Marghera
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| Giorno festivo: | 21 novembre (Madonna della Salute) | |||||||
| Pref. telefono: | 041 | CAP: | 30175 | |||||
Marghera[1] è una località[2] della Città di Venezia. Sorge in terraferma e rientra nella conurbazione di Mestre, di cui costituisce l'appendice meridionale. Già compresa nel quartiere 13 Marghera-Catene, costituisce oggi la sede dell'omonima municipalità.
Con questo toponimo si intende il quartiere residenziale di cui si è appena parlato, ma si tende ad estenderlo anche alla vicina zona industriale, che più propriamente va indicata come Porto Marghera.
Indice |
[modifica] Storia
Prima della costruzione del Porto e del quartiere residenziale, la località era una zona perlopiù paludosa conosciuta come i Bottenighi. Le uniche sue strade erano via Catene che proseguiva da via del Parroco a Chirignago, e via Bottenigo che da via Catene si perdeva nella barena. Dove oggi si trova via Fratelli Bandiera vi era invece un grande canale di scolo che giungeva alla Malcontenta; faceva parte del complesso idraulico costituito dal grande argine de intestadura, realizzato nel Trecento, che raccoglieva le acque della Brenta Vecchia e degli altri corsi d'acqua a sud del Canal Salso per deviarle lontano da Venezia, attraverso la foce del Brenta Resta d'Aio (presso Fusina).
Il toponimo "Marghera" o, anticamente, "Malghera" si riferiva invece ad una piccola borgata posta a circa due chilometri dall'odierno centro abitato. Era composta da alcune case, una chiesa e alcuni magazzini destinati a fungere da sosta doganale lungo il Canal Salso per le merci dirette da e per Venezia. Nel 1805 il villaggio venne però spianato per lasciare posto al complesso difensivo di Forte Marghera, tutt'oggi esistente, lasciando il toponimo alla fortezza e alla zona circostante.
A fine Ottocento, Venezia si dimostrava incapace di diventare un centro industriale e portuale in grado di concorrere con gli altri del Mediterraneo, soprattutto per la mancanza di un luogo adatto a questo scopo. Il problema fu risolto grazie al progetto del capitano Luciano Petit, che vide la bonifica dell'area dei Bottenighi. Nel 1907 venne emessa una legge sui porti e nel 1917 un quarto del territorio dell'allora comune di Mestre fu espropriato e affidato alla Società Porto Industriale di Venezia, la quale eseguì le opere che portarono alla creazione del primo nucleo di Porto Marghera. Detto inizialmente "Porto di Mestre", esso fu costruito presso l'attuale Fincantieri. Frattanto, al fine di meglio coordinare lo svolgimento dei lavori, il 24 agosto 1926 un decreto di Mussolini soppresse l'autonomia amministrativa di Mestre, Zelarino, Favaro Veneto e Chirignago che, assieme a parte del comune di Mira, confluirono nel comune di Venezia[3].
Il progetto, oltre alla realizzazione di un porto industriale e commerciale, prevedeva anche la costruzione di un nuovo quartiere di terraferma che permettesse di alleggerire il sovraffollamento del centro lagunare.
L'insediamento umano divenne operativo dagli anni '20-'30 con la creazione di un progetto urbanistico (1922) chiamato "città giardino" dell'ingegnere milanese Pietro Emilio Emmer. Raggiunse la massima espansione negli anni '60, sia dal punto di vista delle attività produttive che da quello demografico, attirando numerosi abitanti dal centro storico e dai comuni vicini.
Durante la seconda guerra mondiale il porto diventò un obiettivo sensibile per gli Alleati che lo bombardarono a più riprese, bloccandone le attività e coinvolgendo purtroppo anche gli abitati contigui. A guerra finita al posto delle industrie restavano solo macerie, tuttavia la produzione riprese e a partire dagli anni '50 Porto Marghera cominciò ad essere uno dei poli industriali più conosciuti del Paese. Una delle prime produzioni fu il ciclo dell'azoto, precursore della produzione di fertilizzanti, dapprima per l'Agrimont, poi per Enichem Agricoltura.
Lo sviluppo di Marghera comportò la nascita o lo sviluppo di altri centri abitati vicini, come Catene, sviluppatasi negli anni Cinquanta intorno alla parrocchia di Santa Maria della Salute.
In questi ultimi anni Marghera si sta trasformando, sia nella zona industriale che nel quartiere urbano. La zona industriale sta guardando al futuro in un'ottica di uno sviluppo sostenibile che rispetti l'ambiente e che al tempo stesso salvaguardi l'occupazione. Il quartiere urbano si sta anch'esso evolvendo da periferia dormitorio di Venezia e Mestre in una realtà con una fisionomia propria, cercando di rispettare l'idea originaria che voleva fare di Marghera una "città giardino".
A partire dal 1998, con il finanziamento della regione Veneto è nato il progetto SIMAGE per il monitoraggio della qualità dell'aria dell'area industriale di Marghera e la gestione delle emergenze di contaminazione chimica a seguito di incidenti industriali.
[modifica] Toponimo
Secondo una definizione poetica e popolare, il toponimo deriverebbe dal veneziano mar gh'era ossia "mare c'era", espressione con cui si cominciò ad indicare la zona dove si sarebbe costruito il porto, un tempo paludosa. Questo tuttavia contrasta con un fattore noto: come già detto, "Marghera" è infatti ben più precedente e indicava in origine un piccolo borgo situato presso San Giuliano, sulle rive del Canal Salso. In seguito il toponimo si estese anche all'area della Marghera attuale, un tempo nota come Bottenighi.
Un'interpretazione di Wladimiro Dorigo ipotizza che il nome deriverebbe dal latino Maceria "muro a secco", alludendo al pietrame usato dai romani per delimitare le proprietà[4].
[modifica] Demografia e centri abitati
L'abitato di Marghera conta oggi 17.434 abitanti (28.466 se si considera l'intera municipalità), ed è attorniata da diversi sobborghi, tra i quali Catene (6.372 ab.), Villabona (1.130), Ca' Emiliani (344 ab.), Cà Sabbioni (581 ab.), Cà Brentelle (458 ab.) e la Malcontenta (896 ab.)[5], località che si estende anche nel comune di Mira dove sorge la nota villa palladiana.
[modifica] Parrocchie
Marghera, che è sede di un vicariato del patriarcato di Venezia, conta le seguenti parrocchie:
- Madonna della Salute (Catene)
- S.S. Francesco e Chiara (via Beccaria);
- Gesù Lavoratore (via F.lli Bandiera)
- Sant'Antonio (centro, p.za S. Antonio)
- San Pio X (via Aurelio Nicolodi);
- San Michele Arcangelo (via F.lli Bandiera);
- S.S.Resurrezione (Cita)
- Natività di Gesù (Villabona)
[modifica] Trasporti
Mentre l'area residenziale è servita della stazione di Venezia Mestre (che in effetti è interposta tra l'estremità sud di Mestre e l'estremità nord di Marghera), parte del porto e della zona industriale sono raggiungibili tramite la stazione di Venezia Porto Marghera, fermata ferroviaria che precede Venezia S. Lucia.
[modifica] Marghera e la musica
In seguito alla sentenza di assoluzione di tutti gli imputati relativamente alle morti, dovute all'esposizione di prodotti tossici, degli operai del petrolchimico di Marghera, le band ska italiane Banda Bassotti e Talco hanno composto 2 canzoni. La prima "Marghera 2 novembre" nel cd "L'altra Faccia Dell'Impero" (2002), la seconda "Tutti Assolti" nel cd omonimo (2005).
Nel 1966 si formò a Marghera la band "Le Orme", molto famosa nel genere di rock progressivo italiano sia durante gli anni di attività che nei nostri giorni. Marghera, inoltre, è la "patria" di una band molto nota negli anni novanta per il suo suono di pura matrice reggae ma interpretato in dialetto veneziano, ovvero i Pitura Freska. Il gruppo, capitanato da Gaetano Scardicchio, in arte "Sir Oliver Skardy" con le maestranze musicali di Marco Fioreri, Francesco Duse, Valerio Silvestri e Cristiano Verardo, hanno fatto di una realtà locale come Venezia, Marghera e dintorni, una voce da divulgare a livello nazionale ponendo, con la cantata in veneziano, problematiche e realtà suburbane dimenticate dalla grande politica e dalla realtà amministrativa locale.
Nei mesi di giugno, luglio e agosto ha luogo il Marghera Estate Village, una rassegna all'aperto di concerti e manifestazioni serali.
[modifica] Note
- ^ Analogamente a Mestre, alcuni atlanti geografici (come quelli redatti dalla De Agostini) indicano il centro come "Venezia-Marghera" per sottolinearne la dipendenza amministrativa dal comune di Venezia. Di fatto, però, la denominazione più usata - e comunque ufficiale - è semplicemente "Marghera".
- ^ Sebbene molto spesso Marghera venga definita "frazione", ufficialmente il comune di Venezia non riconosce alcun centro abitato con questo titolo; in effetti, lo stesso statuto comunale parla solo di municipalità.
- ^ Rivista "In Viaggio ..." - numero 66 - Como - aprile 2004
- ^ Wladimiro Dorigo - Venezia origini - Electa - Milano 1983
- ^ Fonte: Comune di Venezia - aggiornamento popolazione al 21/11/2008 [1].
[modifica] Voci correlate
- Venezia
- Mestre
- Passante di Mestre
- Stazione di Venezia Mestre
- Stazione di Venezia Porto Marghera
- ACTV
- Calcio Mestre



