Amiga

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L'Amiga 1000, il primo prodotto commerciale basato sulla piattaforma Amiga

Amiga è una piattaforma informatica proprietaria commercializzata a partire dal 1985 con una serie di personal computer, una serie di home computer, due workstation (Amiga 2500UX e Amiga 3000UX), un lettore stand-alone di CD-ROM multimediali (CDTV) e una console per videogiochi (Amiga CD32).

La piattaforma Amiga, fin dalla sua prima introduzione sul mercato con il personal computer Amiga 1000, si è focalizzata sulla multimedialità, grazie a chip custom in grado di gestire grafica, animazione e suono a costi più competitivi rispetto alle piattaforme concorrenti dell'epoca. L'hardware di Amiga viene gestito dal sistema operativo AmigaOS che già nella sua prima release 1.0 del 1985 presentava il multitasking preemptive – caratteristica successivamente implementata in Microsoft Windows nel 1995, e in Mac OS X nel 2001 – un'interfaccia grafica WIMP a colori, la possibilità – non implementata su altri sistemi operativi – di avere per ogni programma in funzione uno schermo grafico dotato di caratteristiche indipendenti. Nel 1986, con la release 1.2, Amiga implementa il plug and play, caratteristica che Microsoft ha poi previsto nel suo sistema operativo per personal computer solo nel 1995. Il plug and play di AmigaOS, AutoConfig, a causa di un bug non verrà comunque utilizzato fino al 1988 con la release 1.3 di AmigaOS.

Dal 1985 al 1994, sotto la gestione Commodore International, sono stati commercializzati numerosi sistemi Amiga basati su processori della famiglia Motorola 68k e differenti evoluzioni dell'hardware custom (OCS, ECS, AGA); Amiga 4000T (commercializzato dal 1994 al 1997 sotto le gestioni Commodore prima e Amiga Tech. poi) rappresenta l'ultimo modello di questa serie generalmente definita come Amiga Classic.

Dal 1994, in seguito al fallimento di Commodore International, la società sotto la quale Amiga ha espanso il suo mercato a livello globale, l'evoluzione del sistema ha vissuto fasi alterne. Le aziende che negli anni seguenti si sono succedute nella proprietà della piattaforma Amiga hanno comunque continuato lo sviluppo e la commercializzazione di AmigaOS, che dalla versione 4 è destinato agli ultimi computer Amiga Classic prodotti (aggiornati con scheda CPU PowerPC), alla serie AmigaOne (nuovo hardware Amiga basato su architettura PowerPC) e ad alcune schede madri di terze parti basate sulle specifiche hardware CHRP.

Di questa nuova serie, generalmente definita come Amiga NG, sono attualmente in commercio AmigaOne 500 e AmigaOne X1000, oltre ad alcuni modelli della serie Sam4x0 dell'italiana ACube Systems; AmigaOS è attualmente alla release 4.1[1].

Storia e caratteristiche principali[modifica | modifica sorgente]

La progettazione di Amiga e del suo sistema operativo AmigaOS risale al 1983. La società Hi-Toro iniziò a sviluppare un prototipo di computer denominato Lorraine. Tale società fu creata da Jay Miner ed altri ingegneri, i quali avevano progettato e sviluppato il rivoluzionario chipset dei computer Atari 8-bit ed avevano poi deciso di abbandonare la Atari, pare, per il rifiuto, da parte del management, di realizzare un nuovo sistema ad alte prestazioni. Lorraine rappresentava l'estremo sviluppo del concetto di sistema basato su una CPU supportata da chip custom originariamente sviluppato nei computer Atari 8-bit. Il nome Lorraine si ispira a quello della moglie di David Shannon Morse, il quale fu co-fondatore della Hi-Toro ed uno dei più attivi fautori del progetto. Insieme al computer, il team, portò avanti anche la progettazione di un sistema operativo per coordinarne le potenzialità hardware. Hi-Toro fu successivamente rinominata Amiga Corporation.

Sebbene nel 1983 molte parti di Lorraine non fossero state ancora realizzate, già a quel tempo Dale Luck ed un gruppo di ingegneri si stavano occupando della progettazione del sistema operativo che avrebbe accompagnato la nuova macchina, simulando via software l'hardware non ancora disponibile grazie ad una workstation Sun. Alla fine del 1983 il sistema operativo offriva già un'interfaccia grafica a finestre e menù: era stata realizzata tutta la gestione grafica (Intuition) progettata e implementata da R. J. Mical ed il tutto era controllato da un microkernel (Exec) creato da Carl Sassenrath.

Nonostante un precedente accordo con Atari, che aveva inizialmente finanziato lo sviluppo di Lorraine,[2][3] nel 1984 Amiga Corporation ed il progetto Lorraine furono acquistati da Commodore, azienda che in quel momento godeva di ottimi risultati per il successo del C64. All'epoca dell'acquisizione il sistema operativo era ancora incompleto, pertanto Commodore decise di mettere da parte alcune componenti del progetto CAOS (Commodore Amiga Operating System) e cercò di integrare caratteristiche lontane partendo da quello che Jay Miner ed il suo team avevano ideato. Al fine di completare celermente il progetto Commodore commissionò a MetaComCo, una società di sviluppatori, l'integrazione di parte del sistema operativo TripOS all'interno del sistema operativo di Lorraine. Da questa integrazione, il cui diretto responsabile fu Tim King, nacque il modulo AmigaDOS.

Il 23 luglio 1985 venne commercializzato il primo computer derivato dal progetto Lorraine, l'Amiga 1000 (al tempo presentato semplicemente col nome di Amiga), in un evento che vide la storica partecipazione tra gli altri di Andy Warhol. Un anno prima Apple aveva presentato il primo Mac (Macintosh 128K, monocromatico, gennaio 1984); nel gennaio 1985 Atari aveva presentato il modello ST e nello stesso periodo Microsoft iniziava a proporre il suo MS-DOS su PC IBM compatibili con MDA.

Dopo l'Amiga 1000, negli anni successivi, furono presentati molti modelli con varie caratteristiche di volta in volta più evolute: dall'Amiga 500 all'Amiga 2000, dall'Amiga 600 al modello Amiga 3000, per arrivare all'Amiga 1200 e poi al top della gamma, l'Amiga 4000, prodotto sia in versione desktop che tower.

Conclusasi nel 1994 la gestione Commodore, il sistema operativo di Amiga è stato aggiornato nel tempo da ditte terze per conto di Amiga Inc. (attuale proprietaria di Amiga) fra cui la tedesca Haage&Partner che ha prodotto la versione 3.5 e 3.9 (1999) e la belga Hyperion cui è stato affidato lo sviluppo di AmigaOS fin dai primi anni duemila (4.0 e 4.1).

AmigaOS 4.1 (rilasciato nel 2008 e di cui successivamente è stato rilasciato l'Update 1) funziona su hardware dedicato, prodotto da società esterne su licenza di Hyperion stessa.

Numerose sono state negli anni le modifiche proposte da produttori hardware di terze parti. In particolare, sono state rese disponibili schede acceleratrici con processori PowerPC, schede di espansione slot con bus PCI, schede audio a 16 bit, periferiche USB.

I nuovi sistemi operativi Amiga 4.0 e 4.1 presentano caratteristiche comuni ad altri OS dello stesso periodo, nonostante alcune soluzioni tampone provvisorie inerenti alla memoria protetta, non ancora completamente implementata.

Tra le nuove caratteristiche sono presenti una nuova gestione della memoria virtuale con partizione di swap, deframmentazione on the fly della RAM con un sistema intelligente che si occupa di effettuare la deframmentazione nei momenti in cui il sistema non è impegnato in altri calcoli e che compie accesso alla partizione di swap in modo automatico per aumentare la memoria virtuale a disposizione del sistema. L'area RAM occupata dai vettori del Kernel amiga Exec NG (Exec New Generation) è protetta dalla scrittura involontaria di programmi software; i vecchi programmi Amiga in formato Motorola 68000 e Motorola 68xxx, che non avevano nessun sistema di protezione della memoria, possono girare sul sistema PPC tramite un emulatore che converte al volo il codice 68000 in codice PPC con una Just In Time Machine, ma non possono scrivere oltre la locazione di 384 Megabyte di RAM cui possono accedere solo i programmi ELF PPC.

A partire dalla versione 4.1 il sistema grafico di Amiga è completamente vettoriale e dipende da librerie Open Source Cairo Graphics, integrate con un compositing engine 3D che fa uso di algoritmi Porter-Duff (gli inventori dell'Alpha Channel) ed è gestito interamente dalle CPU delle schede grafiche di moderna concezione. Questo motore grafico permette effetti di rescaling e zoom in tempo reale, come sulle librerie Beryl e Compiz di Linux, o come su Mac OS X.

Amiga durante e dopo il fallimento della Commodore[modifica | modifica sorgente]

Amiga ha subito innumerevoli vicissitudini legate ai fallimenti di Commodore prima, Escom e Viscorp poi, per poi diventare proprietà di Gateway 2000. Lo sviluppo dell'hardware e del software prosegue, pur in un contesto di nicchia.

Le particolari caratteristiche del software e dell'hardware Amiga, che furono la ragione del suo successo iniziale, sono infatti diventate le cause che hanno reso difficile una sua naturale evoluzione: il sistema operativo mancava di protezione della memoria (fatto che portava a blocchi del sistema quando alcuni programmi si appropriavano di memoria senza restituirla o sovrascrivevano erroneamente aree di memoria non assegnate a loro), rendendo difficile la successiva introduzione della stessa, in quanto i programmatori si erano ormai abituati a farne a meno.

Le grandi capacità grafiche e sonore derivavano da chipset specializzati proprietari non facilmente aggiornabili, mentre i PC poterono contare su un numero sempre più elevato di potenti schede grafiche, grazie alla forte concorrenza fra i produttori di schede video, stimolati perciò a migliorare le prestazioni dei propri prodotti.

Degli ultimi giorni della gestione Commodore, ovvero prima dell'inizio della procedura di amministrazione controllata per evitare il fallimento (1994), esiste un video, Deathbed Vigil And Other Tales, girato da Dave Haynie assieme ad altri ingegneri, in cui si può assistere ad una vera e propria visita guidata di buona parte del quartier generale Commodore a West Chester.

Il video è di particolare interesse storico in quanto è possibile visionare la motherboard Nyx, prototipo ad uso interno degli ingegneri CBM sul quale era montato il prototipo del chipset AAA e molti altri progetti e modelli Amiga.

Amiga negli anni duemila[modifica | modifica sorgente]

AmigaOne X1000

Amiga sopravvive in un piccolo mercato di nicchia. Amiga Inc., la società americana che detiene i diritti sulla piattaforma, ha licenziato dai primi anni duemila lo sviluppo del sistema operativo AmigaOS alla software house europea Hyperion.

Anche l'hardware, basato su architettura PowerPC, è sviluppato da aziende esterne su licenza: prima, Bplan con schede acceleratrici PPC per Amiga 1200 e 4000, seguita da Eyetech con le prime piattaforme PPC AmigaOne (prodotti fuori produzione). Le due compagnie attive nel settore sono l'italiana ACube Systems e l'inglese A-EON Technology.

Inoltre dal 2002 l'azienda Genesi ha prodotto e distribuito Pegasos, una propria piattaforma ad architettura PowerPC predisposta per l'esecuzione di MorphOS, una reimplementazione non ufficiale di AmigaOS, oltre a svariate distribuzioni GNU/Linux e altri sistemi operativi. La produzione di queste schede madri è successivamente cessata, lo sviluppo di MorphOS invece continua, per esempio su alcuni modelli Apple Macintosh appartenenti alla passata generazione PowerPC.

Dal 1995 un gruppo di appassionati di Amiga ha deciso di realizzare una versione portabile e libera di AmigaOS capace di girare anche sull'architettura Intel, dando vita al progetto Aros Research Operating System (AROS).

L'azienda italiana ACube Systems produce piattaforme con CPU PowerPC (Sam440ep, Sam440ep-flex e Sam460EX) e Motorola 68000 (Minimig) totalmente compatibili con AmigaOS[4].

Nel 2014 il progetto Amiga sopravvive grazie alla società A-EON, che ha creato una linea di prodotti funzionanti con il sistema operativo AmigaOS 4 e battezzata AmigaOne X1000. L'hardware è basato attualmente su processore PowerPC, coprocessore Xena, 2 o 4 GB di memoria RAM di tipo DDR2, disco fisso da 1TB, lettore DVD e chip audio integrato HD.[5]

Innovazioni concettuali e peculiarità[modifica | modifica sorgente]

Un sistema Amiga 500.

L'Amiga è stata la macchina che ha reso concreto il concetto di multimedia. Grazie ad essa sono nate alcune innovazioni come il puntatore del mouse animato, icone animate e oggetti file format IFF standardizzati (Interchange File Format). Alcune delle principali possibilità di manipolare file sono nate su Amiga, per esempio gli oggetti multimediali (file audio) incorporati all'interno di un file documento.

Sono stati realizzati per Amiga alcuni dei primi programmi di Authoring (Amiga Vision), e i primi linguaggi di animazione interpretati (The Director).

Sono nati in ambiente Amiga i primi programmi di modellazione e animazione di scene tridimensionali disponibili al grande pubblico a costi contenuti, quali Sculpt 3D, VistaPro, Imagine, Caligari Truespace 3D, Lightwave 3D, Maxon Cinema 4D, Realsoft 3D, resi disponibili anche su altre piattaforme.

Notevole la disponibilità di programmi per la videotitolazione tra cui Scala, divenuto poi programma di Authoring multimediale col nome di Scala Multimedia e reso disponibile anche per PC.

È riconosciuta la semplicità d'uso di alcuni programmi di grafica quali DeLuxe Paint, realizzato da Dan Silva e distribuito da Electronics Art, che permetteva funzioni quali il ritaglio di parti dell'immagine da usare come pennello brush (effetto timbrino di Adobe Photoshop) senza però dover ricorrere necessariamente alla copia in clipboard o aver bisogno di canale alfa.

L'architettura dei programmi Amiga fu presa ad esempio da varie software house: ad esempio, il programma sequencer e editing audio Bars and Pipes fu acquistato dalla Microsoft la quale utilizzò alcuni concetti presenti in questo programma per la progettazione della componente audio di DirectX.

Da notare, per il suo interesse artistico, culturale e tecnico (ingegneria di tecniche di programmazione estreme) lo sviluppo della demoscene, già esistente per altri computer, ma che trovò in Amiga (e nel suo storico rivale, l'Atari ST) la piattaforma di riferimento da parte della comunità grazie alle caratteristiche grafiche e sonore intrinseche dell'hardware e in particolare del Blitter, che apparve per la prima volta proprio su Amiga e successivamente utilizzato nelle schede grafiche standard.

Meritevole d'attenzione è la tastiera, simile a una comune tastiera PC a 101 tasti, con alcune sottili differenze: la ripetizione continua del carattere (ottenuta tenendo premuto a lungo il tasto corrispondente) non è gestita dal BIOS, ma dal sistema operativo risultando perciò sincronizzata con la stampa a video (specie se si pensa che i PC all'epoca consentivano al massimo trenta ripetizioni al secondo).

Il layout della tastiera si distingueva sia per la presenza degli speciali tasti "Amiga" nelle posizioni in cui attualmente si trovano i tasti "Windows" e dei tasti "Help" e "Del" in luogo dei tasti "PagSu", "PagGiù", "Home", "Fine", "Ins" e "Del", sia per l'assenza dei tasti "Stamp", "BlocS", "Pausa" e dei tasti funzione 11 e 12.

Una delle più importanti caratteristiche di Amiga è stata quella di poter definire ogni periferica, device, o partizione con un nome-dispositivo univoco a sé stante e di farne il mounting per usi interni, in maniera totalmente indipendente, sin dal 1987 grazie alla tecnologia AutoConfig. Peculiarità che su altri sistemi è apparsa solo nella seconda metà degli anni novanta sotto il nome di Plug and Play.

Amiga era, negli anni novanta, una delle poche piattaforme a riconoscere l'intera rete Internet come una comune periferica o come un "qualsiasi altro" disco rigido.

Ad esempio il comando:

C:home/me# TYPE TCP:wikipedia.org/index.html:80 RAM:IndiceWikipedia.html

salva una pagina HTML in un file nel RAM disk. Il comando type è l'equivalente del cat di UNIX.

Amiga era inoltre capace di mandare in esecuzione un brano presente in un disco rigido, in un CD o nel RAM disk, "copiandolo" direttamente nel sottosistema audio. Esempio:

C:home/me# COPY RAM:FileAudio.wav TO AUDIO:

Amiga Zorro Bus per le schede di espansione[modifica | modifica sorgente]

Il sistema di bus per gli slot delle schede di espansione di Amiga è dotato di caratteristiche Plug & Play; il bus è denominato Zorro per la sua capacità di autoconfigurarsi velocemente e per quella di riconoscere le schede al volo con una "furbizia" quasi "umana". Il sistema Bus Zorro di Amiga era presente in due versioni:

  • Zorro II a 16 bit, dotato di funzionalità di accesso diretto alla memoria (DMA)
  • Zorro III a 32 bit e 33 MHz anch'esso con funzionalità di accesso diretto alla memoria e in grado di gestire anche le schede a 16 bit, e la possibilità di poter lavorare sia in modalità sincrona che asincrona: in quest'ultima, la scheda Zorro, una volta ricevuta l'autorizzazione dalla CPU, diventa autonoma e non necessita più di istruzioni da essa, fino al successivo comando diretto esplicito.

È da notare che il sistema BUS Zorro III a 32 bit è nato diversi anni prima dell'analogo sistema a 32 bit PCI.

I chip custom Amiga[modifica | modifica sorgente]

L'architettura base su cui poggiava la piattaforma Amiga degli anni ottanta e dei primi anni novanta era di tipo proprietario e faceva capo ad una CPU di tipo Motorola 68000. La CPU era supportata da un insieme di chip custom offrivano capacità grafiche e sonore avveniristiche e rappresentavano una soluzione piuttosto economica rispetto alle architetture rivali dell'epoca. La tradizione Amiga, mutuata da quella dei computer Atari 8-bit (i veri predecessori dell'Amiga, visto anche che i progettisti erano gli stessi...), prevedeva inoltre che ogni chip dei chipset venisse chiamato con un nome proprio umano generalmente di donna.

Le macchine Amiga dotate di quest'architettura vengono definite "Amiga Classic". Esistono tre generazioni di Amiga Classic, ciascuna delle quali è caratterizzata da un diverso insieme di chip custom, più precisamente si hanno:

OCS, ECS ed AGA elaborando i dati riguardanti l'audio e la grafica, lavoravano in totale modalità DMA, lasciando così la CPU libera di elaborare altri dati. I chipset gestivano inoltre una particolare modalità grafica chiamata HAM, con cui era possibile visualizzare contemporaneamente tutti i colori che i chipset riuscivano a gestire offrendo così risoluzioni fino a 12 bit (OCS/ECS) e 24 bit (AGA). I chipset erano in grado di interfacciarsi sia alla TV di casa sia ai monitor e rendevano gli Amiga Classic una piattaforma adatta a diverse esigenze dell'utente.

Da segnalare infine che nel 1989 la Commodore stava lavorando ad un nuovo chipset che avrebbe accompagnato la successiva generazione di Amiga Classic, denominato Advanced Amiga Architecture (AAA). Tuttavia il progetto fu abbandonato nel 1993, anno in cui iniziarono i lavori per un AmigaOS indipendente dai chip custom di difficile e costoso aggiornamento.

Original Chip Set[modifica | modifica sorgente]

L'OCS era composto da 3 chip custom: Denise, Agnus/Fat Agnus e Paula. Tutti i chip erano prodotti da MOS Technology.

Denise[modifica | modifica sorgente]

Denise era il chip preposto a generare il segnale video (15 kHz). La palette disponibile di Amiga era grazie a Denise di 32 colori da 4096, eccezionale per l'epoca.

Denise metteva a disposizione una modalità a bassa risoluzione (320x256 negli Amiga venduti per il sistema televisivo PAL, 320x200 per gli Amiga venduti per il sistema televisivo NTSC) ed una ad alta risoluzione (640x256 PAL, 640x200 NTSC) e diverse modalità intermedie, e gestiva nativamente l'interlacciamento per arrivare fino a 320x512 o 640x512 (320x400 o 640x400 NTSC). Le temporizzazioni video erano parzialmente programmabili e si potevano inoltre ottenere risoluzioni prive di bordi (overscan).

Denise poteva segnalare sul connettore video se stava visualizzando il colore di background o meno: questo permetteva di realizzare effetti genlock o chroma key con apparati notevolmente economici per l'epoca. Interlacciamento, overscan e genlock fecero di Amiga la macchina di riferimento per le produzioni video a basso costo.

L'organizzazione della memoria grafica era basata sul concetto di bitplane, che si fonda sulla sovrapposizione di piani di bit. Questo tipo di organizzazione è per certi versi opposto a quello di chunky presente nel mondo PC, e permetteva di risparmiare RAM, all'epoca molto costosa. Il risparmio derivava dal fatto che si poteva scegliere di usare solo il numero di bitplane (da 1 a 6) strettamente necessari. Inoltre ogni piano di bit doveva essere memorizzato in un'area contigue di memoria, ma non era necessario che i vari piani di bit fossero contigui tra loro e questo permetteva di ottimizzare l'utilizzo della memoria grafica.

  • Esistevano modalità video a palette da 2 colori (1 bitplane) fino a 32 colori (5 bitplane).
  • La modalità EHB (Extra Half-Brite) utilizzava 6 bitplanes e aggirava il limite della palette a 32 valori utilizzando il sesto bit per ottenere una versione a luminosità dimezzata del colore. Questa modalità non era implementata nei primi modelli A1000 usciti negli Stati Uniti e non era neppure presente nella documentazione ufficiale redatta prima della commercializzazione del computer[6].
  • La modalità DP (Dual Playfield) utilizzava 3+3 bitplanes per realizzare 2 piani sovrapposti a 8 colori ciascuno, capaci di scorrere indipendentemente uno dall'altro. Utilizzando il colore "trasparente" nel piano sovrastante era possibile creare dei "buchi" attraverso i quali visualizzare il piano sottostante. Questa modalità era la chiave per ottenere lo scrolling parallattico, effetto speciale che decretò la superiorità di Amiga sul suo rivale Atari ST.
  • La modalità video che però rese famoso Amiga fu quella HAM (Hold And Modify) con cui era possibile visualizzare fino a 4096 colori sullo schermo. Questa modalità utilizzava solo 6 bitplanes invece dei 12 teoricamente necessari. Questo era possibile perché veniva adottata una codifica differenziale in cui ogni pixel poteva differire dal precedente solo per una componente cromatica (RGB).
  • Erano supportati fino a 8 sprite per linea. Gli sprite erano larghi 16 pixel con 4 colori dalla palette. Si poteva fare attach di due sprite per ottenerne uno a 16 colori. In hardware erano rilevate eventuali collisioni tra sprite e playfields. Utilizzando tutti gli sprite il fetch dei dati video non poteva iniziare troppo presto e dunque il bordo sinistro dello schermo doveva restare molto largo. All'epoca il sottosistema sprite era già obsoleto ed infatti venne utilizzato pochissimo nei videogiochi che invece fecero largo uso del Blitter.
Tabella riassuntiva delle modalità grafiche riferite ai modelli europei PAL.
Modalità Risoluzione massima Colori massimi Piani di bit massimi Nota
Bassa risoluzione standard 320x512 32 5
Alta risoluzione standard 640x512 16 4
Extra Half Brite 320x512 32+32 5+1 I colori 33-64 sono a luminosità dimezzata rispetto ai 1-32
Dual Playfield 320x512 8+8 3+3 Due schermi indipendenti di 3 piani di bit ciascuno
Hold And Modify 320x512 4096 2+4 In ogni pixel è codificata una singola componente RGB

Agnus[modifica | modifica sorgente]

Agnus era il responsabile dei 25 canali DMA a disposizione della macchina e del refresh della DRAM riservata ai chip custom. Agnus conteneva:

  • Copper: era un circuito-processore dotato di un set interno di sole 3 istruzioni (MOVE, WAIT, SKIP). Permetteva di cambiare i registri hardware in sincronia con il pennello video, liberando la CPU da questo onere. Questa tecnica permetteva ad esempio di cambiare modalità video nel mezzo dello schermo, visualizzare più colori e più sprites. AmigaOS traeva vantaggio del Copper per implementare il concetto di Schermo.
  • Blitter era un circuito inserito nel coprocessore che implementava alcune primitive grafiche in hardware. Elaborando un bitplane alla volta poteva combinare fino a tre porzioni di schermo, rettangolari (A, B e C) copiandole in una quarta zona rettangolare (D). I cosiddetti BOB (Blitter OBject), cioè quelli che in altri sistemi sono semplici "sprite", su Amiga erano entità grafiche mobili realizzati dal Blitter. Una delle loro caratteristiche peculiari grazie al Blitter, era di essere indipendenti dal refresh di tutto il resto dello schermo grafico. Il Blitter implementava un'altra primitiva grafica: il disegno di una linea, durante il disegno di essa poteva effettuare anche un fill.

Fat Agnus[modifica | modifica sorgente]

Fat Agnus, successore di Agnus, si distingue da esso per il package PLCC (Agnus è realizzato in package DIP). Sono state utilizzate versioni in grado di indirizzare fino a 512 kB di Chip RAM, altre in grado di indirizzare fino a 1 MB di RAM.

Paula[modifica | modifica sorgente]

Paula integrava in sé diverse funzioni, tra cui l'audio e le porte Input/Output. La parte che pilotava l'audio forniva 4 canali DAC (Digital to Analogue Converter) PCM 8 bit, in modalità stereo (2 sul canale destro, 2 sul sinistro). Ogni canale aveva un volume a 6 bit ed un controllo di periodo. Un canale poteva modulare l'altro in periodo o volume (da cui 8+6 = 14 bit). I campioni audio potevano essere forniti via DMA o via CPU. Con il DMA la frequenza di campionamento, relata alle temporizzazioni video, era programmabile fino a circa 29 kHz. Era possibile applicare un filtro passa basso sull'uscita audio. I 4 canali audio vennero col tempo ritenuti insufficienti e si svilupparono mixer software (trackers) per incrementare il numero dei canali.

L'hardware audio era dunque innovativo per l'epoca. Tuttavia la mancanza di un'economica porta MIDI integrata, fece sì che ad Amiga i musicisti preferissero gli Atari ST, che invece ne erano dotati di serie.

Erano presenti anche due chip CIA (Complex Interface Adapter), responsabili insieme a Paula delle varie operazioni di I/O che coinvolgevano i floppy drive, la porta seriale, la parallela, la porta del joystick e quella del mouse. I chip in questione erano dei MOS 8520 a 8 bit, evoluzione dei MOS 6526 usati nel Commodore 64.

Enhanced Chip Set[modifica | modifica sorgente]

Introdotto con l'Amiga 3000 venne poi esteso a tutta la gamma. Il chipset ECS era fondamentalmente l'Original Chip Set con alcune migliorie.

Super Denise, successore di Denise, introdusse la super alta risoluzione (fino a 1280 pixel per linea) e la capacità di generare segnali video non interlacciati fino a 31 kHz, quindi adatti ai riposanti monitor multiscan. Un effetto collaterale del raddoppio delle frequenze video era il raddoppio della frequenza massima di riproduzione di Paula. Altri miglioramenti apparvero sul fronte genlock. Mentre OCS permetteva di "bucare" solo il colore 0 della palette, ECS permetteva di bucare un colore qualsiasi della palette oppure un bitplane. Quest'ultimo modo permetteva di partizionare la palette in due insiemi di pari dimensione, uno "bucabile" e l'altro no.

Fat Agnus, presente nell'ECS, è in grado di indirizzare fino a 1 MB o fino a 2MB di Chip RAM, a seconda della versione utilizzata.

Altri chip "minori" comparsero o vennero aggiornati. Il nuovo chip custom Buster, chiamato Super Buster, e il nuovo chip custom Gary, chiamato Fat Gary, supportavano i nuovi slot per espansioni di tipo Zorro III a 32 bit ed i nuovi bus a 32 bit.

Solo su Amiga 3000 il chip custom chiamato Amber consentiva di visualizzare anche le modalità video originali (pensate per l'uso con i televisori) sui monitor VGA, incapaci di agganciare frequenze molto basse ottenendo dunque uno "scan-doubler", un componente hardware in grado di portare a 31 kHz tutti i modi video Amiga.

Infine con il modello Amiga 600 fece il suo ingresso il chip custom Gayle che gestiva il controller IDE di questa macchina.

Advanced Graphics Architecture[modifica | modifica sorgente]

Il chipset AGA presentava, al posto dei chip Fat Agnus e Super Denise, i nuovi chip Alice e Lisa. Nonostante fosse passato molto tempo dal rilascio di ECS il nuovo chipset era ancora una rifinitura del precedente. L'unico chip realmente riprogettato era Lisa, che disponeva di una banda maggiore grazie all'utilizzo di bus a 32 bit e memorie DRAM FastPage. Alice si distingueva pochissimo da Fat Agnus e forniva esigui miglioramenti rispetto al suo predecessore.

Lisa gestiva 256 colori simultanei da una palette di 24 bit in tutte le risoluzioni disponibili. Inoltre in ogni risoluzione video poteva essere utilizzato HAM8 che consentiva una profondità colore di 24 bit. Lisa offriva tre tipi di risoluzione: bassa, alta e super alta. Tutte le risoluzioni potevano essere visualizzate sia in modalità 15 kHz (supportata dai televisori), sia in modalità 31 kHz (il minimo per i monitor).

Amiga 4000 includeva inoltre i chip custom Bridgette (un bus buffer integrato) e Gayle che fungeva da controller IDE. L'Amiga 1200 presentava inoltre il chip custom Budgie, con funzione di bus controller e il chip custom Gayle. Amiga CD32 montava uno speciale chip custom chiamato Akiko deputato alla conversione hardware tra grafica bitplane e grafica chunky.

Memoria[modifica | modifica sorgente]

L'architettura Amiga prevede due tipi di memoria RAM per gli Amiga Classic:

  • Chip RAM: è posta su di un bus dati a 16 bit condiviso tra chipset e CPU;
  • Fast RAM: è posta su di un bus dati a 16 bit riservato alla CPU.

Sugli A500 era disponibile un connettore d'espansione interno: la RAM qui inserita veniva detta Slow Fast RAM perché inaccessibile ai chip custom (Agnus non poteva indirizzare più di 512 KB o 1024 KB a seconda delle versioni) e tuttavia soggetta a contese tra i chip poiché montata sullo stesso bus della RAM.

OCS, 68000 e RAM funzionavano in modo sincrono. OCS e 68000 funzionavano ad un quarto del color clock. La Chip RAM funzionava ad un ottavo del color clock. Sulle macchine PAL il color clock era di circa 28.36 MHz, su quelle NTSC di circa 28.6 MHz. Quindi gli Amiga NTSC erano, impercettibilmente, più veloci di quelli PAL.

La RAM poteva arrivare fino a 1024 KB di DRAM, pur girando a metà della frequenza del 68000 garantiva un surplus di banda anche per OCS. Questo perché nel processore 68000 ogni accesso al bus richiedeva 4 cicli, dunque ad OCS restavano tutti i cicli dispari della DRAM. Questa pacifica coesistenza veniva messa in crisi quando si sceglievano modalità video con più di 4 bitplane in bassa risoluzione (o 2 bitplane in alta risoluzione). In questi casi OCS iniziava ad accedere al bus anche durante i cicli pari rallentando il 68000. Questo era il motivo per cui il Workbench utilizzava di default solo 2 bitplane. Infatti quando se ne utilizzavano di più le prestazioni della CPU calavano drasticamente. Questo era anche il motivo per cui la Fast RAM (alla quale accedeva soltanto il 68000) aveva quel nome.

Anche il Blitter all'interno di OCS consumava banda. Normalmente il 68000 aveva la priorità su questi accessi, ma un flag detto BLITHOG permetteva di ribaltare la situazione. Sulle ultime serie di Amiga 2000 prodotte, venne integrato il chip Fat Agnus, evoluzione di Agnus, che permetteva, fra le altre cose, di aumentare l'indirizzamento della memoria RAM a 2 Megabyte.

CPU[modifica | modifica sorgente]

CPU Motorola 68000[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Motorola 68000.

La CPU di Amiga era un processore Motorola 68000 a 7,16 MHz. La frequenza si abbassava leggermente nei modelli europei con grafica PAL a 7,09 MHz. Il set di istruzioni interne è di tipo CISC.

Per motivi di economicità Motorola aveva creato un processore ibrido a 16/32 bit (vedi la voce Motorola 68000). Il modello 68000 aveva cioè un accesso a 16 bit alla memoria, anche se poi questa memoria era indirizzata a 24 bit e "ragionava" a 32 bit nei registri interni. I manuali di Amiga segnalavano chiaramente questo fatto e i programmatori distinguevano fra parole "word" di 16 bit e "long word" a 32 bit. Per questo motivo Amiga non si può definire né un semplice sistema a 16 bit, come molti credono, né un vero sistema a 32 bit. È però già l'antesignano dei sistemi a 32 bit, da cui la semplicità di aggiornamento del sistema e del SO sui nuovi modelli di computer a 32 bit.

Cenni sulla CPU Motorola 68010[modifica | modifica sorgente]

Per velocizzare gli Amiga 500/1000/2000 esisteva una particolare versione della CPU Motorola 68010 che aveva una piedinatura compatibile con il 68000 originale. Nonostante la frequenza rimanesse identica, essendo questa fornita dal generatore di clock e non dal processore stesso, alcune istruzioni matematiche sul 68010 erano eseguite in modo leggermente più efficiente. Questo permetteva un incremento delle prestazioni globali, soprattutto in programmi di grafica ed alcuni giochi, di circa il 2-8%. Un software molto diffuso per questa modifica era Decigel che correggeva un'istruzione MOVE che era erroneamente interpretata dal 68010 nonché da tutte le CPU superiori al 68000. In verità era praticamente inutile, dato che tutti i programmatori erano a conoscenza della limitazione ed evitavano l'utilizzo di quella particolare istruzione.

Modelli e varianti[modifica | modifica sorgente]

I modelli di computer Amiga prodotti e le relative varianti:

Amiga 600, il più piccolo della serie Amiga a montare il chipset ECS
  • Amiga NG (processori PowerPC)
    • AmigaOne (Eyetech)
      • AmigaOne G3-SE
      • AmigaOne XE
        • AmigaOne G3-XE
        • AmigaOne G4-XE
      • microA1-C
    • AmigaOne (ACube Systems)
      • AmigaOne 500
    • AmigaOne (A-EON)
      • AmigaOne X1000

Cloni[modifica | modifica sorgente]

Amiga ha visto relativamente pochi cloni attorno a sé, a causa delle politiche restrittive di Commodore. Di seguito si indicano i cloni (68k e PowerPC) che hanno effettivamente visto la luce:

  • CD Express
    • Cubo CD32 (Nel 1994 l'azienda Milanese CD Express commercializzò il cubo cd 32. Si trattava di un Amiga CD32 che, grazie a interfacce dedicate era compatibile con lo standard Jamma e si poteva quindi inserire all'interno dei tradizionali cabinet arcade. Per questa piattaforma sono stati sviluppati circa una decina di titoli ma essendo un computer Amiga garantiva anche la compatibilità con il relativo parco giochi.
  • Eagle
    • 4000T e 4000TE (prodotti su licenza, stessa motherboard dell'Amiga 4000, ma case stilisticamente differente)
  • Macrosystems
    • DraCo (primo vero clone degli Amiga, non usava custom chip, ma comuni schede video)
    • DraCo Vision (si differenzia dal Draco per il particolare case cubico)
    • Casablanca (le prime versioni impiegavano AmigaOS su hardware proprietario compatibile)
  • Index Information
    • Access
  • bPlan
    • Pegasos II (non venduto insieme ad AmigaOS 4.x, che è stato rilasciato quando il Pegasos II era già fuori produzione)
  • ACube Systems
    • Minimig (venduto senza AmigaOS, da procurarsi a parte)
    • Sam440ep
    • Sam440ep-flex
    • Sam460ex

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Welcome to AmigaOS | AmigaOS
  2. ^ L'accordo segreto tra Atari e Amiga
  3. ^ Il documento ufficiale dell'accordo
  4. ^ PI: ACube offrirà AmigaOS 4.1
  5. ^ A-EON Technology Ltd
  6. ^ Andrea de Prisco, Tutta la grafica di Amiga in MCmicrocomputer (Roma), Technimedia, maggio 1987, p. 142.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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