Topolino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Topolino (disambigua).
Topolino
Topolino - intro.jpg
Universo Disney
Nome orig. Mickey Mouse
Lingua orig. Inglese
Autori
Studio The Walt Disney Company
Editore The Walt Disney Company
1ª app. 18 novembre 1928
1ª app. in Steamboat Willie
Voci orig.
Voci italiane
Specie Topo antropomorfo
Parenti
(EN)
« I only hope that we never lose sight of one thing — that it was all started by a mouse. »
(IT)
« Spero solo che non ci dimenticheremo mai una cosa - tutto è cominciato con un topo. »
(Walter Elias Disney, op. cit.,What Is Disneyland programma televisivo (27 ottobre 1954))

Topolino (Mickey Mouse) è un personaggio immaginario dei fumetti e dei cartoni animati creato nel 1928 da Walt Disney e Ub Iwerks ai Walt Disney Studio.[1] Topolino è un topo antropomorfo che veste braghette rosse, grandi scarpe gialle e guanti bianchi. È uno dei cartoni animati più conosciuti al mondo ed è l'icona stessa della Walt Disney Company, il più grande Conglomerato mediatico al mondo in termini di fatturato annuo.

Il suo debutto avviene il 18 novembre 1928 al Colony Theatre di New York, nel cortometraggio Steamboat Willie (il primo cortometraggio prodotto però in cui compare Topolino è L'aereo impazzito). Steamboat Willie è un'opera vagamente ispirata a Io... e il ciclone di Buster Keaton, attore del film muto allora assai in auge. Tale cartone, proiettato insieme al film Gang War, colpì gli spettatori più di quest'ultimo, a causa della presenza del sonoro.

Nascita[modifica | modifica sorgente]

Durante un viaggio in treno a New York nel marzo del 1928; Walt Disney non aveva avuto una giornata felice: si era visto strappare in un sol colpo sia il personaggio del suo primo fumetto di successo (Oswald il coniglio fortunato), sia l'intero staff del proprio studio di Hollywood. Walt Disney, allora giovane regista alle prime armi, ebbe l'idea di creare un nuovo personaggio, che inizialmente chiamò Mortimer Mouse, ma siccome il nome sembrava assai macabro e non adatto a dei bambini decise poi di ribattezzarlo, su consiglio della moglie, con il nome ormai noto a tutti di Mickey Mouse. Dopo il duro colpo infertogli dallo Studio Hollywood, Ub Iwerks era rimasto praticamente l'unico amico e collaboratore fidato di Disney, con lui avrebbe enucleato l'embrione di un nuovo personaggio al quale affidare la sopravvivenza dello Studio Disney. Per settimane tutti ignorarono che Walt e Ub stavano dando corpo alla realizzazione di un nuovo progetto. In gran segreto, lavorando di notte in un garage, Walt Disney e il suo braccio destro Ub Iwerks prepararono in tutta fretta il primo film di Mickey Mouse. Iwerks, disegnando fino a 700 animazioni al giorno, consentì al personaggio di debuttare in una proiezione privata il 15 maggio 1928. Il film era intitolato L'aereo impazzito, (nel quale compare anche Minnie). Nasce così, impulsivo e sognatore, sbarazzino ma determinato, il nuovo personaggio su cui Disney avrebbe scommesso la stessa sopravvivenza del suo studio. Va rammentato che il personaggio che più attirava il consenso delle platee negli anni venti era stato il gatto Felix. Una nera macchia d'inchiostro piena di intraprendenza e dotata di una vena surreale. Puntare su un topo fu forse per Disney una scelta giocata allo stesso tempo per affinità e contrasto, con lo scopo di dissimulare la somiglianza che la nuova creatura Disney mostrava con il famoso gatto.

Nonostante una discreta accoglienza, nessuno sembrava voler distribuire i film del nuovo personaggio. Disney decide di porre comunque in lavorazione un secondo film Gallopin' Gaucho, in cui Topolino mette le scarpe ai piedi e si guadagna un nemico che lo sovrasta per statura, ma non per questo lo vince: il gatto Gambadilegno. Minnie Mouse è nuovamente presente come "leading lady".

Il riferimento è al film Il gaucho, che Douglas Fairbanks aveva girato l'anno precedente.

Nel frattempo l'industria del cinema aveva registrato l'avvento del cinema sonoro, i cosiddetti "talkies". Il terzo tentativo di lanciare Topolino avviene in un cartoon concepito con il sonoro sincronizzato. Lo spunto del terzo film di Topolino viene attinto da una comica di Buster Keaton. Le musiche sono i motivetti Turkey in the Straw e Steamboat Bill. Il nuovo film, intitolato Steamboat Willie, viene prodotto a costo di incredibili difficoltà. A film pronto, nessun distributore sembra interessarsi al Topolino musicale di Disney. Privo di qualsiasi supporto economico, Disney accetta come estrema ratio la proposta del titolare di una sala di Broadway, e tenta la carta del pubblico: il film, viene proiettato al Colony Theater di New York il 18 novembre 1928, abbinato al lungometraggio sonoro dal vero "Gang War". È il clamoroso successo in cui Disney iniziava a non sperare più. La critica e il pubblico sono unanimi: qualcosa di nuovo e unico si è affacciato sugli schermi americani.

Tutti i riflettori sono puntati su Topolino. Disney aggiunge il sonoro anche ai due preesistenti cortometraggi muti di Mickey.

Amico di Walt fin dal tempo di Kansas City, dove entrambi sono cresciuti, Iwerks era un talento grafico naturale che comprendeva con la sua arte la creatività di Walt Disney.

Fatto socio al 20% dello studio, Iwerks all'inizio del 1930 viene letteralmente comprato dalla concorrenza. Andandosene cederà la sua quota nella società: e quando, dopo fallimentari esperienze, ritornerà a chiedere lavoro allo studio Disney, verrà assunto nel settore effetti speciali.

Stella di Topolino (Mickey Mouse) sulla Hollywood Walk of Fame, Los Angeles (California)

Topolino consolida il suo successo. Al sesto film (Via il gatto, Topolino balla, 1929) il personaggio acquista i guanti. In questa sua prima fase Mickey Mouse vive in una serie di storie che si caratterizzano specialmente per l'ambientazione rurale. Topolino nasce come un personaggio di provincia: presto si mette a fare più che il topo l'ometto. Al nono film, The Karnival Kid (1929), Topolino figura estensivamente impiegato in un ruolo parlato. Il 1929 è l'anno dell'esplosione del fenomeno Mickey Mouse negli USA.

Produrre un cartoon della serie costa ormai cinquemila dollari alla produzione. Nel 1930 una canzone di Harry Carlton è dedicata a Topolino. Dello stesso anno l'inevitabile omaggio in cera di Madame Tussaud. Nel 1931 la MGM, con una spedizione pioneristica a lungo amplificata dalla stampa, gira in Africa il lungometraggio Trader Horn. Topolino è lesto a richiamare l'impresa l'anno successivo in Trader Mickey. La moda imperante dei film in costume e dell'esotismo ispira ancora Jungle Rythm (1929), Topolino in Arabia (1932) e il medievaleggiante Topolino menestrello (1933). L'horror compare in film come Topolino e gli spettri (1929) e Topolino e lo scienziato pazzo (1933), la voglia del jazz in Topolino pianista (1929). Nel 1931 Charlie Chaplin insiste perché un cartoon di Topolino accompagni tutte le proiezioni del suo ultimo film Luci della città. Il favore viene restituito due anni dopo: il cortometraggio Mickey's Gala Premiere è ambientato nel Teatro Cinese di Hollywood, classica sede delle grandi prime. Fra i divi che per l'occasione omaggiano Topolino: Laurel & Hardy, i fratelli Marx, Mae West, la Garbo e Charlot.

Jimmy Durante nel 1934 invita Topolino a esibirsi al piano nel lungometraggio dal vero Hollywood Party, mentre Laurel & Hardy nello stesso anno lo ospitano in una fugace apparizione nel fantasioso Nel paese delle meraviglie. È stato ospitato anche nel film Chi ha incastrato Roger Rabbit.[2][3][4].

Topolino al cinema e in televisione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Filmografia di Topolino.

Topolino è apparso in oltre 135 cortometraggi che vanno dalla fine degli anni venti ai giorni nostri. Walt Disney conquista con il primo cortometraggio L'aereo impazzito (il secondo Steamboat Willie) il sonoro. Negli anni quaranta Topolino prende sempre più popolarità e nei cortometraggi sembra aver abbandonato la vita campagnola per trasferirsi in città: da questo riusciamo a capire che Topolino va a pari passo con l'innovazione e il progresso della società americana, e quindi di ogni "americano medio". Dopo Topolino a pesca del 1953, Topolino si ritirò dal grande schermo. Vi farà ritorno solo nel 1983 con il mediometraggio Canto di Natale di Topolino e successivamente nel 1990 con Il principe e il povero, un mini classico Disney nonché un mediometraggio, grande classico per le feste di Natale, dai creatori de La sirenetta (dove apparve nel cameo insieme a Paperino e Pippo durante l'arrivo trionfale di Re Tritone, il padre di Ariel) e Bianca e Bernie nella terra dei canguri e dai creatori di In viaggio con Pippo il cortometraggio del 1995, Topolino e il cervello in fuga con la partecipazione di Minnie, Pluto e Pietro Gambadilegno nei panni del crudele mostro Julius, creato dal terribile Dr. Frankennolie, un folle babbuino. Oggi Topolino è molto utilizzato in TV grazie anche alle nuove serie animate ideate: una su tutte come Mickey Mouse Works, House of Mouse: Il Topoclub, La casa di Topolino in una versione tridimensionale e prescolare e poi nella serie televisiva a cartoni animati della Disney Television Animation, Topolino.

Topolino a fumetti[modifica | modifica sorgente]

Strisce quotidiane[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Floyd Gottfredson e Strisce giornaliere di Topolino.

Dopo sedici corti, Topolino esordisce anche nei fumetti e precisamente sulle daily strips: a firmare le sue avventure sono Walt Disney (testi) e Ub Iwerks (disegni), i suoi creatori. Walt aveva pensato di dare a Topolino il nome di Mortimer ma sua moglie lo convinse a chiamarlo Mickey Mouse.

Le sue prime storie sono avventure scanzonate, in linea con il personaggio che compare al cinema, sempre pronto al divertimento come un monello qualsiasi in una città rurale senza nome. Tale caratteristica sarà successivamente presente soprattutto nelle tavole domenicali, poiché sulle strisce quotidiane il topo sta crescendo.

Il 5 maggio del 1930 fa infatti il suo esordio, sulle pagine di Topolino e la valle della morte, un promettente cartoonist, Floyd Gottfredson, destinato a cambiare il carattere del personaggio, traghettandolo da monello scansafatiche a cittadino modello e infallibile e perspicace detective. Questo cambiamento si può dire avvenne a partire dal 1932. Da quell'anno in poi le storie diventarono avventurose e Topolino cominciò a affrontare contrabbandieri, gangster (Topolino giornalista, 1935), finti fantasmi (Topolino nella casa dei fantasmi, 1936) e pirati (Topolino e il terribile S, il terrore dei sette mari, 1935).

A queste storie avventurose si alternavano avventure più quotidiane come quella in cui Topolino cavalca il cavallo piedidolci e vince una competizione ippica o in quella in cui iscrive Pluto a una corsa per cani. I principali antagonisti di questo periodo erano Pietro Gambadilegno e Eli Squick mentre il principale aiutante era Pippo (ma in alcune occasioni ad aiutare Topolino erano altri personaggi come Minni, Paperino, Orazio e Musone). Inoltre in questo periodo fecero la loro prima apparizione personaggi come il Professor Enigm, Macchia Nera, Giuseppe Tubi e il pirata Orango.

Dal 1942 al 1945, con lo scoppio della seconda guerra mondiale, le storie pubblicate nelle strisce erano principalmente ad argomento bellico. In alcune delle storie pubblicate in quegli anni Topolino doveva affrontare spie naziste. Dal 1945 al 1947 le storie non erano più avventurose ma quotidiane e autoconclusive. Poi con l'incontro tra Topolino e Eta Beta in una grotta ricominciò un altro periodo avventuroso per Topolino che durerà fino ai primi mesi del 1954 quando le storie tornarono a essere quotidiane. Nel 1955 il King Features Syndicate, che pubblicava le strisce sui quotidiani, chiese esplicitamente che le strisce quotidiane diventassero autoconclusive: la prima di questo genere è datata 5 ottobre 1955.

Topolino in Italia[modifica | modifica sorgente]

Copertina di fumetti italiani di Topolino da una collana speciale per la vendita come inserti nei giornali: Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera

Topolino apparve in Italia il 30 marzo 1930, quando sul n.13 del settimanale torinese Illustrazione del Popolo, diretto da Lorenzo Gigli, fu pubblicata la prima striscia disegnata da Ub Iwerks e intitolata Le avventure di Topolino nella giungla. Due anni dopo si ha il primo libro illustrato italiano con le sue immagini: Sua Altezza Reale il Principe Codarello e, poco più tardi ,il 31 dicembre 1932, esce il primo numero di Topolino in formato giornale, edito da Nerbini.

Sulla falsariga del celebre Corriere dei Piccoli, anche Topolino si presentava ai lettori con periodicità settimanale e si apriva con una breve storia in cui le didascalie sono scritte in rima e realizzata da Giove Toppi, che divenne quindi il primo autore Disney italiano. Sul settimanale della Nerbini, comunque, trovano spazio soprattutto le strisce e le tavole realizzate da Floyd Gottfredson. In queste storie vengono anche introdotte delle didascalie in rima, scritte dal primo direttore della rivista, Paolo Lorenzini (detto Collodi Nipote in quanto nipote di Carlo Collodi), e viene anche assegnato il nome definitivo alla spalla di Topolino, ovvero quel Pippo un po' lunatico e un po' svampito che sui libri della Salani veniva ancora chiamato Medoro.

Nerbini non si era assicurato correttamente i diritti di pubblicazione: quando aveva varato la sua rivista, infatti, si era rivolto al Consorzio Cinematografico E.I.A., il distributore dei cortometraggi di Topolino, quando in realtà i diritti per le riviste erano stati dati in mano al giornalista Guglielmo Emanuel dallo stesso Disney. Per cui, per un paio di numeri, la testata passò da Topolino a Topo Lino, per poi riprendere la nota testata con il n. 7. Il Topolino giornale era formato da otto pagine e non conteneva solo storie a fumetti Disney ma anche storie non-Disney che anzi erano di solito la maggioranza delle storie presenti in un numero.

Il numero 137 del Topolino giornale, dell'11 agosto 1935, segna il passaggio di consegne da Nerbini alla Mondadori. Il fascismo, tuttavia, causò dei problemi al giornale. Dal 1938, il Min.Cul.Pop. (Ministero della Cultura Popolare) impone alla stampa di non editare più i protagonisti del fumetto popolare americano. Il solo Topolino è risparmiato, e così il suo logo e il suo personaggio possono continuare ad esistere nelle edicole italiane, ma in piena seconda guerra mondiale, a partire dal n. 476 del 27 gennaio 1942, anche il settimanale è costretto a cedere alle restrizioni. Lo sostituisce Tuffolino, un ragazzetto dalle medesime caratteristiche fisiche, disegnato dal grande illustratore Pierlorenzo De Vita. Con la fine del fascismo, le avventure di Topolino poterono di nuovo essere pubblicate.

Alla fine degli anni quaranta, però, i giornali a fumetti che pubblicavano storie a puntate di non più di due tavole ad episodio erano irrimediabilmente in crisi, e così lo stesso Topolino, le cui vendite erano di gran lunga calate rispetto al periodo d'oro. Mondadori, però, non poteva rinunciare alla rivista da edicola per non perdere i ricchi diritti delle pubblicazioni da libreria, così decise un doloroso ma necessario cambio di formato e periodicità. Nel 1949 nasce così il periodico a fumetti "Topolino" formato libretto, all'inizio con cadenza mensile, quindi quindicinale e, infine, settimanale, fino a giungere a oggi al suo sessantesimo anniversario e con oltre 3000 numeri usciti, ricchi di storie tra le più famose, con autori da Carl Barks a Romano Scarpa, da Floyd Gottfredson a Giovan Battista Carpi e così via.

Topolino libretto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Topolino (libretto).

Topolino giornale, e all'inizio anche Topolino libretto, pubblicavano praticamente solo storie americane, e molto raramente storie italiane. Un piccolo cambiamento avvenne nel 1948, quando iniziò a venir pubblicata sulle pagine del Topolino giornale Topolino e il cobra bianco, la prima storia Disney italiana ad ampio respiro con Topolino protagonista. In seguito alla conclusione della storia (l'ultima puntata venne pubblicata nel n. 1 di Topolino formato libretto), nel n. 7 venne pubblicata a puntate la prima parodia Disney italiana: L'Inferno di Topolino. La storia è nota per essere stata la prima ad aver reso noto il nome di almeno uno degli autori, infatti all'inizio di ogni puntata si legge "Verseggiatura di G. Martina". Dopo la conclusione della storia (n. 12) già nel numero successivo venne pubblicata una terza storia italiana, Topolino e i grilli atomici, in quattro puntate. Gli autori di queste prime tre storie italiane erano Guido Martina e Angelo Bioletto.

Dopo uno stop di due anni (per un biennio non vennero pubblicate su Topolino storie italiane), a partire dal 1952 tornarono a essere pubblicate su Topolino nuove storie italiane, scritte di solito da Guido Martina, e disegnate da autori come Giuseppe Perego, Luciano Gatto, Giulio Chierchini, Romano Scarpa, Pier Lorenzo De Vita, Giovan Battista Carpi, Luciano Bottaro e così via. Ben presto Topolino libretto diventò pieno di storie italiane e le storie americane scomparvero man mano dal giornaletto. Uno dei principali autori di Topolino che sviluppò il personaggio di Topolino fu Romano Scarpa, che realizzò alcune tra le più belle storie di Topolino di tutti i tempi. Lui affiancava a Topolino una serie di nuovi comprimari come Atomino Bip Bip, Bruto chiamato affettuosamente Gancetto ecc., ha inventato nuovi personaggi come Trudy, la fidanzata di Gambadilegno, e Plottigat, cugino complice di Gambadilegno, tentò in qualche modo di imitare anche lo stile del Gottfredson scrivendo e disegnando storie a strisce o che seguivano il ritmo di una Strip Story (per esempio una gag o un colpo di scena ogni tre-quattro vignette).

Il Topolino dei Comic Books americani[modifica | modifica sorgente]

Negli anni 40 Topolino cominciò ad apparire, oltre che nelle strisce di Gottfredson, anche nei comic books americani, cioè i giornali a fumetti tipo Topolino in Italia. Inizialmente le storie pubblicate erano ristampe delle storie di Gottfredson, spesso ridisegnate in alcuni punti per renderle meno violente, poi all'inizio degli anni 50 si iniziarono a pubblicare storie inedite, disegnate di solito da Paul Murry, detto l'uomo dei topi in quanto era il principale autore delle storie a fumetti americane di Topolino. Tali storie erano di solito a puntate e venivano pubblicate su Walt Disney's Comics and Stories. Come d'abitudine alcuni se lo portavano a mare, con gli zoccoli od i sandali, per svagarsi.

Un precursore napoletano di Topolino?[modifica | modifica sorgente]

Il Topolino de La Sorgente

La ditta napoletana "La Sorgente"[5] che produce liquori e sciroppi ha dal 1920 come logo un topo disegnato in maniera estremamente simile a Topolino e vestito come i primi disegni del personaggio. Negli anni ottanta l'azienda fu contattata dalla Mondadori, casa editrice del fumetto dal 1935 al 1988, e dimostrò che il logo era stato creato sette anni prima del personaggio disneyano[6]. Qualcuno ha ipotizzato addirittura che esistano elementi che facciano ritenere che questo logo sia stato di ispirazione alla creazione di Topolino[7].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Filmografia di Topolino.

Topolino nei videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Apparizioni fuori dalla serie[modifica | modifica sorgente]

Topolino si è guadagnato la fama di personaggio Disney più famoso, avendo avuto un successo straordinario in tutto il mondo, analogamente a quanto si potrebbe dire di Hello Kitty per la Sanrio o di Mario per la Nintendo.

Per il suo grado di popolarità, la celebre icona Disney è stata spesso soggetta di parodie e apparizioni cameo, la più famosa delle quali è quella nel primo episodio della tredicesima stagione di South Park, dove, mostrato come cattivo, viene presentato come presidente della Walt Disney Company, il cui scopo è usare i Jonas Brothers per vendere sesso alle ragazzine, senza che i genitori se ne accorgano e guadagnare soldi. I vari personaggi si rivolgono a lui (anche nella versione italiana) chiamandolo Mickey Mouse, mentre viene indicato come Topolino da un giornalista in una delle ultime scene.[8]; ricopre il ruolo di antagonista, anche nell'ottavo episodio della seconda stagione di Drawn Together (doppiato da Paolo De Santis), sebbene il suo nome viene censurato ogni volta che qualcuno lo pronuncia. Questa versione di Topolino cita palesemente nel look Darth Vader.[9]
Menzionato più volte in Mad Magazine[10], fa capolino nel fumetto Squeak the Mouse[11] e in diversi cameo in film Disney come Oliver & Company e Chicken Little - Amici per le penne.[12][13]

Omaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Il primo francobollo al mondo dedicato a Topolino è stato emesso nel 1970 dalla Repubblica di San Marino.
  • Nel 1935 la Società delle nazioni, l'attuale ONU, nominò Topolino "simbolo internazionale di buona volontà".
  • La prima striscia disegnata in Italia (di Guglielmo Guastavecchia), appare su Il popolo di Roma nell'aprile del 1931.
  • Nel 1931 la voce Mickey Mouse venne inserita nella prestigiosa Enciclopedia Britannica.
  • La storia italiana L'Inferno di Topolino è stata più volte ristampata. Solo in Italia vanta ben 13 edizioni.
  • È citato nella canzone di Elisabetta Viviani del 1985, Topolino e il robot e nella canzone dei Rammstein Amerika del 2004.
  • A lui è stata dedicata una celeberrima canzone, una infantile marcetta chiamata appunto La marcetta di Topolino.
  • A Topolino, e più in generale agli abitanti di Topolinia e Paperopoli, è dedicata una canzone del cantautore pugliese Caparezza tratta dal suo quinto album Il sogno eretico. Il suo nome è stato cambiato in Popolino, termine dispregiativo che indica il popolo o una popolazione incolta e ingenua.[14]
  • Un’indagine realizzata nel 2012 per l’edizione italiana di Topolino ha rivelato che una buona percentuale dei suoi lettori non sia in grado di comprendere alcune parole presenti nei baloon del celebre settimanale a fumetti. La notizia in sé potrebbe anche non essere particolarmente clamorosa, se le parole in questione non fossero piuttosto comuni: si va da erudito a nemesi, da incombenza a diafano, passando per turpiloquio e retrogrado.[15]

Il nome internazionale[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Franco Fossati, Topolino. Storia del topo più famoso del mondo, Milano, Gammalibri editore, 1980.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ John Kenworthy, The Hand Behind the Mouse, Disney, New York, 2001, pp. 53–54.
  2. ^ Unseen Films: Hollywood Party (1934)
  3. ^ Mickey Mouse and Roger Rabbit to Star in THE STOOGE? — GeekTyrant
  4. ^ http://2.bp.blogspot.com/-szdkHN18EyQ/USUXEV115lI/AAAAAAAAKkU/1BrXEFX-PWQ/s1600/Who+Framed+Roger+Rabbit+-+Mickey+and+Bugs.jpg
  5. ^ Il sito web de La Sorgente ha un il logo estremamente simile ai primi disegni di Topolino
  6. ^ A Napoli il primo vagito di Topolino da "il Tempo", 19-05-2013
  7. ^ Topolino napoletano. Disegnato da Quirino Cristiani?
  8. ^ Mickey Mouse - South Park Archives - Cartman, Stan, Kenny, Kyle
  9. ^ Terms of Endearment - Drawn Together Wiki
  10. ^ Easily Mused: "Mickey Rodent!" (Mad #19)
  11. ^ https://mycotopia.net/forums/attachments/lifestyles/75096d1201626397-mattiolis-squeak-mouse-squeakthemouse-4abc.jpg
  12. ^ Oliver & Company - Hidden Mickey Watch - Walt Disney Studios Animated Features - FindingMickey.com
  13. ^ Chicken Little - Mickey Mouse Wristwatch - Walt Disney Studios Animated Features - FindingMickey.com
  14. ^ CD
  15. ^ Topolino perde la parola

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]