Libro di Amos

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Progetto Religione
uso tabella

Il Libro di Amos (ebraico עמוס, 'amòs; greco Αμώς, amós; latino Amos ) è un testo contenuto nella Bibbia ebraica (Tanakh) e cristiana.

È scritto in ebraico e, secondo l'ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la redazione del libro è avvenuta nel Regno di Giuda, attorno al 775-750 a.C.

È composto da 9 capitoli e descrive vari oracoli del profeta Amos contenenti inviti alla preghiera, minaccia di castighi, esortazione alla speranza.

Struttura del libro[modifica | modifica wikitesto]

Amos era pastore a Tekoa (1,1) (un villaggio di Giuda a 9 chilometri a sud-est di Betlemme); estraneo alle confraternite dei profeti, è stato inviato da Jahve a profetizzare a Israele (7,14). Dopo un breve ministero, che ebbe come quadro principale il santuario scismatico di Betel (7,10) e che esercitò, probabilmente, anche a Samaria, fu espulso da Israele e ritornò alle sue prime occupazioni. Predica sotto il regno di Geroboamo II (783-743), epoca in cui il regno del nord si estende e si arricchisce e in cui lo splendore del culto maschera l'assenza di una religione vera. Amos condanna, in nome di Dio, la vita corrotta delle città, le ingiustizie sociali e la falsa sicurezza che si pone in riti in cui l'anima non si impegna (5,21-22). Jahve castigherà duramente Israele, la cui elezione obbliga ad una più grande giustizia morale (3,2). Il giorno di Jahve (l'espressione compare qui per la prima volta) sarà tenebre e non luce (5,18); la vendetta sarà esercitata da un popolo che Dio stesso chiama (6,14), l'Assiria; essa non è nominata, ma occupa l'orizzonte del profeta. Tuttavia Amos apre una piccola speranza, la prospettiva di una salvezza per la casa di Giacobbe (9,8), per il resto di Giuseppe (5,15 primo uso profetico di questo termine).

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