Riccardo II (Shakespeare)

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Riccardo II
Dramma storico in cinque atti
Frontespizio del Riccardo II pubblicato nel 1615
Frontespizio del Riccardo II pubblicato nel 1615
Autore William Shakespeare
Titolo originale The Tragedie of King Richard the Second
Lingua originale Inglese
Composto nel 1595 circa
Personaggi
  • Re Riccardo Secondo
  • Giovanni di Gand, duca di Lancaster e zio del re
  • Edmondo di Langley, duca di York:
  • Zii del Re
  • Enrico, soprannominato Bolingbroke, duca di Hereford, figlio di Giovanni di Gand, poi Enrico Quarto
  • Duca di Aumerle, figlio del duca di York
  • Tommaso Mowbray, duca di Norfolk
  • Il Duca di Surrey
  • Il Conte di Salisbury
  • Bushy, Bagot, Green: cortigiani di re Riccardo
  • Il Conte di Northumberland
  • Enrico Percy, soprannominato Hotspur, suo figlio
  • Lord Willoughby
  • Lord Ross
  • Lord Fitzwater
  • Il Vescovo di Carlisle
  • L'Abate di Westminster
  • Il Lord Maresciallo
  • Sir Stefano Scroop
  • Sir Pierce di Exton
  • Il Capitano di una banda di Gallesi
  • La Regina, consorte di re Riccardo
  • La Duchessa di York
  • La Duchessa di Gloucester, vedova di Thomas Woodstock, zio del re
  • Una Dama di compagnia della Regina
  • Signori, Araldi, Ufficiali, Soldati, due Giardinieri, un Carceriere, un Messo, uno Stalliere ed altre persone del Seguito
 

Riccardo II (The Tragedy of King Richard the Second) è un dramma storico composto da William Shakespeare intorno al 1595 e basato sulla vita del re Riccardo II d'Inghilterra, ultimo del ramo principale dei Plantageneti. È la prima parte di una tetralogia, denominata in seguito enrieide, a cui seguono le successive tre parti, dedicate ai successori di Riccardo: Enrico IV, parte 1, Enrico IV, parte 2, Enrico V.

La vicenda storica da cui Shakespeare trae il suo dramma è quella della ribellione dei Pari d'Inghilterra, che terminò con l'abdicazione del monarca e con la sua morte in prigione, assassinato.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La trama si apre con un evento già compiuto che si presuppone come antefatto (cosa che ha lasciato molte preplessità nella critica) cioè la misteriosa morte di Thomas Woodstock, duca di Gloucester, dietro la quale, secondo alcune illazioni malcelate, ci sarebbe la mano del re Riccardo II. Questo episodio è propedeutico al contrasto tra Bolingbroke e Mowbray, due Pari del regno che si imputano a vicenda la morte di Gloucester. Ne sorge una contesa che si realizza in una giostra il cui giudice e garante è proprio Riccardo. La contesa viene interrotta dal re, il quale decreta l'esilio a vita per Mowbray e un esilio di 10 anni (poi ridotti a 6) per Bolingbroke. Le scene successive mostrano in che modo Bolingbroke, assetato di rivalsa, sfruttando come scusa la confisca non prevista dei suoi beni, ritorna in patria dalla Francia (luogo dell'esilio), pianificando una sommossa con l'appoggio del popolo per rovesciare il trono di Riccardo. Questi, tradito da molti suoi nobili fidati, inizia a vivere il suo cammino tragico e sofferto che lo porterà, non prima di avegli dato più volte la vana illusione di riuscire a conservare il potere, ad abdicare in favore di Bolingbroke, a dover leggere le sue accuse pubblicamente dinnanzi alla Camera dei Comuni,(costrizione da cui fu poi sgravato per grazia dello stesso Bolingbroke), all'arresto con conseguente carcerazione nella Torre di Londra e, infine, alla morte anch'essa avvenuta in circostanze misteriose.

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Il Riccardo II è l'opera che segna il passaggio graduale e insieme straziante da un'ottica medioevale ad una più moderna, e infatti è considerata essere la più tragica tra i drammi shakespeariani (laddove invece, con il suo lieto fine, l'Enrico V è considerato il dramma più vicino alle commedie). Nel Riccardo II si assiste al passaggio da una concezione medioevale della regalità, in cui il sovrano (in questo caso Riccardo) era tale per diritto divino, per gratia dei, era l'unto dal signore e re taumaturgo, ad una visione più moderna della regalità che si fonda sul consensus gentium. Da una parte, quindi, un'investitura dall'alto del potere, il cui simbolo è appunto Riccardo, dall'altra un'investitura dal basso, il cui porta bandiera è l'avversario Enrico di Bolingbroke, futuro Enrico IV. Nel dramma shakespeariano risuonano in tal modo eco di tradizioni passate: da una parte la teorica sostenitrice del potere calato dall'alto, cui fanno capo Sant'Agostino e Giovanni di Salisbury, dall'altro i pensatori che hanno sostenuto teorie in favore del potere dal basso, tra cui l'empirista Guglielmo di Ockham e, più tardi, Niccolò Machiavelli. Il paradosso del dramma è quindi compiuto: un sovrano che ha ricevuto il potere dall'alto (Riccardo) è costretto a cadere in basso e a deporre in favore di Bolingbroke, che, forte del consenso popolare e della spinta dal basso, arriva in alto sino al trono. A coronamento di questa dinamica, intorno alla quale ruota l'intreccio, stanno tutta una serie di personaggi metaforici e situazioni allusive che testimoniano del declino sofferto e nostalgico dell'epoca medioevale e della confusione che accompagna questo momento di transizione. I tre zii di Riccardo, ad esempio, simboleggiano il Medioevo giunto al suo crepuscolo, laddove invece la celebre scena dei giardinieri che parlano allegoricamente del "giardino" dell'Inghilterra in rovina, fa capire che l'orizzonte storico sta incentrandosi anche sui ceti meno abbienti e che la società presente diviene viepiù eterogenea e stratificata.

Prospettive filosofiche e psicologiche[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del Riccardo II, come sempre nel teatro shakespeariano, i temi storico-politici fanno da sfondo a questioni di ordine filosofico e psicologico. In particolare, ciò che il dramma mette a tema è la questione rinascimentale dell'uomo inteso come ente divino, da un lato, di contro alla secolarizzazione del soggetto, dall'altro lato. Inoltre, centrale nel dramma è l'aspetto "narcisistico" del protagonista, che presenta numerosi motivi di comparazione con la descrizione del narcisismo e dell'autismo nella riflessione della psicanalisi moderna.

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