Letteratura galiziana

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Per letteratura galiziana si intende la produzione letteraria in lingua galiziana, dal Medioevo fino a nostri giorni. Per il periodo medievale non si può ancora parlare globalmente di autori galiziani dal punto di vista politico-geografico, dal momento che molti autori a noi noti attraverso i canzonieri antichi erano attivi alla corte di Castiglia e poi alla corte di Portogallo: il galego era infatti ritenuto la lingua della lirica, a differenza del castigliano, che veniva utilizzato negli stessi centri di produzione culturale, per la prosa, per la storiografia e per altri generi letterari. Infatti in epoca medievale la produzione letteraria di Galizia e Portogallo era realizzata in una sola lingua; una lingua medievale conosciuta come galego-portoghese o galaico-portoghese (galaico-portugués o portoghese medievale, termine utilizzato perlopiù in Portogallo). L'importanza della letteratura galiziana nella Penisola Iberica è simile a quella della letteratura occitana nell'Europa centrale e nel Mediterraneo.

[modifica] Poesia cantata

Documento più importante della letteratura medievale galiziana furono le cántigas, termine riferito alla poesia cantata. I manoscritti che tramandano la totalità della lirica medievale in galego-portoghese sono:

[modifica] Personalità

Fra i poeti più importanti vi furono: Bernardo de Bonaval, Arias Nunes, Pedro da Ponte, Pero Amigo.

Il re di Castiglia Alfonso X "el Sabio", autore di diverse opere filosofiche e letterarie in castigliano, compose Cantigas de Santa María e le Cantigas de Escarnio e Maldizer in galego-portoghese.

Fino al 1350, il galego-portoghese fu la lingua maggiormente scritta nella parte cristiana della Penisola Iberica. Dal XV secolo le lingue di Galizia e Portogallo cominciarono a perdere coesione. Il galego si trovò, così, in una posizione periferica, tanto rispetto al portoghese, lingua ufficiale di un regno, quanto al castigliano, la cui nobiltà era andata sostituendo quella galiziana dagli ultimi scorci del XIV secolo. La letteratura galiziana entrò in una fase di declino senza più alcuna creazione letteraria in lingua. Questi sono i cosiddetti "Séculos Escuros" (in spagnolo "Siglos Oscuros", secoli bui).

La letteratura galiziana rinacque a partire dalla seconda metà del XIX secolo con il cosiddetto Rexurdimento (Rinascimento), grazie all'opera di letterati e poeti come Rosalía de Castro, Eduardo Pondal, Curros Enríquez ed altri.

Rosalía de Castro è senza dubbio il personaggio di maggior spicco. In pochi casi si può affermare che un autore ha contribuito col suo genio al risorgimento della letteratura di due lingue, come nel suo caso. Assieme allo spagnolo Bécquer, de Castro è l'iniziatrice di una nuova metrica castigliana; la sua opera En las orillas del Sar. Cantares gallegos, inoltre, è senza dubbio uno dei capolavori della letteratura galiziana.

È solo con l'avvento della repubblica che Castelao e altri diedero un secondo impulso alla letteratura galiziana. Sul finire dell'epoca Franchista fu instaurato il Día de las Letras Gallegas come celebrazione annuale in onore della letteratura in lingua galiziana. Oggigiorno centinaia di libri ogni anno sono editi in galiziano.

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