Libro sapienziale

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I Libri Sapienziali nell'Antico Testamento della Bibbia cristiana sono libri didattici o di etica morale. Essi hanno lo scopo di insegnare la Sapienza. Sono presentati in forma poetica e quindi vengono anche detti Libri Poetici, per lo stile immaginifico e il fraseggio elegante e musicale.

Antico Testamento
Cristianesimo, Cattolico, Ortodosso, Protestante

Ebraismo (Torah-Tanakh-Talmud-Midrashim-
Chumash
-Qabbalah-Mussar)

Pentateuco:

Profeti anteriori o Libri storici:

Profeti posteriori - Profeti maggiori:

Profeti posteriori - Profeti minori:

Scritti:

Meghillot:

Sino a qui riferimenti ebraici

Deuterocanonici
(non canonici per/secondo gli ebrei,
canonici per cattolici e ortodossi,
apocrifi per protestanti)
Ortodosso
Copto
Siriaco (Peshitta)
Progetto Religione
uso tabella

La Bibbia ebraica inserisce questi libri nella più ampia raccolta dei Ketuvim non includendone però alcuni, secondo il canone ebraico, come invece qui di seguito elencati.

Elenco dei libri sapienziali[modifica | modifica wikitesto]

I Libri Sapienziali sono sette (gli ultimi due non ebraici canonici):

  1. Libro di Giobbe parla della filosofia del dolore
  2. Salmi è un canzoniere didattico
  3. Libro dei proverbi raccolta di massime, regole di comportamento e proverbi popolari
  4. Qoelet (Ecclesiaste) esposizione in contraddittorio cos'è bene e cos'è male
  5. Cantico dei Cantici
  6. Libro della Sapienza parla della Sapienza Divina: idolatria ed eventi del 38 d.C. (non canonico per l'Halakhah)
  7. Siracide è come i proverbi ma trasportato a livello sociale (non canonico per l'Halakhah)

La sapienza nell'oriente antico[modifica | modifica wikitesto]

La letteratura sapienziale è stata ricca di espressioni in tutto l'Oriente antico. Lungo tutta la sua storia, l'Egitto ha prodotto i Sebayt. In Mesopotamia, a partire dall'epoca dei Sumeri, sono state attestate composizioni di proverbi, favole, poemi sulla sofferenza, del tipo del libro di Giobbe.

La sapienza nella spiritualità ebraica canonica e non[modifica | modifica wikitesto]

La Sapienza nella spiritualità ebraica dell'Antico Testamento è il frutto di un movimento intellettuale, religioso ed etico che esercita un profondo influsso sul popolo ebraico, e non solo, nel corso della sua storia.

Per il popolo ebraico il sapiente non solo era il "saggio", ma era colui che sapeva comportarsi adeguatamente nelle più diverse occasioni della vita, colui che conosceva la legge e la sapeva praticare, conformando ad essa la sua condotta e la sua vita intera e per finire la faceva conoscere anche agli altri, inducendoli a praticarla. Quest'idea di massima civiltà è espressa nel testo non canonico, proibito nell'Halakhah della religione ebraica, il Siracide

« Io sono come un canale derivato da un fiume,
e come corso d'acqua che conduce in piacevole parco.
Dissi:"Irrigherò il mio giardino e inonderò le mie piantagioni.
Ed ecco, il mio canale diventò un fiume,
e il fiume un mare.
Farò risplendere il mio ammaestramento come l'aurora,
e la farò brillare nei luoghi più remoti.
Diffonderò il mio insegnamento come una profezia,
e la farò raggiungere alle generazioni future. »   (Siracide 24,28-31)

Tutta la vita viene considerata alla luce di questa Sapienza che, per ogni occasione o incontro, sa dire una parola preziosa che illumina e indirizza.

Nei libri Sapienziali viene trattata anche un altro tipo di Sapienza, la Sapienza mistica o Sapienza eterna, che è la Sapienza Divina.

In questo passaggio dalla Sapienza umana alla Sapienza divina si compie un atto trascendentale, passando da una trattazione pratica della Sapienza ad una trattazione filosofica.

Quest'idea di Sapienza Trascendentale è espressa nei Proverbi:

« In Dio ero quale principio degli atti suoi,

esistente prima ancor delle opere sue. ...
Quando l'Abisso ancor non esisteva,
io fui concepita, quando ancor non zampillavano le fonti
Prima che sorgessero le maestose montagne,
prima dei colli, io fui generata; ...
Quando stabiliva i cieli, io ero presente,
quando tracciava un cerchio sulla faccia dell'abisso; ...
Quando circondava d'un termine il mare ...
quando gettava le fondamenta della terra,
io ero a suo fianco, quale architetto ... »   (Prov 8,22-30)

La sapienza nel Nuovo Testamento[modifica | modifica wikitesto]

San Giovanni chiama questa tipo di Sapienza Logos, il Verbo che si è fatto carne. Il primo a fare questa associazione fu San Giovanni Evangelista, dicendo che Gesù Cristo era il Verbo di Dio, che era in principio, prima di tutte le cose, che era presso Dio e che tutto fu creato per mezzo di Lui e che egli è venuto in mezzo agli uomini per abitare in mezzo a loro.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]