Giovanni Florio

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Giovanni Florio

Giovanni Florio, noto anche come John Florio (Londra, 1553Fulham, 1625), è stato un linguista inglese, nato durante il regno di Edoardo VI, e definitosi sempre «an Englishman in Italian» (un "inglese italiano")[1].

Si fa il suo nome tra i possibili autori delle opere di William Shakespeare[2], secondo alcune teorie affascinanti ma dimostrabili, per le quali il drammaturgo di Stratford-upon-Avon non avrebbe scritto di suo pugno le sue opere.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre, Michelangelo Florio, era un esule italiano proveniente dal Granducato di Toscana (originario di Lucca). Sappiamo poco sulla madre di Giovanni, ma si pensa che fosse una donna inglese che Michelangelo conobbe negli ambiti di lord Burghley ossia William Cecil, il consigliere della regina Elisabetta I. Questo spiegherebbe la notevole competenza e conoscenza che Florio aveva della lingua inglese, nonostante il fatto che ancora piccolo fosse stato portato a vivere a Soglio, nelle Alpi svizzere, e fino a più o meno vent'anni non fece ritorno in Inghilterra.

Michelangelo Florio era un erudito italiano di origine ebraica fuggito a Londra per evitare le persecuzioni dell'Inquisizione, dal momento che aderì alla riforma Protestante. Il breve regno di Edoardo VI permise a Michelangelo di trovare a Londra un rifugio sicuro dalle persecuzioni religiose, diventando nel 1550 anche pastore della congregazione protestante italiana a Londra. Diventò un personaggio molto introdotto nell'ambito dell'aristocrazia inglese che apprezzava la sua enorme cultura e che accoglierà benevolmente anche suo figlio Giovanni, una volta ritornato nella sua patria natale.

L'ascesa al trono di Maria la Sanguinaria, sovrana decisa a ripristinare col pugno di ferro la religione cattolica in Inghilterra, costrinse Michelangelo a riprendere le sue peregrinazioni per l'Europa. Così Michelangelo (e la sua ‘famigliola' composta da sua moglie e l'infante Giovanni) lasciò l'Inghilterra, alla volta di Soglio, da dove però un giorno sarebbe tornato.

L'infanzia e gli studi[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Florio, quindi, visse la sua infanzia a Soglio nella Val Bregaglia svizzera, trovando in suo padre un esperto e amorevole insegnante, che lo introdusse alla conoscenza di diverse lingue. Più tardi, nei suoi scritti, Giovanni Florio farà capire che conosceva molto bene diverse lingue (Italiano, Francese, Tedesco, Spagnolo, Inglese, Latino, Greco ed Ebraico, oltre alla lingua Toscana e Napoletana). Le amicizie di Michelangelo Florio, che a Soglio svolse anche attività notarili, permisero a suo figlio Giovanni di frequentare l'Università di Tubinga, Württemberg, dove ebbe per tutore Pier Paolo Vergerio. Vergerio era un uomo di grande cultura che, avendo abbracciato la religione Protestante, si trovava esule a Tubinga, essendo uno degli attivisti più estremisti del Protestantesimo.

Primi Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Verso i ventidue anni Giovanni Florio ritorna nella sua terra natale, carico di esperienze e di cultura. In poco tempo riuscì a introdursi negli ambienti più esclusivi dell'aristocrazia inglese, diventando ben presto un punto di riferimento nel panorama culturale inglese. Infatti nel 1578, a venticinque anni, pubblicò il suo primo libro, Primi Frutti (First Fruits). Questo libro, uscito poco prima di Euphues di John Lyly, rivela Giovanni Florio come abile linguista, al punto che contribuì non poco alla nascita del eufuismo in Inghilterra. Si pensa, tra l'altro, che uno degli allievi di Giovanni Florio fu proprio John Lyly che è considerato il padre dell'eufuismo in Inghilterra. Nel 1580 è a Oxford dove, grazie a Burghley, si iscriverà ai corsi universitari come ‘poor student'. Otterrà un Master of Arts presso il Magdalen College, ma secondo la Frances Yates non conseguì nessuna laurea, così come non conseguì una laurea presso l'Università di Tubinga. A Oxford fece però incontri determinanti: uno fu con il futuro poeta Samuel Daniel, e l'altro con Giordano Bruno.

Sarà proprio Samuel Daniel, uno dei più melliflui poeti del periodo elisabettiano, che diventerà suo cognato: Florio, infatti, ne sposò la sorella, il cui nome, secondo Mc Alpin era Rose.

L'incontro con Giordano Bruno[modifica | modifica wikitesto]

Da quel momento in poi Giovanni Florio sarà sempre al centro della scena culturale inglese, sia come traduttore di rilievo sia come supervisore di diverse opere letterarie. Nel 1580 tradusse, per Richard Akluyt i Viaggi di Cartier dalla versione italiana di Giovan Battista Ramusio: la traduzione fatta da Florio di questi libri permise di intraprendere più facilmente le esplorazioni del Nuovo Mondo da parte degli inglesi. Dal 1583 al 1585 visse a stretto contatto con il filosofo italiano Giordano Bruno dal quale apprese moltissimo, non solo dal punto di vista letterario, ma anche dal punto di vista filosofico. L'influenza di Bruno su di lui fu tale che la sua visione del mondo cambiò significativamente. In quegli stessi anni lavorò presso l'ambasciata francese a Londra, dove viveva Giordano Bruno. All'interno di questa ambasciata svolgeva diverse funzioni, tra le quali quelle di avvocato e di insegnante di lingue.

Secondi Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Giordano Bruno, al seguito di Mauvissiere, lasciò l'Inghilterra nel 1585, e Giovanni Florio trovò occupazione come tutore personale del Conte di Southampton, Henry Wriotesley, quando il giovane Conte andò a studiare al St. John's College di Cambridge. Nel 1590 partecipa alla supervisione della traduzione dell'Orlando furioso fatta dal suo amico Sir John Harington. Il libro fu pubblicato in quello stesso anno da Richard Field. Sempre nel 1590 è supervisore della Arcadia scritta dal suo amico Sir Philip Sidney. Nel 1591 pubblica i suoi Secondi Frutti (Second Fruits), accompagnando questo libro da una collezione di seimila proverbi italiani che non avevano un corrispondente proverbio inglese: molti di questi li ritroveremo nelle opere di Shakespeare. Nei suoi Secondi Frutti troviamo tracce di una polemica con il drammaturgo Thomas Nashe che, cominciata nel 1589 (Menaphon), finirà solo nel 1599 (Lenten Stuff).

Un Mondo di Parole[modifica | modifica wikitesto]

Ritroviamo Florio attivo nelle pubblicazioni nel 1598, dopo sette anni di silenzio letterario, quando rilascia per il mercato il suo straordinario Un Mondo di Parole (A World of Words). Questo dizionario Florio lo cominciò a preparare intorno agli anni 1590, e come dice proprio lui servirà a chiunque, ma soprattutto agli studiosi, per affrontare quelle letture che in Inghilterra fino alla comparsa del suo dizionario erano proibitive per chi non conoscesse perfettamente l'italiano: così, con l'aiuto di questo prezioso dizionario, potranno essere affrontate le letture di Dante, Petrarca e Boccaccio, tra gli altri. Chiunque cerchi chiarimenti sul linguaggio di Shakespeare, talvolta apparentemente incomprensibile, deve fare necessariamente riferimento a questo dizionario, dove, tra le altre cose, troverà elaborata la tecnica grammaticale attraverso la quale Shakespeare componeva nuove parole, idee e concetti. Queste tecniche linguistiche Florio le aveva cominciate a mettere in pratica già nei suoi Primi Frutti nel 1578. Shakespeare usava le stesse tecniche di composizione che usava Florio, ma Florio le utilizzò ancor prima che comparisse Shakespeare. Nessuno, in Inghilterra, prima di Florio e Shakespeare (ma Florio prima di Shakespeare) usò simili strutture linguistiche in maniera così sistematica. Contemporaneamente alla elaborazione del suo dizionario, Florio lavorò alla traduzione dei Saggi di Montaigne che, finiti prima del 1600, videro la pubblicazione nel 1603. Questi Saggi diventarono una moda indiscussa e furono letti e riletti per generazioni. Il contributo di questi saggi allo sviluppo letterario di Shakespeare è difficilmente quantificabile, basti pensare che alcune opere, come La tempesta, furono estesamente modellate sui Saggi di Montaigne tradotti da Florio.

Anni difficili[modifica | modifica wikitesto]

Intorno al 1601 diversi fatti tragici interessarono la vita di Florio. Sembra che quasi tutti i membri della sua famiglia morirono per un attacco di peste (malattia molto frequente in quegli anni a Londra) e rimase in vita solo sua figlia Aurelia. Il suo caro amico e maestro Giordano Bruno fu bruciato in Campo de' Fiori a Roma. Una documento dove si riportava la morte di Giordano Bruno è stato trovato tra le carte del Conte di Essex. Il Conte di Essex, di cui Florio era un partigiano, venne giustiziato per aver tentato una insurrezione.

A corte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1603, al cambio della guardia del trono d'Inghilterra, troviamo Florio ben introdotto negli ambienti della Corona Inglese: Florio diventerà un punto di riferimento per la Regina Anna e un personaggio molto apprezzato da Giacomo I, che successe a Elisabetta I. Florio, in segno di stima nei confronti di Giacomo I, tradusse in italiano un suo scritto, il Basilikon Doron. Questo scritto diventerà importante per molte opere di Shakespeare. Nel 1609 Florio consegnerà ai Conti di Pembroke alcuni scritti pubblicati dal suo amico Thomas Thorpe: tra questi scritti ci sono anche i Sonetti di Shakespeare. Mentre continua il suo lavoro di ricerca letteraria, che sfocerà con la pubblicazione di un secondo dizionario, Florio svolge, nel contempo, attività diplomatica per conto della Regina Anna: la testimonianza di queste attività ci è data da alcune lettere scritte dall'allora ambasciatore toscano Ottaviano Lotti. La seconda versione del dizionario A World of Words, 1611, è dedicata alla Regina Anna. Racchiude oltre settantamila parole italiane e oltre centocinquantamila termini inglesi. Florio, per compilare questo dizionario, ha letto, come indicato da lui stesso nel dizionario, oltre duecentocinquanta libri tra i quali troviamo quasi tutti i libri che sono serviti a Shakespeare come fonti per comporre le sue opere. Nello stesso periodo Florio è insegnante di lingue (Italiano e Francese) della Regina Anna, della Principessina Elisabetta e del Principe Enrico (figli di Anna e Giacomo I).

Il declino[modifica | modifica wikitesto]

Dati i rapporti di intima amicizia con i membri della famiglia reale, la morte nel 1612 del Principe Enrico, che sarebbe stato il futuro Re d'Inghilterra, sarà un colpo durissimo per Florio. Da quel momento in poi comincia il declino lento ma inesorabile della vita di Florio. Nel 1619, con la morte della sua amata Regina Anna, Florio sarà definitivamente allontanato dalla corte e ritiratosi a Fulham vi rimarrà fino alla sua morte, avvenuta per un attacco di peste nel 1625. Prima di morire, Florio partecipò a due imprese notevoli: la traduzione in inglese delle novelle del Boccaccio e la realizzazione del First Folio del 1623, dove sono raccolte tutte le opere di William Shakespeare. Il testamento di Giovanni Florio, scritto l'anno stesso della sua morte, rivela impressionanti affinità con il modo di scrivere e di pensare di Shakespeare. Ci sono evidenze che Florio e Will di Stratford vissero sempre a stretto contatto. Ci sono fondate evidenze che la loro collaborazione permise la produzione di tutte le opere di Shakespeare. [senza fonte]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Florio, Secondi Frutti (Londra, 1591), 'Al Lettore', sig. *r.
  2. ^ Lamberto Tassinari, The Man who was Shakespeare, Giano Books, 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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