Archimede Pitagorico

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Archimede Pitagorico
Archimede - DuckTales.png
Universo Disney
Nome orig. Gyro Gearloose (Gyro Gearloose)
Lingua orig. Inglese
Alter ego Scherzomane - Archi-X
Autore Carl Barks
Studio The Walt Disney Company
Editore The Walt Disney Company
1ª app. maggio 1952
Voce orig. Hal Smith Duck Tales
Voci italiane
Specie Gallina antropomorfa
Sesso Maschio
Luogo di nascita Paperopoli
Parenti
« EUREKA!!! »
(Archimede dopo l'uso del cappello pensatore)

Archimede Pitagorico (in originale Gyro Gearloose) è un personaggio immaginario dei fumetti e cartoni animati Disney.

Creato da Carl Barks sulle pagine di Walt Disney's Comics and Stories, è un personaggio dalle fattezze di una grossa gallina antropomorfa[1] alto e con capigliatura bionda nella versione italiana e marroncina in quella americana, inventore pressoché a tutto campo: nelle intenzioni iniziali di Barks, queste erano le fattezze da destinare a Ciccio, aiutante di Nonna Papera, prima di perfezionarlo in un mangione inguaribile.[2]

Caratterizzazione[modifica | modifica sorgente]

Nelle storie di Barks innumerevoli sono le sue invenzioni, a volte assurde, a volte inutili, a volte avveniristiche, ma spesso con risvolti finali catastrofici. Le sue invenzioni sono, comunque, molto ricercate dagli abitanti di Paperopoli e soprattutto dall'illustre magnate Paperon de' Paperoni, che cerca sempre di sfruttarne il genio senza doverlo pagare. Razzi spaziali, nasi elettronici per cercare tesori, dischi volanti personali: queste e molte altre ancora sono alcune delle invenzioni che Archimede realizza e vende nel suo laboratorio, dopo che per anni è andato in giro per le strade della città a vendere invenzioni di tutti i tipi su un carretto da venditore ambulante.[senza fonte]

All'inizio Archimede diventa protagonista di brevi storie che compaiono in appendice sugli antologici della Western: questo perché per ridurre le spese postali, gli editori sono costretti a realizzare storie con due o tre personaggi differenti come protagonisti. Barks, allora, realizza dei piccoli capolavori in cui spesso l'inventore interagisce solo ed esclusivamente con le sue macchine. Gli unici baloon presenti in questo tipo di storie, quindi, sono quelli con i pensieri dell'inventore, mentre sullo sfondo il suo aiutante Edi vive delle vicende parallele ed autonome.

A questa tradizione si riferiscono molti autori fino ai giorni nostri: su tutti spiccano lo sceneggiatore Fabio Michelini e Don Rosa.

La prima invenzione di cui si ha menzione sono le scatole pensanti in Paperino e le scatole pensanti, mentre la sua prima invenzione ci viene raccontata da Don Rosa in La prima invenzione di Archimede: concepita come seguito di Paperino e il ventino fatale, oltre a raccontare la nascita di Edi, l'aiutante, ci informa che Archimede ha ereditato il laboratorio dal padre Fulton.
Il personaggio afferma che Edi è la sua prima vera invenzione, cioè utile.

Archimede vive in modo assai sobrio nella sua casa-laboratorio, dove regna un caos generale. Malgrado la sua genialità possa probabilmente consentirgli un'esistenza più agiata, non è interessato al denaro, ma solo e unicamente alla ricerca e alle scoperte scientifiche. È altresì animato da un forte sentimento morale e talvolta rifiuta di accondiscendere a qualche richiesta spregiudicata di Paperon de' Paperoni[3], che puntualmente cerca di ricorrere ai suoi servizi. Benché il ricco magnate sia debitore di Archimede per gli innumerevoli congegni ed antifurto che l'inventore gli ha fornito e gli fornisce, questi riesce sempre a evitare di pagare e a costringere l'inventore a turni di lavoro massacranti. Difficilmente lo scienziato riesce però a concentrarsi sul lavoro perché i cittadini di Paperopoli lo sfruttano come un riparatutto, dato che spesso migliora gli elettrodomestici consegnatili.

Archimede è un single; non ha una fidanzata, tranne in qualche storia in cui lo si vede alle prese con problemi amorosi. In una di queste[senza fonte] appare terribilmente distratto e pasticcione e tutte le invenzioni fatte per i cittadini si rivelano un disastro: anche Paperina, che gli aveva dato da aggiustare il phon, rimane vittima della sua distrazione: il phon emana aria torrida e le brucia le piume. Irritata corre al laboratorio dove osserva che Archimede si precipita ad aprire la porta a Luisella di cui è evidentemente innamorato. Paperina se ne va discretamente, ma la sera stessa Archimede, con la scusa di portarle a casa il phon aggiustato le chiede dei consigli in amore, campo in cui è un disastro. Paperina, con l'aiuto di Chiquita, cerca di fargli imparare la danza, come porgere le rose e i cioccolatini e perfino a declamare le poesie. Finalmente viene il giorno in cui Archimede può rivelare alla sua bella di esserne innamorato invitandola al gran ballo di Nonna Papera, ma sul più bello lei rifiuta. Archimede è tristissimo, ma subito dopo Luisella torna al laboratorio confidandogli di aver rifiutato perché non sa ballare facendo Archimede felicissimo. La storia si conclude al ballo di Nonna Papera con Archimede e Luisella abbracciati sulla panchina.

Anche altri artisti contemporanei di Barks si cimentano con l'inventore paperopolese: in particolare, con un look lievemente diverso rispetto alle origini (becco un po' più lungo e capelli ispidi), lo disegnano Phil de Lara nel 1954 (è lui a proporre il nuovo stile), Al Hubbard, G.B.Carpi (1955), Pier Lorenzo De Vita (1957). Questo look, usato anche da Barks in Paperino e l'amuleto del cugino Gastone, viene poi omaggiato da Giorgio Cavazzano nella storia Zio Paperone e l'uomo dei paperi (1992), scritta da Rudy Salvagnini. Quasi contemporaneamente alla coppia italiana (1993), riprende queste particolari fattezze, abbassandone un po' l'altezza, anche l'artista tedesco Mau Heymans.

Nella storia Superpippo e la sfida al Sultano, apparsa su Albo d'Oro n. 7 del luglio 1969, Archimede è raffigurato molto ricco, fumatore di pregiati sigari avana e addirittura in possesso di un aeroporto personale.

È stato protagonista di alcune storie proprie e non più semplice comprimario di Paperinik o Paperone.

Edi, l'aiutante[modifica | modifica sorgente]

Compagno quasi inseparabile del simpatico personaggio è Edi, un piccolo robot che non parla ma emette semplicemente dei bzzz... bzzz. Anche in questo caso il nome italiano dell'aiutante dell'inventore (in inglese chiamato semplicemente helper, aiutante, appunto) evoca, neppure troppo velatamente, la figura di Thomas Edison, l'inventore delle lampadine.

Membri della famiglia Pitagorico[modifica | modifica sorgente]

Cacciavite Pitagorico[modifica | modifica sorgente]

Cacciavite Pitagorico (Ratchet Gearloose) venne creato da Carl Barks nel 1959, nella storia Zio Paperone e la gara sul fiume. È il nonno di Archimede ed è, quindi, il padre di Fulton, nonché amico del giovane Paperon de Paperoni, con cui ha lavorato come fuochista sul Mississippi a bordo del Ciccio Dollaro, il battello di Angus Manibuche de Paperoni. Le sue invenzioni più note sono le pillole per purificare l'acqua e un'automobile ante litteram, alimentata da energia geotermica.

Fulton Pitagorico[modifica | modifica sorgente]

Fulton Pitagorico (Fulton Gearloose) è il padre di Archimede e il figlio di Cacciavite. Viene nominato per la prima volta nel 1992 in Zio Paperone e i guardiani della biblioteca perduta, dove si scopre che è stato un membro delle Giovani Marmotte e che ha inventato le medaglie di merito dell'associazione. La sua prima vera apparizione, avvenuta quando è ancora giovane, risale a L'invasore di Forte Paperopoli. In La prima invenzione di Archimede Don Rosa rivela che il personaggio ha lavorato in un laboratorio come riparatore "universale" (abilità dettata dalla genialità di famiglia), finché nel 1952 non ha lasciato l'attività a suo figlio Archimede.

Newton Pitagorico[modifica | modifica sorgente]

Newton Pitagorico (Newton Gearloose) è il nipote di Archimede, e fa la sua prima apparizione in Archimede e il nipote Newton[4] (1965), di Vic Lockman e Phil de Lara. La storia, destinata al mercato extra-americano, viene pubblicata quello stesso anno sul Topolino n.507 del 15 agosto in contemporanea con il Brasile (su Mickey 154) e quindi in Australia (su G Series Comics 359), mentre la sua prima apparizione statunitense risale al maggio 1966 con Archimede ballerino telefonico (in Italia sul Topolino n.631).

Concepito come un piccolo Archimede, si fa subito notare non solo per l'aspetto, in tutto simile a quello dello zio, ma anche per la passione verso la scienza e le invenzioni, che produce ad un ritmo secondo solo a quello di Archimede. In alcune storie interagisce con le nipoti di Paperina (Ely, Emy, Evy), per poi diventare amico di Qui, Quo, Qua allorquando entra a far parte del corpo delle Giovani Marmotte, il corpo eco-militare di Paperopoli: in tale veste spesso si presenta come fondamentale risolutore di situazioni spinose. È anche la veste in cui è più utilizzato nelle storie di produzione italiana.

Grazie a queste storie, l'Italia è il paese che più di tutti ha utilizzato il personaggio, seguita da Danimarca e Brasile, mentre negli Stati Uniti ha collezionato una decina di apparizioni tra gli anni sessanta e settanta sul mensile Junior Woodchucks.

Aiutante di Paperinik[modifica | modifica sorgente]

Volontariamente, inoltre Archimede occupa parte del suo tempo progettando nuove armi per il vigilante di Paperopoli, Paperinik. Di sua creazione sono infatti la maggior parte dei gadget usati dal diabolico vendicatore oltre ad essere il riparatore ufficiale delle vecchie attrezzature di Fantomius e creatore del rifugio segreto posto sotto la casa di Paperino. Archimede è a conoscenza del segreto di Paperino, ma in alcune storie la dimentica inghiottendo di sua spontanea volontà le caramelle CarCan, ovvero "Caramelle Cancellin" (che esordiscono in Paperinik alla riscossa, di Martina-Scarpa), che servono a cancellare la memoria recente di chi le ingerisce.

Gli alter ego[modifica | modifica sorgente]

In più di una storia, gli autori hanno dotato Archimede di un alter ego, a volte buono, a volte malvagio.

Fin dalla sua fondazione Archimede è inoltre il marchingegnere ufficiale della Paperon Intelligence Agency, la para organizzazione spionistica di Paperone, a volte lavorando anche come l'agente sul campo MA-RE 12 (Marchingegnere Reclutato).

Un'altra identità è lo Scherzomane, creato da Luciano Bottaro nella storia "Archimede e il signor Scherzo"[5]. In questa storia Archimede, con l'intento benevolo di eliminare la parte burlona della gente attraverso una sua invenzione (un po' come il Dottor Jekyll in Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde), finisce, per colpa di Edi, trasformato dalla sua stessa creazione in un folle maniaco degli scherzi, che si divertirà alle spalle di Paperopoli, ma anche di Paperino, per circa un mese. Verrà catturato da Qui, Quo e Qua alla fine della storia: tornato in sé, il genio si scuserà e distruggerà la sua pericolosa invenzione.

Una storia analoga a quella dello Scherzomane, e sempre ispirata al tema del doppio, è "Paperinik e l'attacco di Archi-X"[6]: anche qui (stavolta per colpa di Paperino), un'invenzione rende malvagio il placido inventore, che di notte diventa un supercriminale chiamato Archi-X. "Ispirato" dal fatto che al momento della "trasformazione" Archimede stava pensando al problema della canicola, l'alter ego minaccia di congelare l'intera città, ma viene fermato in tempo da Paperinik.

Una terza storia, di Pezzin e Cavazzano, in cui compare un alter-ego dell'inventore, opposto a lui come carattere, è "Archimede e... l'illogica vittoria"[7]. Essa narra di Archimede che si trova oberato dal lavoro e non riesce a guadagnare a causa del suo buon carattere che lo rende incline a far credito o a regalare le proprie invenzioni; egli decide dunque di costruire un robot dall'aspetto identico a sé, ma dotato di un carattere più spregiudicato, che lavora al suo posto ed esige con decisione il denaro dai clienti. Paperone decide di trasformare questa idea in un progetto commerciale e di vendere ad ogni paperopolese un proprio alter-ego robot. Gli automi però si ribellano alla popolazione, dando luogo a varie azioni di rivolta fra cui il sequestro di Archimede da parte del suo simile meccanico. Durante la prigionia, Archimede individua la soluzione che porrà fine all'invasione degli automi, e avvia una contro-rivolta che parte proprio dall'abbattimento dell'Archimede-robot.

Su Topolino 1978 in Archimede e l'alter ego riscossone, Archimede, come al solito, si trova in basse finanze perché tutti pagano a credito. Seguendo il consiglio di Edi si fa sostituire dal cugino Ghenius, che comincia a vendere alcune invenzioni ad un prezzo gonfiato, a volte anche provocando finti guasti per farsi pagare e saldare così i debiti dei clienti del cugino. Dopo che però convince Paperino a comprare un chip per vedere tutti i canali del mondo i nipotini, per niente contenti di vedere il loro fondo vacanze speso così, raggiungono Ghenius a casa. Qui sentono il suo proposito di " eliminare" il cugino e prendere in mano gli affari. Preoccupati Qui, Quo e Qua cominciano a seguirlo e finiscono per scoprire che Ghenius non è altro che Archimede sotto l'effetto di una formula simile a quella del dottor Jekyll. Con l'aiuto degli zii, pentiti di aver bisfrattato l'amico, costringono Ghenius a bere l'antidoto, che era intenzionato a distruggere. Tornato normale, Archimede si scusa per aver sbagliato la formula della pozione della grinta. Quando però gli altri si allontanano, Archimede si congratula con Edi per il suo piano: Ghenius infatti non era mai esistito, e la fantomatica pozione era solo un siero per barba e capelli. Archimede aveva recitato tutto il tempo la parte per cercare di convincere i suoi clienti-amici a pagare. Situazione che purtroppo non è durata molto.

In Paperinik e l'amichevole minaccia (Topolino 2897) di Bruno Enna e Corrado Mastantuono, Archimede, provato dall'eccesso di lavoro impostogli da Paperone, accidentalmente crea un cortocircuito nella macchina che stava costruendo, un congegno destinato all'università di Paperopoli per sdoppiare la personalità dei moscerini, La Macchina Dell'Ego. A causa di ciò la sua personalità negativa prendeva il sopravvento ogni volta che calava il sole, sotto il nome di Mad Ducktor. Anche il suo aspetto cambiava divenendo irriconoscibile: capelli grigi lunghi e rialzati, fosche sopracciglia nere, occhialetti neri, occhi iniettati di sangue e con borse visibilmente scure, vestiti simili ad un camice da laboratorio ma con un mantello nerissimo. Volenteroso di farla pagare a Paperone per i soprusi subiti dal suo " debole alter-ego ", Mad Ducktor elaborò una serie di attacchi e furti a danni del suddetto con lo scopo di ridurlo a supplicare e vederlo soffrire. Fortunatamente Paperino, insospettito durante una precedente visita al laboratorio da un bizzarro lampeggiare della spia della cassaforte del laboratorio, tornò sotto le spoglie di Paperinik a controllare, scoprendo che la causa dello strano fenomeno era Edi, che, imprigionato da Mad Ducktor, cercava di lanciare un S.O.S. . benché immune alle accorate richieste dell'eroe di ricordare il vecchio se stesso, Paperinik, con l'aiuto di Edi, riuscì a riportare Archimede alla normalità usando un fucile energetico collegato alla Macchina Dell'Ego, comicamente tramite miglia e miglia di cavo invece che un collegamento senza fili per sbadataggine del piccolo robotino. Purtroppo a un esame successivo Archimede scoprì che l'arma usata per curarlo possedeva un grave errore di progettazione commesso da Edi. E come sospettato dal geniale inventore la sua metà oscura aveva preso vita propria, rintanandosi nel laboratori dell'università aspettando di riottenere un corpo tangibile per ottenere vendetta su Paperone e Paperinik. A differenza del buon Archimede, Mad Ducktor è un freddo calcolatore, vendicativo, sadico, sprezzante, melodrammatico e facile all'ira. Ha la tendenza a lasciare sul luogo del misfatto biglietti di minaccia firmandosi con le sue iniziali, in modo simile a come il famoso Macchia Nera si firma con la macchia d'inchiostro. Essendo tecnicamente il costruttore delle armi di Paperinik e dei dispositivi di sicurezza del deposito de' Paperoni, i congegni del malvagio scienziato sono facilmente in grado di disattivarli rendendolo se possibile anche più pericoloso.

Fa ritorno in Paperinik e il ritorno di Mad Ducktor (Topolino 2950), nel laboratorio di Archimede, convincendolo a creare una macchina che fa riprendere le proprie sembianze. Lo chiude nel suo caveau e si impersona in lui, per attuare la sua vendetta su Paperinik; mette nei suoi stivaletti a molla una microcamera, scoprendo la sua vera identità. Si impersona anche in lui rubando la Numero Uno e la nasconde nel suo rifugio. I cittadini di Paperopoli, convinto che Paperinik sia un ladro, lo cacciano dalle proprie abitazioni. La sera, polizia e Paperone si recano a casa di Paperino; egli è in grossi guai, poiché la 313 non funziona più. Edi, passando di lì, si accorge della microcamera: Paperinik ritrova la Numero Uno. Infine fa scordare tutto a Mad Ducktor tramite un muffin Car-Can. Quest'ultimo alter-ego compare la terzultima volta nella storia "Paperinik in: il costume non fa il supereroe" dove, alla fine, compare proprio il genio del male che scopre di nuovo l'identità dell'eroe senza farsi scoprire e giura vendetta, infatti in "Paperinik e la vendetta di Mad Ducktor", lui e l'Imbianchino mascherato, alias Bum Bum Ghigno, devono sconfiggere il lato negativo di Archimede un'altra volta. Poi il primo dei due supereroi si allea con Nik Paper, un altro se stesso, per battere l'ultima volta Mad Ducktor in "Paperinik e Nik Paper contro Mad Ducktor".

Il nome italiano[modifica | modifica sorgente]

Archimede, che esordisce in Paperino e l'amuleto del cugino Gastone, edita in Italia sul 45 di Topolino, in USA sul 140 di Walt Disney's Comics and Stories del maggio 1952 (col titolo di Gladstone's Terrible Secret), deve il suo nome molto probabilmente[senza fonte] a Guido Martina, che volle omaggiare tanto il filosofo e matematico greco Pitagora, quanto il matematico e fisico siciliano Archimede. Questo, però, non è il primo nome assegnato al personaggio. Nelle prime traduzioni, infatti, venne nominato anche Giro Rotalibera, Giro Prendingiro[senza fonte] e Giro Girolamo[8], più assonanti al nome originale, Gyro Gearloose.

In altri media[modifica | modifica sorgente]

Fa il suo esordio nei cartoni animati nel 1987 nella serie DuckTales dove ha i capelli rossi e si rivolge a Paperone dandogli del "Lei" (nell'edizione italiana) e chiamandolo Signor de' Paperoni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Così dice lo stesso Barks durante un'intervista rilasciata a Donald Ault, Thomas Andrae e Stephen Gong il 4 agosto 1975: "...I just made him a big awkward looking chicken." L'intervista è riportata nel volume di Donald Ault, Carl Barks: Conversations, University Press of Mississippi, 2003.
  2. ^ The HTML BarksBase
  3. ^ "Zio Paperone e la moltiplicazione degli affitti", di Cimino e Cavazzano, Topolino (libretto) # 944, 1973 (Codice Storia: I TL 944-A).
  4. ^ The Copycat Inventor
  5. ^ Topolino N.385 del 14 aprile 1963 Archimede e il signor Scherzo.
  6. ^ Topolino N.1909 del 28 giugno 1992 Paperinik e l'attacco di Archi-X.
  7. ^ Topolino N.1106 del 6 febbraio 1977 Archimede e... l'illogica vittoria
  8. ^ Piero Marovelli, Elvio Paolini, Giulio Saccomanno, Introduzione a Paperino. La fenomenologia sociale nei fumetti di Carl Barks, Sansoni, Firenze, 1974, p.157

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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