Rodolfo Cimino

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Rodolfo Cimino (Palmanova, 16 ottobre 1927) è un autore di fumetti italiano.

[modifica] Gli inizi

Friulano di nascita ma veneziano a tutti gli effetti, la sua formazione artistica avviene all'interno di quell'irripetibile gruppo di creativi che, durante gli anni '50, ruotava attorno a Romano Scarpa, il quale, più di ogni altro, insegue il sogno di realizzare disegni animati come avviene negli Stati Uniti.

Cimino incomincia a scrivere fumetti tre anni dopo l'incontro con Scarpa, alla Biennale di Venezia del 1947, dove quest'ultimo gestisce uno stand didattico per valorizzare i procedimenti del disegno animato.

Quindi, dopo alcuni short pubblicitari, Cimino lavora per un film nel quale mette tutta la sua energia: La piccola fiammiferaia, trasposizione dell'omonima favola di Hans Christian Andersen. Nello studio di Scarpa, il futuro sceneggiatore non si limita a farsi le ossa col disegno, ma ha anche il compito di trovare qualche gag per le storie. In un primo tempo, collabora con Scarpa raccogliendo il testimone da Luciano Gatto, che da inchiostratore diventa a sua volta disegnatore completo. Ripassa a china per l'amico e ex collega molte storie classiche, come Paperino e la scuola dei guai, del 1958, scritta da Guido Martina. La sua ultima inchiostrazione sarà, nel 1962, Paperino e il premio di bontà.

[modifica] Sceneggiatore

Nello stesso anno Cimino si presenta, per la prima volta, nella doppia veste di sceneggiatore e inchiostratore, su disegni di Romano Scarpa. Sin da questa storia Cimino, nelle sue sceneggiature usa il metodo dello Storyboard, visualizzando la storia, che verrà stampata, in modo completo, vignetta dopo vignetta.

Su Topolino n° 283 ecco la prima storia "ufficiale" sceneggiata dallo stesso Cimino, su aiuto di Elisa Penna, già redattrice e vicedirettore del famoso settimanale, e con i disegni di Luciano Gatto: Zio Paperone in "brividi all'equatore". Un suo lavoro autonomo tuttavia viene pubblicato solo alcune settimane dopo, con Paperino e il cane dollarosus. Con questa opera prende il via uno stile tutto ciminiano, con le avventure di Paperon de' Paperoni, immerse in una magica irrazionalità, inserendo elementi mitologici e il sovrannaturale. E appunto in Paperino e il cane dollarosus si mostrano gli elementi che contraddistinguono lo stile di scrittura di Cimino; la notizia dell'esistenza di un tesoro, il desiderio di Zio Paperone di trovarlo, il viaggio in terre lontane e fantastiche, e gli imprevisti del caso. E con la trama fantastica, ma in un certo qual modo logica, Cimino contribuisce in Italia a sviluppare una sorta di Saga di Paperon de' Paperoni. Inoltre lo stile ciminiano si riflette anche nei dialoghi, che assumono un livello piuttosto letterario, ovviamente ironico, che può fare ricordare i dialoghi di Vittorio Gassman in Brancaleone. Il maggiordomo Battista ottiene sempre un ruolo nelle storie di Cimino, come accompagnatore del padrone e dei nipoti.

Inoltre il maestro veneziano inventa diversi personaggi come la strega tecnologica Roberta (alleata di Amelia) e Reginella, regina del pianeta Pacificus, ammarata fortunosamente sulla terra per cui Paperino avrà una cotta. Inoltre contribuisce al mito delle difese anti-bassotti nascoste nelle pareti e nella collina del deposito.

Cimino continua ancora oggi a sceneggiare storie.

Nel 2007 vince il Premio Papersera.

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