Commodore International

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Commodore International Ltd.
Logo
Stato Bahamas Bahamas
Fondazione 1953 (Commodore Portable Typewriter Co.), 1955 (Commodore Business Machines Ltd.), 1962 (Commodore International Ltd. statunitense), 1976 (Commodore International Ltd. bahamense)
Chiusura 1994
Sede principale West Chester (Pennsylvania, Stati Uniti d'America)
Persone chiave
Settore
Prodotti

Commodore International Ltd., detta brevemente Commodore, è stata una holding gestoria multinazionale che ha operato principalmente nel settore dell'informatica e secondariamente nel settore dell'elettronica.

Ha iniziato la sua attività nel 1962 producendo macchine per ufficio. Dal 1976 alla sua chiusura, nel 1994, ha stabilito il suo quartier generale a West Chester in Pennsylvania (Stati Uniti d'America) e la sede legale nelle Bahamas.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Jack Tramiel e la Commodore Portable Typewriter Co.[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Jack Tramiel.

Jack Tramiel, un ebreo polacco orgininario della città di Łódź e sopravvissuto alla campo di concentramento di Auschwitz, nel novembre del 1947 emigrò negli Stati Uniti d'America dove nel 1948, affascinato dalla vita militare, si arruolò nello United States Army imparando, nei quattro anni che vi trascorse, a riparare macchine da scrivere. Congedatosi dall'esercito, dopo un breve periodo in cui si guadagna da vivere come tassista, decide di utilizzare la competenza acquisita nella riparazione di macchine da scrivere: assieme al suo amico Manny Kapp, nel 1953 fonda la Commodore Portable Typewriter Company, un negozio situato nel Bronx di New York, dove vendeva e ripara macchine da scrivere.[senza fonte]

La scelta della parola commodore (in italiano "commodoro"), uno dei gradi da ufficiale della marina militare, deriva dalla passione di Tramiel per il mondo militare. Tramiel in seguito spiegherà che la scelta cadde su quel grado perché i gradi superiori erano già stati utilizzati da altre società.[senza fonte]

La Commodore Business Machines Ltd[modifica | modifica wikitesto]

Forte di un accordo commerciale per l'assemblaggio di una macchina da scrivere di una società ceca, nel 1955 Tramiel si trasferisce a Toronto (Canada), dove fonda la Commodore Business Machines Ltd. (anche nota con la sigla CBM),[1] con l'intento di creare un business di importazione di macchine da scrivere dall'Europa, aggirando le restrizioni sulle importazioni presenti negli Stati Uniti. Il nome della società probabilmente è ispirato a quello della ben più famosa International Business Machines Corporation (IBM)[senza fonte].

Logo utilizzato dal 1985 al 1994

Alla fine degli anni '50, i produttori giapponesi invadono il mercato americano di macchine per scrivere a basso costo, obbligando la società di Tramiel a spostare il proprio business verso le calcolatrici meccaniche. Nel febbraio 1962 la società si quotò in borsa a 2,5 dollari per azione.[senza fonte]

La Commodore International Ltd ed il PET[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Commodore PET.

Nello stesso 1962, viene fondata negli Stati Uniti la Commodore International Ltd. Alla fine degli anni '60, i giapponesi cominciano ad esportare economiche macchine addizionatrici in Nord America, spingendo di fatto fuori mercato i produttori americani. Tramiel decide di investire tutto nella produzione di calcolatrici elettroniche, un prodotto molto innovativo per l'epoca.

Rapidamente la Commodore diventa uno dei marchi più popolari nel settore delle calcolatrici elettroniche, mettendo sul mercato sia modelli destinati al grande pubblico che modelli scientifici e programmabili. Numerosi modelli furono importati anche in Italia. Sfortunatamente per Tramiel, nel 1975, la Texas Instruments, il principale fornitore di componenti elettronici della Commodore, decide di entrare sul mercato delle calcolatrici, vendendo dei modelli con il proprio marchio, ad un prezzo inferiore rispetto al costo di vendita degli stessi componenti.

Per non dichiarare bancarotta, Tramiel chiede a Irving Gould, il principale azionista della Commodore, una sostanziosa iniezione di fondi. La Commodore International Ltd. viene trasferita alle Bahamas e trasformata in holding gestoria, attuando un processo di pianificazione aziendale finalizzato alla riorganizzazione della Commodore Portable Typewriter. Durante tale riorganizzazione, la statunitense Commodore Business Machines Inc. diventa la società del gruppo a cui sono affidate ricerca e sviluppo. Contestualmente viene acquisita la MOS Technology Inc., azienda produttrice di circuiti integrati, che viene rinominata Commodore Semiconductor Group. Con questa mossa Tramiel intendeva evitare di essere dipendente da fornitori terzi per la produzione dei propri dispositivi elettronici e questa strada sarà mantenuta anche negli anni successivi, quando la produzione si sposterà verso il settore dei personal computer e degli home computer.[senza fonte]

L'acquisizione della MOS Technology nel 1976 mette a disposizione della Commodore un certo numero di esperti ingegneri elettronici. L'ingegnere capo Chuck Peddle diviene rapidamente responsabile tecnico dell'azienda e inizia un'opera di convincimento nei confronti di Tramiel sull'importanza di espandersi verso il nascente mercato dei personal computer.

L'idea di Peddle viene approvata e gli viene assegnato l'incarico di predisporre un prototipo di quello che sarebbe diventato il primo computer prodotto dalla Commodore: il Commodore PET. Questa macchina diviene la capostipite di tutti i computer a 8 bit prodotti dalla Commodore: negli anni successivi i prodotti Commodore ne ereditano alcuni elementi caratteristici, come il processore della famiglia 6502, il KERNAL e il Commodore BASIC residente in ROM. Una delle imposizioni di Tramiel è quella di mantenere tutti i costi al minimo, in modo da poter essere concorrenziali con i giapponesi, nel caso questi (cosa che avverrà, infatti, successivamente) decidano di entrare nel mercato dei personal computer. Il PET fa il suo debutto nel 1977: si tratta di una macchina spartana ma efficiente e ha un costo concorrenziale rispetto ad altri prodotti dell'epoca, primo fra tutti l'Apple II. Negli anni successivi vengono introdotte numerose versioni di Commodore PET.

Gli anni '80 e gli home computer[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Commodore Amiga.

Nel 1981 la Commodore introduce il VIC-20, la sua prima macchina ad essere stata definita un home computer, venduto ad un prezzo di 299$.[2] A differenza della serie PET, i punti di forza del VIC-20 sono la grafica e il suono, ed è dedicato ad un pubblico casalingo (home è "casa", in inglese). Anche questa macchina ha un costo estremamente concorrenziale, può essere collegata direttamente ad un televisore (evitando quindi la necessità di acquistare un monitor dedicato) e viene venduta nei grandi magazzini.

Commodore 64 (versione del 1982)

Ad appena un anno di distanza dalla nascita del VIC-20, viene introdotto il Commodore 64, suo successore naturale. Questa macchina è caratterizzata soprattutto da una grande capacità di memoria e dall'introduzione di nuovi processori dedicati alla grafica e al suono. La flessibilità di questi processori, unita alla possibilità di far girare programmi di dimensioni consistenti, garantiranno al Commodore 64 una longevità senza paragoni, rendendolo lo home computer più venduto di tutti i tempi: circa 22 milioni di esemplari.

L'enorme successo del Commodore 64 impedisce di fatto alla Commodore, negli anni successivi, di vendere dei nuovi modelli di home computer. Il lancio della serie 264 nel 1984, composta da Commodore 16, Commodore 116 e Commodore Plus 4, incompatibili con il Commodore 64, si rivela un fallimento, mentre il Commodore 128, introdotto nel 1985, ottiene qualche risultato solo grazie ad una speciale modalità che assicura piena compatibilità con il Commodore 64. Intanto nel 1985 i diritti sul marchio vennero acquistati da Amiga Corporation, società fondata a sua volta da Jay Miner, che produsse una nuova linea di computer: il Commodore Amiga.

Gli anni '90 e il fallimento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amiga Corporation.

Nell'aprile del 1994, Commodore International Ltd. fallisce a causa di errate scelte di gestione effettuate dal gruppo dirigenziale volte alla massimizzazione dei profitti mediante la produzione di componentistica di scarso pregio e ad errori di marketing dei propri prodotti.[3]

La dirigenza della Commodore richiede inizialmente l'amministrazione controllata, secondo il Chapter 11 delle leggi americane che regolano la bancarotta. Alla fine del periodo di amministrazione controllata, che di solito serve alle ditte negli Stati Uniti per mettersi in riga, pagando i debiti, tagliando i rami morti d'azienda e risanarsi, invece di procedere ad un rifinanziamento e a un riassetto (come già era avvenuto altre volte nella storia di Commodore, grazie ai rifinanziamenti del magnate Irving Gould) la dirigenza decide stavolta per la chiusura, dismissione e vendita di tutti gli asset immobiliari, finanziari e intellettuali. Dopo essere stata messa in liquidazione, i beni e le proprietà intellettuali della società e di alcune sue consociate (come la Commodore Amiga Inc., detentrice delle proprietà intellettuali della piattaforma Amiga) vengono acquistate nell'aprile del 1995 dalla tedesca Escom per 12 milioni di dollari, dopo aver partecipato ad un'asta che ebbe come unico altro partecipante l'azienda statunitense Dell.[senza fonte]

Gli anni 2000 ed il rinnovato interesse[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Commodore USA e Commodore OS Vision.

La Yeahronimo Media Ventures, una società olandese, dopo aver acquisito il marchio Commodore ed il logo, nel 2005 ha cambiato nome in Commodore International Corporation ed ha introdotto sul mercato alcuni gadget hi-tech i cui nomi sono simili ad alcuni dei successi della vecchia Commodore: PET, VIC-20 e C64. Prima di loro ci avevano provato la tedesca Escom, fallita nel 1996, la statunitense Gateway, e l'olandese Tulip Computers che all'inizio del 2005 ha ceduto ogni diritto sul marchio Commodore alla propria connazionale.[4] Durante l'IFA 2008, il salone d'esposizione tecnologica che si tiene a Berlino, la nuova Commodore nella veste di Commodore Consumer Electronics[5] ha annunciato l'entrata sul mercato del laptop UMMD 8010/F equipaggiato con processore VIA C7-M, 1 GB di RAM, Hard Disk da 80 GB, display da 10.2 pollici, webcam da 1.3 Mpx, connettività Wi-fi b/g e opzionalmente bluetooth, al prezzo di 325 sterline.[6]

La società Commodore USA ha acquisito i diritti del vecchio Commodore 64, ed ha ideato un PC esteticamente molto simile al predecessore (PC64), ma con processore AMD Fusion, scheda grafica AMD Radeon, lettore/masterizzatore DVD (o Bluray), memoria DDR3 da 2 o 4 GB, hard disk da 1TB e con sistema operativo a scelta (Windows o una distribuzione Linux chiamata Workbench 5.0); dotata di un proprio sistema operativo, il Commodore OS, in grado di emulare software dei classici modelli Commodore come Amiga e C64.Annunciato a marzo 2010 e sebbene secondo il sito web ufficiale sarebbe stato commercializzato a fine 2010,[7][8] è stato poi lanciato sul mercato il 5 aprile 2011[9]vendendo tutti gli esemplari disponibili nel giro di 24 ore rendendo necessaria un prenotazione con attese di oltre 20 giorni per i nuovi approvvigionamenti.[senza fonte]Commodore USA attualmente offre 3 diversi modelli del C64, una linea di PC compatti chiamati VIC Slim e Plus (che nulla ha a che fare con l'originale Vic-20) e sono previsti 4 modelli di Amiga (1000,2000, 3000 e 4000) che utilizzano il sistema operativo Commodore OS Vision.[10][11] Il marchio commodore è stato poi acquisito nel 2014 da Massimo Canigiani.[senza fonte]

Consociate[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito, suddivise per continente, sono elencate le consociate di Commodore International Ltd. Tra parentesi è indicato il Paese d'appartenenza.

America del Nord:

Europa:

Asia:

Oceania:

L'importanza storica[modifica | modifica wikitesto]

Tra la metà degli anni settanta e la metà degli anni novanta, Commodore International Ltd. vende decine di milioni di personal computer in tutto il mondo con il marchio "Commodore" ed è una delle principali case produttrici di computer artefici della cosiddetta "alfabetizzazione informatica di massa": per la prima volta nella storia, grazie all'attività della società il computer passa da oggetto esoterico e molto costoso (destinato quindi all'ambito lavorativo o scientifico e gestito da personale ultraspecializzato) a bene di consumo delle masse. Tale passo è reso possibile dall'avvento dell'elettronica miniaturizzata, la microelettronica: in particolare è il microprocessore a rappresentare la conquista tecnologica che permette l'abbattimento dei costi di produzione di un computer, portandoli a livelli neanche immaginati nei decenni precedenti.

Tra i computer più celebri della Commodore International Ltd. vi sono il Commodore PET, il Commodore VIC-20, il Commodore 16, il Commodore 64 e l'Amiga 500. Celebre anche il suo logo: la lettera "C" affiancata da una bandierina rossoblu (indicata nel linguaggio scritto con "C="). Tutt'oggi Commodore International Ltd. detiene il record del computer più venduto della storia, il Commodore 64, venduto in tutto il mondo in oltre 17 milioni di esemplari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Commodore International B.V.: Private Company Information, Investing.businessweek.com, 17 settembre 2008. URL consultato il 10 agosto 2009.
  2. ^ Commodore VIC 20 da storiainformatica.it
  3. ^ Ian Matthews, Irging Gould - The Money Man, Commodore.ca, 30 settembre 2002. URL consultato il 7 dicembre 2012.
  4. ^ Punto Informatico, Commodore, un fantasma nei salotti, 19 dicembre 2005.
  5. ^ Vetrina di Commodore Consumer Electronics presso l'IFA di Berlino 2008
  6. ^ PcWorld, Commodore torna con un notebook, 03 settembre 2008.
  7. ^ Il ritorno del Commodore 64. URL consultato il 28 marzo 2010.
  8. ^ PC64, un PC dal look "vintage". URL consultato il 16 ottobre 2010.
  9. ^ Commodore 64, ritorno con un meh da punto-informatico.it, 8 aprile 2011
  10. ^ Commodore OS Vision come sistema operativo
  11. ^ Commodore USA: il ritorno di un mito

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]