I nostri eroi alla riscossa

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I nostri eroi alla riscossa
film cartone
Titolo orig. Cartoon All-Stars to the Rescue
Lingua orig. inglese
Paese Stati Uniti
Regia
Sceneggiatura
Animazione Jay Bixsen montaggio
Dir. artistica
Studio
Reti ABC, NBC, CBS
1ª edizione 21 aprile 1990
Aspect ratio 4:3
Durata 30 min
Reti it. Rai 1, Italia 1
1ª edizione it. 29 dicembre 1990
Genere pedagogia
Tema lotta alle droghe

I nostri eroi alla riscossa (noto anche come: Cartoni animati contro la droga, titolo originale: Cartoon All-Stars to the Rescue) è un mediometraggio a cartone animato educativo; uno speciale televisivo per la prevenzione contro la droga, in cui compaiono molti popolari personaggi dei cartoni animati degli anni ottanta. È stato prodotto da McDonald's, Walt Disney Television Animation, e da Southern Star Productions, in collaborazione con la Wang Film Productions.

Questo speciale fu originariamente trasmesso il 21 aprile 1990, in simultanea su tre fra le maggiori emittenti statunitensi: ABC, NBC, CBS, e anche su diverse altre reti indipendenti. Inoltre McDonald's ne distribuì una edizione VHS per la visione casalinga prodotta da: Buena Vista Home Video, con inserita una sequenza introduttiva dell'allora presidente statunitense George H. W. Bush, insieme alla prima donna Barbara Bush.

In Italia venne trasmesso a partire dal 29 dicembre 1990 su iniziativa del Dipartimento degli Affari Sociali della Presidenza del Consiglio dei ministri[1], preceduto da un'introduzione dell'allora premier Giulio Andreotti[2]. La rete della prima TV fu Rai 1[1], ma nei giorni seguenti, lo special venne replicato su Rai 2 e Italia 1 (30 dicembre[3]), nonché da Canale 5 e TMC[1]. Le varie case di produzione, detentrici dei diritti sui vari personaggi, hanno dato il loro benestare all'utilizzo senza richiedere compensi, con l'eccezione di Jim Davis.[senza fonte]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nella camera da letto di Corey, qualcuno ruba il suo porcellino salvadanaio dalla sua scrivania. Il ladro viene visto dal Grande Puffo, che emerge da un fumetto dei Puffi (assieme ad altri Puffi) e avverte gli altri personaggi dei cartoni nella stanza (Garfield come lampada da tavolo, Alf da una fotografia, Baby Kermit come sveglia, Winnie the Pooh come pupazzo, Alvin e i Chipmunks che emergono da una confezione di dischi, e infine Slimer, che semplicemente passa attraverso il muro).

I personaggi dei cartoni rintracciano il ladro, e sono sorpresi quando scoprono che il ladro è il fratello maggiore di Corey, Michael. Simon apre una scatola che Michael teneva sotto il letto è scopre che il contenuto è marijuana. Nel frattempo, Corey esprime la sua preoccupazione per il cambiamento di Michael. Egli fugge di casa. I personaggi dei cartoni presto realizzano che dovranno fare qualcosa per la dipendenza di Michael, lasciando indietro Pooh.

Ad una sala giochi, Michael fuma marijuana con i suoi vecchi amici e "Fumo", una nuvola di fumo antropoforma dall'aspetto di un demone tentatore. Dopo essere stati scoperti, scappano e vengono inseguiti in un vicolo da un poliziotto. Fumo scompare attraverso un muro, dicendo a Michael che si deve arrangiare. Il "poliziotto" si rivela essere in realtà Bugs Bunny indossante un cappello da poliziotto. Bugs intrappola Fumo in un bidone della spazzatura e usa una macchina del tempo (presa in prestito da Wile E. Coyote) per vedere quando e come è iniziata la dipendenza di Michael, e scoprono che invece prima di iniziare con la droga, era vittima del bullismo dei suoi "amici".

Quando la scena si sposta a casa, il padre di Michael nota che mancano due lattine di birra, ma eventualmente ipotizza di averle bevute la scorsa notte mentre guardava una partita di football (In realtà è stato Michael a rubarle, di nascosto a suo padre).

Nel frattempo, la madre esprime la sua preoccupazione per Michael e chiede a Corey se ella ne sa qualcosa, ma lei a malincuore risponde di no. Pooh torna in vita subito dopo, e chiede come mai non abbia detto alla madre di Michael. Lei spiega che non la fatto, perché se lo dicesse anche lei finirebbe nei guai. Pooh ammette che potrebbe succedere, ma le chiede di pensare a cosa accadrebbe a Michael se lei non dicesse niente. Corey quindi tenta di spiegare le cose al padre, ma senza riuscirci.

Al parco, uno dei presunti amici di Michael chiede se vuole comprare del crack per dieci dollari. Egli è incerto, ma Fumo ruba il suo portafogli e lo lancia a una dei suoi amici, che subito scappa in un vicolo. Michael la insegue, ma cade in un tombino con Fumo. Qui, vengono accolti da Michelangelo, che rimprovera Michael dicendogli che se avesse usato la testa, avrebbe potuto evitare di rovinarsi a causa delle droghe, inoltre afferma che il suo cervello è ridotto piuttosto male e lo invita a "controllare di persona". Quindi toglie un enorme tappo da lavandino che svuota letteralmente la fognatura, risucchiando Michael e Fumo e facendoli finire in un tour su rotaie tra le cellule di un cervello umano. Ad attenderli trovano i Baby Muppet Baby Kermit, Baby Piggy e Baby Gonzo.

I Baby Muppet, durante il tour, spiegano e mostrano a Michael i danni che le droghe infliggono al cervello. Alla fine del giro, Michael realizza che il cervello che hanno appena visitato è il suo e che sono ancora dentro di lui mentre cade dallo skateboard. I baby Muppet scappano dal cervello, ma Michael e Fumo sono lasciati indietro.

Michael si sveglia ai piedi di Qui Quo e Qua che, assieme agli altri personaggi animati incontrati e Tigro, gli insegnano Mille modi al mondo per dire di no, attraverso una canzone.

Alla fine della canzone, Michael si sveglia nella sua camera da letto e pensa che tutta l'esperienza sia stata un incubo. In quel momento, Corey entra nella stanza e dice che Pooh vuole sapere come mai non parla più con i loro genitori. Egli replica di dire a Pooh che la sua testa sono affari suoi e caccia via la sorella dalla stanza minacciandola e strattonandola. Corey se ne va via in lacrime.

Michael istantaneamente si dispiace per i suoi modi violenti. Tuttavia, Fumo esce da sotto il letto e insiste nel dire che ha fatto la cosa giusta. Michael ammette che Corey è la sua sorellina e che ora non sa più cosa è giusto. Mentre si specchia nel riflesso interno della scatola di marijuana, il suo riflesso diventa Alf, che lo trascina nella scatola in una sala di specchi. Fumo tenta di seguirli, ma viene lasciato indietro.

All'interno della Sala degli Specchi, Alf mostra a Michael il suo riflesso di come è adesso, poi di come sarà se non interrompe l'assunzione di droga: una vecchia, versione cadavere di se stesso (che Alf descrive come non è Frankenstein). Quando Michael insiste nel dire che è lui a decidere per la sua stessa vita, Alf lo porta a vedere "L'uomo che comanda", ovvero Fumo.

Corey e Pooh rientrano nella camera di Michael e trovano la scatola di marijuana. Appare Fumo è tenta di convincerla a prendere la droga. Quando Pooh prova a convincerla del contrario, viene lanciato in una credenza da Fumo. Corey pensa che se fa quello che fa Michael, allora forse potranno tornare a divertirsi assieme, come era prima che cominciasse a usare droghe.

Michael dopo l'incontro con Fumo nella sua mente, si trova in luna park spettrale, dove è in balia di allucinazioni in cui ode la voce di Fumo e vede pericoli mortali, finché non si dirige alla tenda di un indovino e chiede al veggente (Daffy Duck) di vedere il suo futuro. Daffy all'inizio non realizza di vedere dentro una palla da bowling fino a che Michael non glielo fa notare, e la cambia per una sfera di cristallo. La sfera di Daffy mostra Michael giacente sul suo letto di morte, la sua faccia è persino peggiore di quella che Alf gli ha mostrato. Michael è spaventato dalla prospettiva del suo futuro, ma Daffy gli rivela che può essere evitata smettendo di assumere droghe.

Michael rientra nella sua camera, in tempo per fermare Corey dall'usare la droga. Michael le dice che non vuole mai più vederla usare droghe e ammette di aver sbagliato, anche se non è sicuro di poter cambiare. Corey gli consiglia di parlare dei suoi problemi con i genitori e con lei. Fumo tenta di persuaderlo dal farlo, ma viene lanciato fuori dalla finestra, dato che Michael lo ha "ascoltato troppo a lungo". Quando Fumo atterra in un autocarro, promette di ritornare. Michael tristemente ammette che Fumo ha ragione, che tenterà di tornare. Corey ammette che potrebbe essere vero, ma aggiunge che "quando arriverà noi saremo pronti per lui".

La scena finale vede Michael e Corey andare dai loro genitori e parlare dei suoi problemi, mentre Pooh salta in un poster sul muro con gli altri personaggi dei cartoni.

I personaggi[modifica | modifica sorgente]

Questo speciale televisivo ha potuto impiegare tanti personaggi da differenti proprietari grazie alla loro concessione gratuita. Il personaggio di Garfield è stato tuttavia impiegato senza il permesso di Jim Davis, il suo creatore, perciò lo speciale non è mai stato ritrasmesso negli Stati Uniti.[senza fonte] In aggiunta appare Puffetta, ma solamente nella retro-cover della videocassetta.

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Personaggio Voce originale Voce italiana
Michael James Marsden Fabrizio Vidale
Corey Lindsay Parker Federica Bomba
Fumo George C. Scott Giampiero Albertini
Winnie the Pooh Jim Cummings Marco Bresciani
Qui, Quo, Qua Russi Taylor Laura Lenghi
Alf Paul Fusco Gigi Angelillo
Grande Puffo Don Messick Arturo Dominici
Puffo Quattrocchi Danny Goldman Fabrizio Vidale
Slimer Frank Welker Maurizio Mattioli
Alvin Ross Bagdasarian, Jr. Chiara Colizzi
Simon Ross Bagdasarian, Jr. Marco Baroni
Theodore Janice Karman Marco Mete
Michelangelo Townsend Coleman Teo Bellia
Baby Kermit Frank Welker Mauro Gravina
Baby Piggy Laurie O'Brien Roberto Del Giudice
Baby Gonzo Russi Taylor Danilo De Girolamo
Garfield Lorenzo Music Fabrizio Pucci
Bugs Bunny Jeff Bergman Willy Moser
Daffy Duck Jeff Bergman Teo Bellia
Mamma Laurie O'Brien Roberta Paladini

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c pag.22 de L'Unità del 22/12/1990, vd. Archivio Storico Unità; da questa fonte si apprende il 29 dicembre 1990 come data comune di trasmissione, prevista inizialmente sia per Rai 1 che per Italia 1. [1]
  2. ^ dati ricavati dal sito Wally Said.it [2].
  3. ^ pag.18 de L'Unità del 30/12/1990, vd. Archivio Storico Unità [3].

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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