Paperino

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Paolino Paperino
Paperino
Paperino
Universo Disney
Nome orig. Donald Duck (Donald Duck)
Lingua orig. Inglese
Alter ego Paperinik, Doubleduck, QuQu 7,
Autori
Studio The Walt Disney Company
Editore The Walt Disney Company
1ª app. 9 giugno 1934
Voci orig.
Voci italiane
Specie Papero antropomorfo
Sesso Maschio
Luogo di nascita Paperopoli
Data di nascita 9 giugno 1920 (secondo Don Rosa[1])
Parenti

Paolino Paperino (Donald Duck in originale o Donald Fauntleroy Duck[3]), più noto come Paperino, è un personaggio immaginario dei fumetti e dei cartoni animati della Disney.

È un papero bianco con becco e zampe arancioni. Solitamente indossa una blusa e un berretto da marinaio - ma senza pantaloni. Alcuni credono che la Finlandia lo abbia censurato perché non porta i pantaloni, ma è una leggenda metropolitana[4]. Secondo l'albero genealogico ideato da Don Rosa in base alle indicazioni contenute nelle storie a fumetti di Carl Barks, è figlio di Ortensia de' Paperoni (sorella di Paperon de' Paperoni) e Quackmore Duck (figlio di Nonna Papera), ha una sorella gemella, Della Duck, madre di Qui, Quo, Qua.[5]

È stato definito «l'antieroe per eccellenza, l'incarnazione dell'uomo medio moderno, con le sue frustrazioni, i suoi problemi, le sue nevrosi».[6]

L'esordio[modifica | modifica sorgente]

« Giù nello stagno vive Paperino.
Mai nessun lavoro lo infastidisce,
perché nemmeno lui infastidisce il lavoro.
Preferisce di gran lunga ballare o nuotare! »

Diretto da Wilfred Jackson, Paperino è il vicepresidente del Circolo dei pigri, che ha come presidente tal Meo Porcello, prima spalla dell'irascibile e svogliato papero Disney. I due si rivelano degli inguaribili scansafatiche, e solo la bontà e la perseveranza della buona Gallinella li guarirà dalla pigrizia.

È con queste caratteristiche che Paperino continua a mietere successi al cinema[senza fonte] e inizia una lunga carriera nel mondo dei fumetti. Il suo esordio sulla carta stampata è datato 16 settembre 1934 per mano di Al Taliaferro sulle daily strips americane. Su testi di Ted Osborne, fa il suo esordio nelle tavole settimanali la storia I due fannulloni, nota anche come Paperino e la Gallinella Saggia, che è in effetti una riduzione del suo esordio cinematografico.

Da lì in poi, Paperino continua la sua scalata al successo.[7] Lo stesso Taliaferro ne è artefice e protagonista, ottenendo la gestione anche delle successive strisce giornaliere, che disegnerà fino al 18 gennaio 1969, data dell'ultima striscia a fumetti firmata dal cartoonist del Colorado, edita appena due settimane prima della sua morte.

Il Paperino statunitense, comunque, è un papero sì sfortunato, come nelle storie italiane, ma unisce un certo carattere arraffone e un po' scansafatiche, caratteristica che poi manterrà in Italia anche dopo l'avvento di Carl Barks, grazie ai testi di Guido Martina.[senza fonte] Questa visione del personaggio è coerente con il clima da economia di guerra esistente all'epoca.[senza fonte] Paperino fu inoltre, come molti altri personaggi dei fumetti dell'epoca[senza fonte], utilizzato per la propaganda anti-nazista e anti-fascista (un esempio è Der Fuehrer's Face). La differenza con il papero dei nostri giorni è enorme.[senza fonte]

Nel 1935 Paperino debutta nelle strisce giornaliere di Topolino, disegnate dall'abile disegnatore Floyd Gottfredson. Alla ricerca di una spalla perfetta per le storie di Topolino, il cartoonist dello Utah inizia a far recitare insieme i due personaggi, prima in coppia, come in Topolino e il mistero dei cappotti, o, in terzetto insieme a Pippo, nelle storie Topolino giornalista e Topolino nella casa dei fantasmi. Il grande successo di Paperino[8] e la contemporanea crescita come personaggio di Pippo, però, contribuiscono alla separazione tra i due e alla creazione delle due linee principali di personaggi Disney (topi e paperi) che solo in particolari occasioni, come le feste natalizie, si riuniscono con la compresenza di personaggi di Paperopoli assieme a personaggi di Topolinia.

Le strisce quotidiane di Taliaferro[modifica | modifica sorgente]

Il successo del personaggio convince la Disney a creare una striscia (e delle tavole domenicali) con Paperino protagonista. Il 30 agosto 1936 le tavole domenicali delle Silly Symphonies cambiano nome prima in Silly Symphony featuring Donald Duck, e poi Donald Duck (dal 22 agosto 1937). Queste prime strisce, prevalentemente comiche e autoconclusive, venivano sceneggiate da Ted Osborne e disegnate da Al Taliaferro.

Taliaferro introduce nella sua nuova striscia nuovi comprimari: il 17 ottobre del 1937 fanno il loro esordio i tre discoli nipotini di Paperino, Qui, Quo, Qua (Huey, Dewey, Louie), che ebbero talmente successo che poco dopo apparvero anche nei cortometraggi di Paperino. Nel frattempo Al ha interrotto la sequenza settimanale il 5 dicembre del '38, mentre il 7 febbraio dello stesso anno esordiva la striscia quotidiana dedicata a Paperino.

A parte rare eccezioni (più che altro ispirate ai cortometraggi con Paperino protagonista), la nuova striscia quotidiana si compone di sequenze autoconclusive, nelle quali vengono sviluppate gag a ripetizione, tutte ideate da un alternarsi di sceneggiatori provenienti dall'animazione: nomi come Homer Grightman e Roy Williams si alternano via via, fino a che diventa sceneggiatore fisso Bob Karp, che se ne occuperà fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1975.

Il 10 dicembre del 1939 ritorna, poi, la tavola domenicale Donald Duck, per la quale Taliaferro si fa aiutare alle chine da una serie di validi cartoonist (Bill Wright, Karl Karpé, Dick Moores, George Waiss). Sono poi molti i personaggi che affianca a Paperino: oltre ai già citati, Qui, Quo, Qua, passano anche il cugino mangione Ciccio (9 maggio 1938), la fidanzata Paperina (4 maggio 1940), il professor Pico de Paperis (24 settembre 1961). Fa una fugace apparizione anche Paperon de Paperoni, precisamente nel febbraio-marzo 1951, per poi tornare in pianta stabile nel gennaio 1960. Crea poi, insieme a Karp, la nonna di Paperino (27 settembre 1943), quindi il sanbernardo Bolivar (17 marzo 1938) e la scassatissima 313 (1º luglio 1938).

Taliaferro si diverte ad inserire i cosiddetti inside joke, ovvero riferimenti personali o ad altri autori. A parte l'ispirazione per Nonna Papera (la suocera di Al), ogni anno, per trentatré anni, inserisce, nel giorno del loro anniversario, un cuore con i nomi di Al e della moglie Lucy, arrivando addirittura ad inserire il proprio numero di telefono: scelta infelice visto il gran numero di chiamate ricevute, che lo costringono a cambiarlo.

L'Uomo dei Paperi[modifica | modifica sorgente]

La stella di Paperino sulla Hollywood Walk of Fame

La vera crescita del personaggio, come già accennato, e i successivi approfondimenti nel carattere, però, portano la firma di un altro cartoonist: Carl Barks.

Dopo un primo esordio animato con Topolino, il Maestro dell'Oregon realizza una gag del corto Modern Inventions (dove una macchina-barbiere rade il fondoschiena di Paperino, scambiandolo per la sua testa), quindi inizia una lunga collaborazione con Jack Hannah, col quale prima fa esordire Qui, Quo, Qua in I nipotini di Paperino, quindi realizza la sua prima storia a fumetti, Paperino e l'oro del pirata, che è anche la prima storia avventurosa mai scritta con Paperino protagonista negli Stati Uniti.

Barks si trova molto bene con i paperi, e in particolare con Paperino, e quindi la Western Publishing, l'editore dei fumetti Disney, decide di utilizzare la vena dell'Uomo dei Paperi sugli albi Walt Disney's Comics and Stories, dove realizza storie di vita quotidiana di non più di dieci tavole, e Four Color's, dove realizza le storie di ampio respiro e le grandi avventure che contribuiranno a porre le basi per il Paperino avventuroso che, negli anni successivi, andrà a caccia di tesori accompagnando il ricco zio, Paperon de' Paperoni.

Delle avventure a solo, si può ricordare Paperino nel tempo che fu!, dove Paperino e nipoti fanno un viaggio nella California del 1848. Tra le storie con il tema ricorrente del viaggio alla ricerca di civiltà e città ormai dimenticate citiamo Paperino e il mistero degli Incas, una storia che porterà i paperi a "Testaquadra", una città dove tutto è quadrato e le cose rotonde sono vietate, a parte la bussola del professor "Sentimento Cuorcontento di Sacramento (California)", conservata come cimelio nel museo locale.

Paperino però entra a contatto anche con il vecchio west americano in Paperino sceriffo di Valmitraglia, o nell'Egitto misterioso delle piramidi con Paperino e l'anello della mummia, o i misteri dell'Africa Nera, ambientazione di storie come Paperino e il feticcio, Paperino nell'Africa più nera e Paperino e la valle proibita.

Al di là del Paperino viaggiatore e avventuroso, non resta che da citare il Paperino lavoratore: il papero vestito alla marinara viene spesso impegnato in molti lavori, spesso improbabili (p.e., accordatore di campanelli, propagandista di farina, venditore di frullini, incantatore di serpenti)[9] tutti falliti poco tempo dopo. L'unico lavoro "permanente" è quello di lucidatore di monete al servizio di Paperone con la costante paga di 30 centesimi di dollaro all'ora, rimasta invariata nonostante l'inflazione.[10]

Proprio l'ampia mole di storie e di parenti che realizza per le storie dei paperi suggerisce a Barks, nel corso degli anni cinquanta, di realizzare un albero genealogico a suo uso e consumo: è da questo che un suo erede artistico, Don Rosa, trarrà ispirazione per realizzare l'albero genealogico dei paperi più comunemente accettato. In base a questo albero, Paperino è il figlio di Quackmore Duck, uno dei figli di Nonna Papera, e di Ortensia de' Paperoni, sorella bisbetica dello zio Paperone, nonché fratello gemello di Della Duck, la madre dei suoi nipotini.

Mentre la tradizione avventurosa viene ripresa da artisti come Don Rosa, Romano Scarpa, Carlo Gentina, quella domestica vede esponenti in Fabio Michelini, Tony Strobl, Vic Lockman.

Il Paperino italiano[modifica | modifica sorgente]

Le prime storie realizzate da Pedrocchi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Federico Pedrocchi#Le storie Disney.

Le prime storie realizzate in Italia apparvero tra il 1937 e il 1940 nella rivista Paperino Giornale ed erano realizzate da Federico Pedrocchi, coadiuvato talvolta da altri autori come Pagot. Paperino diventò così protagonista di storie lunghe ed avventurose. Negli USA, infatti, le strisce a fumetti di Al Taliaferro erano iniziate nell'agosto di quello stesso anno, ma la prima storia con Paperino protagonista, realizzata da Carl Barks, fu pubblicata solamente nel 1942. Ad onor del vero, in Inghilterra c'erano già stati degli esperimenti con Paperino protagonista di storie a più ampio respiro, realizzati da William A. Ward, che vedevano Paperino in compagnia prima di Donna Duck (un'antesignana di Paperina, dalle origini messicane) e poi del marinaio Mac, un personaggio presto dimenticato.

In quegli anni era abbastanza semplice introdurre nuovi personaggi per le storie di Paperino, vista l'assoluta mancanza di comprimari. Ma quasi nessuno dei personaggi introdotti da Pedrocchi sopravvisse al suo autore.

Caratteristiche del Paperino italiano[modifica | modifica sorgente]

Il Paperino italiano è perseguitato dalla sfortuna; vive a Paperopoli in una villetta a due piani di proprietà del fantastiliardario zio Paperone con i tre nipotini Qui Quo Qua (affidatigli da sua sorella Della). Nel suo giardino, tra due alberi è appesa un'amaca, luogo d'elezione (insieme al divano del salotto) per i suoi diurni sonni ristoratori. Spesso al verde, guida una sgangherata automobile targata 313, le cui origini sono diverse da quelle narrate nelle strisce di Al Taliaferro. Sempre pieno di debiti e in continua fuga da orde di creditori, non ha un impiego fisso anche se, al contrario della versione statunitense[senza fonte], spesso svolge lavori precari oppure stravaganti, come ad esempio "guaritore" di automobili[11]. Ogni tanto compare in veste di giornalista al Papersera, il quotidiano di Paperopoli. È in perenne rivalità con il cugino Gastone Paperone (Bambo nei primi numeri di Topolino), che al contrario di lui, è sfacciatamente fortunato. È fidanzato con Paperina, nonostante questa, di tanto in tanto, ceda alle richieste di appuntamenti di Gastone (con, normalmente, il solo scopo di farlo ingelosire e/o smuoverlo dalla sua inerzia). Si trova spesso nei guai a causa del cugino Paperoga, ancora più maldestro di lui. Zio Paperone sfrutta il cronico stato debitorio di Paperino nei suoi confronti per costringerlo a lavori massacranti nel Deposito o per unirlo a sé in pericolose spedizioni alla ricerca di tesori in remoti angoli del globo. A volte, durante queste avventure, Paperino suggerisce strategie e consigli allo zio, che spesso si rivelano sbagliati (oppure sono mal ascoltati) e causano ingenti perdite patrimoniali a Paperone. Il collerico e taccagno plutocrate incolpa perciò il nipote del fallimento dell'impresa e di solito la storia si conclude con l'inseguimento del nipotastro sino in capo al mondo perché lo zio vuole spiumarlo vivo. Altre volte Paperone costringe il nipote a recuperare un tesoro finito in posti inaccessibili (come il cratere di un vulcano), oppure lo inganna promettendogli una parte del guadagno, che poi non gli corrisponde in base a clausole contrattuali scritte in caratteri minuscoli, o a frasi ambigue che lo sollevano dall'impegno; in quest'ultimo caso, più frequente di quanto si possa pensare, il finale può capovolgersi ed è Paperino a inseguire con feroci intenzioni spiumatorie lo zio truffatore.

Particolare è la caratterizzazione del Paperino di Guido Martina, colui che per primo, in un'atmosfera del tutto noir, lo calò nei panni del fantomatico Paperinik[12], supereroe comparso per la prima volta nel 1969. Nelle opere di tale sceneggiatore, Paperino viene dipinto come papero non solo scansafatiche, ma addirittura dai discutibili principi morali: è solito maltrattare i nipotini, che più volte decidono di abbandonarlo, non esita a prendere a calci un cucciolo indifeso di cagnolino, e addirittura non si fa scrupolo di ingannare e derubare l'amico Archimede Pitagorico e lo zio Paperon de' Paperoni, riuscendo addirittura ad incolpare un certo antipatico, ma in quel frangente del tutto innocente Gastone. Anche per il linguaggio utilizzato nelle sue storie (evidentemente giudicato non «politically correct»), alcune sceneggiature di Martina sono state modificate dopo la loro prima pubblicazione[13].

Attualmente, Paperino in Italia ha cinque identità diverse: lo sfortunato ragazzo (Paolino Paperino), il supereroe senza macchia e senza paura (Paperinik), il supereroe ipertecnologico Pikappa, l'agente segreto della P.I.A. (Qu-qu 7, che vuol dire Agente Quasi Qualificato 7) e Double Duck, abile agente segreto dell'Agenzia.

Negli anni, basandosi sulla tradizione di autori come Guido Martina, Abramo Barosso, Rodolfo Cimino, gli autori italiani hanno sviluppato una storyline differente da quella barksiana. Esempio di tale sviluppo (ancora oggi presente nelle storie del già citato Cimino, in alcune storie scritte da Nino Russo, nella serie Paperino Paperotto) è Buon compleanno Paperino, scritta e disegnata nel 1984 da Marco Rota. La storia presenta una biografia essenziale, che vede Paperino orfano, appena uscito dall'uovo, trovato, in una notte di tempesta, da Paperon de' Paperoni e da Nonna Papera (i quali successivamente verificano che è effettivamente imparentato con loro). Vive nella fattoria di quest'ultima per molti anni, per poi trasferirsi a Paperopoli[14].

La sfortuna di Paperino è pari alla sua pigrizia e al suo perenne stato di disoccupazione. Nella storia a fumetti Paperin Meschino (parodia del Guerin Meschino) sceneggiata da Guido Martina e disegnata da Pier Lorenzo De Vita è fornita una delle molteplici spiegazioni dell'origine della sfortuna che perseguita Paperino. Nella storia si scopre che nel XV secolo una strega aveva maledetto Paperin Meschino, avo di Paperino, e tutti i suoi discendenti per mille anni. Di conseguenza, Paperino e i suoi discendenti smetteranno di essere perseguitati dalla sfortuna nel 2400 circa.

Paperino Paperotto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Paperino Paperotto.

Nel 1999 debutta nei fumetti Paperino Paperotto, che non è altro che un "giovane Paperino". Simpatico, combinaguai, furbo e ingegnoso, Paperino Paperotto forma, insieme ai compagni di scuola Louis Cromb, Millicent, Tom e Betty Lou, un gruppo vivace di amici. Paperotto vive a Quack Town nella fattoria di Nonna Papera. Tra il 2006 e il 2007 questa versione di Paperino è stata titolare di una rivista personale, chiamata PP8, in cui il bambino è a capo della S.O.S, cioè Sopravvivenza Oppressione Scolastica. una cosa molto importante, paperino paperotto non è ancora sfortunato come paperino.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Filmografia di Paperino.

Paperino nelle serie televisive[modifica | modifica sorgente]

Nella serie DuckTales del 1987-1990 Paperino decide di arruolarsi in marina e compare solo in poche puntate. Dopo l'apparizione nella prima e terza parte de Il tesoro dei soli d'oro, è co-protagonista dell'episodio 07 Paperino e la mummia vivente, del 037 Duello all'ultimo dollaro (2) - La balena pirata, del 062 A me gli occhi spia e del 063 Macchia nera e l'aereo invisibile, mentre ha brevi camei nel 030 Ritorno a Itaquack e nel 065 Le nozze di Zio Paperone.

Nel primo episodio di Bonkers del 1993 è un idolo del gatto poliziotto Bonkers.
Nella successiva Quack Pack del 1996 invece è, nel ruolo di cameraman, protagonista assieme a Paperina, nelle vesti di una giornalista, e Qui, Quo e Qua. In questa serie Paperino indossa una t-shirt blu con fiori rossi.

In Mickey Mouse Works del 1999-2000 è protagonista di alcuni corti sullo stile di quelli classici cinematografici mentre in House of Mouse: Il Topoclub del 2001-2003 lavora invece nell'omonimo locale. Nella più recente La casa di Topolino, in 3-D, del 2006, prettamente realizzato per un pubblico di età pre-scolare, insieme ad altri personaggi, aiuta a risolvere quesiti di varia natura.

Paperino nei videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Paperino è comparso in vari videogiochi:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi di Kingdom Hearts#Paperino.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La data 9 giugno è citata nella storia Paperino e il genio del compleanno (1994), mentre l'anno 1920 appare nella cronologia dell'autore
  2. ^ Tavola 22 della storia Il cuore dell'impero in cui Ortensia presenta i figli Della e Paperino come gemelli
  3. ^ Secondo il cortometraggio del 1942 Donald Gets Drafted
  4. ^ Si veda la pagina dedicata su Snopes
  5. ^ L'albero genealogico di Paperino in italiano
  6. ^ Domenico Volpi, Didattica dei fumetti, Editrice La Scuola, Brescia, 1977.
  7. ^ Topolino Story 1950, p. 168
  8. ^ I maestri Disney 12, pag. 6
  9. ^ Per l'elenco completo dei lavori del Paperino di Barks vedi Topolino n°2533 da pagina 86 a pagina 91
  10. ^ Topolino n°2533 pag. 87
  11. ^ Topolino n° 2533 pag. 91
  12. ^ Il primo episodio è Paperinik il diabolico vendicatore, pubblicata per la prima volta in Topolino n. 706 e 707, 1969.
  13. ^ Si legga qui per gli esempi nella fattispecie.
  14. ^ Buon compleanno Paperino
  15. ^ Dario Bressanini, Paperino eroe per caso della chimica a fumetti, Le Scienze 416

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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