My Last Duchess

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My Last Duchess
Autore Robert Browning
1ª ed. originale 1842
Genere poesia
Lingua originale inglese
Fotografia di Robert Browning (1865)
Agnolo Bronzino, Ritratto di Lucrezia de' Medici, presunta «Ultima duchessa»[1].
Girolamo da Carpi, Alfonso II d'Este

My Last Duchess (La mia ultima duchessa) è una poesia di Robert Browning in pentametri giambici a rima baciata, pubblicata per la prima volta con il titolo «Italy» nel 1842 nella raccolta Dramatic Lyrics (Liriche drammatiche) e successivamente con il titolo attuale, nel 1845, nella raccolta Dramatic Romances and Lyrics (Liriche e monologhi drammatici)[2].

Contesto storico[modifica | modifica sorgente]

La vicenda, in forma di monologo drammatico, si svolge nella seconda metà del XVI secolo, alla fine del Rinascimento italiano. Browning si è ispirato alla morte, avvenuta nel 1561, di Lucrezia de' Medici, figlia del Granduca Cosimo I, andata in sposa nel 1558 ad Alfonso II d'Este, ultimo Duca di Ferrara. Gli Estensi pretendevano che la loro famiglia fosse molto antica (nel monologo di Browning Alfonso II d'Este afferma che la nobiltà della sua famiglia risalisse a novecento anni prima[3]), e comunque molto più antica di quella della famiglia dei Medici. Dopo soli tre anni di matrimonio la giovane duchessa morì ed Alfonso II fu sospettato di averla fatto avvelenare. Nel 1565 Alfonso II sposerà Barbara d'Asburgo, figlia dell'imperatore Ferdinando I. Nel monologo, il Duca di Ferrara, vedovo di Lucrezia de' Medici, si rivolge a un ambasciatore imperiale per discutere le condizioni per il nuovo matrimonio. Nella realtà il nome di questo diplomatico sarebbe stato Nikolaus Madruz di Innsbruck[4].

Contenuto[modifica | modifica sorgente]

Il Duca mostra al diplomatico il ritratto della defunta moglie dipinto da Fra Pandolfo (artista immaginario, al pari dello scultore Claus of Innsbruck, citato alla fine del monologo). Il Duca, che appare «freddo ed egoista, vendicativo e possessivo al massimo grado, sebbene appassionto delle arti»[5], ricorda il comportamento allegro, sorridente e un po' infantile della giovane duchessa, inadeguato per la dignità dell'antica e nobile famiglia nella quale era entrata. Con tono distaccato il Duca dice all'ambasciatore di aver ordinato la morte della fanciulla[6]. Con la stessa freddezza il Duca passa poi ad accennare all'entità della dote e a parlare di altre opere d'arte.

Giudizi[modifica | modifica sorgente]

My Last Duchess è una delle più famose composizioni della letteratura inglese, giudicata fra le più belle opere di Robert Browning per la complessità strutturale e l'accurata scelta del lessico[2]. La poesia è il modello di monologo drammatico. Il linguaggio del monologo risulta per il lettore più sconvolgente di quanto lo sarebbe stato il tentativo di fornire spiegazioni elaborate[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Philip V. Allingham, Applying Modern Critical Theory to Robert Browning's "My Last Duchess". URL consultato il 18 novembre 2010.
  2. ^ a b T. Joseph, S. Francis, «Browning's My Last Duchess». In: Encyclopaedia of World Great Poets, New Delhi: Anmol Publications PVT. LTD., 2004, pp. 171-190. ISBN 9788126120406 (Google books)
  3. ^ «A nine-hundred-years-old name». My Last Duchess, v. 33
  4. ^ Robert Browning, John Woolford, Daniel Karlin (eds), The Poems of Browning: 1841-1846, Vol. II, New York: Pearson Education, 1991, p. 157, ISBN 058206399X (Google books)
  5. ^ William Clyde DeVane (ed), A Browning handbook, New York: Appleton-Century-Crofts, 1935, p. 108
  6. ^ «I gave commands; / Then all smiles stopped together» (Diedi gli ordini; / E allora tutti i suoi sorrisi sparirono). My Last Duchess, vv. 45-6
  7. ^ Barbara Arnett Melchiorri, Op. cit. in Bibliografia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Barbara Arnett Melchiorri, Mia ultima duchessa (La) in Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, Milano, RCS Libri SpA, 2006, vol. V, 5575, ISSN: 1825-78870.
  • Robert Browning, Liriche e monologhi drammatici; a cura di Angelo Righetti, Milano: A. Mondadori, 1982
  • Robert Browning, Liriche; introduzione e commento a cura di Federico Olivero Messina; Milano: Principato, 1937

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