INDUCKS

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INDUCKS
Inducks.png
Database globale dei fumetti Disney
URL http://inducks.org/
Commerciale no
Tipo di sito database di fumetti
Registrazione opzionale
Proprietario collettivo
Creato da Harry Fluks
Lancio 1994

INDUCKS o Inducks è un progetto internazionale[1] che fornisce un indice di circa 114.500[2] pubblicazioni a fumetti Disney. È distribuito con una sua licenza.[3] Il nome era all'inizio un "falso acronimo", in seguito è stato trasformato in un acronimo vero e proprio (quello che gli anglofoni chiamano backronym o acronymization), seppur con diversi possibili significati: quello ufficiale è International Network of Disney-Universe Comic Knowers and Sources.[4]

Catalogare i fumetti Disney[modifica | modifica sorgente]

I primi tentativi di catalogare i fumetti Disney su vasta scala risalgono alla fine degli anni 1970 e all'inizio degli anni 1980. Tra i lavori più importanti ci sono una raccolta dei fumetti Disney pubblicata in Danimarca,[5] una lista delle storie prodotte in Italia,[6] una lista di strisce quotidiane e pagine domenicali statunitensi,[7] un indice delle storie statunitensi Dell Disney[8] e un indice di Carl Barks.[9] Tutte queste liste includono sceneggiatori e disegnatori che erano in precedenza sconosciuti.

Nell'agosto 1992, Per Starbäck (dalla Svezia) creò la Disney Comics Mailing List.[10] I membri contribuirono a liste dei fumetti Disney e dettero fonti per indici stampati. Nel maggio 1994, seguendo un suggerimento nato nella mailing list, Harry Fluks (dai Paesi Bassi) creò un database per organizzare le liste di fumetti, e lo chiamò Disney Comics Database.[11]

Nel 1999, un membro tedesco suggerì il nome Inducks un misto fra "index" e "duck" (letteralmente "indice" e "papero", dal cognome inglese di Paperino: Donald Duck). Era scritto scherzosamente I.N.D.U.C.K.S. (ora Inducks) per imitare gli acronimi presenti nei fumetti delle Giovani Marmotte.[11] Mentre gli amministratori dichiaravano che "I.N.D.U.C.K.S." non significava nulla, in seguito sono stati proposti vari significati, anche dagli amministratori stessi, incluso "Internet Database for Uncle Walt's Comics and Stories" (Indice Internet dei fumetti e delle storie di zio Walt), "International Network for Disney Universal Comic Knowledge and Sources" (Rete internazionale delle fonti e risorse dei fumetti universali Disney), e anche "Inducks: The Name for the Disney Universe Comics Knowledge System" (Inducks: il nome per il sistema delle risorse dei fumetti universali Disney).[12]

Nel 2008 un seminario svoltosi ad Aalborg ha "ufficializzato" il significato International Network of Disney-Universe Comic Knowers and Sources[4]

Negli anni è stata introdotta un'interfaccia di ricerca, il seguito replicata da un secondo motore di ricerca, il COA,[13] nel 2001.

Dettagli dei dati[modifica | modifica sorgente]

Il database Inducks consiste in pubblicazioni, storie, personaggi e creatori e sono collegati da riferimenti incrociati. A ciascuna storia è assegnato un codice univoco[14] così chi le ristampa (spesso da altri paesi) può trovare qualsiasi storia. Un grande numero di pubblicazioni Disney a fumetti è indicizzato nei seguenti paesi: Australia, Brasile, Danimarca, Italia, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia, Norvegia e Stati Uniti. Tra i paesi con una significativa tradizione di fumetti Disney, gli indici di Grecia, Messico, Regno Unito e (ex-)Iugoslavia sono ancora molto incompleti.[15]

Inducks integra precedenti studi e lavori di ricerca, con il permesso degli autori,[16] così come proprie ricerche. Grazie ai contatti con i creatori,[17] fornisce i crediti a storie anonime (o accreditate scorrettamente). In particolare, la maggior parte dei fumetti Disney non citavano gli autori fino alla fine degli anni 1980. Contiene anche informazioni su fumetti Disney mai pubblicati.[18]

Oggi l'interfaccia principale dell'Inducks è un motore di ricerca, abbreviato COA, che è quotidianamente aggiornato con i dati Inducks, ed è disponibile in tredici lingue. Infatti il COA usa i dati Inducks, non è parte dell'Inducks stesso, ma consente agli utenti di navigare e cercare dati attraverso formati testuali difficilmente gestibili dall'utente.[19] Ha anche altre funzionalità che non fanno parte dell'Inducks, come un sistema di gestione delle raccolte e un bug tracker.[20]

Uso come fonte e nelle pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Anche se parti del database sono state pubblicate su libri[21] e riviste specializzate,[22] Inducks è la fonte più usata dalle pubblicazioni di articoli riguardanti fumetti Disney.[23]

L'Inducks è anche usato dagli editori Disney in tutto il mondo.[24] È nominato come fonte da specialisti[25] e citato da libri riguardanti i fumetti in genere.[26] Una volta è stato criticato per essere un catalogo di dati piuttosto che un vero indice semantico.[27]

Inducks talvolta ha dato origine ad incontri e manifestazioni sul fumetto in Italia, come a Lucca nel 1997 con Don Rosa e Marco Rota[28] ed a Reggio Emilia nel 2007.[29] Nel 2004, vinse il premio Internet da afNews, una associazione di disegnatori professionisti in Italia.[30]

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Sul sito inoltre si può vedere quante sono le testate uscite per ogni paese i cui dati sono presenti sul sito.[31] Di seguito vi è presente una tabella con i primi 10 paesi in base al numero di testate diverse.

Aggiornata al 19 gennaio 2014 .

Pos. Stato Pubblicazioni
1 Italia 459
2 Stati Uniti 457
3 Germania 383
4 Brasile 340
5 Olanda 248
6 Svezia 222
7 Finlandia 213
8 Spagna 196
9 Norvegia 187
10 Francia 179

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A gennaio 2014, 36 contributori hanno fornito più di 1.000 indici, vedi la lista completa qui
  2. ^ Al 17º gennaio 2014, vedi le statistiche dell'Inducks.
  3. ^ H. Fluks, F. Stajano, Licenza Inducks Versione 4B (un tipo permissivo, "copyleft" o licenza "libera").
  4. ^ a b Seminario Inducks, Aalborg, 2008.
  5. ^ M. Olsen, Det Store Index, Carl Barks & Co. 13-15, 17-18, 1979-1983
  6. ^ F. Fossati, Disney made in Italy, IF 1 (2a serie), 1982.
  7. ^ A. Becattini, L. Boschi, La produzione sindacata (1930-1980), Al Fumetto Club, 1984.
  8. ^ A. Becattini, Disney Index, Comic Books - Vol. 1 & 2, Al Fumetto Club, 1990 (vol. 2).
  9. ^ M. Barrier, Carl Barks and the art of the comic-book, M. Lilien, 1982, ISBN 0960765204 (pubblicato in versione ridotta nella rivista Funnyworld negli anni 1970).
  10. ^ Comunemente chiamata DCML.
  11. ^ a b Interviste a H. Fluks nella rivista Ankkalinnan Pamaus 2000-02 (versione inglese), nella DDF(R)appet 5, 2004 e su un sito di fan, 2005.
  12. ^ Dai retroscena, sul sito Inducks.
  13. ^ Il momento preciso è il seguente (dai messaggi sulla Disney comics mailing list): l'indice dei fumetti Disney fu creato nel 1992 (precisamente l'11 settembre); la prima menzione Disney comics database (DcD) è del 18 aprile 1994; il primo rilascio pubblico è il 25 maggio 1994; la prima menzione del motore di ricerca è del 22 marzo 1995; la prima menzione dell'Inducks è del 9 febbraio 1999; la prima menzione del motore di ricerca COA è del 9 aprile 2001.
  14. ^ I dettagli sull'Inducks.
  15. ^ A gennaio 2008, dati dall'Inducks.
  16. ^ M. Barlotti, Da Fossati al'Inducks: il progetto I.N.D.U.C.K.S., Notiziario della Anonima Fumetti, 1999 ; una lista completa è presente sull'Inducks.
  17. ^ La parte brasiliana su 30 autori che forniscono informazioni; vedi anche le note biografiche dello scrittore Leonardo Gori o il "libro dei lavori" dell'archivista e editore David Gerstein.
  18. ^ A gennaio 2008, sono elencate circa 2.000 storie inedite.
  19. ^ Dettagli tecnici sull'Inducks.
  20. ^ Intervista con il creatore del COA, DDF(R)appet 10, 2007.
  21. ^ A. Becattini, L. Gori, F. Stajano, H. Fluks, Don Rosa e il Rinascimento Disneyano, Comic Art, 1997; P. Castagno, Luciano Bottaro - Un "gioviale" omaggio and Rodolfo Cimino - Dalla Tana del Bestio all'Angolo dei Salici due libri pubblicati per Papersera, 2007 .
  22. ^ P. Starbäck, G. Nässén, Carl Barks index (4th edition), NAFS(k)uriren 5; T. Lapoussière, F. Willot, Carl Barks: Bibliographie, Backup 8, 2001; M. Angot, F. Willot, Les belles histoires Walt Disney, Le collectionneur de bandes dessinées 81, 91, 1996, 2000.
  23. ^ Per nominarne un paio: F. Willot, Giovan Battista Carpi, Le collectionneur de bandes dessinées 89, 1999; F. Stajano, Disney-serier i Italien, NAFS(k)uriren 30-32, 1999-2000 (Versione inglese revisionata); F. De Salvia, La via Italiana a Topolino, Rivista di storia e storiografia 5, 2004; T. Lapoussière, Phil DeLara, bibliographie en France et aux États-Unis, Backup 12, 2002; F. Castanet, Romano Scarpa, Pimpf 13, 2006.
  24. ^ Vedi ad esempio: Mickey Mouse And Friends 287; Roope-setä 2006-02; I Maestri Disney 20.
  25. ^ A. D'Arcangelo, F. Zanettin, Dylan Dog Goes to the USA, Across Languages and Cultures 5, 2004.
  26. ^ J.-P. Gabilliet, Des comics et des hommes: Histoire culturelle des comic books aux Etats-Unis, 2005, ISBN 2842743091; H. Matla, Stripcatalogus (9a ed.), 1998 (NL) .
  27. ^ S. Brügger, L. Peyraud, M. Schmid, Les images ne sont pas des mots, uno studio presentato al Haute École de Gestion de Genève, 2002.
  28. ^ Foto dell'evento sull'Inducks.
  29. ^ Resoconto dell'amministrazione, 2007.
  30. ^ Collegamento su fumetti.org.
  31. ^ Inducks: paesi. URL consultato il 17 gennaio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]