Energia geotermica

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Impianto ad energia geotermica in Islanda

L'energia geotermica è l'energia generata per mezzo di fonti geologiche di calore e può essere considerata una forma di energia alternativa e rinnovabile, se valutata in tempi brevi[1]. Si basa sui principi della geotermia ovvero sullo sfruttamento del calore naturale della Terra (gradiente geotermico) dovuto all'energia termica rilasciata in processi di decadimento nucleare naturale di elementi radioattivi quali l'uranio, il torio e il potassio, contenuti naturalmente all'interno della terra (nucleo, mantello e crosta terrestre). La prima utilizzazione dell'energia geotermica per la produzione di energia elettrica avvenne il 4 luglio 1904 in Italia per merito del principe Piero Ginori Conti che sperimentò il primo generatore geotermico a Larderello in Toscana preludio delle vere e proprie centrali geotermiche[2]. Possibile e sfruttata anche la cogenerazione. L’energia geotermica, inoltre, viene usata anche per la produzione di energia termica (calore e acqua calda).

L'energia geotermica costituisce oggi meno dell'1% della produzione mondiale di energia[3]. Tuttavia, uno studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology afferma che la potenziale energia geotermica contenuta sul nostro pianeta si aggira attorno ai 12.600.000 ZJ e che con le attuali tecnologie sarebbe possibile utilizzarne "solo" 2000 ZJ. Tuttavia, poiché il consumo mondiale di energia ammonta a un totale di 0,5 ZJ all'anno, con il solo geotermico, secondo lo studio del MIT, si potrebbe soddisfare il fabbisogno energico planetario con sola energia pulita per i prossimi 4000 anni rendendo quindi inutile qualsiasi altra fonte non rinnovabile attualmente utilizzata.[4][5]

Energie rinnovabili
Turbina eolica
Eolica
Geotermica
Idroelettrica
Marina
Solare
Biomasse

Principio geotermico[modifica | modifica wikitesto]

Centrale geotermica nelle Filippine

L'energia geotermica è una forma di energia sfruttabile che deriva dal calore presente negli strati più profondi della crosta terrestre. Infatti penetrando in profondità nella superficie terrestre, la temperatura diventa gradualmente più elevata, aumentando mediamente di circa 30 °C per km nella crosta terrestre (30 °C/km e 80 °C/100 km rispettivamente nel mantello e nel nucleo, si tratta di valori medi, in alcune zone infatti, si possono trovare gradienti decine di volte inferiori o maggiori). I giacimenti di questa energia sono però dispersi e a profondità così elevate da impedirne lo sfruttamento. Per estrarre e usare il calore imprigionato nella Terra, è necessario individuare le zone con anomalia termica positiva dove il calore terrestre è concentrato: il serbatoio o giacimento geotermico. Per ottenere un ottimale riscaldamento di case o serre viene messa in atto l'azione di fluidi a bassa temperatura; invece, per ottenere energia elettrica si fa uso di fluidi ad alte temperature.

Esistono diversi sistemi geotermici, ma attualmente vengono sfruttati a livello industriale solo i sistemi idrotermali, costituiti da formazioni rocciose permeabili in cui l'acqua piovana e dei fiumi si infiltra e viene scaldata da strati di rocce ad alta temperatura. Le temperature raggiunte variano dai 50-60 °C fino ad alcune centinaia di gradi. L'uso di quest'energia comporta vantaggi come l'inesauribilità a tempi brevi, se sfruttata in modo razionale, ed il minor inquinamento dell'ambiente circostante; un certo inquinamento non viene escluso per la possibile immissione nell'area di elementi tossici, come zolfo, mercurio e arsenico presenti nei fluidi geotermali, per questo motivo le aree geotermiche sono sottoposte a verifiche ambientali annuali.

Rivolto solamente ad una produzione di energia termica, è il sistema geotermico a bassa entalpia che sfruttando il naturale calore del terreno con l'ausilio di una pompa di calore riesce a produrre energia termica per l'acqua calda sanitaria e per il riscaldamento degli edifici.

In alcune particolari zone si possono presentare condizioni in cui la temperatura del sottosuolo è più alta della media, un fenomeno causato dai fenomeni vulcanici o tettonici. In queste zone "calde" l'energia può essere facilmente recuperata mediante la geotermia.

La geotermia consiste nel convogliare i vapori provenienti dalle sorgenti d'acqua del sottosuolo verso apposite turbine adibite alla produzione di energia elettrica e riutilizzando il vapore acqueo per il riscaldamento urbano, le coltivazioni in serra e il termalismo.

Per alimentare la produzione del vapore acqueo si ricorre spesso all'immissione di acqua fredda in profondità, una tecnica utile per mantenere costante il flusso del vapore. In questo modo si riesce a far lavorare a pieno regime le turbine e produrre calore con continuità.

In tal senso molto promettenti sembrano essere gli sviluppi relativi all'energia geotermica, che presenta una distribuzione territoriale molto estesa a motivo dell'assenza di utilizzo di acqua ma solo calore.

La radioattività naturale della terra è la causa dell'energia geotermica. Si valuta che il flusso totale di calore verso la superficie della terra sia di 16 TW, quindi poiché la terra ha un raggio medio di 6371 km, la potenza media prodotta per via geotermica è di 32&n Per confronto l'irraggiamento solare medio è, alle latitudini europee, di circa 200 W/m². La potenza è sensibilmente maggior vicino ai limiti delle fratture tettoniche dove la crosta è meno spessa. Inoltre la circolazione di acqua in profondità può aumentare ulteriormente la potenza termica per unità di superficie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La più antica piscina conosciuta alimentata da una sorgente calda, costruita durante la dinastia Qin nel III secolo a.C.

Le sorgenti calde sono state utilizzate per la balneazione almeno fin dal Paleolitico.[6] Il centro termale più antico conosciuto è una piscina in pietra in Cina sulla montagna Lisan costruita durante la dinastia Qin nel III secolo a.C., nello stesso luogo in cui il palazzo Huaqing Chi fu poi costruito. Nel primo secolo d.C., i Romani conquistarono Aquae Sulis, ora Bath, nel Somerset in Inghilterra e utilizzarono le sue sorgenti calde per alimentare i bagni pubblici e il riscaldamento a pavimento. I costi di ammissione per questi bagni rappresentano probabilmente il primo utilizzo commerciale dell'energia geotermica. Il sistema più antico di riscaldamento geotermico per un quartiere è stato installato a Chaudes-Aigues, Francia ed è divenuto operativo nel XIV secolo.[7] Il primo sfruttamento industriale è iniziato nel 1827 con l'uso del vapore di un geyser per estrarre l'acido borico da un vulcano di fango, presso Larderello, in Italia.

Nel 1892, il primo sistema di teleriscaldamento statunitense a Boise, Idaho fu alimentato direttamente da energia geotermica ed è stato copiato a Klamath Falls, Oregon nel 1900. Un profondo pozzo geotermico è stato usato per riscaldare le serre in Boise nel 1926 e geyser sono stati utilizzati per riscaldare le serre in Islanda e in Toscana circa nello stesso periodo.[8] Charlie Lieb sviluppò il primo scambiatore di calore in fondo ad un pozzo nel 1930 per riscaldare la propria casa. Il vapore e l'acqua calda dal geyser iniziarono ad essere utilizzati per il riscaldamento domestico in Islanda a partire dal 1943.

Capacità elettrica geotermica mondiale. La linea rossa superiore è la capacità installata[9], la linea verde inferiore misura la produzione.[10]

Nel XX secolo, la domanda di energia elettrica ha portato a considerare la geotermia come fonte di generazione Il principe Piero Ginori Conti sperimentò il primo generatore geotermico il 4 luglio 1904, presso lo stesso campo di Larderello dove era iniziata l'estrazione degli acidi da geotermia. Questo esperimento portò all'accensione di quattro lampadine.[11] Più tardi, nel 1911, in quel posto il primo impianto geotermico commerciale del mondo è stato costruito. Fino al 1958 questo è stato il primo impianto di produzione industriale al mondo di energia elettrica geotermica, fino a quando la Nuova Zelanda ne costruì uno nel 1958. Nel 2012 essa ha prodotto circa 594 megawatt.[12]

Lord Kelvin inventò la pompa di calore nel 1852 e Heinrich Zoelly brevettò, nel 1912, l'idea di usarla per estrarre calore dalla terra.[13] Ma ciò non è stato realizzato fino alla fine del 1940 quando la pompa di calore geotermica è stata prodotta con successo. La prima era probabilmente di 2,2 kW sistema di scambio diretto fatto in casa di Robert C. Webber, ma le fonti non concordano timeline esatta della sua invenzione.[13] J. Donald Kroeker progettò la prima pompa di calore geotermica commerciale per riscaldare l'edificio del Commonwealth (Portland, Oregon).[14][15] Il professor Carl Nielsen, dell'Ohio State University, ha realizzato la prima versione ad anello aperto residenziale nella sua casa nel 1948.[16] la tecnologia è diventato popolare in Svezia, a seguito della crisi petrolifera del 1973, ed è cresciuta lentamente in tutto il mondo da allora. Lo sviluppo del tubo di polibutilene, avvenuto nel 1979, aumentò notevolmente la redditività della pompa di calore.[14]

Nel 1960, la Pacific Gas and Electric mise in funzione la prima centrale geotermica elettrica di successo negli Stati Uniti, presso The Geysers in California.[17] La turbina originale è durata per più di 30 anni e ha prodotto 11 MW di potenza netta.[18]

La centrale a ciclo binario è stata presentata per la prima volta nel 1967 in Unione Sovietica e successivamente fu introdotta negli Stati Uniti nel 1981.[17] Questa tecnologia permette la generazione di energia elettrica da fonti a temperatura molto più bassa rispetto al passato. Nel 2006, un impianto a ciclo binario in Chena Hot Springs, Alaska, è divenuto operativo per la produzione di energia elettrica da una bassa temperatura del fluido record di 57 °C.[19]

Produzione di elettricità[modifica | modifica wikitesto]

L'International Geothermal Association (IGA) ha calcolato che 10.715 megawatt (MW) di energia geotermica erano stati messi in rete in 24 paesi e che si prevede di generare 67.246 GWh di energia elettrica nel 2010.[20] Questo rappresenta un aumento del 20% della capacità messa in rete rispetto al 2005. L'IGA prevede una crescita di 18.500 MW entro il 2015, grazie ai progetti attualmente presi in esame, spesso inerenti ad aree precedentemente considerate come poco sfruttabili.[20]

Nel 2010, gli Stati Uniti hanno raggiunto la posizione di leader mondiale nella produzione di elettricità geotermica con 3.086 MW di capacità installata grazie alla presenza di 77 centrali elettriche.[21] Il più grande gruppo di centrali geotermiche in tutto il mondo si trova a The Geysers, un parco geotermico in California.[22] Le Filippine sono il secondo più grande produttore con 1.904 MW di capacità. L'energia geotermica costituisce circa il 27% della produzione di elettricità filippina.[21]

Capacità di elettricità geotermica installata
Nazione Capacità (MW)
2007[9]
Capacità (MW)
2010[23]
Percentuale sulla produzione
elettrica nazionale
Percentuale sulla produzione
geotermica globale
Stati Uniti d'America 2687 3086 0.3 29
Filippine 1969.7 1904 27 18
Indonesia 992 1197 3.7 11
Messico 953 958 3 9
Italia 810.5 843 1.5 8
Nuova Zelanda 471.6 628 10 6
Islanda 421.2 575 30 5
Giappone 535.2 536 0.1 5
Iran 250 250
El Salvador 204.2 204 25
Kenya 128.8 167 11.2
Costa Rica 162.5 166 14
Nicaragua 87.4 88 10
Russia 79 82
Turchia 38 82
Papua-Nuova Guinea 56 56
Guatemala 53 52
Portogallo 23 29
Cina 27.8 24
Francia 14.7 16
Etiopia 7.3 7.3
Germania 8.4 6.6
Austria 1.1 1.4
Australia 0.2 1.1
Thailandia 0.3 0.3
TOTALE 9,981.9 10,959.7

Le centrali elettriche geotermiche sono state tradizionalmente sviluppate in aree vulcaniche, caratterizzate dalla disponibilita' di risorse geotermiche ad alta temperatura in prossimità della superficie o affioranti in superficie. Lo sviluppo di centrali a ciclo binario e i miglioramenti nella capacità di perforazione e nella tecnologia estrattiva, hanno permesso di estendere le zone geografiche ove sia possibile usufruire di questo tipo di energia.[24] Progetti dimostrativi sono operativi a Landau-Pfalz, Germania e Soultz-sous-Forêts, Francia, mentre un tentativo iniziato a Basilea, in Svizzera era stato chiuso dopo aver causato dei terremoti. Altri progetti dimostrativi sono in costruzione in Australia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti d'America.[25]

Il rendimento delle centrali elettriche geotermiche di media e bassa entalpia è intorno al 10-23 %, poiché i fluidi geotermici non raggiungono le alte temperature dei vapore dalle caldaie, diversamente da quando accade a Larderello dove la produzione avviene sfruttando il vapore naturale. Come in tutti i generatori di elettricita' basati sullo sfruttamento di una fonte di calore le leggi della termodinamica limitano l'efficienza dei motori termici ad estrarre energia utile. E similmente alle medesime tipologie di macchine termiche ll calore di scarico, anziché essere disperso, può essere utilizzato direttamente e localmente, per esempio nelle serre, nelle segherie, e per il teleriscaldamento. L'efficienza del sistema non influisce materialmente nei costi operativi come avviene per gli impianti che utilizzano combustibili, ma influisce sul ritorno del capitale utilizzato per costruire l'impianto.[non chiaro] Poiché l'energia geotermica non si basa su fonti di energia variabili, a differenza, per esempio, dell'energia eolica o dell'energia solare, il suo fattore di capacità può essere piuttosto grande. È stato dimostrato poter essere fino al 96%.[26] La media globale è stata del 73% nel 2005.

Tipologia delle sorgenti geotermiche[modifica | modifica wikitesto]

Le sorgenti geotermiche si possono dividere in tre tipologie:

  • sorgenti idrotermiche: la sorgente si trova a profondità non eccessive (1000–2000 m) e a seconda della pressione può essere classificata come sorgente geotermica a vapore o ad acqua dominante
  • sorgenti geopressurizzate: la sorgente si trova a profondità maggiori (3000–10000 m) e l'acqua ivi contenuta è a pressioni elevate (1000 atm) e ad una temperatura di 160 °C
  • sorgenti petrotermiche: la sorgente si trova a profondità maggiori rispetto alle precedenti ed è composta da rocce calde (senza acqua). Circa l'85% delle risorse geotermiche sono di questo tipo ma sono anche di difficile sfruttamento proprio per l'assenza dell'acqua.

Vantaggi e svantaggi[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista della generazione di energia elettrica, la geotermia consente di trarre dalle forze naturali una grande quantità di energia rinnovabile e pulita. Queste centrali inoltre non comportano un danno all'ambiente, poiché considerate non inquinanti. Un ulteriore vantaggio è il possibile riciclaggio degli scarti, favorendo il risparmio. La trivellazione è il costo maggiore; nel 2005 l'energia geotermica costava fra i 50 e i 150 euro per MWh, ma pare che tale costo sia sceso a 50-100 euro per MWh nel 2010 e si prevede che scenderà a 40-80 euro per MWh nel 2020.[27]

Anche per quanto riguarda la generazione di energia termica la geotermia (a bassa entalpia) presenta numerosi vantaggi: economia, ambiente, sicurezza, disponibilità e architettura.

La fonte geotermica riceve in particolar modo due critiche:

  • Dalle centrali geotermiche fuoriesce insieme al vapore anche il tipico odore sgradevole di uova marce delle zone termali causato dall'idrogeno solforato. Un problema generalmente tollerato nel caso dei siti termali ma particolarmente avverso alla popolazione residente nei pressi di una centrale geotermica. Il problema è risolvibile mediante l'installazione di particolari impianti di abbattimento.
  • L'impatto esteriore delle centrali geotermiche può recare qualche problema paesaggistico. La centrale si presenta, infatti, come un groviglio di tubature anti-estetiche. Un'immagine che non dista comunque da quella di molti altri siti industriali o fabbriche. Il problema paesaggistico può essere facilmente risolto unendo l'approccio funzionale dei progetti ingegneristici con quello di un'architettura rispettosa del paesaggio e del comune senso estetico.

Le centrali geotermiche[modifica | modifica wikitesto]

Per lo sfruttamento del calore geotermico sono state create le centrali geotermiche. Il flusso di vapore proveniente dal sottosuolo, liberamente oppure canalizzato tramite perforazione geologica in profondità, produce una forza tale da far muovere una turbina; l'energia meccanica della turbina viene infine trasformata in elettricità tramite un alternatore.

I sistemi geotermici possono essere a vapore dominante, quando l'alta temperatura determina la formazione di accumuli di vapore, o ad acqua dominante, se l'acqua rimane allo stato liquido. Nel primo caso l'energia geotermica può essere utilizzata per produrre energia elettrica, inviando il vapore, attraverso dei vapordotti, a una turbina collegata a un generatore di corrente. Se il fluido non raggiunge una temperatura sufficientemente elevata, l'acqua calda potrà essere utilizzata per la produzione di calore per esempio in impianti di teleriscaldamento.

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Centrale geotermica di Nesjavellir in Islanda.

La geotermia è la fortuna energetica dell'Islanda, dove l'85% delle case è riscaldato con questa fonte energetica[27]. La grande isola del nord Atlantico basa l'intera sua esistenza sul naturale equilibrio tra la presenza di acqua calda in profondità e l'atmosfera esterna sotto zero.

Il più grande complesso geotermico al mondo si trova in Italia sul Monte Amiata (l'impianto ha un potenziale di 1400 MW, sufficiente a soddisfare le richieste energetiche dell'area attorno ad essa), nel comune di Piancastagnaio. In Africa, il Kenya e l'Etiopia hanno costruito degli impianti per l'energia geotermica. In Etiopia l'Islanda ha calcolato che l'energia geotermica presente è di almeno 1000 MW. Si calcola che venti paesi al mondo abbiano progetti di sviluppo del geotermico.[27] Anche Google ha investito nel geotermico di terza generazione[28], basato sulla trivellazione di profondità per raggiungere punti caldi della crosta anche da zone non naturalmente termali.

Potenza elettrica geotermica installata
Nazione Potenza (MW)
2007[9]
Potenza (MW)
2010[23]
Percentuale
della produzione
nazionale
Stati uniti 2687 3086 0.3%
Filippine 1969.7 1904 27%
Indonesia 992 1197 3.7%
Messico 953 958 3%
Italia 810.5 843 1.5%
Nuova Zelanda 471.6 628 10%
Islanda 421.2 575 30%
Giappone 535.2 536 0.1%
Iran 250 250
El Salvador 204.2 204 25%
Kenya 128.8 167 11.2%
Costa Rica 162.5 166 14%
Nicaragua 87.4 88 10%
Russia 79 82
Turchia 38 82
Papua-Nuova Guinea 56 56
Guatemala 53 52
Portogallo 23 29
Cina 27.8 24
Francia 14.7 16
Etiopia 7.3 7.3
Germania 8.4 6.6
Austria 1.1 1.4
Australia 0.2 1.1
Thailandia 0.3 0.3
TOTAL 9,981.9 10,959.7

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Dall'inizio del Novecento l'Italia sfrutta il calore della Terra per produrre energia elettrica tramite la realizzazione di centrali elettriche geotermiche capaci di sfruttare la forza del vapore.

In Italia la produzione di energia elettrica dalla geotermia è fortemente concentrata in Toscana (Pisa, Siena e Grosseto).

I giacimenti naturali di vapore in Toscana producono ogni anno oltre 14,4 PJ di elettricità nelle sole centrali toscane di Larderello (Pisa) e di Montieri.

A Larderello si trova il primo impianto geotermico costruito al mondo: i primi esperimenti del Principe Piero Ginori-Conti risalgono al 1904 dove, per la prima volta, l'energia prodotta da quell'impianto permise di accendere cinque lampadine. Gli impianti di Larderello hanno un'origine datata ben prima della metà dell'Ottocento. I vapori provenienti dal sottosuolo erano una valida alternativa alle innovative macchine a vapore industriali dell'epoca e avevano il pregio di non utilizzare il costoso carbone per alimentare le caldaie. Questo era un vantaggio che non passò inosservato agli imprenditori toscani del primo Novecento.

La produzione di energia elettrica dalla geotermia è una tradizione toscana che arriva fino ai nostri giorni e che pone la regione Toscana ai primi posti dello sfruttamento dell'energia rinnovabile dalla geotermia. Non è un caso che proprio a Larderello si trovi un museo dedicato al vapore.

La geotermia a bassa entalpia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geotermia a bassa entalpia e Centrale geotermica di Ferrara.

La geotermia a bassa entalpia sfrutta il sottosuolo come serbatoio di calore. Nei mesi invernali il calore viene trasferito in superficie, viceversa in estate il calore in eccesso, presente negli edifici, viene dato al terreno. Questa operazione è resa possibile dalle pompe di calore, motori che tutti noi conosciamo nella forma più diffusa rappresentata dai frigoriferi. Impianti di questo tipo non necessitano di condizioni ambientali particolari, infatti non sfruttano né le sorgenti naturali d'acqua calda, né le zone in cui il terreno ha temperature più alte della media a causa di un gradiente geotermico più elevato. Quello che questa tecnologia sfrutta è la temperatura costante che il terreno ha lungo tutto il corso dell'anno. Normalmente, già ad un metro di profondità, si riescono ad avere circa 10-15 °C. A questo punto si utilizza la pompa di calore che sfrutta la differenza di calore fra il terreno e l'esterno per assorbire calore dal terreno e renderlo disponibile per gli usi umani. Più questa differenza è alta migliore è il rendimento. La pompa di calore necessita di energia elettrica per funzionare, (in condizioni medie ogni 3 kWt resi disponibili si consuma 1 kWe). Per rendere l'impianto ambientalmente più compatibile ed energeticamente autosufficiente, si può abbinare ad un impianto fotovoltaico che produrrà l'energia necessaria per alimentare la pompa di calore. Lo stesso impianto può essere utilizzato per raffrescare gli edifici, facendo funzionare la pompa di calore al contrario, quindi assorbendo il calore dalla superficie e trasferendolo al sottosuolo. L'alternanza del funzionamento estate/inverno permette di non raffreddare sensibilmente la zolla di terreno in cui sono situate le sonde.
Uno dei primi impianti costruiti in Italia, che integra il geotermico con il fotovoltaico e il solare termico è stato realizzato a Porretta Terme. A seguito di un finanziamento europeo il Centro CISA ha inaugurato nel marzo 2008 l'impianto che alimenta il locale Centro Civico - Centro Anziani di proprietà del Comune.

A Ferrara[29] l’energia distribuita dalla rete di teleriscaldamento della città, nel 2011 è stata prodotta per il 42%[30] dall'impianto geotermico ubicato in località Cassana, che sfrutta la presenza nel sottosuolo di una anomalia geotermica con acqua alla temperatura di circa 100 °C a profondità relativamente bassa, sfruttabile tramite pozzi appositamente perforati.

Sonde geotermiche[modifica | modifica wikitesto]

Per trasferire il calore dal terreno si utilizzano delle sonde geotermiche: tubi ad U costituiti da materiali con alta trasmittanza termica nei quali passa un liquido che assorbe il calore e lo porta in superficie o nel sottosuolo. Le sonde possono essere di tre tipi:

  • verticali
  • orizzontali
  • compatte

Nel primo caso la sonda scende nel terreno andando verso temperature più elevate e necessitando di macchinari particolari per il carotaggio del terreno; nel secondo caso è necessario un terreno sufficientemente pianeggiante nel quale i tubi vengono posati a seguito di un semplice scavo ad una profondità non elevata ma anche sul fondo di un lago artificiale o naturale sfruttando, in questo caso il calore dell'acqua. Nel terzo caso le sonde sono realizzate tramite strutture orizzontali o verticali annegate nel terreno a profondità variabili fra i 4 e gli 8 metri, scambiando calore tramite superfici elevate realizzate tramite apposite soluzioni strutturali.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il Guinness dei primati 1988 riportava: "il reparto Perforazioni dell'Enel di Larderello, ha compiuto a Sasso Pisano provincia di Pisa, la trivellazione di un pozzo geotermico che ha raggiunto, il 3 dicembre 1979, la profondità massima di 4093 m. Il pozzo denominato 'Sasso 22' è stato realizzato tra l'8 marzo 1978 e il 24 gennaio 1980 da un punto posto a 415 m s.l.m.".

Il pozzo per ricerca geotermica più in alto al mondo è iniziato nel gennaio 2012 e attualmente è in perforazione in Cile nel "Volcan Olca" a 5167 m s.l.m.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il continuo sfruttamento di una sorgente geotermica può indurre localmente, nell'intorno dei pozzi di sfruttamento, una riduzione del valore di anomalia positiva termica
  2. ^ The Celebration Of The Centenary Of The Geothermal-Electric Industry Was Concluded In Florence On December 10th, 2005 in IGA News #64, April - June 2006. Publication of UGI/Italian Geothermal Union.
  3. ^ January 2007 IEA Fact sheet: "Renewables in Global Energy Supply".
  4. ^ MIT - The Future of Geothermal Energy (14 MB PDF file)
  5. ^ Si veda anche pag. 7-10 in Ruggero Bertani, Geothermal Energy: An Overview On Resources And Potential - Proceedings of the International Conference on National Development Of Geothermal Energy Use, 2009>online
  6. ^ Raffaele Cataldi, Review of historiographic aspects of geothermal energy in the Mediterranean and Mesoamerican areas prior to the Modern Age in Geo-Heat Centre Quarterly Bulletin, vol. 18, nº 1, Klamath Falls, Oregon, Oregon Institute of Technology, agosto 1992, pp. 13–16. URL consultato il 1º novembre 2009.
  7. ^ John W. Lund, Characteristics, Development and utilization of geothermal resources in Geo-Heat Centre Quarterly Bulletin, vol. 28, nº 2, Klamath Falls, Oregon, Oregon Institute of Technology, giugno 2007, pp. 1–9. URL consultato il 16 aprile 2009.
  8. ^ Mary H. Dickson e Mario Fanelli, What is Geothermal Energy?, Pisa, Italy, Istituto di Geoscienze e Georisorse, febbraio 2004. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  9. ^ a b c Ruggero Bertani, World Geothermal Generation in 2007 in Geo-Heat Centre Quarterly Bulletin, vol. 28, nº 3, Klamath Falls, Oregon, Oregon Institute of Technology, settembre 2007, pp. 8–19. URL consultato il 12 aprile 2009.
  10. ^ Ingvar B. Fridleifsson, Ruggero Bertani, Ernst Huenges, John W. Lund, Arni Ragnarsson, Ladislaus Rybach, The possible role and contribution of geothermal energy to the mitigation of climate change - IPCC Scoping Meeting on Renewable Energy Sources, Lubecca, O. Hohmeyer and T. Trittin, 11 febbraio 2008, pp. 59–80. URL consultato il 6 aprile 2009.
  11. ^ Tiwari, G. N.; Ghosal, M. K., Renewable Energy Resources: Basic Principles and Applications, Alpha Science, 2005, ISBN 1-84265-125-0.
  12. ^ DOI: 10.1126/science.1235640
  13. ^ a b M. Zogg, "History of Heat Pumps Swiss Contributions and International Milestones in 9th International IEA Heat Pump Conference, Zürich, Switzerland, 20–22 May 2008.
  14. ^ a b R. Gordon Bloomquist, Geothermal Heat Pumps, Four Plus Decades of Experience in Geo-Heat Centre Quarterly Bulletin, vol. 20, nº 4, Klamath Falls, Oregon, Oregon Institute of Technology, dicembre 1999, pp. 13–18. URL consultato il 21 marzo 2009.
  15. ^ J. Donald Kroeker e Ray C. Chewning, A Heat Pump in an Office Building in ASHVE Transactions, vol. 54, febbraio 1948, pp. 221–238.
  16. ^ Robert Gannon, Ground-Water Heat Pumps – Home Heating and Cooling from Your Own Well in Popular Science, vol. 212, nº 2, Bonnier Corporation, febbraio 1978, pp. 78–82. URL consultato il 1º novembre 2009.
  17. ^ a b J. Lund, 100 Years of Geothermal Power Production in Geo-Heat Centre Quarterly Bulletin, vol. 25, nº 3, Klamath Falls, Oregon, Oregon Institute of Technology, settembre 2004, pp. 11–19. URL consultato il 13 aprile 2009.
  18. ^ Lynn McLarty e Marshall J. Reed, The U.S. Geothermal Industry: Three Decades of Growth in Energy Sources, Part A, vol. 14, nº 4, 1992, pp. 443–455, DOI:10.1080/00908319208908739.
  19. ^ K. Erkan, G. Holdmann, W. Benoit e D. Blackwell, Understanding the Chena Hot flopë Springs, Alaska, geothermal system using temperature and pressure data in Geothermics, vol. 37, nº 6, 2008, pp. 565–585, DOI:10.1016/j.geothermics.2008.09.001.
  20. ^ a b GEA 2010, p. 4
  21. ^ a b GEA 2010, pp. 4–6
  22. ^ M. Ali Khan, The Geysers Geothermal Field, an Injection Success Story, Annual Forum of the Groundwater Protection Council, 2007. URL consultato il 25 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2011).
  23. ^ a b Alison Holm, Geothermal Energy:International Market Update, Geothermal Energy Association, maggio 2010, p. 7. URL consultato il 24 maggio 2010.
  24. ^ Jefferson W. Tester, et al., The Future of Geothermal Energy, Impact of Enhanced Geothermal Systems (Egs) on the United States in the 21st Century: An Assessment, Idaho Falls, Idaho National Laboratory, Massachusetts Institute of Technology, 2006, pp. 1–8 to 1–33 (Executive Summary), ISBN 0-615-13438-6. URL consultato il 7 febbraio 2007.
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  29. ^ Piano energetico regionale - Risorse Geotermiche
  30. ^ Dati teleriscaldamento Ferrara

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