Una lettera da casa

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"Una lettera da casa" (titolo originale "Uncle Scrooge A Letter from Home, or The Old Castle's Other Secrets") è una storia a fumetti scritta e disegnata da Don Rosa. Probabilmente è una delle storie più emozionanti del cartoonist americano e dell'intero universo disneyano in generale, soprattutto per i temi "adulti" che vi sono trattati. La collana "Zio Paperone" l'ha pubblicata in Italia sul numero 181, nell'ottobre 2004.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una lettera da casa

Titolo originale:

  • Uncle Scrooge A Letter from Home or The Old Castle's Other Secrets

D.U.C.K.: le ombre sulla fila verticale di finestre sulla facciata sinistra del castello, nella quadrupla di apertura dopo il prologo

Paperone e i nipoti sono sulle tracce del tesoro dei cavalieri Templari, che credono trovarsi nei pressi del vecchio castello dei De' Paperoni in Scozia. Qui ritrovano Matilda, sorella di Paperone e della madre di Paperino, la quale non vede il fratello da venticinque anni e porta ancora rancore per come lui ha abbandonato la famiglia alla ricerca di soldi in giro per il mondo, trascinato a suo dire da pura avidità. L'incontro è straziante per Paperone, che è addolorato per il fatto che sua sorella non abbia capito i suoi ideali e ha un rimorso verso i genitori, dai quali non ha mai capito se avessero approvato le sue scelte di vita. Quella sera stessa Matilda abbandona il castello per non vedere più il fratello, ma viene rapita da Monsieur Molay, accompagnato da Monsieur Maurice Materasso, membri del Consiglio Monetario Internazionale, cioè i moderni Templari. Stanno seguendo Paperone per sottrargli l'eredità dei Cavalieri.

Dopo aver risolto molti enigmi, Paperone e i nipoti sono ad un passo dal tesoro. Intanto Molay si rivela essere un membro del Priorato di Sion, una società segreta all'interno dei Templari i cui membri non sono mossi da ideali di filantropia come i Templari stessi, ma da avidità e voglia di potere. Materasso si ribella, ma non può evitare che Molay irrompa nella stanza dove i paperi stanno per accedere alle favolose ricchezze accumulate nei decenni dai Cavalieri. L'intervento decisivo di Paperino fa volgere al meglio la situazione, mentre Paperone pone il proprio corpo fra la pistola di Molay e Matilda, per proteggere la sorella. Paperino neutralizza Molay (rompendogli in testa nientemeno che il Santo Graal!), e i paperi accedono al tesoro, aiutati da Materasso. Qui, in un crescendo di commozione, avviene la resa dei conti tra Paperone e Matilda: quest'ultima accusa Paperone di essersi fatto travolgere dall'avidità ed aver dimenticato la sua famiglia. Paperone risponde di non aver mai ricevuto una lettera da casa mentre era solo contro il mondo, poi, incalzato dalla sorella, finalmente ammette: la vergogna per l'essere diventato un affarista senza scrupoli era troppo forte, il denaro era diventato per lui solo profitto, non più simbolo di una vita avventurosa e di ideali. Solo Paperino e Qui, Quo e Qua gli hanno fatto capire che loro erano più ricchi di lui perché erano una famiglia. In loro rivide la sete di avventura e di conoscenza che una volta aveva anche lui. Paperone ritiene che se Paperino sapesse che per lui il deposito è pieno di ricordi più che di denaro, avrebbe per lui ancora meno rispetto di quanto già non abbia. Matilda gli spiega che ciò è stato ingiusto, perché l'ha tenuta lontana da suo fratello per tanti anni. Gli racconta di come il padre avesse sempre approvato il desiderio di avventura di Paperone, convinto delle sue doti, come ha lasciato scritto in una lettera che mai ha potuto spedire al figlio, sempre in giro per il mondo continuamente in un posto diverso.

Il finale, molto emozionante, vede fratello e sorella finalmente ritrovarsi. In una splendida, ultima quadrupla vediamo Materasso portare via Molay in manette, Qui, Quo e Qua aprire quella che appare in tutta evidenza essere l'Arca dell'Alleanza e Paperino cercare di aggiustare il Santo Graal. Soprattutto vediamo Fergus de' Paperoni e Piumina O'Drake guardare con affetto dall'alto, forse dal Paradiso, i propri figli. In un abbraccio finale, osservando insieme la lettera del padre, Paperone dice a Matilda:

« Sai, non l'ho mai detto a Paperino o a nessun altro, ma in un certo senso sapevo di essere sempre stato ricco... e lo sarò finché vivrò la mia vita come ho sempre scelto di fare... finché potrò fare quello che amo fare, di quando in quando... e finché, di quando in quando, riceverò una lettera da casa! »
(Paperon de' Paperoni, Una lettera da casa)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • All'inizio della storia il "movimentato" incontro tra Paperino e Matilda ci fa capire come i due siano rimasti sempre in contatto nei lunghi anni precedenti: la sorella di Paperone rimprovera il nipote di non averla avvertita per tempo che suo fratello sarebbe ritornato al loro vecchio castello.
  • Ritorna Maurice, a cui Paperone aveva dato la Pietra Filosofale nella storia di Carl Barks Zio Paperone in: La favolosa Pietra Filosofale.
  • La presenza di Paperino è fondamentale per allentare la tensione del racconto: irresistibili alcuni suoi duetti con lo zio e i nipoti (con i quali ironizza riguardo alle loro capacità di risolvere enigmi attraverso l'aiuto dell'enciclopedico Manuale delle Giovani Marmotte); esilarante in particolare la gag in cui scambia dei semplici orinatoi per trabocchetti dei "diabolici" Templari, cadendo ripetutamente nello scolo dei liquami.
  • Durante il confronto finale tra fratello e sorella, Paperone afferma di essersi posto a difesa del corpo di Matilda solo per aver inciampato; Matilda, consapevole della bugia e dell'orgoglio smisurato del fratello, assesta a Paperone un sonoro calcio nel sedere.
  • In questa storia vediamo i paperi in preda al pianto in una maniera che raramente, o mai, era stata vista prima nelle epopee disneyane: qui le lacrime non sgorgano per gioia o per futili motivi, ma per rancore e dolore.
  • Sembra che Rosa inizialmente avesse pensato di inserire anche Ortensia, seconda sorella di Paperone e madre di Paperino, in questa storia. Le troppe domande che ciò avrebbe suscitato nei lettori (perché non è più stata vista insieme al figlio, dov'è stata tutto questo tempo, che fine ha fatto il marito) hanno convinto l'autore ad inserire la sola Matilda. Essendo però funzionale al racconto una papera dal carattere "forte", Rosa ha trasferito alla mite Matilda parte delle caratteristiche di Ortensia. Peraltro tale cambiamento è ampiamente giustificabile con il trauma della separazione dal fratello e i lunghi anni passati senza vederlo.