Lettere di Paolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Frammento del Papiro 46 contenente i versetti 11:33-12:9 della Seconda lettera ai Corinzi. Il Papiro 46 è il più antico manoscritto esistente riportante brani di lettere di Paolo.

Le lettere di Paolo sono tredici testi del Nuovo Testamento attribuiti dalla tradizione all'apostolo Paolo di Tarso. In esse Paolo scrive a varie comunità da lui fondate o visitate nei suoi viaggi apostolici; alcune lettere sono inoltre dedicate a persone a lui care.

In passato è stata accostata a Paolo di Tarso anche la Lettera agli Ebrei, nella quale non è però indicato il nome dell'autore. Ci sono inoltre pervenuti alcuni testi apocrifi.

Lettere attribuite a Paolo[modifica | modifica wikitesto]

Sono sedici le lettere che, nel corso del tempo, sono state attribuite a Paolo di Tarso, sia dalla tradizione che sulla base di evidenze interne[1]:

Testi canonici[modifica | modifica wikitesto]

Le due lettere a Timoteo e la lettera a Tito sono spesso raggruppate sotto il nome di "lettere pastorali". La Lettera agli Ebrei costituisce invece un caso a sé, in quanto non menziona il suo autore. In passato è stata spesso ricondotta a Paolo, ma oggi la si attribuisce a un altro redattore. Lo stile utilizzato in questa epistola è infatti assai diverso da quello delle altre lettere paoline e difficilmente riconducibile a san Paolo; tuttavia l'autore rimane tuttora anonimo, anche se alcuni esegeti recenti propendono nell'attribuirla ad Apollo, giudeo di Alessandria d'Egitto, di cui si parla negli Atti degli Apostoli (18,24) e nella Prima lettera ai Corinzi (1,12), (3,6), (4,6), (16,12). Per questi motivi la lettera è oggi stampata al termine dell'epistolario paolino, benché in molti importanti manoscritti antichi si trovi fra le prime lettere di Paolo.

Testi apocrifi[modifica | modifica wikitesto]

La Terza lettera ai Corinzi fu considerata canonica per qualche tempo dalla Chiesa apostolica armena. La sedicesima lettera, quella ai Laodicesi, è considerata senz'altro non canonica.

Dibattito sull'autore[modifica | modifica wikitesto]

La moderna critica biblica è divisa sull'attribuzione delle lettere. Se un gruppo di lettere è comunemente riconosciuto come sicuramente paolino, alcune sono invece in discussione e altre sono invece generalmente considerate come pseudoepigrafiche, cioè non scritte da Paolo, ma a lui attribuite, per errore della tradizione o intenzionalmente, per dare maggiore autorevolezza agli scritti.

L'attribuzione a Paolo è normalmente riconosciuta per:[2]

L'attribuzione è oggetto di discussione per:[3]

L'attribuzione è generalmente rifiutata per:[3]

La Seconda lettera ai Tessalonicesi è molto simile alla prima dal punto di vista stilistico, ma notevolmente differente da quello teologico, in particolare per quanto riguarda la trattazione della seconda venuta, e potrebbe essere un rifacimento tardivo. Le lettere a Filemone, ai Colossesi e agli Efesini costituiscono un gruppo omogeneo per stile, dottrina e circostanze menzionate. Dato che la lettera agli Efesini sembra un ampliamento di quella ai Colossesi, è stato suggerito che anch'essa possa essere un rifacimento tardivo da parte di un discepolo. Anche le due lettere a Timoteo e quella a Tito sono strettamente imparentate fra loro. Le differenze di stile fra queste lettere, più tarde, e quelle sicuramente attribuite a Paolo sono state interpretate da alcuni come conseguenza della collaborazione di un discepolo alla loro redazione.

Casi a parte sono infine quelli dei testi apocrifi (Terza lettera ai Corinzi e Lettera ai Laodicesi) e all'anonima Lettera agli Ebrei, considerate opera di scrittori diversi da Paolo.

L'importanza di una attribuzione non-paolina varia a seconda dell'epistola considerata. Secondo alcuni studiosi le sette epistole non contestate sembrano presentare una visione più docetica e gnostica di quelle oggetto di discussione, più ortodosse. Un'insegnante dell'Università di Princeton specializzata nello studio dello gnosticismo, Elaine Pagels, ha ad esempio teorizzato l'appartenenza di Paolo a questa corrente, ma questa idea non ha incontrato accettazione negli ambienti accademici.

Ordinamento nel Nuovo Testamento[modifica | modifica wikitesto]

Valentin de Boulogne o Nicolas Tournier, San Paolo che scrive le sue lettere, XVI secolo circa.

Le lettere di Paolo sono tradizionalmente stampate nella Bibbia secondo un ordine non cronologico ma che riflette piuttosto, seppure con alcune eccezioni, la diversa lunghezza delle lettere stesse: le prime lettere sono quelle più corpose, mentre quella di Filemone, che chiude la raccolta, è la più breve. La lettera agli Ebrei, che non menziona il suo autore, è un caso a parte e viene posta tra le lettere paoline e le successive Lettere cattoliche.

Ordinamento nel Nuovo Testamento
Lettera Lunghezza[5]
(lettere nell'originale greco)
Lettera ai Romani 34.410
Prima lettera ai Corinzi 32.767
Seconda lettera ai Corinzi 22.280
Lettera ai Galati 11.091
Lettera agli Efesini 12.012
Lettera ai Filippesi 8.009
Lettera ai Colossesi 7.897
Prima lettera ai Tessalonicesi 7.423
Seconda lettera ai Tessalonicesi 4.055
Prima lettera a Timoteo 8.869
Seconda lettera a Timoteo 6.538
Lettera a Tito 3.733
Lettera a Filemone 1.575

Lo stile delle lettere[modifica | modifica wikitesto]

Le lettere della letteratura classica si potevano classificare in due tipi: lettere familiari, in cui la persona si rivolgeva amichevolmente verso l'interlocutore dando notizie di sé e della propria vita; oppure lettere "trattati" le quali, mediante un linguaggio comunque semplice e confidenziale, trattavano temi teologici e filosofici o scientifici (vedi le lettere di Seneca a Lucilio).

Le lettere di Paolo sono diverse dai due generi sopraccitati: non sono trattati perché partono dalla descrizione di situazioni precise e concrete e, pur esponendo spesso una dottrina, non perdono mai il "contatto" vivo e profondo con la realtà propria dei destinatari. Dall'altra parte non si possono neppure definire lettere "private", perché Paolo non si presenta come "semplice amico", bensì come portavoce di Dio inviato ad evangelizzare e a portare i doni di salvezza del Signore.

Egli ama immensamente i "suoi" cristiani, ma non dimentica di essere anche il loro padre nella fede, che ha il compito di "nutrire e guidare" i suoi figlioli per le strade di Dio. Paolo vede nelle persone a cui si rivolge, il popolo di Dio invitato alla santità.

Significativo in proposito è il modo con cui Paolo inizia normalmente le sue lettere. Ai Corinzi scrive così:

« Paolo, chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio [...], alla Chiesa di Dio che è Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, chiamati ad essere santi insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo »   (1 Corinzi 1,1-3)

Gesù nelle lettere di Paolo[modifica | modifica wikitesto]

Conversione di San Paolo, dipinto di Caravaggio (1600-1601.

Paolo, stando sia agli Atti degli Apostoli che alle sue stesse lettere, non incontrò mai Gesù; lo conobbe solo dalle proprie visioni e dalle conversazioni con altri cristiani. Ciò nonostante, le sue lettere, scritte in un periodo che va dal 55 al 65, sono state consultate anche per testimonianze riguardo alla storicità di Gesù.

In particolare, nella sua Lettera ai Galati, Paolo dichiara di essere andato a Gerusalemme tre anni dopo aver avuto la visione di Gesù sulla strada per Damasco. Aveva viaggiato in Arabia ed era tornato a Damasco prima di visitare Pietro, che Paolo dice essere un apostolo di Gesù, e Giacomo, "il fratello del Signore", che molti credono essere Giacomo il Giusto. (1:18-20) Poi Paolo dice che dopo quattordici anni tornò a Gerusalemme e partecipò a una riunione con i Cristiani di Gerusalemme. La maggior parte degli studiosi ritiene che si tratti del Concilio di Gerusalemme, in cui Paolo iniziò una discussione in cui si dichiarava contrario alla necessità della circoncisione per entrare a far parte del gruppo. Paolo sostiene di aver vinto la disputa, e che Pietro, Giacomo e Giovanni si fossero trovati d'accordo perché lui predicasse fra i Gentili. In seguito Pietro visitò Paolo ad Antiochia. La lettera ai Galati è una fra quelle di Paolo su cui non esistono dispute, quindi questa costituisce il primo riscontro testuale in ordine di tempo sulla storicità di Gesù, in particolare nei passi relativi a un "fratello" e ad alcuni "apostoli" che discutono con Paolo sulle reali intenzioni di Gesù stesso. Gli Atti degli apostoli, scritti venti o, più probabilmente, trent'anni dopo la lettera ai Galati, danno notizie più dettagliate sul concilio.

Paolo e le prime chiese cristiane[modifica | modifica wikitesto]

Le lettere di Paolo per i cristiani assumono una basilare importanza, in quanto sono la prima testimonianza della predicazione apostolica. Saulo di Tarso, come già prima di lui Simon Pietro, cambia il proprio nome in Paolo (Atti degli apostoli 9) e passa da un integralismo ebraico (Atti degli apostoli 7,58-8,3), in lotta contro la Chiesa nascente, alla predicazione per la diffusione del Vangelo di Cristo. In questa sua missione passa da una città all'altra del Mar Mediterraneo, durante i suoi quattro viaggi, costituendo numerose Chiese locali e formando nuovi predicatori del Vangelo; lo seguirono anche Luca e Marco, i due evangelisti non apostoli. L'azione di Paolo ebbe un ruolo di particolare rilievo nell'aprire la comunità cristiana ai pagani.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In quasi tutte le lettere, ad esempio, l'autore è citato espressamente nel testo.
  2. ^ Pheme Perkins, Reading the New Testament: An Introduction (Paulist Press, 1988), pp. 4-7.
  3. ^ a b New Testament Letter Structure, from Catholic Resources by Felix Just, S.J.
  4. ^ Raymond Edward Brown, An Introduction to the New Testament (New York: Doubleday, 1997), p. 610: «Al presente il 60% circa degli studiosi sostengono che Paolo non scrisse la lettera».
  5. ^ Gerd Theissen, "Il Nuovo Testamento", Carocci, 2003.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabris-Barbaglio, Le lettere di Paolo, Edizioni Borla, Roma
  • Cipriani, Le lettere di Paolo, Città Nuova, Roma

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Opere attribuite a Paolo