Vicar

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« Sa disegnare i paperi come me, anche meglio di me! »
(Carl Barks, a proposito di Vicar)

Victor José Arriagada Ríos, conosciuto con lo pseudonimo di Vicar (Santiago del Cile, 16 aprile 1934Santiago del Cile, 3 gennaio 2012), è stato un fumettista cileno.

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Nacque nel 1934, lo stesso anno in cui esordì Paperino, il suo personaggio preferito.

Il giovane Victor intraprese gli studi per diventare ingegnere elettronico. Nel frattempo, però, cominciò una collaborazione con una piccola compagnia teatrale, quindi seguì un corso presso l'Accademia delle Belle Arti.

Dopo la laurea, iniziò a lavorare nel campo dell'elettronica, come logico dato il suo corso di studi, ma ben presto (1957) diventò disegnatore professionista: dapprima come caricaturista e vignettista per El Mercurio, quindi collaborò con Barrabases e El Pinguino.

I primi fumetti[modifica | modifica sorgente]

Il suo esordio a fumetti avvenne sulle pagine di Chribin, giornalino edito dalla Chiesa cattolica cilena, dove disegnò la serie Hipolito y Camilo, ispirata alle comiche di Stanlio e Ollio, successivamente pubblicata anche in Spagna, dove si trasferì nel 1960. Qui Vicar continuò il suo lavoro su altre serie comiche (Once Upon a Time, Bang Bang Sam, Qué Gente!), distribuite anche in Gran Bretagna e Germania.

Nella metà degli anni sessanta, Vicar collaborò con lo studio di Francisco Macián, importante animatore spagnolo, realizzando storyboard per molti lungometraggi distribuiti in Spagna e Perù.

Alla Egmont[modifica | modifica sorgente]

Finalmente approdò ai personaggi Disney. L'agenzia Selecciónes Illustrada, con la quale collaborava da un po', propose a Vicar di lavorare su storie di Paperino per conto della Egmont, allora Gutenberghus: la sua prima storia, tre tavole con Qui, Quo, Qua, viene pubblicata nel 1972. Sin dall'inizio il suo tratto è profondamente ispirato al tratto del "Maestro dell'Oregon", tanto che molti fan iniziarono a sospettare che Barks fosse tornato dal pensionamento per disegnare altre avventure papere: l'equivoco nacque soprattutto perché la Egmont decise di mantenere anonimi i propri collaboratori per un lungo periodo.

In realtà Vicar non è un imitatore di Barks, ma uno dei pochi in grado di assimilare e reinterpretare, al pari di Jippes, il tratto e la lezione barksiana. Le sue figure e il suo tratto dinamico e grintoso ne fanno uno dei più degni continuatori dell'eredità grafica di Barks, tanto che nel 1977 e nel 1980 realizzò i seguiti (esercizio in cui è altamente specializzato Don Rosa) di due mitiche avventure barksiane: Zio Paperone e i micro-paperi (1966) e Zio Paperone e la Stella del Polo (1953).

La fiducia in Vicar, però, è molto forte, tanto che gli vengono affidati anche due storie inedite di Barks. Alla fine degli anni sessanta Carsten Jacobsen, direttore editoriale della Egmont, invitò il Maestro a realizzare nuove storie. Barks gli inviò, così, due nuovi soggetti: il primo, dal titolo Go Slowly, Sands of Time ("Scorrete piano, sabbie del tempo"), diventò Zio Paperone e il segreto della giovinezza; il secondo, Hang Gliders Be Hanged ("Che i deltaplani siano impiccati"), diventa Paperino in Andiamo piano con il deltaplano!.

Periodo successivo[modifica | modifica sorgente]

Tornato da tempo a Santiago, Vicar da lì continua a realizzare nuove storie, soprattutto grazie al Vic Art Studio, realizzando storie che si ispirano, e nei testi e nel disegno al Barks di Walt Disney's Comics and Stories, in particolare al periodo di fine anni quaranta.

Nel giugno 1994, poi, Vicar ha coronato quello che può essere considerato il sogno di una vita: incontrare il grande Carl Barks. Si racconta che la prima cosa che il "Maestro dell'Oregon" gli disse, incontrandolo, fu:

« Ma tu sei quello che disegna i paperi meglio di me! »

La leggenda narra anche che, a tali parole, sembra che Vicar sia ringiovanito di almeno vent'anni, quasi come se avesse bevuto alla Fontana della Giovinezza scoperta dallo Zione nel lontano 1960, sempre in una storia di Barks.

Vicar è scomparso nel 2012 all'età di 77 anni, dopo una lunga battaglia contro la leucemia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Le informazioni biografiche sul cartoonist si basano sull'articolo pubblicato sul n. 92 del maggio 1997 di Zio Paperone.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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