Libro di Esdra

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Progetto Religione
uso tabella

Il Libro di Esdra (ebraico עזרא; greco Έσδρας; latino Esdra) è un testo contenuto nella Bibbia ebraica (Tanakh, dove è contato come un testo unico con Neemia) e cristiana.

È scritto in ebraico con alcune sezioni in aramaico[1] e, secondo l'ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la sua redazione definitiva, ad opera di autori ignoti, è collocata tra fine IV e metà III secolo a.C. in Giudea.

È composto da 10 capitoli descriventi il ritorno degli Ebrei dall'esilio di Babilonia e la ricostruzione del tempio (circa 538-515 a.C.), e quindi l'attività riformatrice di Esdra a Gerusalemme (forse dal 398 a.C.).

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il Libro di Esdra narra come nel settimo anno del regno di Artaserse Longimano (Vedi anche Dario I di Persia) ottenne il permesso di recarsi a Gerusalemme con un gruppo di Ebrei. Artaserse manifestò grande interesse nell'iniziativa di Esdra, garantendogli ogni richiesta e porgendogli omaggi per la casa di Dio. Esdra riunì il gruppo di esiliati, probabilmente 5000, quelli disposti ad andare con lui a Gerusalemme con una marcia di quattro mesi. Il libro narra delle sue attività dall'arrivo a Gerusalemme. Per circa 14 anni non vi sono cronache dell'attività di Esdra nella riorganizzazione dello stato e della pratica religiosa. In quell'anno appare un altro importante personaggio, Neemia. Dopo la ricostruzione da parte di Neemia delle mura di Gerusalemme, che erano state distrutte da Nabucodonosor II, Gerusalemme vide un numeroso raduno di persone in preparazione alla consacrazione delle mura. Nel giorno stabilito vi fu il raduno, e la Torah fu pubblicamente letta da Esdra e dai suoi assistenti (Neemia 8,3): la memorabile scena viene descritta nei particolari. Ci fu un grande risveglio religioso. Per molti giorni, a partire da Rosh Hashanah vi furono celebrazioni dei giorni sacri del mese di Tishri. Esdra lesse l'intero rotolo della Torah e con l'aiuto dei vari studiosi e dei Leviti spiegò l'interpretazione dei vari passi della Torah ai presenti. Le feste culminarono con la festosa celebrazione dei sette giorni di Succot, culminanti nell'ottavo con la festa di Shemini Atzeret. Nel ventiquattresimo giorno, subito dopo la fine delle feste, fu tenuta una solenne riunione, di confessione e digiuno di espiazione per i peccati dei padri. Fu quindi rinnovato il Patto sancito dalla concessione della Torah, data da Dio a Mosè, per l'osservanza delle leggi e dei comandamenti divini (Neemia 10,30). Venne completato il rituale per le celebrazioni nel Tempio, e quindi tutto fu pronto per la consacrazione delle mura (Neemia 12).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Esdra 4,8-6,18;7,12-26

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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