Cantico dei cantici

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Antico Testamento
Ebraico, Protestante,
Cattolico, Ortodosso
Deuterocanonici
(non canonici per ebrei,
canonici per cattolici e ortodossi,
apocrifi per protestanti)
Ortodosso
Copto
Siriaco (Peshitta)
Progetto Religione
uso tabella

Il Cantico dei Cantici (in ebraico שיר השירים Shir ha-Shirim), detto anche Cantico di Salomone, è un libro presente sia nell' Antico Testamento della Bibbia cristiana che nella Bibbia ebraica.

Nella raccolta cristiana è inserito tra i libri sapienziali; in quella ebraica è incluso nei Ketuvim.

Indice

[modifica] Nome ed autore

Il nome del libro, con la ripetizione della parola cantico, secondo il modo di costruire le frasi degli antichi ebrei, è da considerarsi come un superlativo e andrebbe reso come Il più sublime tra i cantici.
Viene conosciuto anche come Cantico di Salomone, poiché se ne attribuisce la paternità all'antico re di Israele del X secolo a.C.: la tradizione ebraica vuole sia stato scritto con la costruzione del Tempio di Gerusalemme. In realtà si ritiene sia opera di uno scrittore anonimo del IV secolo a.C. che ha fatto confluire nel testo diversi poemi antecedenti originari dell'area mesopotamica.

[modifica] Divisione del libro

Il libro, non seguendo un ordine prestabilito, ha sempre presentato delle difficoltà nel momento in cui si è voluto suddividerlo per uno studio più approfondito. Alcuni lo hanno considerato divisibile in cinque cantici, oppure in sei scene, oppure in sette poemi o più, e fino ad arrivare al caso estremo di considerarlo formato di ventitré cantici.

La suddivisione più moderna e maggiormente accettata è la seguente, che è composta di un prologo, di cinque poemi e di due appendici:

  1. Prologo 1,1-4;
  2. Primo poema 1,5-2,7;
  3. Secondo poema 2,8-3,5;
  4. Terzo poema 3,6-5,1;
  5. Quarto poema 5,2-6,3;
  6. Quinto poema 6,4-8,4;
  7. Prima appendice (chiamato anche epilogo) 8,5-7;
  8. Appendice finale 8,8-14.

[modifica] Interpretazione

È uno dei testi più lirici e inusuali delle Sacre scritture. Racconta in versi l'amore tra due innamorati, con tenerezza ma anche con un ardire di toni ricco di sfumature sensuali e immagini erotiche. Ciò non pregiudica affatto il carattere sacro del testo, in quanto l'amore erotico dei due amanti, per l'autore del testo, ha origine divina, come si può ricavare da Ct 8,6: "Una fiamma di Dio/del Signore". È questo forse il messaggio principale del Cantico: l'amore tra uomo e donna, in tutte le sue dimensioni, quando è capace di recuperare l'originaria relazione col Creatore, ha una forza superiore a quella della morte, e libera l'essere umano dalla sua paura; i due amanti ripristinano quindi la condizione edenica di Adamo ed Eva, che prima del peccato originale vivevano una relazione perfetta tra loro e con Dio. Numerosi sono inoltre i richiami, impliciti ed espliciti, a passi di altri libri della Bibbia. Il testo ha un altissimo valore nell'ebraismo, essendo il Cantico uno dei "Meghillot", ovvero dei "rotoli" letti in occasione delle principali feste: il Cantico, proprio per la sua importanza, è assegnato alla Pasqua. Nei secoli, molteplici sono state le interpretazioni del testo, sia da parte della dottrina canonica ebraica che cristiana, a riprova della grande considerazione che il Cantico ha sempre avuto nelle due religioni. Tra le interpretazioni allegoriche più diffuse abbiamo, nel primo caso, quella dell'amore del creatore per il suo popolo (Israele), nel secondo caso dell'amore tra Cristo e la Chiesa.

Per la santità del contesto e del suo significato simbolico, il testo viene paragonato al luogo più santo ed interno del Tempio di Gerusalemme, il Kodesh haKodashim: il Cantico dei Cantici infatti include metaforicamente tutta la Torah.

[modifica] Collegamenti esterni

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