Nino Pagot

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nino Pagot, nome d'arte di Nino Pagotto (Venezia, 3 aprile 1908Milano, 23 maggio 1972), è stato un fumettista e animatore italiano.

Nato a Venezia, si trasferì a Milano durante la prima guerra mondiale. Dopo aver frequentato un istituto tecnico, sul finire degli anni venti iniziò a disegnare per varie riviste italiane, tra cui Attorno al fuoco, rivista scout, per Il Corrierino e per Il Giornale delle Meraviglie.

Successivamente prese il posto di Antonio Rubino alla direzione artistica de Il Balilla e lavorò come illustratore anche per Tarvaso, Il Guerin Meschino e L'Audace, oltre che per Argentovivo!. Collaborò anche con l'editore fiorentino Nerbini sulla prima testata di fumetti disneyani al mondo: il Topolino formato giornale. Negli anni Trenta illustrò per la UTET di Torino le serie 4,5,7 e 8 della notissima collana per ragazzi La Scala d'oro.

Attività disneyana[modifica | modifica wikitesto]

L'attività disneyana dell'autore si svolse negli anni tra il 1937 ed il 1941: durante tale periodo disegnò storie sia per Topolino, sia per Paperino, collaborando soprattutto con Federico Pedrocchi, ideatore dei due giornali e pioniere della scuola dei Disney italiani, ai cui primi passi Pagot contribuì con due storie ispirate al lungometraggio animato Biancaneve e i sette nani:

La collaborazione con le riviste disneyane continua anche con una serie di storie con personaggi realistici, per la maggior parte scritte da Pedrocchi, e che in un certo senso anticipano le collaborazioni che molti maestri del fumetto nostrano, come Sergio Toppi, strinsero con il Topolino libretto per la realizzazione di versioni a fumetti di famosi romanzi della narrativa.

Di seguito vengono indicate le storie realistiche realizzate da Pagot:

  • Per Paperino giornale disegnò:
    • La mia avventura tra gli Arussi, nn.41-53 del 1938;
  • Per Topolino giornale disegnò:
    • Pino il mozzo, nn.307-314;
    • La grande corsa, nn.423-425;
    • La fontana del bambino felice, n.430 su testi di M.Brancacci;
    • Il sire di Dalmonte, n.431 su testi di F.Baglioni;
    • La teleferica salvatrice, n.432 su testi di F.Baglioni;
    • I tre talismani, nn.463-475, su testi di G.Gozzano.

Tra il 1940 ed il 1941 disegnò per Il Corriere dei Piccoli le avventure di Casimoro Centimetri e di Poldo e Paola.

L'attività da animatore[modifica | modifica wikitesto]

Fu proprio a quel tempo che Nino Pagot iniziò la sua attività di animatore, ovvero l'aspetto della sua carriera per cui è maggiormente famoso. Durante i primi anni quaranta aveva iniziato a realizzare alcuni film, ma proprio l'esperienza con i fumetti di Biancaneve lo spinse ad intraprendere la realizzazione e la produzione di cartoni animati.

Durante la seconda guerra mondiale collaborò con il fratello Toni alla realizzazione del progetto Lalla, piccola Lalla ed al lungometraggio I fratelli Dinamite, uno dei primi e più importanti cartoni animati italiani dell'epoca, strappando, per pochissime ore, il primato a La rosa di Bagdad di Anton Gino Domeneghini. I fratelli Dinamite è stato restaurato nel 2005 grazie a nuove tecniche digitali che ne hanno rinfrescato il colore.

I fratelli Dinamite, però, sono solo la prima di una lunga attività che ha permesso allo studio Pagot - fondato nel 1946 ed al quale hanno collaborato, oltre al fratello Toni, anche i figli Marco e Gina - la possibilità di realizzare numerosi prodotti, nonostante una bomba ne distrusse i locali durante il 1947, costringendoli, di fatto, a ricominciare da zero. Tra le serie ed i personaggi creati dalla famiglia Pagot si ricordano Cocco Bacillo, Fantasma, Omino-goccia, Pellicano, Gelsomina. Esiste anche una vecchia polemica tra gli eredi Pagot e il disegnatore Carlo Peroni, a cui è stata attribuita la medesima creazione, il famosissimo Calimero, divenuto simbolo del programma culto Carosello. A questi personaggi originali, i fratelli Pagot affiancano anche la produzione di cartoni di personaggi altrui, come Cocco Bill, il famoso cow-boy ideato dal molisano Jacovitti, o i personaggi Hanna-Barbera.

Muore a Milano nel 1972, proprio alla vigilia dell'esordio del draghetto Grisù: dopo averci lasciato probabilmente troppo poche storie disneyane, ma una grande produzione animata, e può essere sicuramente considerato, insieme a Pedrocchi e Toppi, uno dei pionieri della scuola disney italiana.

Bibliografia e Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

L'articolo di base è stato realizzato da Gianluigi Filippelli, per il progetto I Disney italiani del sito filologico Papersera.net. L'originale può essere consultato on-line con il titolo: Nino Pagot - Un precursore dell'animazione. Per maggiori dettagli sui permessi di copyright, vedi la discussione relativa a Federico Pedrocchi.

In rete si può consultare una breve biografia dell'autore con la sua bibliografia completa sulla Fondazione Franco Fossati, oltre alla scheda bio-bibliografica presente sull'I.N.D.U.C.K.S.