Allitterazione
L'allitterazione è una figura retorica che consiste nella ripetizione di una lettera, di una sillaba o più in generale di un suono all'inizio di parole successive (Coca Cola, Marilyn Monroe, Deanna Durbin, Mickey Mouse, Cip & Ciop). Pone l'attenzione sui rapporti tra le parole fonicamente in rilevanza.
Allitterazione deriva dal latino adlitterare, che significa appunto "allineare le lettere".
Indice |
[modifica] Effetto
Grazie alle allitterazioni possono essere evocate diverse sensazioni condizionate dalle lettere che realizzano l'allitterazione stessa, in base a quello che si chiama fonosimbolismo (e che è in certo modo avvicinabile all'onomatopea). Alcune linee di tendenza possono essere:
- le consonanti dal suono secco (g, c, r e s) evocano una sensazione di durezza.
- le consonanti dal suono dolce (v e l) evocano una sensazione di morbidezza, piacere.
- la vocale a evoca un senso di ampiezza.
- la vocale u evoca un senso di gravezza.
- la vocale i evoca un senso di chiarezza.
[modifica] Alcuni esempi
[modifica] Francesco Petrarca
"di me medes'i'mo meco mi vergogno" (Voi c'ascoltate, Canzoniere) allitterazione della lettera "m".
[modifica] Ugo Foscolo
"La madre or sol, suo dì tardo traendo," (In morte del fratello Giovanni) vi è allitterazione con le lettere "s", "t" e "do".
[modifica] Virgilio
"infandum regina iubes renovare dolorem" (Eneide in latino) fa allitterazione la sillaba "re" di "renovare", "regina" e di "dolorem".
[modifica] Gabriele D'Annunzio
"Fr/e/sche le mie parole ne la s/era
ti sien come il fruscìo che fan le foglie
del gelso ne la man di chi le coglie
silenzioso...
Questi versi, che sono d'inizio per la poesia "La sera fiesolana", presentano allitterazioni di "f", "s", dei gruppi "fr" e "sc" e la ripetizione-iterazione della "e".
[modifica] Quinto Ennio
Quinto Ennio negli Annales fa allitterazione della lettera "t".
- "Hastati spargunt hastas: fit ferreus imber" fa allitterazione delle lettere "s" e "t".
- "Africa terribili tremit horrida terra tumulto" fa allitterazione maggiormente della lettera "r", ma anche della"t".
- "at tuba terribili sonitu taratantara dixit" fa allitterazione della lettera "t".
[modifica] Catullo
In Carmina V.Vivamus: "da mi basia mille, deinde centum"; C.XXV Cinaee Thalle: "vel anseris medullula vel imula oricilla"; "deprensa navisin mari,vesaniente vento".
[modifica] Dante Alighieri
- In "Tanto gentile e tanto onesta pare" (la Vita Nuova) vengono proposte diverse allitterazioni dall'autore, cosicché, all'accoppiarsi di suoni nasali (n, gn e m) con quelli dentali (t e d), la lettura venga addolcita:
| « Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand 'ella altrui saluta, |
- Perché appressando sé al suo disire (Divina Commedia, Paradiso, canto I)
- E caddi come corpo morto cade. (Divina Commedia, Inferno, canto V)
[modifica] V per Vendetta
| « Voilà. Alla Vista un umile Veterano del Vaudeville, chiamato a fare le Veci sia della Vittima che del Violento dalle Vicissitudini del fato. Questo Viso non è Vacuo Vessillo di Vanità, ma semplice Vestigia della Vox populi, ora Vuota, ora Vana. Tuttavia questa Visita alla Vessazione passata acquista Vigore ed è Votata alla Vittoria sui Vampiri Virulenti che aprono al Vizio, garanti della Violazione Vessatrice e Vorace della Volontà. L'unico Verdetto è Vendicarsi... Vendetta... E diventa un Voto non mai Vano poiché il suo Valore e la sua Veridicità Vendicheranno un giorno coloro che sono Vigili e Virtuosi. In Verità questa Vichyssoise Verbale Vira Verso il Verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V. » |
(Alan Moore, trad. Leonardo Rizzi)
[modifica] Adelmo Fornaciari
| « Tanto, se tanto mi da tanto, è meglio fare il tonto » |
"sono solo sotto il sol e so solo un solo in sol" (serenata in sol, Sono Io, 2003)
[modifica] Giuseppe Ungaretti
"M'illumino d'immenso"