Carl Barks

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carl Barks nel 1982

Carl Barks (Merrill, 27 marzo 1901Grant Pass, 25 agosto 2000) è stato un fumettista statunitense.

È stato uno degli autori di fumetti Disney più amati e celebrati. Ha influenzato diverse generazioni di artisti ed illustratori, grazie alla sua fervente creatività. Occupatosi quasi esclusivamente dell'universo di Paperino, è l'inventore di Paperopoli e di molti dei suoi abitanti, tra i quali Paperon de' Paperoni, il personaggio per il quale è più famoso, e per questo è noto anche come L'uomo dei paperi[1] (The Duck Man[2]). È noto anche come The Good Duck Artist[3] (il buon artista dei paperi), Comic Book King[4] (il Re dei Fumetti) o Il maestro dell'Oregon[5] (dal nome dello Stato americano d'origine).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carl Barks nasce il 27 marzo del 1901, dai già quarantenni William Barks e Arminta Johnson.

Dopo aver cambiato molti lavori, nel 1928 vende le prime vignette d un giornale umoristico di Minneapolis, il Calgary Eye-Opener. A causa della passione e dell'intensità con cui si impegna nel suo lavoro di disegnatore, nel 1930 si separa dalla prima moglie, sposata nel 1923. Nel 1935 legge su un quotidiano che Walt Disney cerca nuovi talenti per aumentare lo staff dei suoi animatori. Barks invia alcuni schizzi e vignette e riceve subito una lettera di risposta: a novembre sarebbe stato accettato ai corsi di insegnamento. Inizia quindi il suo lavoro alla Disney come intercalatore (si occuperà dei disegni intermedi dell'animazione) nel gruppo di George Drake. Dopo sei mesi passa al reparto sceneggiature: è qui che scrive le sue prime gag su Paperino, prossimo al lancio sul grande schermo.

Gli inizi negli Studi Disney[modifica | modifica wikitesto]

È del 1937 il primo cortometraggio che vede l'intervento di Barks: il cartone animato Modern Inventions, diretto da Jack King. Sua è la sequenza più divertente: Paperino è legato a testa in giù su una sedia da barbiere e un robot scambia per la testa il suo fondoschiena, iniziando così a raderlo: per questa idea riceverà un premio di cinquanta dollari dallo stesso Disney.

Ciccio, co-creato con Harry Reeves, è il primo personaggio creato da Barks: il futuro assistente scansafatiche di Nonna Papera si ispira alla mimica di Stan Laurel e fa il suo esordio nel film Donald's Cousin Gus. La prima storia a fumetti, con la collaborazione di Jack Hannah, è del 1942: Paperino e l'oro del pirata. Sempre nello stesso anno, e sempre con la collaborazione di Jack Hannah, e con Jack King, esce Pluto salva la nave, spy-story la cui pubblicazione italiana inizia dal primo numero del Topolino libretto.

Nel 1944 si trasferisce a San Jacinto, a est di Los Angeles, dove lavora in un allevamento di polli con la seconda moglie. Il 6 novembre dell'anno prima ha lasciato gli studi di animazione della Disney: non gli interessavano i film sulla difesa militare che, all'inizio della Seconda guerra mondiale, sono diventati la principale attività degli Studios. Mantiene, però, il rapporto con la Western Printing & Lithographing co., allora licenziataria Disney per gli albi a fumetti statunitensi; esce, infatti, ad aprile, la sua prima storia di Donald Duck su Walt Disney Comics & Stories (WDCS) n. 31: Paperino e i corvi. Il mese dopo esce Paperino e il gorilla, la sua prima storia completamente scritta e disegnata.

La creazione di Zio Paperone[modifica | modifica wikitesto]

Il 1947 è l'anno d'esordio di Uncle Scrooge, noto in Italia come Zio Paperone. Ispirato a Ebenezer Scrooge, il protagonista del Canto di Natale di Charles Dickens, il personaggio avrebbe dovuto apparire solo in una storia, Paperino e il Natale sul Monte Orso,nel numero 178 di Four Color, ma il successo fu tale che ancora oggi il papero più ricco del mondo continua a divertire con le sue avventure.

Anche il secondo matrimonio naufraga: nel dicembre del 1951 arriva il divorzio. Quasi contemporaneamente, a settembre, inizia a prendere forma il primo numero dello storico albo Uncle Scrooge. Tre anni più tardi (1954) sposa la terza e ultima moglie, Margaret Williams, pittrice, chiamata dagli amici Garé, che gli ha già fatto da assistente per il lettering e l'inchiostrazione in numerose storie, a cominciare da Paperino e l'esca diabolica. Solo la morte di lei, nel 1993, li separerà.

Nel frattempo, grazie al fondamentale contributo di Barks, WDCS diventa la rivista a fumetti più venduta, toccando i 3 milioni di copie nel settembre del 1953.

La sua collaborazione con la Western si chiude ufficialmente nel 1966: benché pensionato, su insistenza di Chaise Craig, redattore capo, realizza un'ultima storia, Paperina la magnifica temeraria.

Nell'agosto 1968, il centosettantesimo Oscar Mondadori è la prima pubblicazione al mondo ad accreditare ufficialmente Carl Barks come autore di storie disneyane. Il titolo del volume è Vita e dollari di Paperon de' Paperoni ed è introdotto da Dino Buzzati e Mario Gentilini, storico direttore di Topolino.

Quadri disneyani[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971, il cartoonist dell'Oregon inizia a lavorare ai suoi famosi oli a tema disneyano, spinto dalle insistenze di Glenn Brey, collezionista californiano e fan di Barks. Ottenuto il permesso dalla Disney di realizzare quadri con i paperi, realizza la sua prima opera, ispirata alla copertina del numero 108 di WDCS. Questa nuova iniziativa avrà un successo strepitoso tra i fan, tanto che Barks sarà "costretto" a continuare questa attività.

Il primo saggio sulla sua opera è invece del 1974, edito da Sansoni, editore fiorentino. Piero Marovelli, Elvio Paolini e Giulio Saccomano sono gli autori di Introduzione a Paperino - La fenomenologia sociale nei fumetti di Carl Barks: il volume è corredato anche della prima cronologia delle sue storie, compresa la loro collocazione italiana.

La produzione degli olii e acquarelli a tema non disneyano risale, invece, al 1978, quando la Disney gli ritira il permesso di realizzare quadri con i suoi personaggi. Tra le molte opere, è presente anche una lunga serie di paperi antropomorfi, genuina creazione di Barks.

Nel 1981, come tributo alla sua fama, lo scrittore Michael Barrier[6], già fondatore della rivista Funnyworld, pubblica per conto dell'editore M.Lilien di New York l'atteso saggio Carl Barks and the Art of the Comic Book. In aprile esce, in USA, il volume della Celestial Arts, Uncle Scrooge McDuck, His Life and Times, che contiene anche una storia scritta e illustrata da Barks: Scendi piano, sabbia del tempo.

Il 1987 in Italia parte il mensile Zio Paperone: il suo obiettivo è quello di ristampare, in maniera filologica, l'intero corpus barksiano. L'iniziativa segue altre simili che stanno nascendo in tutto il mondo, tra cui spicca la Carl Barks Library: lussuosi volumi cartonati editi da Another Rainbow che, in bianco e nero, ristampano le storie di Barks. Nello stesso anno, sugli schermi televisivi statunitensi debutta la serie animata DuckTales, ispirata per buona parte alle celebri avventure di Zio Paperone scritte e disegnate da Barks.

Carl Barks nel 1994, in Finlandia.

Nel 1994 Barks lascia, per la prima volta, gli Stati Uniti per recarsi in Europa, dove riceve un'accoglienza che va ben oltre le sue aspettative. Tra la fine di giugno e gli inizi di luglio è in Italia, paese cui è molto legato[1] grazie alle numerose iniziative che l'Italia gli ha dedicato e ai molti cartoonist locali che ha conosciuto (su tutti Romano Scarpa). Dello stesso anno è Zio Paperone - Una cavalcata nella storia, su disegni di William Van Horn, sua penultima storia.

La sua ultima storia, Paperino - Da qualche parte, in mezzo al nulla, è di alcuni anni più tardi. Nel 1996, durante la San Diego Comic Convention, la più importante fiera di fumetti statunitense, John Lustig è contattato dal Carl Barks Studio per scrivere la sceneggiatura di una storia di Barks. Lustig accetta con gioia e i disegni sono affidati a Patrick Block, che, come Lustig, lavora fianco a fianco con Barks.

I due autori dicono del maestro:

« Era ancora un mago nel concentrarsi esattamente su quello che bisognava raccontare, e nel togliere quello che era superfluo »
(Block[7])
« Mentre scrivo mi rendo conto appieno, per la prima volta, della realtà delle cose. Quanti geni possono avere uscite così lucidamente folli alla bella età di quasi cento anni? Io ne conosco solamente uno: Carl Barks »
(Lustig[7])

Carl Barks muore il 25 agosto del 2000, a 99 anni, per leucemia, dopo aver chiesto ai medici, alcune settimane prima, di sospendere le cure[8].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Carl Barks è stato sposato per tre volte:

Nel 1921 ha sposato Pearl Turner (1904-1987), dalla quale ha avuto due figlie: Peggy, nata nel 1923, e Dorothy, nata nel 1924.

Carl e Pearl si separarono nel 1929 e divorziarono nel 1930.

Nel 1938, si sposò con Clara Balken. La coppia divorziò nel 1951.

Nel 1954, si sposò per la terza volta con la pittrice Margaret Wynnfred Williams, chiamata Garé dagli amici. Resteranno insieme fino alla morte di lei avvenuta nel 1993.

La carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una lunga serie di lavori ingrati, Barks inizia finalmente a intraprendere la carriera di disegnatore.

Tra il 1928 e il 1929, realizza alcune vignette per la rivista Judge, cui segue una collaborazione con il prestigioso College Human, che si limita a soli due numeri. Il grosso della produzione pre-disneyana si sviluppa sulle pagine del Calgary Eye-Opener, rivista umoristica letta soprattutto da un pubblico maschile.

Stampato su carta scadente, il Calgary Eye-Opener propone piccole rime, aneddoti, racconti brevi, barzellette di vario genere. Alcuni degli argomenti più sfruttati trattano di donnine, animali pensanti, vita di coppia, minoranze etniche, ubriachi.

Durante questo periodo Barks, soprattutto per poter guadagnare un maggior numero di dollari, propone vignette realizzate con stili differenti e, ovviamente, firmate con nomi diversi, dando così la sensazione che il lavoro venga realizzato da un intero staff di disegnatori. Tra gli autori che lo hanno influenzato in quel periodo, si notano soprattutto il creatore di Popeye, Elzie Crisler Segar, e Roy Crane, creatore di Wash Tubbs, grande punto di riferimento anche per Floyd Gottfredson, autore, in quegli anni, del Topolino quotidiano[8].

La sua collaborazione con il Calgary Eye-Opener si conclude nel 1935, quando il cartoonist dell'Oregon torna in California per intraprendere la sua carriera nel "Reparto Animazione" dei Disney Studios. La rivista chiuderà quattro anni più tardi, quando tale genere sarà ormai passato di moda.

A Burbank[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 1935, Carl Barks approda allo Studio Disney, al 2719 di Hyperion Avenue, Hollywood.

Alcuni mesi prima, il cartoonist dell'Oregon aveva spedito una serie di disegni allo studio in risposta ad un annuncio di ricerca di collaboratori. La risposta fu positiva e venne convocato in California per trascorrere un periodo di prova della durata di un mese, durante il quale frequenta corsi di disegno e animazione. A dicembre viene assunto: è il collaboratore più anziano tra i nuovi assunti.

Il suo primo incarico è quello di intercalatore (colui che realizza i disegni intermedi di un'animazione) per Lo specchio magico, per una breve sequenza nella quale Topolino, il protagonista del corto, imitando Fred Astaire, danza con cappello a cilindro e bastone, da solo e insieme con la Regina di Cuori.

L'aspirazione di Barks, però, è quella di realizzare gag, situazioni comiche; decide quindi di proporne alcune al "Reparto Sceneggiature": grazie alla scena del robot barbiere di Modern Inventions descritta in precedenza ottiene in pianta stabile il ruolo di sceneggiatore.

È in questo periodo che, grazie agli insegnamenti di Walt Disney e di Harry Reeves, impara l'importanza di scrivere una buona storia e soprattutto di realizzare ottime gag, mettendole sempre al posto giusto. Le sue idee, infatti, assolutamente pazzesche per stessa definizione dell'autore, hanno bisogno di essere guidate e solo la collaborazione con Reeves riuscirà a incanalare l'estro del maestro nella giusta direzione.

I corti cui collabora avevano come protagonista Paperino e altri appartenenti alla famiglia dei paperi: questo gli valse, sin dai tempi nello Studio, il soprannome di "Uomo dei Paperi" (Duck Man). Tra gli sconfinamenti da segnalare la collaborazione al lungometraggio animato Bambi, con la proposta di alcune scene, parte delle quali scartate.

Nella seconda metà del 1939 lo Studio Disney viene trasferito a Burbank, mentre Barks inizia la sua collaborazione con Jack Hannah, col quale formerà un solido team creativo, in grado di realizzare alcune delle più esilaranti avventure di Paperino. Il personaggio, però, non venne ancora rivoluzionato da Barks come poi farà sui comics: fedele alla linea dettata alle origini, Barks ne lascerà inalterato il carattere dispettoso, instabile e irascibile, con un particolare talento nel cacciarsi nei guai. E nei guai finisce spesso anche a causa del suo atteggiamento ora provocatorio, ora presuntuoso nei confronti degli altri personaggi, tanto da rendere inevitabile la sua sconfitta. Molte di queste caratteristiche verranno in seguito mantenute dal Barks autore di fumetti principalmente nelle storie brevi, che si reggono quasi esclusivamente sulle gag, e perciò più affini ai cortometraggi.

Il cartoonist dell'Oregon è, comunque, uno dei protagonisti dell'esordio animato dei pestiferi nipoti di Paperino, Qui, Quo e Qua, in Donald's Nephews (1938). Nato dalla collaborazione con Jack Hannah, il corto fa esordire sulla scena del grande pubblico i tre personaggi ideati nel 1937 (prima uscita: 17 ottobre) da Al Taliaferro, autore delle strisce giornaliere e delle tavole settimanali dedicate a Paperino. Nella produzione di Taliaferro, questi risultavano essere i figli della cugina di Paperino Della, mentre sia nel cartone sia successivamente sui fumetti di Barks, questi diventavano i figli della sorella Dumbella.

Il 6 novembre 1942 Barks lascia lo Studio con la scusa della sinusite, provocatagli dall'aria condizionata: in realtà non vuole più lavorare in un posto dove il 90% della produzione è destinata all'esercito.

Inizia, così, la sua lunga collaborazione con la Western.

I fumetti Disney[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 novembre 1942 Barks lascia lo Studio Disney per approdare nel mondo dei fumetti sotto l'ala protettrice della Western, l'editore che in quegli anni realizzava gli albi con i personaggi Disney e di altri studi artistici.

Gli albi della Western, e in genere tutti gli albi americani, erano di grande formato, divisi per collane tematiche, con periodicità mensile, bimestrale o addirittura stagionale: questo fatto creò alcuni problemi nella pubblicazione in Italia delle storie d'oltreoceano, considerando che l'unico sbocco per queste storie era il Topolino tascabile, la cui periodicità fu prima mensile, poi quindicinale e infine settimanale. Non era solo la diversa periodicità, comunque, l'unico problema: anche il diverso formato di pubblicazione costringeva la Mondadori, editore del giornalino, a rimontare le storie nel classico formato italiano a tre strisce piuttosto che presentarle in quello originale a quattro.

Solo con l'avvento, alcuni anni più tardi, degli Albi di Topolino gli appassionati italiani poterono leggere le storie Disney nel grande formato americano a quattro strisce: queste storie venivano generalmente pubblicate su Walt Disney's Comics and Stories e su Four Color.

Walt Disney's Comics and Stories[modifica | modifica wikitesto]

Il mensile Walt Disney's Comics and Stories ospita un ciclo di storie che consentì a Barks di sviluppare il complesso universo dei paperi: è sul 49.mo numero che, per la prima volta, viene citata Paperopoli come città di residenza di Paperino e compagnia.

Questo storico mensile fu il primo ad essere dedicato esclusivamente ai personaggi Disney. La sua struttura era estremamente semplice: una breve storia di apertura con protagonista Paperino e quindi una lunga avventura, generalmente a puntate, con Topolino.

La storia di Paperino, di appena 10 tavole, è, in effetti, uno spazio ben ristretto per il cartoonist dell'Oregon, costretto a realizzare brevi sequenze, generalmente domestiche, e quasi esclusivamente imperniate intorno alle gag. Lo spazio minimo, però, non impedisce a Paperino di crescere e sviluppare il suo carattere: litiga con il vicino, Mr. Jones, flirta con Paperina, si sfida con Gastone e la sua fortuna, viene beffato, o aiutato, dai nipotini, cambia mestiere un innumerevole numero di volte, con alterne fortune. Alla fine, Barks riesce a realizzare comunque dei piccoli gioielli, noti in USA semplicemente con il titolo di Donald Duck, mentre in Italia hanno avuto titoli propri che hanno consentito agli appassionati di identificare meglio le sue storie brevi.

WDCS oggi[modifica | modifica wikitesto]

Edita dalla Gemstone Publishing, che ha rilevato l'attività della Western, la rivista è un antologico di 64 pagine, sempre mensile, che pubblica storie di Paperino, Topolino, Lupetto, Nonna Papera, Archimede Pitagorico e altri, realizzate per lo più da artisti come Pat Block, Daan Jippes, Noel e William Van Horn.

Four Color[modifica | modifica wikitesto]

Barks, però, non ha lavorato solo sulle storie brevi, ma ha anche potuto realizzare storie di più ampio respiro, generalmente ambientate fuori Paperopoli. Ospitate su Four Color, antologia della Western che ospita anche altri personaggi oltre quelli Disney, queste avventure sono delle vere e proprie pietre miliari nella storia di Paperino, costretto a viaggiare e a confrontarsi con pericoli e avventure sempre differenti e rischiose, a cominciare da Paperino e l'oro del pirata, la prima storia di Barks, proseguendo poi con Paperino e l'anello maledetto, ambientata in Egitto, o Paperino e l'oro gelato, con un viaggio in Alaska. Non dimentichiamo, poi, Paperino e il mistero della palude, nelle Everglades, e Paperino sceriffo di Val Mitraglia, in un Far West ancora legato alle antiche tradizioni.

È in questa sede, poi, che fa il suo esordio la strega Nocciola, e, sul n.178 del 1947, il grande Paperon de' Paperoni. Sempre su questa serie vengono pubblicate le due storie preferite di Barks[9], Paperino nel tempo che fu e Paperino e il mistero degli Incas. Sempre in questo albo, sul n.79 dell'agosto 1945, appare l'unica storia dell'Uomo dei Paperi con protagonista il Topo: Topolino e il mistero del cappellino rosso. La storia, la cui trama è stata probabilmente[10][11] scritta da Eleanor Packer, ritrae un Topolino in pantaloncini rossi, in un certo senso anacronistico già per quei tempi, ispirato sia per la storia sia graficamente al modello che Floyd Gottfredson aveva sviluppato sulle strisce quotidiane.

Albi speciali[modifica | modifica wikitesto]

In occasione di eventi particolari, delle vacanze estive o natalizie, per l'inaugurazione di un parco o per il rientro a scuola, per l'uscita di un lungometraggio e per Halloween, la Western proponeva sul mercato degli albi giganti, di 80 pagine, in cui venivano coinvolti anche quei personaggi che non erano generalmente presenti sugli albi regolari. Barks collaborò a questi speciali con capolavori come Paperino e la scavatrice (Christmas Parade, 1949), con la 5.a apparizione in assoluto di Paperone, o Paperino in vacanza, la più lunga di Barks, famosa anche per la vignetta d'apertura a tutta pagina, una delle poche mai realizzate da Barks.

Uncle Scrooge[modifica | modifica wikitesto]

È il 1954. Viene finalmente inaugurata, dopo tre numeri di prova del personaggio su Four Color, con le storie Zio Paperone e la disfida dei dollari, Zio Paperone e la Stella del Polo e Zio Paperone e "L'oca d'oro", la tanto attesa Uncle Scrooge, che parte proprio dal numero 4. Su questa serie, Barks realizza alcune delle sue storie migliori: vicende complesse e di ampio respiro, spesso influenzate dai film animati, con le quali potrà sviluppare la personalità e la storia di Paperon de Paperoni.

Con la terza uscita, in appendice, si avrà subito un doppio esordio, quello della prima moneta guadagnata, la Numero Uno e della banda di ladri che sempre lo tormenterà: Zio Paperone e la Banda Bassotti. Nel 1958, poi, verrà introdotto Nonno Bassotto, che fu, in gioventù, avversario di Paperone. Storia dopo storia, comunque, Barks propone nuove creazioni come il Manuale delle Giovani Marmotte, la stanza delle preoccupazioni, popolazioni sconosciute come i Terremotari, gli Indiani Paperuti, i Micropaperi, i selvaggi dell'asteroide roccioso, o propone anche soluzioni creative a problemi apparentemente impossibili, come l'utilizzo di palline da ping-pong per recuperare una barca affondata. Quest'ultima sembra aver generato un caso curioso[12]: l'inventore Karl Kroyer brevettò nel 1964 un sistema simile, ottenendo le patenti britannica e tedesca, ma vedendosi rifiutare quella olandese, forse a causa della storia L'eredità di Paperino del 1949[13].

E nascono anche nuovi avversari, come Cuordipietra Famedoro, o John D.Rockerduck, o la fattucchiera partenopea Amelia, senza dimenticare il ricchissimo texano Cornolungo Erbaalta, il maragià del Verdestan, o il truffaldino Porcello de Lardo o altri cinghiali antropomorfi, tutti avversari di Paperone.

L'inventore e il suo aiutante[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956, per ovviare ad alcune esigenze di distribuzione dell'editore, Barks dovette realizzare alcune storie in appendice con personaggi che non comparivano nella storia principale dell'albo. Decise, allora, di puntare tutto su Archimede Pitagorico, realizzando dal n.13, storie in cui era l'unico essere pensante in un mondo di animali, robot e ordigni vari, dove unico compagno sarà il suo aiutante Edi.

Il successo di queste storie fu tale che, nel 1959, Archimede ottenne 4 numeri a lui intitolati sull'antologico Four Color dal titolo Gyro Gearloose, il suo nome originale.

I fumetti non-Disney[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il gran numero di storie disneyane realizzate, l'opera di Barks sugli albi della Western non fu assorbita solo ed esclusivamente dai paperi, ma ebbe la possibilità di lavorare anche su altri personaggi, molti dei quali popolari già a quei tempi. La Western, infatti, era la licenziataria anche dei diritti di pubblicazione di altri personaggi animati e sui suoi albi si contano 33 storie non-Disney del cartoonist dell'Oregon. La maggior parte di queste storie vedeva come protagonisti personaggi dello studio cinematografico della Metro Goldwyn Mayer, la casa di origine della coppia Tom&Jerry, nonché la casa di produzione di film con attori del calibro di Greta Garbo, Johnny Weissmuller e della coppia di comici Stan Laurel &Oliver Hardy, nota in Italia con il nome di Stanlio e Ollio.

In quegli anni, comunque, facevano il loro esordio al cinema due bizzarri personaggi: Barney Bear e Benny Burro, pubblicati in Italia dalla Cenisio con i nomi di Pappalardo, per l'orso Barney, e Ciuffino o anche Ciuffetto per l'asinello Benny.

Creati entrambi da Rudolf Ising, il padre dei già citati Tom&Jerry, furono protagonisti di alcuni corti: Barney di ben 18, prodotti tra il 1939 e il 1952, mentre Benny esordiva nel 1942 nel corto dal titolo Little Gravel Voice, nel quale il somarello spaventava tutti gli animali del bosco con il suo verso, allontanando anche un minaccioso lupo.

All'inizio fu proprio quest'ultimo, che deve il nome ad Eleanor Packer, ad avere l'onore di esordire per mano di Barks sulle pagine di Our Gang. Barks realizzò dapprima due storie in solitario, ma successivamente alla Western decisero di dovergli affiancare anche l'orso Barney: da quel momento in poi il successo e la qualità della serie erano destinati a cambiare. Barks prima fece diventare Benny la coscienza critica di Barney, lento e inetto, quindi sviluppò molte delle situazioni tipiche delle storie di Paperino, come le liti con il vicino, in questo caso l'alce Mooseface McElk, che esordiva nella ventunesima storia della coppia, in Italia noto come Mastro Scrocco o anche Gran Cervo.

Dal 1947 in poi il testimone passa a Gil Turner.

Droopy[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1943 Tex Avery fa esordire, sempre per MGM, il segugio triste dalle palpebre semi-abbassate. Droopy, questo il nome con cui è oggi noto, finì tra le mani di Barks che ne realizzò due storie per i fumetti, apparse sui nn.9 e 11 di Our Gang: in entrambe le storie il cagnolino, battezzato con l'ironico nome di Happy Hound, ovvero Segugio Felice, è sulle tracce di un lupo fuorilegge evaso dal carcere di Alca-Sing, proprio come nel film Dumb Hounded, in cui il carcere è però quello di Swing Swing. Alla fine la sua insistenza sarà tale che il lupo andrà a rinchiudersi di nuovo in carcere.

L'equivoco nel nome, comunque, nasce dal fatto che a Barks, per lavorare sui personaggi, vennero dati solo alcuni model sheets (i fogli-guida per gli animatori con gli schizzi preparatori sui personaggi: profili, primi piani, figure in movimento) su Benny e sul segugio, quando ancora i loro nomi non erano stati decisi.

Andy Panda[modifica | modifica wikitesto]

Life Begins for Andy Panda, corto del 1939, segna l'esordio del panda Andy, creato dal cartoonist Walter Lantz, papà anche di Picchiarello (Woody Woodpecker).

Al personaggio dà un piccolo contributo anche Barsk, sul 43.mo numero di New Funnies datato 1943, che realizza su testi di Eleanor Packer, la storia dal titolo Widow's Doughnuts, in cui Andy aiuta una vedova e salva un domatore di circo. In realtà le espressioni del panda sono opera di Jim Pabian, più avvezzo al personaggio, mentre Barks si occupa dei fondali e dei personaggi umani.

Bugs Bunny e Porky Pig[modifica | modifica wikitesto]

FC ha anche avuto il piacere di ospitare una storia non disneyana di Barks: Porky Pig in Porky of the Mounties, apparsa sul n.48 del 1944.

Scritta da Chaise Craig, ha per protagonista il porcellino ideato da Friz Freleng Porky Pig (in Italia Pallino). Gli fa da spalla la super star della Warner: Bugs Bunny.

L'avventura, ambientata in Canada, vede Pallino scambiato per il poliziotto Dountless del corpo dei Mounties e ispirerà un celebre olio di Barks, riprodotto nel 1977 sulla copertina del n.7 della Comic Book Price Guide di Robert Overstreet.

La storia è famosa anche perché molte delle espressioni di Bunny e Porky sono state ridisegnate, prima della pubblicazione, da Carl Buettner, il responsabile editoriale della Western in quegli anni.

Testi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo 662 storie a fumetti con i personaggi disneyani e oltre trenta storie con personaggi di altri studi, Barks lascia la Western e va definitivamente in pensione, non prima di aver disegnato, su insistenza di Chase Craig, un'ultima storia, La magnifica temeraria.

Craig, però, non si dà per vinto e chiede a Barks altre storie, che puntualmente il Maestro dell'Oregon[14] gli fornisce e che verranno pubblicate sull'albo Junior Woodstock, per il quale collabora saltuariamente anche Jerry Siegel, che alcuni decenni prima aveva lanciato sul mercato l'eroe Superman insieme con l'amico Joe Shuster.

Le storie che Barks invia a Craig sono layout precisi in tutti i particolari, comprese espressioni e battute, che verranno affidati a Wright e Strobl. La trasposizione dei layout in storie complete, però, non è sempre fedele e anche alcuni personaggi di contorno cambiano, come ad esempio il tradizionale segugio delle Giovani Marmotte, il Generale Fido, viene sostituito con Pluto. Alcune di queste storie verranno successivamente ridisegnate da Daan Jippes, che ha cercato di essere fedele ai layout di Barks, provando anche ad adottarne lo stile di disegno[15].

Nel novero dei testi barksiani vanno poi aggiunte due storie realizzate da Vicar (Zio Paperone e il segreto della giovinezza e Paperino in Andiamo piano con il deltaplano!) e Archimede Pitagorico in Il pifferaio magico di Paperopoli, una versione disneyana della fiaba del pifferaio di Hamelin, lasciata a metà da Barks e completata da Don Rosa.

Copertine[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle moltissime storie, Barks ha realizzato anche numerose copertine per i vari albi disneyani: negli Stati Uniti se ne contano ben 267, ripartite in vario modo.

Ad esempio, su Four Color se ne contano 28, iniziando dal n.189 del giugno 1948: ispirata a Paperino e il segreto del vecchio castello, storia che ruota intorno a Paperon de Paperoni, vede però protagonisti Paperino e nipotini, solo perché Paperone non era ancora considerato un personaggio cardine. Il ricco magnate diventerà protagonista della copertina con il 353 dell'ottobre 1951, insieme a Gastone e a Nonna Papera.

Altre ventisette compaiono su Donald Duck, mentre 64 hanno l'onore di aprire i numeri di Uncle Scrooge, che per il n.16, pubblica anche una sua quarta di copertina con lo Zione protagonista. Oltre a varie altre copertine che usciranno per la Gladstone e la Another Rainbow, si contano anche una cover per Gyro Gearloose (1962) e una per Donald Duck Album (1963).

Per un paio di Giants (albi in formato gigante della Dell) Barks si limita a disegnare gli schizzi, poi rifiniti a matita da Strobl e McGary.

La quantità maggiore di copertine, però, è per Walt Disney's Comics and Stories: ben 133 che vengono pubblicate quasi senza interruzioni fino al 1968. Queste cover presentano delle simpatiche scenette con Paperino e nipoti protagonisti e contano, però, solo poche eccezioni. Innanzitutto quella del 173 (1955) di Paul Murry, che lavora su un bozzetto di Barks, quindi quella del numero successivo, ridisegnata da un artista sconosciuto. Si passa quindi al 1965 quando, sul n. 296, alla scenetta vengono aggiunti Topolino e Pippo, probabilmente opera di Strobl.

Sul n. 405 del giugno '74 la copertina è ricavata da una matita di Barks, inchiostrata per l'occasione. Stessa cosa avverrà nell'agosto del '77 per la cover del 25 di Daisy and Donald, che esce sotto l'etichetta Whitman.

Per un certo periodo, poi, (a partire dal 276 di WDCS del 1963), Barks dividerà l'onore della copertina con altri artisti: questa, infatti, viene divisa in riquadri, ognuno con una illustrazione o una foto di artisti differenti.

Le quotazioni: un omaggio di Simonson[modifica | modifica wikitesto]

Gli albi targati Carl Barks hanno un'alta quotazione tra i collezionisti[16]. Queste quotazioni, però, erano già alte quando l'Uomo dei Paperi era in vita, tanto che, nel 1974, ispirarono a Kim Weston, uno dei più importanti collezionisti barksiani del mondo, una piccola gag di una pagina per prendere in giro il mondo dei collezionisti e, in puro stile barksiano, anche sé stesso. Uscì fuori The ultimate Barks Collector (Il più grande collezionista di Carl Barks, su Zio Paperone n.130), disegnata dal marvelliano Walter Simonson con un tratto molto delicato che ricorda il Barks di fine carriera, in cui si viene a conoscenza che Paperone ha dato fondo a tutte le sue sostanze pur di ottenere una collezione completa di storie di Carl Barks, il miglior autore di albi a fumetti di tutti i tempi. La storia si chiude con quadrupla che mostra la vasca del denaro completamente vuota, salvo che per il trattore utilizzato per sistemare le monete ed alcune casse (o barili) sistemati in un angolo.

I rapporti con la Disney[modifica | modifica wikitesto]

Secondo gli autori del saggio Introduzione a Paperino (Sansoni 1974), all'epoca delle loro ricerche Carl Barks era praticamente posto sotto sequestro dalla Disney. In realtà la casa di Burbank cercò di tutelare la tradizione che vedeva i propri fumetti firmati da Walt Disney, proibendo a Barks di rilasciare interviste.

La Disney censurò molti fumetti di Carl Barks, tra cui un racconto natalizio, Paperino e il canto di Natale, molto violento, parte de La Stella del Polo, e le scene demoniache della lunga storia su Halloween Paperino e le forze occulte. Anche il termine Zombie fu proibito in ogni ristampa americana del racconto Paperino e il feticcio.

Il Carl Barks Fan Club[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 l'attuale Presidente dell'international Fan Club dedicato a Barks diede origine all'associazione che prende il nome di Carl Barks Fan Club (abbreviato CBFC) e nel 2006 è stata creata la prima affiliata mondiale in Italia, denominata CBFC-I.

Fonti barksiane[modifica | modifica wikitesto]

Barks era solito utilizzare come fonte di ispirazione per realizzare le ambientazioni delle sue storie il National Geographic, del quale possedeva un'intera collezione.[17] Ad esempio un reportage della rivista sul Perù pubblicato nel 1942 ispirò Barks per la realizzazione della storia a fumetti Paperino e il mistero degli Incas.[18] Molte, però, sono le leggende e le storie che hanno ispirato Barks nella realizzazione delle sue avventure. La prima e più ovvia fonte è il Canto di Natale di Charles Dickens: è infatti al suo protagonista, il ricco e avaro Ebenezer Scrooge, che Barks si ispira per la figura di Paperon de' Paperoni, che fa il suo esordio nella già citata Paperino sul Monte Orso.

La letteratura, però, ha ispirato a Barks anche molte altre storie, iniziando da Paperino e Paperina - Il marinaio antico-ma-non-troppo, ispirata a La ballata del vecchio marinaio, componimento poetico di Samuel Taylor Coleridge. Sempre ad una poesia, Il corvo di Edgar Allan Poe, è ispirato uno dei protagonisti di Paperino e il corvo parlante, in cui i nipotini incontrano un corvo che, invece di gracchiare, parla, dicendo semplicemente: "Mai più", proprio come il corvo della poesia di Poe. Questo corvo, poi, finisce nelle grinfie di Amelia, che lo ipnotizza affinché rubi la Numero Uno di Paperone.

Le influenze[modifica | modifica wikitesto]

Artisti contemporanei di Barks[modifica | modifica wikitesto]

Per fare un confronto utile anche con altri artisti coevi, più o meno influenzati dall'arte del Maestro dell'Oregon, si faccia riferimento alle pagine dedicate agli artisti Disney:

si noti che sono stati inseriti nell'elenco anche alcuni sceneggiatori, come Kinney, Siegel e l'italiano Cimino.

I nuovi artisti[modifica | modifica wikitesto]

Per rendersi conto dell'influenza che ha avuto su altri artisti successivi, vedere anche le schede di:

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

A Barks è stato intitolato un asteroide, 2730 Barks, dedicato in particolare alla sua storia Zio Paperone astronauta (Island in the Sky)[19].

D.U.C.K.: la dedica di Don Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Don Rosa, grande ammiratore del maestro dell'Oregon. Molte delle sue storie, sono dei seguiti delle più famose storie barksiane.
(EN)
« I say (and I am not the first) Carl Barks is the greatest storyteller of the 20th century. And notice I did not include the word "arguably." If you disagree with that, you are simply wrong. He was born early in the first year of that century, and he died in his 100th year of life during the final year of that century. It was his.[20] »
(IT)
« Per me Barks (e non sono certo il primo ad affermarlo) è il più grande narratore del XX secolo. E non ho detto la parola "probabilmente". Chi non è d'accordo, si sbaglia. È nato all'inizio del secolo ed è morto, nel suo centesimo anno di vita, durante l'anno finale di quel secolo. Che è stato il suo.[8] »
(Don Rosa, autore di fumetti Disney)

In quasi tutte le storie di Don Rosa, considerato l'erede di Barks[21][22][23], si può trovare nella prima tavola (solitamente nella vignetta d'apertura) una dedica proprio all'amato maestro che, a detta di Rosa stesso, gli ispira ogni singola tavola. La dedica consiste in una sigla, camuffata nel disegno, "D.U.C.K.", che non solo significa "papero" in inglese, ma è anche l'acronimo di "Dedicated to Uncle Carl by Keno", ovvero "Dedicato allo zio Carl da Keno". Keno è il secondo nome di battesimo di Don Rosa.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi della carriera in Disney di Carl Barks sono da ricercare nell'animazione, dove venne utilizzato come creatore di gag e sceneggiatore.

Segue un elenco dei film cui ha collaborato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b L'uomo dei paperi arriva a Milano, Topolino N.2011 del 14 giugno 1994. Scheda INDUCKS
  2. ^ Carl Barks
  3. ^ Vedi The Good Duck Artist. (archiviato dall'url originale il ). e Donald Duck - Carl Barks
  4. ^ Biografia di Barks su IMDb. Vedi anche: Thomas Andrae, Carl Barks and the Disney Comic Book: Unmasking the Myth of Modernity, University Press of Mississippi (July 6, 2006), ISBN 978-1578068586
  5. ^ Articolo su Papersera.net
  6. ^ MichaelBarrier.com - Exploring the World of Animated Films and Comic Art
  7. ^ a b Zio Paperone 138
  8. ^ a b c Luca Boschi, Alberto Becattini (a cura di), Carl Barks - L'uomo dei Paperi (Tutto Disney, n.18, 2001), Disney Italia
  9. ^ Nell'intervista a Barks pubblicata su Zio Paperone n.99 alla domanda "Quale storia leggere per capire l'aspetto più vero dell'artista Barks?" l'autore risponde: "Direi Paperino nel tempo che fu. Non è una storia "da ridere, è una storia sulla vita com'era nel buon vecchio tempo antico, una specie di film sentimentale. La preferisco a tante altre avventure costruite sulle gag. Tecnicamente direi che spicca invece Paperino e il mistero degli Incas"
  10. ^ Alberto Becattini, La storia: Topolino e il mistero del cappello rosso, La Grande Dinastia dei Paperi #36
  11. ^ dai dati editoriali di Four Color #79 su gocollect.com
  12. ^ Comic book urban legends revealed #73
  13. ^ The "Donald Duck as prior art" case
  14. ^ Articolo su Papersera.net
  15. ^ Alberto Becattini, Grandi Mogol e piccole Marmotte, La Grande Dinastia dei Paperi #45
  16. ^ Trafiletto di accompagnamento alla storia The ultimate Barks Collector su Zio Paperone #130
  17. ^ Paperino, in I classici del fumetto di Repubblica, pagina 7.
  18. ^ "Da Carl Barks ai disegnatori italiani, da oltre 70 anni National Geographic ispira il mondo Disney" sul sito del National Geographic
  19. ^ Gottfried Helnwein, Barks, Carl, HELNWEIN TALKS WITH CARL BARKS, 11 luglio 1992. URL consultato il 28 ottobre 2008.
  20. ^ Don Rosa on Carl Barks
  21. ^ Disma Dylan Pestalozza, La famiglia McDuck - L'immenso albero genealogico del clan dei paperi in www.deagostiniedicola.it. URL consultato il 31 gennaio 2009.
  22. ^ Paperino, 70 anni da irresistibile perdente in Panorama, 9 giugno 2004. URL consultato il 31 gennaio 2009.
  23. ^ Paperino over 70 in www.cinespettacolo.it, 11 giugno 2006. URL consultato il 31 gennaio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Introduzione a Paperino- La fenomenologia sociale nei fumetti di Carl Barks, di Piero Marovelli, Elvio Paolini e Giulio Saccomano -1974 Sansoni Editore, Firenze
  • Zio Paperone, il mensile di Disney Italia dedicato al più famoso e fortunato personaggio di Barks
  • Carl Barks - L'Uomo dei Paperi, volume celebrativo dei 100 anni del maestro dell'Oregon, sempre edito da Disney Italia, che è anche stato la fonte principale, oltre alla lettura diretta, per le informazioni sulle storie
  • Tesori: una serie di volumi (giunti attualmente a 5) che ripropongono alcune delle storie più belle del Maestro dell'Oregon
  • The Complete Carl Barks, una edizione fuori commercio di 33 volumi a tiratura limitata per soli collezionisti a cura di Luigi Olmeda (editi da The Duckie Comic Club di Woodville, Nuova Zelanda). Sono contenute tutte le storie disneyane di Barks realizzate tra il 1942 ed il 1967, oltre a molte tavole ed alcune storie mai pubblicate prima (tutte tradotte in italiano).
  • La grande dinastia dei paperi, in uscita dal 28 gennaio 2008 in abbinamento al Corriere della Sera. Intento della serie è pubblicare tutte le storie di Carl Barks in ordine cronologico (prima volta al mondo) e corredata da articoli dei critici Luca Boschi e Alberto Becattini. I fascicoli portano la firma di Lidia Cannatella, curatrice di tutti i numeri di Zio Paperone.
  • Uack!, raccolta di tutte le storie di Carl Barks, edita da Panini Comics a partire dall'aprile 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 44334954 LCCN: n81139216