Winnie-the-Pooh

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Winnie the Pooh.

Winnie-the-Pooh è un famoso orso di pezza della letteratura per ragazzi, inventato da A. A. Milne. È anche noto coi nomi Winnie Pooh (forma adottata dalla Walt Disney), Winnie Puh e Winnie the Pooh (senza trattini).

Winnie Pooh apparve per la prima volta nel romanzo omonimo, pubblicato il 14 ottobre 1926, e in seguito in altri lavori di Milne. Dopo la morte di Milne, i diritti sui personaggi della serie furono ceduti alla Walt Disney, che ha realizzato numerosi film d'animazione e cartoni animati che vedono protagonisti Pooh e altri personaggi di Milne. Winnie Pooh è attualmente una delle principali icone dell'universo di Disney e uno dei suoi personaggi più redditizi.

Indice

[modifica] Origine dei personaggi

I giocattoli originali di Christopher a cui si ispirano i personaggi di Winnie-the-Pooh, esposti al Donnell Library Center di New York

Winnie Pooh è un orso (o più precisamente un orsacchiotto di pezza), che si occupa principalmente di mangiare miele e comporre poesie; vive in una Vecchia Quercia sulla quale è affisso un cartello con scritto "Mr. Sanders" (o meglio la versione storpiata "Mr. Sanderz"); sebbene Winnie non risulti chiamarsi "Sanders", Milne osserva che Pooh abita "sotto il cognome Sanders".

Il nome del personaggio deriva da quello di un orsacchiotto di pezza di Chistopher, figlio di Milne. In principio, l'orsacchiotto di Christopher si chiamava "Edward" (nome a cui fa riferimento anche l'incipit del libro). In seguito, Christopher fu portato dal padre a visitare lo zoo di Londra, dove si trovava in quel periodo "Winnipeg", un cucciolo d'orso che un ufficiale veterinario canadese di nome Colebourn aveva acquistato durante la prima guerra mondiale e poi donato allo zoo. L'animale era diventato rapidamente il beniamino dei bambini londinesi ed era stato ribattezzato "Winnie" per il suo buon carattere. Christopher Robin si entusiasmò a tal punto per quel cucciolo che volle tornare numerose volte allo zoo e alla fine ribattezzò Winnie il proprio teddy bear. Milne iniziò a raccontare al figlio fiabe della buonanotte che vedevano Winnie protagonista. Da queste fiabe ebbe origine il nucleo di narrazioni su cui poi Milne basò la propria fortunatissima opera.

Il nome "Pooh", invece, sarebbe il nome di un cigno incontrato da Christopher in un'altra occasione. Il significato dell'articolo "the" fra i due nomi (per cui il nome completo risulta essere "Winnie il Pooh") è una curiosità linguistica su cui Milne scherza, senza dare reali spiegazioni, nel primo libro di Pooh.

Altri pupazzi di Christopher stimolarono la fantasia di Milne e ben presto il mondo di Winnie si popolò di nuovi amici: Ih-Oh l'asinello, Pimpi il maialino, Tigro la tigre saltellante, la mamma-canguro Kanga e il suo piccolo Roo. Il coniglio Tappo e il gufo Uffa esistevano invece solo nella fantasia di Christopher e del padre.

Il fatto che Winnie Pooh sia un giocattolo animato non viene mai detto esplicitamente nei lavori di Milne, ma risulta evidente dalle illustrazioni originali di Ernest Howard Shepard (che lo ritraggono con la forma tipica dei "teddy bear" e con le cuciture) e dal rapporto particolare che lega Pooh e Christopher.

L'orsacchiotto di Christopher, a cui il personaggio di Winnie Pooh deve la propria esistenza, è attualmente esposto alla Donnell Library di New York.[1]

[modifica] La fortuna dell'opera

Il primo racconto su Winnie pubblicato da Milne fu la storia del volo dell'orsetto attaccato a un palloncino (in seguito divenuto l'episodio iniziale del libro), pubblicato nell'edizione natalizia del London Evening News. Altri episodi furono raccontati via radio. La risposta del pubblico fu talmente positiva che Milne fu spinto a raccogliere i suoi racconti migliori nella forma di un romanzo per bambini, Winnie the Puh, pubblicato nel 1926, che ebbe un grandissimo successo di pubblico e di critica.

Negli anni che seguirono Milne replicò con la pubblicazione della raccolta Now We Are Six e The House at Pooh Corner. Tutte le storie di Winnie scritte da Milne furono illustrate da Ernest H. Shepard, che per ispirarsi frequentò per qualche tempo la casa di Milne, avendo modo di osservare i pupazzi di Christopher Robin e il boschetto vicino alla casa (divenuto, nel romanzo, Il Bosco dei 100 Acri).

[modifica] Winnie-the-Pooh di Disney

Nel 1929, Milne vendette i diritti sui personaggi del Bosco dei Cento Acri a Stephen Slesinger. Nel 1961, tali diritti furono acquistati dalla Walt Disney, che fece di Pooh il protagonista di una serie di cartoni animati, inizialmente adattando le storie originali di Milne e in seguito creandone di nuove.

L'aspetto generale di Pooh di Disney deriva da quello delle illustrazioni di Shepard, ma i tratti sono semplificati. La Walt Disney produce oggi merchandising di Pooh sia nello stile dei cartoni animati sia nello stile di Shepard (etichettato come "Classic Pooh").

Complessivamente, Pooh rappresenta uno dei personaggi più redditizi della storia della letteratura. Libri, video, pupazzi e altri prodotti rendono alla Walt Disney oltre 1 miliardo di dollari all'anno, tanto quanto Topolino, Minnie, Paperino, Pippo e Pluto messi assieme. Pooh appare anche nella fortunata serie di videogiochi Disney Kingdom Hearts.

[modifica] Apparizioni insolite

Winnie Pooh e gli altri personaggi di Milne sono stati utilizzati per spiegare la filosofia/religione taoista in due volumi di Benjamin Hoff (Il Tao di Puh e il seguito The Te of Piglet), nonché in altre opere di filosofia e satira.

Le storie di Pooh sono state tradotte in numerose lingue, tra cui il latino, a opera di Alexander Lenard: Winnie ille Pu (1958) divenne nel 1960 il primo best seller fra i libri in lingua straniera nella classifica del New York Times.

[modifica] I libri di Pooh

[modifica] I libri originali di Milne

[modifica] Adattamenti

[modifica] Il Pooh di Disney

  • Le storie golose di Winnie the Pooh, Disney Libri 2002.

[modifica] Altri libri con Pooh

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri orsacchiotti famosi

[modifica] Altri giocattoli animati

[modifica] Note

  1. ^ Sito della Donnell Library

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Siti dei fan

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