Dante Gabriel Rossetti

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Ritratto fotografico realizzato dal fratello, scattata il 7 ottobre del 1863

Dante Gabriel Rossetti, nato Gabriel Charles Dante Rossetti (Londra, 12 maggio 1828Birchington, 10 aprile 1882), fu un pittore e poeta britannico, tra i fondatori del movimento artistico dei Preraffaelliti insieme a William Hunt, Ford Madox Brown e John Everett Millais.

Si interessò sin dalla giovinezza a Dante ed ai poeti del Dolce Stil Novo, passione ereditata dai genitori, ma anche ai romantici inglesi, alle novelle gotiche e agli scrittori americani come Edgar Allan Poe. I suoi dipinti sono ascrivibili alla corrente europea del Simbolismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rossetti nacque a Londra il 12 maggio del 1828 da Gabriele Rossetti, un poeta e critico letterario italiano originario di Vasto (nell'odierna provincia di Chieti), e da Frances Polidori, una benestante dama britannica figlia di Gaetano Polidori (uno scrittore ed editore italiano originario di Bientina, attualmente in provincia di Pisa) e di Anna Maria Pierce (una governante inglese). Nonostante la sua famiglia e i suoi amici più stretti lo chiamassero "Gabriel", adottò ben presto il nome pubblico di "Dante Gabriel", desiderando un accento maggiormente letterario al proprio nome dati i suoi interessi nella poesia.

Fratello della poetessa Christina Rossetti e del critico William Michael Rossetti, si dedicò alla letteratura sin dalla tenera età, in particolare alla poesia. Tuttavia, il suo interesse nel Medioevo italiano lo spinse ben presto anche verso l'arte e la pittura: studiò presso Ford Madox Brown e divenne anche amico di William Holman Hunt in seguito all'esposizione del suo dipinto La vigilia di Sant'Agnese, molto ammirato da Rossetti. Il dipinto illustrava alcuni versi di una poesia dell'allora giovanissimo John Keats, che Rossetti imitò con il suo The Blessed Damozel (La damigella benedetta).

Negli anni successivi, l'italo-britannico Dante Gabriel Rossetti sviluppò insieme ad Hunt la filosofia della Confraternita dei Preraffaelliti, occupandosi in particolar modo dei lati più medievaleggianti.

Pubblicò traduzioni di Dante ed altri poeti italiani medievali e iniziò una serie di dipinti con lo stile e le tecniche proprie dei pittori italiani prima di Raffaello, da cui il nome del movimento.

I suoi dipinti Girlhood of Mary, Virgin (Infanzia di Maria Vergine) e Ecce Ancilla Domini (Ecco l'ancella del Signore) rappresentavano entrambi Maria come una giovane emaciata e repressa, mentre la sua opera poetica incompleta Found (Ritrovato) è il suo unico dipinto con un soggetto moderno ovvero una prostituta riscattata da un possidente terriero che riconosce in lei il suo antico amore. Tuttavia, Rossetti fece evolvere la propria poetica e la propria pittura verso temi sempre più intrisi di simbologia e mitologia, tralasciando il realismo. La sua maggiore opera poetica è, oltre a The Blessed Damozel (1850), la collezione di sonetti chiamata The House of Life (1870-81).

Pur avendo ottenuto il supporto del critico John Ruskin, l'accoglienza fredda ai suoi dipinti da parte del pubblico lo indusse a ritirarsi progressivamente dalle esposizioni pubbliche e a dedicarsi a pitture ad acquerello, che vendeva privatamente. Per questi lavori, intorno al 1850, trasse principalmente ispirazione dalla Vita Nova di Dante Alighieri, che Rossetti aveva tradotto in inglese, e dalla Mort d'Arthur di Sir Thomas Malory. La sua particolare interpretazione del ciclo arturiano e dell'arte medievale ebbe particolare influenza anche su alcuni suoi amici dell'epoca, quali William Morris e Edward Burne-Jones, oltre ad essere ben accolta dalla committenza privata.

La sua vita subì una svolta terribile con la morte della moglie Elizabeth Siddal, che era stata in precedenza sua modella, morta suicida per una dose letale di laudano, causata da una forte depressione per aver dato alla luce un figlio morto. Rossetti seppellì un plico con le sue opere poetiche incompiute insieme al suo corpo e cadde in depressione: in questo periodo, avvertendo affinità con la propria vicenda, si dedicò soprattutto alle opere dantesche e al tema della morte di Beatrice. Risalgono a questo periodo opere come Beata Beatrix, pietra miliare del Simbolismo.

È questa la prima fase di un lungo percorso di idealizzazione della donna che interesserà l'intero movimento fino a John William Waterhouse: la sua successiva amante, Fanny Cornforth, venne quindi rappresentata come la personificazione dell'erotismo carnale, mentre un'altra delle sue amate, la moglie del pittore William Morris Jane Burden, venne esaltata quale Venere celeste.

Parallelamente a questo percorso sulla figura femminile, Rossetti iniziò ad interessarsi di animali esotici facendone in breve una vera e propria ossessione; in particolare il vombato attirò a tal punto la sua attenzione da fare della gabbia che ospitava tale animale allo zoo di Londra, in Regent's Park, un luogo di incontro con gli amici. Nel settembre del 1869 acquistò il primo di due cuccioli di vombato, chiamato Top, cui il pittore si affezionò a tal punto da lasciarlo dormire sulla tavola durante le cene con gli amici. Pare che proprio il vombato di Rossetti abbia ispirato Lewis Carroll per il dormouse di Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Durante questo periodo, gli amici di Rossetti lo convinsero a riesumare il plico di poesie dalla tomba della moglie, che egli pubblicò poi nel 1871. I versi, carichi di erotismo e sensualità, offesero l'opinione pubblica; in particolare uno dei poemi, Nuptial Sleep (Sonno nuziale), che descriveva il sonno di una coppia dopo un rapporto sessuale, venne stigmatizzato per un avvertito cattivo gusto da parte del gusto puritano britannico. A queste critiche fece seguito l'opera The House of Life, una serie di poemi che analizzavano lo sviluppo fisico e psicologico di una relazione amorosa. Successivamente, Rossetti si dedicò ad alcuni versi per i propri dipinti, come Astarte Syriaca, e lavorò con William Morris ad alcuni disegni per la loro manifattura (in particolare a motivi per vetrate e carta da parati).

Verso la fine della vita, Rossetti cadde in uno stato di abulia, probabilmente a causa delle droghe di cui faceva uso (2,2,2-tricloro-1,1-etandiolo o Cloralio): visse gli ultimi anni in solitudine e morì a Birchington-on-Sea nel Kent.

Alcune opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Ecce Ancilla Domini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ecce Ancilla Domini (Rossetti).

Un'interpretazione "moderna" della Vergine e dell'annunciazione, in cui Maria è raffigurata come una ritrosa e spaventata giovane, a cui ha fatto da modello probabilmente, la sorella dell'artista, pallida non tanto per candore spirituale quanto per emaciatezza. La presenza del giglio e della tenda azzurra nel mare di bianco sono elementi che concorrono all'impianto simbolico del dipinto.

Persefone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Persefone (Rossetti).

Raffigurazione del mito di Persefone, (nella mitologia latina "Proserpina"), rapita dal dio degli inferi e costretta a rimanere nell'Ade per aver mangiato tre chicchi di melograno, il frutto dei morti. La dea è rappresentata secondo un canone comune al romanticismo e al simbolismo: la commistione tra bellezza e morte è indicata dalla chioma corvina e da una posa sensuale di donna fatale. Nella sua mano, il melograno allude al mito ma anche, in chiave simbolica, alla morte e al sangue.

Beata Beatrix[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Beata Beatrix.

Dipinto allegorico sulla morte della moglie, raffigura la donna in una posa languida e sensuale; la sua chioma, naturalmente rossa, è come raccolta in un'acconciatura sfatta e sulle sue mani si sta posando una colomba rossa, simbolo della spiritualità ma anche allusione al laudano che ha ucciso la donna, per il rametto che porta nel becco. Alle sue spalle, una scena soffusa raffigura due personaggi, forse Dante e Virgilio. Il complesso simbolismo del dipinto è ancora fonte di dibattito tra i critici.Sul fondo si intravede anche il Ponte Vecchio di Firenze che sta a significare che Firenze piange la morte di Beatrice e della moglie del pittore.

Monna Vanna[modifica | modifica wikitesto]

Archetipo della femminilità decadentista, il soggetto del dipinto è una donna dalla bellezza sensuale e androgina che si spazzola la chioma rossa attorniata da composizioni floreali. L'accostamento tra i capelli e le rose, fiore decadentista per eccellenza, è sottolineato dalla cromaticità sulla figura della donna e dalla composizione del dipinto.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jerome McGann, Dante Gabriel Rossetti and The Game That Must Be Lost, New Haven and London, Yale University Press, 2000.
  • Eleonora Sasso, L'Italia di Dante Gabriel Rossetti tra Dolce Stilnovo e Neoplatonismo”, in Studi medievali e moderni. Scrittori italiani in Inghilterra (Atti del Convegno Internazionale, Chieti, 2003), a cura di Gianni Oliva, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2003, pp. 161–173.
  • Dante Gabriel Rossetti, Storie (Tradotto e curato da Simonetta Berbeglia), Clinamen, Firenze, 2003.

Dante Gabriel Rossetti, "Lettere scelte", acura di Giovanna Silvani e Vanja Strukelj, MUP, Parma, 2010

  • Dante Gabriel Rossetti, Improvvisa luce. Poesie scelte (traduzione e cura di Federica Galetto), Edizioni L'Arca Felice, 2011.
  • Dinah Roe: The Rosettis in Wonderland. A Victorian Family History. Haus Publishing, London 2011, ISBN 978-1-907822-01-8.

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