300 versi di celebrazione elegiaca funebre. Legato al codice dell'amor cortese.
  • Inizia la frequentazione di Boccaccio e Dante, scrive tra il 1378 e il 1380 The Hous of Fame, in tre sezioni. Un dream-poem la cui struttura resta aperta.
  • Tra il 1380 e il 1382 scrive il suo più breve poema, Il Parlamento degli Uccelli, 699 versi in rhyme royal (stanza di sette versi), un favola di animali che sviluppa il tema dell'amore, del rapporto uomo-donna, e lascia il finale aperto.
  • Ispirandosi, e in alcuni punti letteralmente copiando il testo del Filostrato di Boccaccio (il primo ad aver sviluppato in un'opera romanzesca la storia di Troilo, Criseida, Pandaro, Diomede) scrive il Troilo and Criseida, in cui il tema amoroso è sviluppato come esperienza interiore. C'è attenzione alla psicologia dei personaggi e al realismo delle loro emozioni, e un approfondimento della passione amorosa che lo distaccano di molto dall'opera di Boccaccio.
  • Scrive ancora un dream-poem, La leggenda delle donne eccellenti, che resta incompiuto. Chaucer si sta avviando verso nuove problematiche prosodico-stilistiche: in questo poemetto storie di donne leggendarie sono raccolte da una cornice narrativa, che resta solo un'introduzione. Questo meccanismo sarà portato a regola d'arte nell'opera successiva.
  • Dal 1386 fino alla fine dei suoi giorni Chaucer lavora a The Canterbury Tales, I racconti di Canterbury, una raccolta organica di racconti entro una cornice narrativa strutturante: un Prologo, ventiquattro racconti raccolti in dieci frammenti eterogenei, una Ritrattazione. Un gruppo di pellegrini si riunisce in una locanda nei paraggi di Londra per recarsi al santuario di Thomas Beckett a Canterbury. Ad essi si unisce il narratore. Un oste propone di trascorrere il viaggio raccontando due racconti ciascuno all'andata e due al ritorno. L'opera dunque avrebbe dovuto contenere 120 racconti. Ma l'opera è rimasta al suo interno confusionaria, sempre in continuo rifacimento, in cui comunque la struttura connettiva della cornice è più che evidente. Basti pensare che i racconti non si susseguono in serie, ma sono inframmezzati da interventi, dialoghi e scaramucce tra i pellegrini, che vengono sempre riportati all'ordine dall'oste.

I personaggi appartengono alla società borghese, al clero non nobile, e al mondo dei lavoratori.
Ugualmente c'è varietà nei generi narrativi utilizzati: numerosi sono i fabliaux comico-farseschi, trama base: triangolo amoroso moglie-marito vecchio-amante giovane; ci sono favole con animali, storie esemplari con personaggi simbolici, rifacimenti di romances ecc.

Ciò che è importante in Chaucer è il suo rapporto con la lingua e con la tradizione: egli si mostra capace di creare una nuova tradizione a partire dal volgare inglese e l'uso che fa della tradizione non è emulatorio, bensì creativo, i grandi autori del continente stimolano l'inventiva e lo stile, danno impianti tematici e strutturali, ma tutto viene veicolato in un'operazione del tutto originale.

I post-chauceriani[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'opera di Chaucer, possiamo trovare degli imitatori che ricalcano le tracce di Chaucer ma che mancano della sua verve stilistica.

  • Thomas Hoccleve (c.1368 - c.1450), scrive The Regements of Princes, che comprende un Prologo in cui un personaggio di mendicante pare contenere particolari autobiografici con tratti patologici.
  • John Lydgate (1370?-c.1450). Scrive The Troy Book e The Story of Thebes (Storia di Tebe), ove qualsiasi traccia dello spirito e del realismo del grande poeta del secolo precedente si è ormai completamente perduta. Resta popolare per la sua grande eloquenza e la raffinatezza dello stile. Traduttore che ha il merito di aver fatto conoscere in Inghilterra un gran numero di storie e di romanzi cavallereschi.

Prime forme di teatro nel Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Le prime rappresentazioni teatrali in Inghilterra sono di ispirazione religiosa. Parte delle cerimonie religiose e della liturgia veniva rappresentata nelle chiese, attraverso i mystery plays. Nel corso del Duecento, papa Innocenzo III vieta la loro rappresentazione nei luoghi di culto. I mystery plays vengono così rappresentati nelle piazze, in volgare, e diventano spettacoli indirizzati al popolo. Dei mystery plays sono tuttora conservati solamente i cicli di York, Chester e Wakefield. Nel corso del Quattrocento nascono le morality plays, drammatizzazioni di alcune storie della Bibbia che subiscono un lungo processo di allegorizzazione e hanno intento morale ed educativo. A differenza dei mystery plays, le moralities sono destinate ad un pubblico più colto e raffinato.

Periodo umanistico-rinascimentale (1485-1558)[modifica | modifica wikitesto]

Con la caduta di Costantinopoli del 1453, la classe intellettuale della corte bizantina fuggì in Italia, portando con sé scritti sconosciuti della cultura greca e riportando in voga lo studio della lingua greca antica, contribuendo ad un rinnovamento culturale che sfocerà successivamente nell'Umanesimo e nel Rinascimento. L'Umanesimo inglese avviene in una fase successiva, fra il 1490 e il 1520, ed ha un carattere fortemente antipapale. La letteratura di questo periodo è impressa di un forte impegno di rinnovamento religioso, derivante dalla crescente rivoluzione morale apportata dalla Riforma.

Produzione prosastica nel periodo umanistico-rinascimentale[modifica | modifica wikitesto]

La prosa di questo periodo ha caratteri fondamentalmente religiosi e politici. Tra i più famosi ed importanti scrittori di questo periodo sono: William Tyndale (1484-1536), di ispirazione luterana, che traduce dal greco il Nuovo Testamento. Miles Coverdale che completa la traduzione di Tyndale nel 1535 e traduce il Vecchio Testamento. Thomas Cranmer che guida la composizione del Book of Common Prayer (1549). Sir George Harrington traduce l'Orlando furioso di Ludovico Ariosto. Thomas North (1535?-1601?) traduce Vita dei nobili Greci e Romani di Plutarco. George Chapman (1559?-1634?) traduce l'Iliade. Sir Thomas Hoby (1530-66) traduce il Cortegiano di Castiglione. Arthur Golding traduce le Metamorfosi di Ovidio. Robert Carew traduce la Gerusalemme liberata. Roger Ascham (1515-68) è un teorico dell'istruzione. Scrive il Toxophilus (1545) e il The Schoolmaster (1570). John Knox (1514-72) è il primo e il più importante dei riformatori protestanti in Scozia. Scrive The First Blast of the Trumpet against the Monstrous Regiment of Women (1558). La pubblicazione anticattolica è così accesa che influenzerà profondamente per diversi secoli il pensiero e la letteratura scozzesi. Thomas More unisce doti di studioso, statista e uomo di Dio ma, scrivendo la sua opera maggiore in latino, dimostra quanto la prosa inglese non abbia ancora una così elevata dignità letteraria.

Produzione poetico teatrale nel periodo umanistico-rinascimentale[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento del Rinascimento, vengono sconvolti i parametri di bellezza e di estetica prosastica e poetica inglese. La poesia rinascimentale inglese si prefigura l'opposto di quella medioevale, abbandonando tematiche allegoriche e religiose. Nei primi anni del periodo umanistico-rinascimentale, è all'Italia che l'Inghilterra guarda, producendo unicamente imitazioni di modelli italiani, riscontrabili soprattutto in Surrey e Thomas Wyatt, i quali introdussero lo schema metrico del sonetto, che in Italia era già presente fin dai tempi della Scuola siciliana; altra innovazione del periodo è l'introduzione del blank verse, il verso libero.

Nel teatro predomina l'influenza classica, soprattutto quella delle commedie di Terenzio e Plauto e delle tragedie di Seneca. La prima tragedia in inglese è Gorboduc, o Ferrex and Porrex (1562) di Thomas Norton (1535-84) e Thomas Sackville (1536-1608). Norton e Sackville furono notevoli poeti e drammaturghi.

Età elisabettiana (1558-1603)[modifica | modifica wikitesto]

Elisabetta I, figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, diventa regina alla morte della sua sorellastra Maria I. Grazie alla sua politica di unità, libertà ed espansione, riesce a creare in Inghilterra un miracolo economico che contribuisce a creare una corte intellettuale molto fiorente e creativa.

Con Elisabetta I e con l'apertura delle grammar schools, il Rinascimento cessa d'essere diffuso in una élite ristretta di cortigiani per divenire patrimonio condiviso anche dalla nazione. I grandi centri di diffusione culturale diventano Oxford e Cambridge.

Grande artista di questo periodo è John Lyly (1554-1606), il maggior esponente della corrente boccaccesca in Inghilterra; il suo nome è rimasto legato alla scrittura di due sue principali opere: l'Euphues, e l'Euphues and His England, il primo del 1579 e il secondo del 1580. Scopo dello scrittore era ricreare l'incantevole redazione retorica degli umanisti italiani, il loro preziosismo e la ricercatezza nel verbo.

L'età elisabettiana vide il fiorire della letteratura, specialmente nel campo del teatro. William Shakespeare spicca, in questo periodo, come poeta e drammaturgo non ancora superato. Altre figure importanti nel teatro elisabettiano sono Christopher Marlowe, Thomas Dekker, John Fletcher e Francis Beaumont.

Verso la fine del XVI secolo, la poesia inglese era caratterizzata da un linguaggio elaborato e da un elevato numero di riferimenti ai miti classici. I poeti più famosi di quest'epoca furono Edmund Spenser e Sir Philip Sidney.

Letteratura giacobita[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Shakespeare, all'inizio del XVII secolo, il poeta e drammaturgo Ben Jonson fu la figura di gran lunga più importante sulla scena letteraria "giacobita". Il termine giacobita deriva dal latino ecclesiastico Jacobus, e sta ad indicare il regno di Giacomo I, succeduto ad Elisabetta I; ma con questo nome furono designati anche i sostenitori di Giacomo II Stuart, in un periodo di lotte dinastiche e religiose, che videro contrapporsi i cattolici, sostenitori della monarchia assoluta rappresentata dagli Stuart, ai puritani, rappresentati da Oliver Cromwell. L'estetica di Jonson pare rifiutare il manierismo retorico e ornato degli scrittori elisabettiani, in particolare Spenser. I suoi personaggi incarnano la "teoria degli umori". Secondo questa teoria, medica e letteraria ad un tempo, nel corpo umano esisterebbero quattro "umori" (sangue, flegma, bile nera e bile gialla, corrispondenti ai quattro elementi dell'universo: aria, acqua, fuoco e terra) e le differenze comportamentali deriverebbero in gran parte dalla prevalenza (o squilibrio) di uno di questi rispetto agli altri. Questa concezione portò Jonson ad esemplificare le differenze caratteriali, al punto di creare tipi o cliché. Jonson è un maestro di stile e un brillante scrittore satirico, come dimostra il suo Volpone, commedia nella quale viene descritto con sagace realismo un gruppo di truffatori a loro volta truffati.

Nella loro produzione più tarda (ricordiamo che anche Shakesperare scrisse alcune delle sue opere teatrali migliori sotto il regno di Giacomo I) Beaumont e Fletcher seguirono le orme di Jonson, scrivendo commedie brillanti e di successo, fra le quali bisogna menzionare The Knight of the Burning Pestle, una presa in giro della classe media emergente e in particolare di quei "nuovi ricchi" che pretendono di dettare il gusto letterario senza affatto conoscere la letteratura. Il protagonista è una specie di cavaliere errante (sul suo scudo è raffigurato un pestello che brucia, da cui il titolo della commedia) che cerca di conquistare il cuore di una principessa, con esiti maldestri, cosa che lo fa somigliare per certi versi al Don Chisciotte di Cervantes. Uno dei principali meriti di Beaumont e Fletcher, e naturalmente di Jonson, è stato quello di rendersi conto di quanto il feudalesimo e la cavalleria si fossero ormai tramutati in snobismo e finzione, mentre sorgevano dappertutto nuove classi sociali.

Un genere teatrale molto popolare durante il periodo giacobita fu il cosiddetto "dramma di vendetta", reso popolare già durante il regno di Elisabetta I da John Webster e Thomas Kyd. George Chapman ne fu uno dei principali esponenti, anche se il suo principale merito, che lo rese famoso, esercitando una profonda influenza su tutta la letteratura inglese dei secoli successivi, fu la traduzione di Omero, che ispirò tra l'altro importanti autori come John Keats.

Durante il regno di Giacomo I fu avviato uno dei progetti di traduzione più ambiziosi di tutta la letteratura inglese: The King James Bible, la Bibbia di Re Giacomo, il cui completamento vide la luce nel 1611. Il progetto rappresenta il culmine di una lunga tradizione di traduzione della Bibbia, iniziata circa un secolo prima, con l'opera di William Tyndale. La Bibbia di Re Giacomo (o Authorised Version) è diventata di conseguenza "Bibbia ufficiale" della Chiesa d'Inghilterra. Questo progetto è stato diretto dal re in persona, che ha voluto supervisionare il lavoro di quarantasette studiosi. Anche se nel frattempo sono state fatte molte altre traduzioni della Bibbia, alcune delle quali persino più accurate, molti preferiscono la Bibbia di Re Giacomo, che per le sue caratteristiche estetiche, riproduce fedelmente il verso originale ebraico.

Oltre a Shakespeare, la cui figura sovrasta gli inizi del secolo, i maggiori poeti del XVII secolo sono Donne e i poeti metafisici. Influenzati dal Barocco continentale, profuso di misticismo ed erotismo ad un tempo, i poeti metafisici utilizzarono moduli e figure non convenzionali, spesso deliberatamente "impoetiche", come una bussola o una zanzara, per raggiungere effetti a sorpresa. Ad esempio, in "A Valediction: Forbidding Mourning", un componimento di John Donne, tratto dalla raccolta Songs and Sonnets, i punti cardinali di una bussola rappresentano due amanti: più grande è la distanza, più l'amore si fa intenso. Paradosso e ossimoro sono delle "costanti" in questo tipo di poesia, le cui paure e ansie riflettono un mondo di certezze spirituali in crisi, profondamente scosso dalle nuove scoperte geografiche e scientifiche, consapevole di non essere più il centro dell'universo. Oltre alla poesia metafisica di Donne, il XVII secolo è celebre anche per la poesia barocca. Lo stile barocco è sublime, travolgente, epico e religioso. Molti di questi poeti ebbero una sensibilità apertamente cattolica (es. Richard Crashaw) e scrissero poesie per la Controriforma cattolica, al fine affermare la supremazia della fede e di un misticismo che almeno idealmente, avrebbe dovuto convincere molti protestanti a ritornare verso il cattolicesimo.

Letteratura carolina[modifica | modifica wikitesto]

I Cavalier poet (poeti cavalieri) sono un gruppo di poeti contrapposto a quello dei metafisici. In comune questi poeti hanno l'associazione con la corte di Giacomo I e Carlo I e la celebrazione dei valori e degli ideali della cultura aristocratica del seicento. La loro poesia persegue una perfezione formale e stilistica ispirata agli ideali latini di Orazio e Virgilio. Sia i temi che le ambientazioni sono pastorali o bucolici, quali la trasfigurazione della campagna in cui si auspica a un ritorno ai valori tanto da parte dell'aristocrazia che della gente e della religione. I maggiori rappresentanti di questo gruppo di poeti furono: Robert Herrick, Thomas Carew, Johon Suckling, Richard Lovelance.

Letteratura del Commonwealth e del Protettorato[modifica | modifica wikitesto]

John Milton, l'autore del poema epico religioso Paradise Lost, e Andrew Marvell furono attivi nei turbolenti anni della metà del XVII secolo.

Importanti sulla scena furono anche gli scrittori di diari John Evelyn e Samuel Pepys.

Letteratura della Restaurazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Letteratura della Restaurazione inglese.

Con il ritorno di Carlo II Stuart sul trono d'Inghilterra nel 1660, l'atmosfera puritana che ha vigilato sulla cultura inglese del decennio precedente si allenta e il nuovo clima favorisce la riapertura dei teatri. Ciò favorì lo sviluppo della commedia con le sue concezioni satiriche della nuova nobiltà e della ricca borghesia, anche se questo troverà il suo massimo splendore con il primo settecento e le opere di Swift e Defoe. A livello teatrale, le figure più importanti furono Sir George Etherege, il quale rappresentò nel Man of mode il classico libertino dell'età della restaurazione. La figura che però imperò su tutte fu quella di John Dryden, tecnico e formatore di una vera e propria lingua inglese letteraria in opposizione a quella francese, allora imperante. Da ricordare Aphra Behn, che fu la prima scrittrice professionista. Il Pilgrim's Progress di John Bunyan è una delle opere più lette di questo periodo, assieme a The Way Of The World di William Congreve.

Letteratura Augustea[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio del XVIII secolo è conosciuto come l'epoca augustea della letteratura inglese. La poesia del tempo era altamente formale, come esemplificato dalle opere di Alexander Pope, il quale condensava nei suoi versi attacchi contro la nobiltà del periodo a dotte citazioni.

Il romanzo inglese non conobbe popolarità fino al XVIII secolo. Alcuni lettori ritengono (erroneamente) che Robinson Crusoe di Daniel Defoe (1719) sia il primo romanzo in inglese, anche se Defoe è considerato «il primo vero romanziere inglese»[1]. I più grandi scrittori del secolo furono Henry Fielding e Laurence Sterne.

Il più famoso pittore inglese del tempo è William Hogarth che in un autoritratto si raffigura tra le opere di Shakespeare, Milton e Swift, considerandosi figlio della grande tradizione letteraria inglese. Secondo Hogarth non bastano la grandiosità dell'opera, il modello classico o la riproduzione della natura newtoniana per illustrare la bellezza. Bisogna rappresentare il concetto di complessità dell'arte tramite linee continue che portano l'occhio ad un piacevole inseguimento, dando il senso stesso di bellezza.

Grazie a quest'idea di complessità e di peculiarità, l'osservazione della natura è meno costretta entro le regole. Le famose sequenze narrative del pittore e teorico vengono largamente diffuse sotto forma di incisioni, capaci di accattivare le menti delle persone di ogni rango e condizione. Le immagini mostrano una Londra piena di tentazioni, violenze, malattie in cui i personaggi si perdono; riescono al contempo a mettere in luce il lato ridicolo della politica e la vivacità caotica della società umana.

Il romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo è il più cospicuo fenomeno culturale del XVIII secolo ed è espressione della classe borghese in ascesa.

Alle origini del romanzo occidentale ci sono un naufrago (il Robinson Crusoe di Daniel Defoe), un trovatello (il Tom Jones di Henry Fielding), e una domestica (Pamela, o la virtù premiata di Samuel Richardson): per i due eroi maschi l'ingresso nel mondo borghese avviene attraverso l'esaltazione della propria individualità; il personaggio femminile deve invece rinunciare a sé stessa.

La domanda di libri aumenta e sono soprattutto le signore della media ed alta borghesia ad avere più tempo libero, ed inoltre godono di maggiori possibilità economiche e sono meglio istruite. Accanto ad esse le cameriere personali e i valletti, minimamente alfabetizzati, acquistano interesse nei libri diventando i maggiori frequentatori delle biblioteche circolanti.

Grande successo hanno i libri di viaggio che stimolano non solo la fantasia ma anche l'orgoglio per una nazione di esploratori. Le narrazioni trattano di personaggi in cui i lettori si possono riconoscere.

Vengono distinti due generi:

  • Romance, basato su narrazioni fantasiose
  • Novel, romanzo nel quale fantastica è solo la storia che si narra; carattere ambiente e azioni sono realistici, verosimili.

Il romanzo diventa mimesi dell'esistente in cui la classe sociale borghese si riconosce: così facendo però prende a modello il fittizio. Il romanzo borghese è arrivato fino ai nostri giorni attraverso molteplici trasformazioni, adattandosi ai cambiamenti sociali e storici.

Age of Sensibility[modifica | modifica wikitesto]

Intorno alla metà del secolo si diffonde infatti un atteggiamento più intimista, con una forte componente di suggestione. Vi sono segnali di diffusa malinconia, di instabilità psicologica e inquietudine sociale. Si parla di una Age of Sensibility. Se la sofisticata poetic diction tradiva concezioni ancora aristocratiche, la sensibility è più legata alla nuova classe emergente: la borghesia. Uno dei capolavori di questa sensibilità malinconica è L'elegia scritta in un cimitero di campagna (Elegy written in a country churchyard) di Thomas Gray, tanto esemplare da essere presa a modello dalle generazioni future (es. Foscolo, Dei sepolcri).

Nel 1757 Edmund Burke pubblica "Enquiry (indagine filosofica) upon the origin of our ideas of the sublime and beautiful" in cui sostiene il primato del sublime sul bello definendolo come tutto ciò che è connesso col dolore, pericolo o terrore e che genera le immagini più forti che la nostra mente possa creare.

Presto appaiono raccolte di poesie medievali o medievaleggianti in cui dominano paesaggi oscuri, meditazioni malinconiche sulla morte. Molte composizioni risultano di dubbia origine se non addirittura contraffatte. Il loro merito letterario è però quello di aver opposto al linguaggio descrittivo dei neoclassici una poesia suggestiva, di emozioni, senza alcuna volontà didattica; al componimento poetico visto come prodotto compiuto sostituiscono il gusto del frammento, al razionale l'irrazionale.

Romanzi importanti di questo filone sono Il vicario di Wakefield (1766) di Oliver Goldsmith, Tristram Shandy di Laurence Sterne, e The man of feeling (1771) di Henry Mackenzie.

Romanticismo[modifica | modifica wikitesto]

La reazione all'urbanismo e all'industrializzazione portò i poeti ad esplorare la natura, vista come un essere vivente, non più statica ma in movimento. In una visione panteistica, la natura rappresentava l'espressione di Dio nell'universo, la fonte di ispirazione ed il mezzo per trovare veri valori morali. Le descrizioni dei paesaggi, minute e dettagliate, non rappresentavano però sempre la realtà, ma cambiavano a seconda dei sentimenti dell'autore. L'immaginazione, caratteristica fondamentale del periodo, poneva il poeta come mediatore tra l'uomo e la natura. Cronologicamente il Romanticismo viene fatto iniziare con la pubblicazione nel 1798 delle Lyrical Ballads, opera scritta da William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge, nella quale entrambi "teorizzano" il proprio modo di vedere e di fare poesia: il primo vedeva nella poesia un modo di rendere il quotidiano qualcosa di straordinario, mentre Coleridge usava la poesia per rendere credibile l'inverosimile, affidandosi alla potenza dell'immaginazione, vista come sovrana forza creatrice....

Entrambi i poeti fanno parte dei cosiddetti "poeti della prima generazione", chiamati anche Lake Poets, occupati forse più a teorizzare e a sperimentare una nuova poesia piuttosto che esprimere se stessi.

I più grandi poeti romantici della seconda generazione furono invece Lord Byron, Percy Bysshe Shelley e John Keats. La tendenza di questi fu quella di esprimere nelle proprie poesie i propri animi inquieti, scossi dalla Rivoluzione Francese, che aveva acceso in loro una nuova percezione della libertà. Essi, pur essendo inglesi, sentivano un rifiuto per la loro terra: "Ribellione" è la parola chiave di questi poeti, specialmente in Byron e Shelley.

Jane Austen scrisse romanzi riguardanti la vita della piccola borghesia di campagna, visti dal punto di vista di una donna, ed obliquamente incentrati su questioni sociali come matrimoni e denaro. Thomas de Quincey, anticipatore di temi e atmosfere proprie della seconda metà del XIX secolo, è, insieme alla Austen, il massimo narratore inglese dei primi decenni dell'Ottocento.

Letteratura Vittoriana[modifica | modifica wikitesto]

Cronologicamente essa si colloca tra il 1837 e il 1901: l'Inghilterra si trova investita da una parte da un industrialismo trionfante e dall'affermazione di una borghesia proiettata al guadagno, grazie alla dottrina del liberismo, dall'altra si trova a fare i conti con una classe operaia sfruttata e che inizia a reclamare i propri diritti. Si afferma l'ideale di un severo moralismo e l'aspirazione talora solo esteriore al decoro e alla dignità.

Charles Dickens entrò sulla scena letteraria nella prima metà del XIX secolo, con le pubblicazioni in serie. Dickens raccontò la vita a Londra e le battaglie dei poveri, ma in maniera lieve rendendo i racconti accettabili da tutte le classi sociali. Tra i suoi primi lavori troviamo Circolo Pickwick (Pickwick Papers), capolavoro della commedia. In seguito le sue opere si fecero più cupe, ma non perdendo l'abilità della caricatura.

Fu nell'epoca vittoriana che il romanzo divenne l'opera più diffusa nella letteratura inglese. La maggior parte degli scrittori cercavano di incontrare i gusti della media borghesia piuttosto che dei grandi aristocratici. Tra le opere più conosciute di quest'epoca ci sono i racconti pieni d'emozioni delle sorelle Brontë (Jane Eyre, Cime tempestose e Il segreto della signora in nero); la satira La fiera delle vanità di William Makepeace Thackeray; il romanzo realista di George Eliot; e i ritratti di Anthony Trollope delle vite delle classi professionali e agiate. Di contro, nella vasta produzione minore spiccano autori come Elizabeth Gaskell, attenta alla condizione femminile in una società ormai industriale, o George Gissing, sensibile alle istanze sociali di fine secolo.

Interesse nelle cose rurali e nei cambiamenti della situazione sociale ed economica nella campagna, si trova nei romanzi di Thomas Hardy.

Le persone più importanti dell'epoca vittoriana includono anche Alfred Tennyson, Robert Browning e sua moglie, Elizabeth Barrett Browning.

Anche la letteratura per bambini fu pubblicata durante il periodo vittoriano, ed alcune storie divennero molto conosciute come quelle di Lewis Carroll, che proponeva dei versi nonsense, e Edward Lear.

Tra Decadentismo ed Estetismo: Oscar Wilde[modifica | modifica wikitesto]

La borghese e algida letteratura vittoriana s'incontrò e scontrò col Decadentismo francese, che sfociò nell'opera dell'irlandese Oscar Wilde, che si definiva un esteta socialista, nell'Estetismo inglese.

Letteratura edoardiana[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi del XX secolo, nel breve regno di Edoardo VII (1901-1910), uno degli scrittori più popolari fu Rudyard Kipling, figura molto versatile la cui produzione letteraria comprende romanzi, storie e poemi, spesso basati sulle sue esperienze dell'India inglese. Kipling fu spesso associato all'imperialismo e questo rovinò la sua reputazione in tempi moderni. Recenti studi da parte dell'illustre esperta di inglese scolastico Caterin Branchelenths hanno individuato una "frustrating and limitating" società inglese che allora si è scagliata contro Kipling e ancora adesso influenza l'economia e la politica britannica. Branchelenths è autrice anche della raccolta di fotocopie illustrate autografe.

Altri importanti scrittori di questo periodo furono Gilbert Keith Chesterton, Samuel Butler, John Galsworthy e Edward Morgan Forster.

Letteratura giorgiana[modifica | modifica wikitesto]

I poeti di questo periodo, il lungo regno di Giorgio V (1910-1936), mantennero un approccio conservativo con la poesia.

Le esperienze della prima guerra mondiale furono riflesse nelle opere dei poeti di guerra come Rupert Brooke, Isaac Rosenberg, Edmund Blunden, Wilfred Owen e Siegfried Sassoon. Molti scrittori si staccarono da temi patriottici e imperialisti come conseguenza della guerra. Un grande poeta che, deluso dall'immane tragedia della Grande Guerra, giunse al punto di vedere in essa il segno del declino di tutta la Civiltà Occidentale fu l'americano Thomas Stearns Eliot.

Letteratura contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

H. G. Wells è stato un precursore del romanzo di fantascienza.

Scrittori importanti tra le due guerre mondiali sono stati James Joyce (irlandese), D.H. Lawrence, Henry James e Virginia Woolf.

La critica di George Orwell al totalitarismo ha portato all'introduzione nella lingua inglese del termine orwelliano.

J.R.R. Tolkien e C. S. Lewis sono stati i principali precursori del romanzo fantasy moderno, principalmente dell'high fantasy.

W. H. Auden, Stephen Spender, Ted Hughes e Philip Larkin sono i più influenti poeti di questo periodo.

Aldous Huxley e J. G. Ballard sono precursori del movimento cyberpunk.

Altri scrittori importanti sono Muriel Spark, William Golding, Malcolm Lowry, Evelyn Waugh, Iris Murdoch, Kingsley Amis, Graham Greene e il già citato G. K. Chesterton, gli ultimi due di fede e ispirazione cattoliche.

Fra gli scrittori di letteratura di consumo sono da ricordare P. G. Wodehouse, Agatha Christie e Ian Fleming.

Letteratura post-moderna[modifica | modifica wikitesto]

John Fowles e Julian Barnes sono esempi della letteratura postmoderna inglese.

Importanti scrittori dei primi anni del XXI secolo sono Antonia Susan Byatt, Martin Amis, Margaret Drabble, Ian McEwan, Will Self, Andrew Motion e Salman Rushdie.

Altre letterature[modifica | modifica wikitesto]

Premi Nobel per la letteratura in lingua inglese[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Oxford University Press (1970), op. cit., p. 413.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sir Paul Harvey e Dorothy Eagle, The Concise Oxford Dictionary of English Literature (Oxford Paperbacks), Londra, Oxford University Press, 1970, ISBN 0-19-881233-7.
  • Paolo Bertinetti, Breve storia della letteratura inglese, Torino, Einaudi, 2004, ISBN 88-06-16770-7.

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