Lucia di Lammermoor

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Lucia di Lammermoor (disambigua).
Lucia di Lammermoor
1927-Lucia-di-Lammermour.jpg
Copertina del libretto - editore Attilio Barion Sesto San Giovanni - Milano, 1926
Lingua originale italiano
Musica Gaetano Donizetti
(partitura online)
Libretto Salvadore Cammarano
(libretto online)
Fonti letterarie The Bride of Lammermoor di Walter Scott (1819)
Atti due parti e tre atti
Epoca di composizione giugno - 6 luglio 1835
Prima rappr. 26 settembre 1835
Teatro Napoli, teatro San Carlo
Versioni successive
  • Parigi, Théâtre de la Renaissance, 6 agosto 1839
Personaggi
  • Lord Enrico Ashton (baritono)
  • Lucia, sua sorella (soprano)
  • Sir Edgardo di Ravenswood (tenore)
  • Lord Arturo Bucklaw (tenore)
  • Raimondo Bidebent, educatore e confidente di Lucia (basso)
  • Alisa, damigella di Lucia (mezzosoprano)
  • Normanno, capo degli armigeri di Ravenswood (tenore)
  • Dame e cavalieri, congiunti di Ashton, abitanti di Lammermoor, paggi, armigeri, domestici di Ashton
Autografo proprietà del Comune di Bergamo

Lucia di Lammermoor è un'opera in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto di Salvadore Cammarano, tratto da The Bride of Lammermoor (La sposa di Lammermoor) di Walter Scott.

La prima assoluta ebbe luogo con successo al Real teatro San Carlo di Napoli il 26 settembre 1835: nei ruoli dei protagonisti figuravano Fanny Tacchinardi (Lucia), Gilbert Duprez (Edgardo) e Domenico Cosselli (Enrico). Il compositore successivamente alla prima napoletana, scrisse al suo editore Ricordi: «Lucia di Lammermoor andò, e permetti che amichevolmente mi vergogni e ti dica la verità. Ha piaciuto e piaciuto assai. Per molte volte fui chiamato fuori e ben molte anche i cantanti. Ogni pezzo fu ascoltato con religioso silenzio e da spontanei evviva festeggiato».

Per il Teatro La Fenice di Venezia va in scena il 26 dicembre 1836 al Teatro Apollo con la Tacchinardi.

Il 10 gennaio 1837 avviene la prima rappresentazione nel Nuovo Ducale Teatro (Teatro Regio (Parma)) con Duprez e Felice Varesi.

Il 9 maggio dello stesso anno va in scena la prima rappresentazione nel Teatro Comunale di Bologna con Giuseppina Strepponi, Napoleone Moriani e Cosselli.

Il 12 dicembre 1837 avviene la prima rappresentazione nella Salle Favart du Théâtre italien de Paris con la Tacchinardi-Persiani, Giovanni Battista Rubini ed Antonio Tamburini.

Il 26 dicembre dello stesso anno va in scena la prima rappresentazione nel Teatro Regio di Torino diretta da Giovanni Battista Polledro.

Il 26 gennaio 1838 avviene la prima rappresentazione nel Real Theatro de São Carlos di Lisbona.

Nel Regno Unito va in scena il 5 aprile 1838 all'Her Majesty's Theatre in Haymarket a Londra con la Tacchinardi-Persiani e Rubini.

Il 14 agosto dello stesso anno avviene la prima rappresentazione nel Teatro Riccardi (ora Teatro Gaetano Donizetti) di Bergamo con Antonio Poggi.

Il 26 dicembre dello 1838 va in scena la prima rappresentazione nell'Imperial Regio Teatro degli Avvalorati di Livorno.

Il 29 dicembre dello stesso anno avviene la prima rappresentazione nel Teatro Comunale di Catania diretta da Salvatore Pappalardo (compositore).

Al Teatro alla Scala va in scena il 1 aprile 1839 con Adelaide Kemble, Moriani e Giorgio Ronconi (baritono) diretta da Eugenio Cavallini.

In seguito lo stesso Donizetti curò una versione francese, Lucie de Lammermoor, che andò in scena al Théâtre de la Renaissance di Parigi il 6 agosto 1839 nella traduzione francese e revisione ritmica di Alphonse Royer e Jean-Nicolas van Nieuwenhuysen "Gustave Vaëz".

Il 5 settembre dello stesso anno avviene la prima rappresentazione nel Théâtre Royal de la Monnaie (La Monnaie/De Munt) di Bruxelles di "Lucie de Lammermoor".

Al Royal Italian Opera (ora Royal Opera House), Covent Garden la prima è stata il 13 aprile 1847.

Nel 1861 va in scena al Queen's Theatre di Edinburgo diretta da Luigi Arditi.

Al Wiener Staatsoper la premiere è nel 1870 e fino ad oggi ha avuto duecentocinquantotto rappresentazioni.

Al Metropolitan Opera House di New York debutta nel 1883 con Marcella Sembrich, Italo Campanini (tenore) e Giuseppe Kaschmann e fino ad oggi è stata rappresentata cinquecentonovantuno volte.

Al San Francisco Opera va in scena nel 1926 con Tito Schipa.

Al Teatro dell'Opera di Roma nel 1928 va in scena con Riccardo Stracciari, Toti Dal Monte e Miguel Fleta diretta da Gino Marinuzzi (1882-1945).

Al Festival lirico areniano debutta nel 1934.

Per il Teatro Verdi (Trieste) va in scena nel 1942 al Teatro Stabile Politeama Rossetti.

All'Opera di Chicago va in scena nel 1954 con Giangiacomo Guelfi, Maria Callas e Giuseppe Di Stefano diretta da Nicola Rescigno.

A Bilbao va in scena nel 1956 con Gianni Raimondi.

Al Grand Théâtre di Ginevra va in scena nel 1958 con Doro Antonioli.

Nel 1964 avviene la prima rappresentazione nel Teatro Nuovo di Torino con Renata Scotto e diretta da Gianandrea Gavazzeni.

All'Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) va in scena negli anni 1965, 1979 e 2001.

È la più famosa tra le opere serie di Donizetti. Oltre al duetto nel finale della prima parte, al vibrante sestetto Chi mi frena in tal momento? e alla celebre scena della pazzia di Lucia, la struggente cabaletta finale Tu che a Dio spiegasti l'ali è considerata una dei più bei pezzi d'opera tenorili.

Cast delle prime rappresentazioni[modifica | modifica sorgente]

Personaggio Interprete
(Napoli 1835)[1]
Interprete
(Parigi 1839)[1]
Lucia (Lucie) Fanny Tacchinardi Persiani Anna Thillon
Enrico (Henry) Domenico Cosselli Hurteaux
Edgardo (Edgard) Gilbert Duprez Achille Ricciardi
Arturo Bucklaw (Arthur) Balestrieri Gibert
Raimondo Bidebent (Raimond) Carlo Ottolini Porto Zelger
Alisa Teresa Zappucci
Normanno (Gilbert) Anafesto Rossi Joseph Kelm

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'azione si svolge in Scozia, alla fine del XVI secolo, nel castello di Ravenswood.

Antefatto[modifica | modifica sorgente]

La nobile famiglia Asthon, alla quale appartengono i fratelli Enrico e Lucia, ha usurpato i beni e il castello della famiglia Ravenswood, il cui unico erede è Edgardo. Edgardo e Lucia si amano segretamente.

Parte prima (La partenza)[modifica | modifica sorgente]

Atto primo, quadro primo - Durante una battuta di caccia, Lord Enrico Ashton viene a sapere dell'amore di Lucia per l'odiato Edgardo e giura di ostacolarlo con ogni mezzo.

Atto primo, quadro secondo - Nel parco del castello, Lucia attende Edgardo e racconta ad Alisa, sua dama di compagnia, l'antica lugubre storia di un Ravenswood che in quello stesso luogo uccise per gelosia la propria amata il cui fantasma, da quel giorno, si aggira inquieto presso la fontana. Lucia le confessa di aver visto ella stessa il fantasma (Regnava nel silenzio). Alisa interpreta il racconto come un cattivo presagio e mette in guardia Lucia dal rischio di subire la stessa sorte.

Edgardo annuncia a Lucia di dover partire per difendere le sorti della Scozia. Ma prima intende stendere la mano in segno di pace al fratello di lei, Enrico, chiedendola in sposa. Lucia, consapevole dell'odio serbato dal proprio fratello nei confronti di Edgardo, chiede a quest'ultimo di attendere ancora. Edgardo e Lucia si scambiano gli anelli nuziali e si congedano giurandosi amore e fedeltà eterni (Verranno a te sull'aure).

Parte seconda (Il contratto nuziale)[modifica | modifica sorgente]

Atto secondo, quadro primo - Le lotte politiche che sconvolgono la Scozia indeboliscono il partito degli Asthon e avvantaggiano quello di Edgardo. Enrico, per riequilibrare le sorti della contesa e salvare la sua casata, impone alla sorella di sposare un uomo ricco e potente, Lord Arturo Bucklaw. Al rifiuto della fanciulla, che non ha mai ricevuto lettere di Edgardo poiché le stesse sono state intercettate ed occultate da Enrico e da Normanno (armigero della casata Ashton), egli le dice che Edgardo ha giurato fede di sposo ad un'altra donna, offrendole quale prova una falsa lettera, e con l'aiuto di Raimondo, padre spirituale della ragazza, la convince ad accettare le nozze con Arturo.

Atto secondo, quadro secondo - Arturo attende trepidante la promessa sposa all'altare. Lucia viene, ma la cerimonia nuziale è sconvolta dall'inattesa irruzione di Edgardo (Chi mi frena in tal momento). Alla vista del contratto nuziale firmato da Lucia il giovane maledice l'amata e le restituisce l'anello. Lucia, impietrita dalla disperazione, gli ridà il suo.

Atto terzo, quadro primo - Enrico ed Edgardo si incontrano presso la torre di Volferag e decidono di porre fine ad ogni discordia con un duello, che viene fissato per il giorno dopo, all'alba.

Atto terzo, quadro secondo - Al castello, la lieta festa nuziale viene interrotta da Raimondo, che tremante comunica agli invitati la notizia che Lucia, impazzita dal dolore, ha ucciso Arturo durante la prima notte di nozze (Dalle stanze ove Lucia). Lucia, fuori di sé, compare tra gli invitati con un pugnale tra le mani e gli abiti insanguinati. Ella crede di vedere Edgardo, immagina le sue nozze tanto desiderate con lui e lo invoca. Mentre il coro la compiange, entra Enrico, che saputo del misfatto, fa per uccidere la sorella, ma Raimondo e Alisa lo fermano, mostrandogli in che stato è ridotta. Lucia si scuote: crede di aver sentito Edgardo ripudiarla e gettare a terra l'anello che si erano scambiati. Lucia non regge al dolore, e muore nello sconcerto generale. Enrico fa portare via Lucia, mentre Raimondo accusa Normanno, il capo degli armigeri, di essere il responsabile della tragedia.

Atto terzo, quadro terzo - Giunto all'alba tra le tombe dei Ravenswood per battersi in duello con Enrico, Edgardo medita di farsi uccidere. D'improvviso è turbato dall'arrivo di una processione proveniente dal castello dei Lammermoor, piangendo la sorte di Lucia. La campana a morto annuncia la morte della ragazza. Edgardo, che non può vivere senza di lei, si trafigge con un pugnale (Tu che a Dio spiegasti l'ali).

Organico orchestrale[modifica | modifica sorgente]

La partitura di Donizetti prevede l'uso di:

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Fanny Tacchinardi Persiani nella parte di Lucia nel 1838, litografia di Edward Morton

Il 21 marzo 2006, al Teatro alla Scala di Milano, sotto la direzione di Roberto Abbado, l'opera Lucia di Lammermoor è stata messa in scena nella sua edizione originale: Donizetti aveva infatti pensato, per la "scena della pazzia", all'uso della glassarmonica (o armonica a bicchieri), integrata con l'orchestra sinfonica. Circostanze pratiche costrinsero però Donizetti a rinunciare a questa originale soluzione e a riscrivere la partitura. L'edizione critica dell'opera ha reintegrato la parte per glassarmonica, che ben esprime, secondo quanto detto dal critico Paolo Isotta nel suo articolo sul Corriere della Sera del 22 marzo 2006, "l'atmosfera spettrale e nel contempo il totale distacco dalla realtà in cui Lucia è precipitata."

La "scena della pazzia"[modifica | modifica sorgente]

La "scena della pazzia" è la seconda "Scena ed Aria" della protagonista. Si tratta probabilmente della più celebre scena di pazzia della storia dell'opera, nota soprattutto nella versione modificata dai soprani dell'epoca, con l'aggiunta di una lunga cadenza col flauto.

Nel libretto corrisponde alle scene V-VII della parte seconda, atto terzo. Nella partitura al numero 14.

La sua struttura è:

  • Scena (recitativo): Eccola! [...] Il dolce suono / Mi colpì di sua voce (Do minore, 121 battute)
  • Cantabile: Ardon gl'incensi [...] Alfin son tua (Larghetto, Mi bemolle maggiore, 44 battute nella versione originale)
  • Tempo di mezzo: S'avanza Enrico (Allegro, Do bemolle maggiore, 92 battute)
  • Cabaletta: Spargi d'amaro pianto (Moderato, Mi bemolle maggiore, 175 battute)

Brani celebri[modifica | modifica sorgente]

  • Regnava nel silenzio, cavatina di Lucia (Parte I)
  • Il dolce suono mi colpì di sua voce, scena ed aria di Lucia (Parte II, Atto III - scena della pazzia)

Trasposizioni cinematografiche[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Anno Cast (Lucia, Edgardo, Enrico, Raimondo) Direttore Etichetta
1933 Mercedes Capsir, Enzo De Muro Lomanto, Enrico Molinari, Salvatore Baccaloni Lorenzo Molajoli Arkadia
1953 Maria Callas, Giuseppe Di Stefano, Tito Gobbi, Raffaele Arie Tullio Serafin EMI
1958 Roberta Peters, Jan Peerce, Philip Maero, Giorgio Tozzi Erich Leinsdorf RCA Victor
1959 Maria Callas, Ferruccio Tagliavini, Piero Cappuccilli, Bernard Ladysz Tullio Serafin EMI
1959 Renata Scotto, Giuseppe Di Stefano, Ettore Bastianini, Ivo Vinco Nino Sanzogno Dischi Ricordi
1961 Joan Sutherland, Renato Cioni, Robert Merrill, Cesare Siepi John Pritchard Decca
1965 Anna Moffo, Carlo Bergonzi, Mario Sereni, Ezio Flagello Georges Prêtre RCA Victor
1970 Beverly Sills, Carlo Bergonzi, Piero Cappuccilli, Justino Diaz Thomas Schippers Westminster Records
1971 Joan Sutherland, Luciano Pavarotti, Sherrill Milnes, Nicolai Ghiaurov Richard Bonynge Decca
1976 Montserrat Caballé, José Carreras, Vincente Sardinero, Samuel Ramey Jesus Lopez Cobos Philips Records
1983 Edita Gruberova, Alfredo Kraus, Renato Bruson, Robert Lloyd Nicola Rescigno EMI
1990 Cheryl Studer, Placido Domingo, Juan Pons, Samuel Ramey Ion Marin Deutsche Grammophon
1997 Andrea Rost, Bruce Ford, Anthony Michaels-Moore, Alastair Miles Charles Mackerras Sony

DVD & BLU-RAY parziale[modifica | modifica sorgente]

  • Lucia di Lammermoor - Armiliato/Netrebko/Beczala/MET, regia Mary Zimmerman, 2009 Deutsche Grammophon
  • Lucia di Lammermoor - Bonynge/Sutherland/Kraus, 1982 Deutsche Grammophon

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Ashbrook, Le opere, p. 314

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica