Lo Hobbit

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Lo Hobbit o la riconquista del tesoro
Titolo originale The Hobbit or
There and Back Again
Autore J.R.R. Tolkien
1ª ed. originale 1937
Genere romanzo
Sottogenere fantasy
Ambientazione Terra di Mezzo, Terza Era 2941-2
Protagonisti Bilbo Baggins
Coprotagonisti Thorin Scudodiquercia
Antagonisti Smaug, Orchi
Altri personaggi Gandalf , Nani e le Aquile
« In te c'è più di quanto tu non sappia, figlio dell'Occidente cortese. Coraggio e saggezza, in giusta misura mischiati. Se un maggior numero di noi stimasse cibo, allegria e canzoni al di sopra dei tesori d'oro, questo sarebbe un mondo più lieto. »
(Thorin a Bilbo Baggins sul letto di morte ne Lo Hobbit, pag. 353)

Lo Hobbit o la riconquista del tesoro (titolo originale: The Hobbit, sottotitolato There and Back Again, cioè "Andata e ritorno") è un romanzo fantasy scritto da John Ronald Reuel Tolkien. La sua prima pubblicazione risale al 21 settembre 1937. Il seguito di questo romanzo sarà costituito da Il Signore degli Anelli (The Lord of the Rings), pubblicato tra il 1954 ed il 1955 in 3 volumi.

Lo Hobbit può essere considerato l'antesignano di tutta l'opera narrativa sulla Terra di Mezzo; in esso hanno principio o spunto, anche se in forma di abbozzo rispetto a quanto sarà il corpus finale dell'opera, gli altri libri. L'Unico Anello sarà il tema centrale de Il Signore degli Anelli, mentre le antiche spade elfiche di Gondolin riportano alle storie narrate nel Silmarillion, opus maximum dell'autore, lasciato incompiuto e pubblicato postumo dal figlio. Il tema dell'eroismo è centrale nell'opera, che è stata vista come una parabola della Prima Guerra Mondiale dove contadini o persone della campagna in genere sono costrette a compiere atti di eroismo[1].

Lo Hobbit e gli altri due libri costituiscono un unico racconto che si dipana fra le quattro Ere in cui Tolkien divideva la sua subcreazione. Nella Prima Era, raccontata nel Silmarillion, hanno luogo la creazione del mondo assieme alla genesi delle varie razze (a parte quella degli Hobbit) e le vicende relative al primo Signore Oscuro, Melkor; durante la Seconda Era, su cui si possono trarre informazioni attraverso le appendici a Il Signore degli Anelli e l'Akallabêth, una sezione del Silmarillion, assistiamo alla salita e alla caduta del grande regno degli Uomini di Númenor e alla creazione degli Anelli di Potere a opera degli Elfi, aiutati in questa impresa da Sauron, nuovo Signore Oscuro, poi sconfitto dall'Ultima Alleanza di Uomini e Elfi. La Terza Era è quella in cui hanno luogo gli eventi de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit; durante essa si svolgono le vicende dei regni fondati dai Númenoreani superstiti, la missione ai danni del drago Smaug e gli episodi della Guerra dell'Anello contro il tornato Sauron. Durante gli ultimi anni della Terza Era, a eroi Elfi, Umani e Nani di altissimo lignaggio si accostano i piccoli Hobbit della Contea, sbalzati al centro degli eventi dai fatti narrati ne Lo Hobbit. Infine, nella Quarta Età, alla quale non è stata dedicata alcuna opera, ma i cui primi anni si possono trovare riassunti nelle appendici a Il Signore degli Anelli, gli Uomini prendono definitivamente le redini della Terra di Mezzo, mentre le altre razze si avviano a scomparire. Tolkien non scriverà storie ambientate nella Quarta Era del mondo, perché per lui la Terra di Mezzo perde assieme agli Elfi tutto il suo fascino e la sua bellezza.

Tolkien immagina il suo fantastico mondo in questa prima opera come un passato remoto del nostro, tant'è che gli Hobbit sono indicati come esseri che vivono ancor oggi e che, per quanto siano molto difficili da vedere, un tempo ebbero un ruolo ruole cruciale nell'estirpare il Male dal mondo che noi conosciamo.

Indice

[modifica] Il libro e le varie versioni

Il libro è diviso in diciannove capitoli di cui diciotto si svolgono nel 2941 Terza Era e uno nel 2942; i titoli nell'edizione recensita sono:

  1. Una festa inaspettata
  2. Montone arrosto
  3. Un breve riposo
  4. Su e giù nella collina
  5. Indovinelli nell'oscurità
  6. Dalla padella nella brace
  7. Strani alloggi
  8. Mosche e ragni
  9. Barili di contrabbando
  10. Un'accoglienza calorosa
  1. Sulla soglia
  2. Notizie dall'interno
  3. Nessuno in casa
  4. Fuoco e acqua
  5. Le nubi si addensano
  6. Un ladro nella notte
  7. Scoppia il temporale
  8. Il viaggio di ritorno
  9. L'ultima tappa

A seconda della traduzione e dell'edizione i nomi di alcuni capitoli possono subire delle variazioni.

[modifica] Genesi e pubblicazione

Il libro nacque, nelle intenzioni dello scrittore, come una fiaba per bambini; un'origine intuibile dal tono complessivo estremamente colloquiale e dalle numerose interruzioni (in parte scremate nelle versioni successive alla prima) in cui il narratore si rivolge al lettore incitandolo a leggere oltre per scoprire la fine della storia. Interruzioni di questo genere scomparirono assieme al tono favolistico nelle opere successive, non più intese come semplici fiabe, ma come storia di Arda e per questo soggette a innumerevoli revisioni.

La prima versione ebbe una vita alquanto turbolenta. Iniziata alla fine degli anni '20 su un pezzo di carta[2], venne poi pubblicata dalla Allen & Unwin dopo una magnifica recensione del figlio di Stanley Unwin, Rayner, di 10 anni. Secondo Stanley, infatti, non poteva esserci critico migliore, per un libro per bambini, che un bambino: suo figlio appunto, che ricompensava di solito con uno scellino per recensione. In seguito gli sarebbero state chieste altre recensioni o opinioni per le opere di Tolkien, che in parte rimasero private ed inedite a lungo. La traduzione della sua recensione è la seguente:

« Bilbo Baggins era un Hobbit che viveva in una caverna Hobbit e non aveva mai avventure, un giorno lo stregone Gandalf lo persuade a partire. Ha delle eccitanti avventure con orchi e mannari. Alla fine arrivano alla Montagna Solitaria; Smaug, il drago che vi abita è ucciso e dopo una terrificante battaglia ritorna a casa - ricco!!
Questo libro con l'aiuto di mappe, non richiede nessuna illustrazione è buono e può interessare bambini dai 5 ai 9 anni[3] »

Accettato di stamparlo, la prima stampa, di sole 1500 copie e con illustrazioni in bianco e nero dell'autore stesso, avvenne nel settembre 1937 e andò esaurita già a dicembre dello stesso anno. La Houghton Mifflin di Boston e di New York creò per il '38 un'edizione con quattro illustrazioni a colori, che furono poi incorporate nella seconda stampa inglese. Malgrado la popolarità del libro, lo stato pre-bellico causò scarsità di carta e rallentò l'iniziale espansione editoriale della prima edizione.

Seguirono a questa altre 3 versioni dell'opera (1951 - 1966 - 1978) con lievi correzioni causate da una revisione di nomi e dettagli. Fra questi, il più importante è il resoconto della conquista dell'Anello da parte di Bilbo: mentre, nella prima versione, esso è il premio per la vittoria su Gollum nella gara di indovinelli, in quelle successive la sua appropriazione è descritta in termini che la avvicinano piuttosto a un furto fortuito. Ne Il Signore degli Anelli, Gandalf riprenderà questo cambiamento parlandone come due distinti resoconti fatti da Bilbo in momenti diversi.

La popolarità dell'opera va oggi ben oltre il mero lettore. Il mercato collezionistico raggiunge cifre ragguardevoli per le prime edizioni. Per una semplice prima edizione si scende difficilmente sotto i 10,000 dollari in qualsiasi condizione, mentre copie nuove e firmate dall'autore possono addirittura arrivare a valere 100,000 dollari.

L'opera è indiscutibilmente conosciuta ed apprezzata a livello mondiale ed è stata tradotta in almeno 42 lingue o dialetti.

Riguardo alle varie versioni in inglese, c'è una nota scritta dallo stesso autore al suo editore [4] in cui pone risalto su un suo grave errore grammaticale scioccante per un filologo, infatti sebbene i critici abbiano usato il corretto plurale dwarfs lui ha usato lo scorretto dwarves al posto dello storico ma alquanto arcaico dwarrows.

[modifica] L'opera: origini e storia

Già il Tolkien giovane aveva un notevole interesse per le lingue, da piccolo inventava lingue fantastiche, da ciò iniziò a sentire che una lingua per evolversi doveva anche avere un popolo dietro, e perciò inizia a scrivere dei vari popoli che abitavano una fantastica Middle-earth da cui inizia al contempo a scrivere le prime tracce, i primi spunti per Il Silmarillion.

Dal 1920 inizia a scrivere per bambini, queste sono le Le lettere di Babbo Natale indirizzate ai figli che gli consentono di inventare una mitologia e storie fantastiche, col Cacciatore di draghi si ha una ulteriore evoluzione della produzione tolkeniana, proprio in concomitanza con l'inizio della stesura de Lo Hobbit.

Tolkien afferma che l'ispirazione dell'opera derivava da epiche, mitologie e storie fantastiche: le fonti possono essere trovate nel Beowulf, Andrew Lang, i fratelli Grimm, William Morris ed altri[5], l'impulso più forte però può essere riscontrato nel The Marvellous Land of Snergs di E.A. Wyke-Smith in cui i protagonisti hanno tutti i connotati degli Hobbit: bassi, tarchiati ed amanti delle feste e del buon mangiare.

Casa Tolkien al 22 di Northmoor Road

La magica avventura di Bilbo ha un inizio ufficiale in un torrido pomeriggio estivo mentre Tolkien corregge dei compiti di letteratura inglese: uno degli esaminandi aveva lasciato una pagina bianca e gli viene di getto l'incipit del racconto, diventata una delle frasi più note di tolkien[6]

« In un buco del terreno viveva uno hobbit »

da cui successivamente passa alla biografia degli Hobbit ed ad una storia, ma senza un grande filo logico e senza sapere consciamente l'organizzazione dei pensieri. Un inizio ufficioso della storia è però dato dai due figli maggiori di Tolkien, John e Michael, che dissero di aver sentito elementi della storia già nella loro abitazione al 22 di Northmoor Road ove abitarono fino al 1930, anche se questi elementi non sono ben chiari.

La storia dell'attuale versione dell'opera si può poi comprendere bene studiandone le sei versioni dattiloscritte conservate al Memorial Library Archives della Marquette University di Milwaukee. In questi infatti si possono vedere tutti i ripensamenti, tutte le modifiche e tutti gli abbozzi che porteranno alla stesura finale e tutte le partizioni del romanzo, infatti ogni dattiloscritto non copre tutto il racconto. Fra le varie differenze eclatanti c'è il capo della spedizione dei nani che si chiama Gandalf, il mago Bladorthin ed ha quindi un nome più vicino all'immaginario odierno dei maghi, mentre il drago è Pryftan. La cronologia della stesura dell'opera è però assai ardua da ricostruire con esattezza sia per la lentezza produttiva che per la mancanza di altri dati.

Una prima bozza quasi definitiva arriva anche essa alla Allen & Unwin in modi alquanto oscuri e poco chiari. In ogni caso alla fine del 1936 il dattiloscritto con cartine illustrative fu inviato alla casa editrice che lo valutò ed a dicembre era firmato il contratto. Le illustrazioni originali sono tutte opera dello stesso autore che dispose molte istruzioni tipografiche, successivamente alla prima edizione ridisegnò alcune immagini mentre altre le colorò.

Il primo annuncio di pubblicazione è del 6 febbraio 1937 e viene già indicato come "la più piacevole storia del suo genere dai tempi di The Crock of Gold" e vengono già vsti i possibili sbocchi in america. Il 21 settembre 1937 ed il successo è immediato, si deve subito procedere ad una seconda stampa prima di natale.

Già da subito la critica dimostra un profondo interesse ai vari livelli per l'opera, è sia per bambini ma gli adulti ne capiranno la maestria e la profondità dell'autore[7] ma anche ne accusano la mancanza di originalità, o la volontà di mettere ostacoli deliberati e non naturali[8] mentre da altri è additato come un futuro classico[9] mentre in generale è paragonato alla già famosa Alice nel paese delle meraviglie o al Beowulf

Come nota autobiografica di Tolkien nella sua opera, Humphrey Carpenter nella sua Biografia fa notare la somiglianza fra l'autore e Bilbo, entrambi figli di vivaci donne, famiglie rispettabili, gente incline al passivismo, pratica e sobria ed amante dei cibi semplici e dei vestiti colorati quando poteva permetterseli.

[modifica] La cerca di Erebor

La cerca di Erebor è uno degli innumerevoli scritti inerenti le avventure dei personaggi della Terra di Mezzo, questo in particolare è se vogliamo il prequiel de Lo Hobbit in quanto narra come la storia ha avuto origine, da incontri assolutamente casuali e dalla voglia di rivalsa di un coraggioso e famoso nano: Thorin Scudodiquercia.

Questo scritto postuno di Tolkien, in origine doveva essere posto nell'appendice A del Signore degli Anelli, raccolto poi per questioni di spazio nei Racconti incompiuti e successivamente rivista e riveduta dentro la Storia della Terra di Mezzo. Come per tutti gli scritti di Tolkien anche questo è molto rimaneggiato nel corso degli anni e se ne conoscono numerose versioni, nei Racconti Incompiuti compare una versione denominata C mentre lunghi tratti della versione B compaiono di seguito ad essa commentati dal figlio Christopher. Nella seconda edizione de Lo Hobbit Annotato viene pubblicata la versione integrale B. Infine la versione A è quella meno degna di nota, essendo con ogni provabilità la prima ad essere composta ma comparsa solo in seguito alle altre due; la versione B è infatti una versione rielaborata e pulita mentre la C è semlicemente una versione abbreviata. La voce narrante è esterna ma informata dei fatti e racconta già in parte quello che avverrà alla fine preannunciando l'arrivo del

La datazione è altresì difficile poiché in alcune versioni ci sono note riportanti riferimenti a pagine della Compagnia dell'Anello quindi la datazione sarebbe sicuramente alla seconda metà del 1953, cioè quando furono inviate e Tolkien le bozze per la correzione, successivamente nel 1955 gli fu impedito per ragioni di spazio la pubblicazione nelle appendici di questo evento nelle cronache della Casata di Durin che sono pubblicate nelle Appendici del terzo volume nel 1955, si può stabilire con relativa approssimazione che sia stato composto fra la seconda metà del 1954 e gli inizi del 1955[10].

La datazione interna degli eventi raccontati è altresì alquanto precisa, in quanto nel testo si fa menzione che sono alla fine di aprile, mentre successivamente è chiaramente datato come 25 aprile 2941 l'icontro con Bilbo mentre ad una settimana prima circa il secondo incontro di Gandalf con Thorin


Il testo inizia con un breve resoconto delle disgrazie dei nani della Stirpe di Durin e della voglia di rivalsa di Thorin Scudodiquercia, Re sotto la Montagna in esilio. Da ciò inizia la vera e propria trattazione di come sono stati scatenati gli eventi che hanno portato alle avventure de Lo Hobbit.

Gandalf e Thorin si incontrano fortuitamente un giorno e da ciò i pensieri di Gandalf si iniziano a concretizzare[11]. Gandalf sapeva infatti già da tempo che Sauron si stava ridestando ma non conosceva ancora quale sarebbe stata una sua mossa possibile anche se la distruzione di Lorien o Gran Burrone sarebbero stati ottimi obiettivi essendoci contro di lui sopo pochi nani dei Colli Ferrosi e uomini di Esgaroth, quindi doveva costringerlo con l'aiuto del Bianco Consiglio a fare mosse affrettate, come farlo fuggire dalla sua roccaforte di Dol Guldur.[12]

Mentre viaggiava per la Contea incontrò Thorin Scudodiquercia, questo fortuito incontro gli andava perfettamente a genio perché per mettere in sicuro il nord gli serviva un nemico degli orchi e di Smaug, e chi meglio del Re sotto la Montagna in esilio poteva mai esserlo? C'era però anche il compito di istruire gli hobbit sui pericoli del mondo, sarebbe stato troppo lungo istruire un popolo ma si doveva partire da una persona, a cui piacesse viaggiare e fosse ben disposto verso avventure anche pericolose. Bilbo era un perfetto esempio di ciò che voleva Gandalf, la stravaganza dei Tuc e la solidità dei Baggins, a tale scopo lui ne era un perfetto esempio, essendo anche molto curioso sugli hobbit andati via dalla Contea.

Dopo un primo incontro fra i due Gandalf iniziò a mettere assieme molti tasselli di un mosaico di cui non sapeva il disegno, anni prima a Dol Guldur aveva trovato nelle segrete un nano che gli aveva consegnato una mappa appartenuta alla gente di Durin con una chiave, capisce quindi che quel povero nano morente era Thráin II.

Nel secondo incontro con Thorin, Gandalf espone il so piano per l'impresa, sarà una azione furtiva che richiederà poche ma fidate persone, parenti ed amici fidati quindi. Nell'impresa dovrà poi esserci un hobbit, essendo questi coraggiosi all'accortezza[13], non avendo il drago mai sentito il loro odore non sarà insospettito almeno all'inizio dalla sua presenza. Bilbo sarà quindi il loro scassinatore, ladro prezzolato per questa impresa, ma Gandalf orhestra tutto a puntino. Infatti nei suoi pensieri sa già che lo hobbit sarà restio e reticente all'inizio, mentre appena deciso non dovrà voltarsi indietro, quindi consiglia ai nani di preparare tutto in anticipo.

[modifica] La trama

Per approfondire, vedi la voce Trama de Lo Hobbit.
« Questa è la storia di come un Baggins ebbe un'avventura e si trovò a fare e dire cose del tutto imprevedibili »
(JRR Tolkien, Lo Hobbit)

La storia incomincia nel modo più tranquillo possibile, Bilbo sta tranquillamente fumando la sua erba pipa sull'uscio di casa quando arriva Gandalf che gli propone di prendere parte ad un' avventura, lo hobbit esita in un primo momento difronte alla proposta dello stregone dicendo che gli hobbit sono gente tranquilla, non avvezza alle avventure, da lui definite "Brutte fastidiose scomode cose".tuttavia il giorno dopo fa la conoscenza di un gruppo di nani cappeggiato dal famosissimo Thorin Scudodiquercia e 11 suoi congiunti ed amici: Balin, Dwalin, Kili, Fili, Dori, Nori, Ori, Gloin, Bifur, Bofur e Bombur. La faccenda prende una brutta piega per Bilbo che si ritrova tutti questi ospiti in casa, durante il banchetto preparato dallo hobbit si scoprira' che lo scopo di questa riunione è quello di recuperare un immenso tesoro posto nel cuore della Montagna Solitaria sorvegliato dal vecchio e feroce drago Smaug che in passato ha sottratto queste ricchezze ai nani che dimoravano sotto la montagna.

Bilbo decide infine di accettare e prende parte all'avventura nel ruolo di "scassinatore" e l'indomani esce di casa a scavezzacollo con solo un fazzoletto verso l'ignoto e con l'amara prospettiva di non fare più ritorno nella sua comoda casa essendo l'avventura irta di pericoli: durante il cammino infatti incappano in alcuni Vagabondi[14] che li catturano ma da cui riescono a sfuggire con l'aiuto di Gandalf[15] che saranno loro di grande aiuto nel corso delle successive avventure.

Il gruppo giunge cosi nella dimora di Elrond il mezz'elfo e studiando la mappa di Thorin scoprono[16] le lettere lunari sulla mappa, queste affermano che il buco della serratura sarebbe stato visibile nel giorno di Durin[17]

Ripartono quindi diretti alla Montagna solitaria passando per le Montagne Nebbiose, in una notte di bufera cercano riparo all'interno di una montagna ma mentre stanno dormendo tutti la parete di roccia si apre e vengono tutti catturati ,eccetto Gandalf, dagli orchi, quando ormai sembra giunta la fine, arriva un nuovo, tempestivo intervento dello stregone che con i suoi poteri sbaraglia il nemico e permette al gruppo di fuggire. Nella fuga Bilbo, rimasto separato dal gruppo, fa la conoscenza della creatura Gollum al quale riesce a sottrarre un magico anello che rende invisibili.Una volta fuori dalle montagne, temendo il ritorno degli orchi, si avviano velocemente fuori dal territorio accidentato delle Montagne Nebbiose, arrivando nei pressi di una folta foresta ma giunti in una radura cominciano a sentire numerosi ululati provenienti da tutte le direzioni: sono i Mannari, lupi che si preparavano ad una riunione. Immediatamente Gandalf ordina di arrampicarsi sugli alberi, ma l'arrivo degli orchi , alleati dei lupi complica tutto: questi esseri malvagi danno fuoco agli alberi e i nani non riescono a respirare.

Fortunatamente vengono aiutati dalle Aquile che li portano vicino al territorio di Beorn: un essere temibile che è in grado di trasformarsi in un orso ma che si rivelera' disponibile e pronto ad aiutarli per attraversare lo stregato Bosco Atro, qui però Gandalf lascia la compagnia dei nani dicendo che deve occuparsi di altre faccende. Anche l'interno del bosco si rivelera' pieno di avventure : il cammino è molto lungo e la compagnia deve sempre seguire un sentiero senza mai deviare, queste sono le raccomandazioni di Beorn, ma presto finiscono le provviste e ,spinti dalla fame, i nani abbandonano il sentiero, come se non bastasse Bombur cade vittima di un incantesimo e si addormenta, nel bosco inoltre vedono degli elfi banchettare ma appena si avvicinano tutto sparisce.Ed è durante una di queste visioni che vengono catturati dai ragni, ma questa volta è Bilbo a risolvere la situazione, aiutato dal suo nuovo anello, ma le disgrazie non finiscono qui perché vengono nuovamente imprigionati , ad eccezione di Bilbo che era invisibile per effetto dell'anello, dagli Elfi Silvani , ed anche in questa circostanza sarà il piccolo hobbit ad aggiustare le cose sfruttando il potere dell'anello infatti libera i nani imprigionati e li fa nascondere all'interno di alcune botti che giungono in salvo fino a Pontelagolungo

Qui vengono accolti con grandi feste e tutti sperano che Smaug il drago presto se ne vada dalla montagna e la prosperità possa tornare nelle loro terre, quindi danno loro rifornimenti per il cammino fino ad Erebor dove trovano la porta segreta della montagna e la riescono fortunosamente ad aprire. Bilbo esplora quindi l'interno e vede per la prima volta il drago che dorme su una quantita' enorme di oro, gioielli ed oggetti preziosi, Bilbo allora comincia a dialogare con il mostro utilizzando un linguaggio enigmatico, senza mai rivelare la sua vera identita', questo infatti è il modo migliore per parlare coi draghi senza farli arrabbiare, il drago capisce che l'hobbit è compagno dei nani e gli consiglia astutamente di non avere niente a che fare con loro e di dissuadere Bilbo dal suo intento,il giovane hobbit si rende conto che il drago ha una corazza che gli protegge il petto tranne che nell'incavo della parte sinistra ed infine fa delle osservazioni che infastidiscono il drago che prima cerca di mangiarli ma non riuscendoci rivolge la sua collera contro Pontelagolungo dove però sarà ucciso da Bard detto "L'Arciere" con una freccia scoccata nel suo unico punto debole (punto debole a lui noto grazie alla scoperta di Bilbo).

Ad Erebor però i nani non restano con le mani in mano, prevedendo infatti l'arrivo degli uomini del Lago che avrebbero di sicuro preteso il tesoro , con l'aiuto dei Corvi Imperiali ricevono notizie e comunicano ai loro alleati che hanno bisogno di aiuto ed iniziano ad apprestare difese in previsione di un possibile conflitto . Pochi giorni dopo gli Elfi Silvani e gli Uomini del Lago arrivano alla montagna speranzosi di poter prendere i tesori della montagna per risollevarsi dopo la discesa distruttrice del drago. Le trattative proseguono altalenanti, nemmeno l'espediente di Bilbo di dare agli assedianti l'Archepietra riesce ad aquietare gli animi, ma provoca la rottura dell'amicizia fra Thorin e Bilbo.

Il 23 novembre 2941 T.E. tutto precipita. Arrivano gli aiuti di Dain dei Colli Ferrosi e tutto lascia presagire che ci sia uno scontro fra i nani contro uomini ed elfi. Ma all'insaputa di tutti gli Orchi delle Montagne Nebbiose calano su Erebor accompagnati dagli alleati mannari. Nani, uomini ed elfi decidono cosi di allearsi contro il pericolo incombente e comune; ha così inizio la Battaglia dei Cinque Eserciti. La battaglia è furiosa, orchi, mannari, uomini, elfi e nani si fronteggiano alle pendici della montagna, ma alla fine dopo numerose perdite fra le quali anche quella Thorin, la vittoria è dell'alleanza militare di uomini, elfi e nani. Prima di morire Thorin riesce a riappacificarsi con Bilbo per le parole con cui si erano lasciati ed a causa delle quali avevano rotto la loro amicizia poche ore prima.

Dain, diventa il nuovo Re sotto la Montagna e distribuisce saggiamente le ricchezze conquistate, a Bilbo dà "solo" un paio di bauli, uno d'argento e uno d'oro visto che sarebbe oltremodo difficile e pericoloso portare ricchezze maggiori. Si mettono tutti in cammino per tornare a casa, dove Bilbo arriva nel giugno 2942.

A Hobbiville tutto però andava storto, Bilbo era stato infatti dichiarato morto e tutti i suoi averi erano stati messi all'asta e quasi tutti venduti, anche la sua casa stava per essere data ai suoi cugini Sackville-Baggins. Dopo questa incredibile avventura oltre a perdere i mobili aveva perso anche la rispettabilità, tutti lo consideravano alquanto strano e un tipo poco raccomandabile. Tuttavia gli facevano spesso visita i suoi amici, elfi e nani, ed iniziò anche a scrivere un libro: Andata e Ritorno, le Vacanze di uno Hobbit

[modifica] Personaggi

Il libro è molto ricco di personaggi e razze, a partire dagli Hobbit e nani per continuare con umani ed elfi, questi ultimi che occupano nelle opere tolkeniane una connotazione del bene mentre in genere nelle saghe nordiche hanno una connotazione di esseri maligni o dispettosi in genere.

Gli Hobbit sono immaginati dall'autore come esserini più piccoli dei nani ed imberbi, figure quasi umane, non conigli fatati con un po' di pancia e le gambe corte, una faccia tonda e gioviale, orecchie leggermente elfiche, capelli corti, coi piedi pelosi e ben vestiti[18].

I nani sono avidi di ricchezze ma al contempo severi e coscenziosi e leali, infatti nel contratto assicurano a Bilbo degna sepoltura se non dovesse andare bene la spedizione ed in caso di guadagno, lui avrà un tredicesimo dei profitti. I nani da come si scoprirà possedevano uno degli anelli magici di Sauron l'ingannatore, questi non li corrompevano e non li facevano avvizzire come le altre razze ma li rendevano avidi di ricchezze oltre la loro normale cupidigia. Quasi tutti i nomi dei nani sono stati tratti da un elenco di nomi di nani elencati nell'antico poema norreno Voluspà. Alcuni sono invece inventati di sana pianta per poter dare vincoli di parentela con altri nomi[19]

Gli elfi sono appena delineati in questa opera, sono visti allegri senza confini come quelli di Gran Burrone, infatti non si preoccupano di parlare di cose cupi che non dovrebbero mai essere nominate mentre quelli di Bosco Atro sono delineati come amanti delle feste

  • Bilbo è un perfetto esempio di un Hobbit, ha da parte Baggins una lunga sfilza di parenti perfettamente sobri e rispettabili, la gente non doveva nemmeno chiedere il loro parere perché era già noto, mai avuto problemi di sorta con nessuno, da parte di madre al contempo c'era una nota di pazzia agli occhi degli Hobbit, si diceva infatti che i Tuc discendessero anche da una fata, o i maligni dicono orchi, i loro membri erano amanti delle avventure, rispettati ed indiscutibilmente ricchi, oltre che Conti della Contea. Nella descrizione di Bilbo si può poi ricontrare una auto-descrizione dello stesso autore come fa notare Carpenter nella sua Biografia di Tolkien, in quanto tutti e due figli di donne intraprendenti, discendenti da solide famiglie e pratici, sobri e amanti dei panciotti e dei cibi semplici[20]. Viene portato nella sua aventura di malavoglia e coattamente quasi, ma alla fine sarà lui che salverà la situazione anche se non in modo evidente (grazie a lui infatti Smaug sarà ucciso da Bard l'arciere)

[modifica] Ambientazione

Una mappa della Terra di Mezzo.
Il lago lungo

Il romanzo ha luogo nel mondo fantastico più famoso che sia mai stato inventato: La Terra di Mezzo. Questo continenete ormai somparso, di cui Tolkien dedica molte delle sue opere, è abitato da mostri e creature fantastiche molto spesso ostili all’uomo, ma anche da razze pacifiche con loro come Elfi, Nani, Hobbit. Questi hanno ognuno dei loro regni e delle zone in cui abitano in prevalenza, gli Hobbit nella Contea, gli elfi a Rivendell, Lorien e Bosco Atro, gli orchi a Mordor e sulle Montagne Nebbiose, i nani sui Colli Ferrosi e i Monti Azzurri, gli umani sparsi un po' dappertutto ma con una concentrazione all'imboccatura del Bosco Atro: quelli sono gli Uomini della Foresta, capeggiati da Beorn, l'uomo-orso.

La storia si svolge principalmente nel nord di quella che è considerata propriamente la Terra di Mezzo, fra l'Eriador e le Terre Selvagge. Gran parte degli eventi però avranno luogo nelle vicinanze di Lagolungo.

Non si hanno molti riferimenti geografici in questa opera, probabilmente perché l'autore non ha ancora bene in mente la geografia fantastica della sua opera, non si fa riferimento nè al villaggio di Brea nè ad altri punti di riferimento inframezzati fra Hobbiville e l'ultima casa accogliente prima di raggiungere i confini delle terre degli elfi. Qui poi c'è una profonda discrepanza fra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, infatti i cammini fra i due resoconti non corrispondono e questo ingenera grandi contraddizioni per esempio fra i curatori di mappe dei cammini dei personaggi[21].

[modifica] Lo Hobbit annotato

Lo Hobbit annotato è un'opera del 1988 di Douglas A. Anderson edita per commemorare il cinquantesimo anniversario di pubblicazione americana de Lo Hobbit. Nel 2002 ne esce una seconda edizione con un'impostazione totalmente rivista dall'autore.

Il compito, a detta dello stesso autore, non è quello di rendere più chiara l'opera bensì di approfondire la vita ed i collegamenti con le altre opere tolkeniane oltre che di evidenziare modifiche della stessa nel corso delle edizioni o le opinioni dello stesso autore. Caso emblematico è quello già descritto degli indovinelli di Gollum, ma ci sono anche notevoli ripensamenti sui nomi dei personaggi e su parti del testo rese più scorrevoli o semplicemente modificate nel corso degli anni. Sono state poi aggiunte molte illustrazioni a varie edizioni in varie lingue dell'opera con commenti in parte dovuti all'autore, che in alcuni casi le definiva orribili[22] mentre in altri si fanno vedere le differenti interpretazioni degli hobbit da vari illustratori[23]

Nella seconda edizione a differenza della prima le note sulle revisioni al testo sono incorporate nel testo; è stata aggiunta una sezione inerente La cerca di Erebor che è un racconto di come si sono originate le vicende che saranno poi narrate nel libro. Infine c'è una sezione contenente una selezione di saggi critici sull'opera, come ad esempio una approfondita analisi sulla voce narrante di P.E.Thomas

[modifica] Nei film di Peter Jackson

Nel film La compagnia dell'Anello, Lo Hobbit compare, anche se implicitamente. Quando, infatti, a Granburrone, Frodo apre il libro che Bilbo ha completato, il breve testo che riusciamo a vedere si rivela tratto, appunto, da Lo Hobbit, sebbene la faccenda sia narrata in prima persona e vari in alcuni punti.

Ad esempio, nella prima pagina che Frodo apre, a destra è visibile una cartina geografica della zona di Granburrone, mentre a sinistra si legge una parte del testo scritto, che recita:
(EN)
« "Stand by the grey stone when the thrush knocks", read Elrond, "and the setting sun with the last light of Durin's Day will shine upon the keyhole".
Thorin explained that Durin was the father of the fathers of the eldest race of Dwarves, and that Durin's Day is the first day of the Dwarves' New Year, the first day of the last moon of Autumn on the threshold of Winter.
The next morning was a midsummer's morning as fair and as fresh as could be dreamed; blue sky, and never a cloud, and the sun dancing on [...] »
(IT)
« "Sta vicino alla pietra grigia quando picchia il tordo", lesse Elrond, "e l'ultima luce del sole che tramonta nel Giorno di Durin splenderà sul buco della serratura".
Thorin spiegò che Durin era il padre dei padri dell'antichissima razza dei Nani, e che il Giorno di Durin era il primo giorno del nuovo anno dei Nani, il primo giorno dell'ultima luna d'autunno, alle soglie dell'inverno.
La mattina seguente era una mattina di mezza estate, così fresca e bella che non si sarebbe potuto immaginarne una migliore; il cielo era blu, non c'era una nuvola e il sole danzava nel [...] »
Questo testo riprende la fine del capitolo "Un breve riposo", che recita:
(EN)
« "Stand by the grey stone when the thrush knocks", read Elrond, "and the setting sun with the last light of Durin's Day will shine upon the key-hole."
"Durin, Durin!" said Thorin. "He was the father of the fathers of the eldest race of Dwarves, the Longbeards, and my first ancestor: I am his heir."
"Then what is Durin's Day?" asked Elrond.
"The first day of the dwarves' New Year," said Thorin, "is as all should know the first, day of the last moon of Autumn on the threshold of Winter. We still call it Durin's Day when the last moon of Autumn and the sun are in the sky together". »
(IT)
« "Sta vicino alla pietra grigia quando picchia il tordo", lesse Elrond, "e l'ultima luce del sole che tramonta nel giorno di Durin splenderà sul buco della serratura".
"Durin, Durin!" disse Thorin. "Era il padre dei padri della più antica razza di nani, i Lunghebarbe, e mio capostipite: io ne sono l'erede".
"Allora, che cos'è il giorno di Durin?" chiese Elrond.
"Il Capodanno dell'Anno Nuovo dei nani" disse Thorin "è, come tutti dovrebbero sapere, il primo giorno dell'ultima luna d'autunno alle soglie dell'inverno. Lo chiamano ancora "Giorno di Durin" ed è quando l'ultima luna d'autunno e il sole stanno insieme nel cielo". »
(J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, cap. 3)

Inoltre il Libro Rosso è citato anche nell'edizione speciale in DVD de La Compagnia dell'Anello, quando Bilbo viene ripreso mentre si accinge a cominciare la scrittura del libro sulle sue avventure e poi a Granburrone quando lo mostra a Frodo.

[modifica] Trasposizioni e influsso culturale

[modifica] Parodie

[modifica] TV

[modifica] Cinema

Nel 1969, a 30 anni dalla pubblicazione del libro, i diritti cinematografici e di merchandising sono stati comprati dalla United Artists tramite un contratto di 10.000£ con versamenti e percentuali da sottoporre inclusi.[25][26] Con un passaggio di comproprietà di diritti da Artists a Saul Zaentz Company-Tolkien Enterprises, si ponevano così le basi per produrre i primi adattamenti tratti dall'opera e derivati.

Nel 1997 la Miramax Films acquistò i diritti dell'opera con l'intenzione di produrne un film, e appena un anno dopo li rivendette alla New Line Cinema, che contemporaneamente aveva messo in pre-produzione una trilogia su Il signore degli anelli.[27]

Peter Jackson e Fran Walsh mostrarono interesse nell'adattamento cinematografico già nel lontano 1995, idealizzando di produrre una trilogia cui il primo film già filmato nell'anno in corso; l'idea verrà poi ripresa durante lo studio di Il Signore degli Anelli.[28] Al progetto di Jackson si unì Harvey Weinstein per la New Line, cui si prestò a comprare i diritti di distribuzione da United Artists. Tuttavia una mancanza di concreta stabilità finì per far cadere il film, considerato impossibile e infruttuoso, optando quindi verso l'opera a venire sulla Terza Era. [29][30]

Il contratto di produzione prevede i diritti dell'opera in mano alla New Line sino al 2010, anno in cui dovranno tornare alla famiglia Tolkien.[31] Nel 2005 la Metro-Goldwyn-Mayer si è messa in contatto con la società dei fratelli Weinstein mostrando interesse in una coproduzione associata.[32]

È notizia ufficiale del 18 dicembre 2007 che il film verrà prodotto e sarà girato in due parti (un film ed un sequel). Il film sarà prodotto dalla New Line Cinema assieme alla MGM; Peter Jackson e Fran Walsh saranno i produttori esecutivi del film, mentre la regia di entrambe le pellicole sarà affidata a Guillermo del Toro [33]. Le riprese inizieranno probabilmente nel 2009 (la data non è ancora nota), mentre l'uscita nei cinema è prevista per il 2011 e 2012. A riguardo Peter Jackson, Bob Shaye e Michael Lynne della New Line Cinema e Harry Sloan della MGM hanno rilasciato una dichiarazione congiunta: le due case di produzione co-finanzieranno i film e li distribuiranno (la New Line Cinema negli Stati Uniti, la MGM nel resto del Mondo).

[modifica] Versioni parlate

[modifica] Fumetti

Un adattamento in tre parti è stato pubblicato dalla Eclipse Comics nel 1989. Scritto da Chuck Dixon e Dean Deming, illustrato da David Wezel, una seconda versione questa volta in un volume è stata pubblicata nel 2001 dalla Del Rey Books, in italia è Lo Hobbit a fumetti.

[modifica] Giochi

  • Lo Hobbit è stato oggetto di molti giochi da tavola fra cui "The Lonely Mountain"(1984), "The Battle of Five Armies"(1984) e "The Hobbit Adventure Boardgame" (1997) tutti pubblicati dalla Iron Crown Enterprises
  • La Games Workshop ha creato il wargame da tavolo "Battle of Five Armies" usando figurine da 10mm, basato il tutto sulle regole di Warmaster
  • Sono stati creati svariati giochi, sia ufficiali che non sulla storia. Uno dei primi è stato The Hobbit (vincitore del Golden Joystick Award for Strategy Game of the Year 1983), creato nel 1982 per la maggiorparte dei calcolatori (da ZX Spectrum e Commodore 64 a Dragon 32 e Oric). Con accordo degli editori in ogni confezione c'era una copia del romanzo.
  • Sierra Entertainment nel 2003 ha pubblicato un The Hobbit per pc, Play Station 2, Xbox, Nintendo GameCube ed una simile per Game Boy Advance

[modifica] Influenze nella musica e nel cinema

  • La canzone dei Led Zeppelin Misty Mountain Hop contiene riferimenti a Lo Hobbit
  • The Ballad of Bilbo Baggins di Leonard Nimoy come parte del suo album del 1968 Two Slides of Leonard Nimoy racconta le vicende del libro nei 2 minuti della canzone. Il video della canzone diventò un piccolo fenomeno di Internet nel 2000 quando fu annunciata la trilogia del Signore degli Anelli
  • Un altro noto riferimento è The Bard's Song: The Hobbit dei Blind Guardian
  • Il trio canadese rock Rush fa riferimento a Rivendell nell'album del 1975 Fly by Night nell'omonima canzone.
  • Nell'episodio "Journey in the Center of Nowhere" della serie a cartoni animata Courage the Cowardly Dog (Leone il cane fifone) la padrona di Leone, Marilù, viene rapita da tre melanzane giganti che assomigliano a dei troll, queste decidono il modo in cui cucinarla in una scena che sembra presa direttamente da Lo Hobbit[34]
  • La canzone dei Pink Floyd The gnome, scritta da Syd Barrett nel 1967, racconta la storia di uno gnomo che vede la sua vita passare da un beneamato stato di tranquillità ad una imprevista serie di mirabolanti avventure. Sia per questo sia per alcuni tratti descrittivi (come l'amore per il cibo e per il vino, ricorrente tra gli Hobbit) lo gnomo è assimilabile a Bilbo Baggins, per quanto lo sia anche a Frodo Baggins, protagonista de Il signore degli anelli.

[modifica] Edizioni

[modifica] Note

  1. ^ Carpenter, Humphrey: Tolkien and the Great War, Review, The Times 2003 Tolkien and the Great War, Review, The Times 2003 (EN)
  2. ^ abitudine, o per meglio dire brutta abitudine che accompagnò sempre Tolkien; molte parti degli scritti sono a posteriori risultate incomprensibili perché scritte a matita o anche perse
  3. ^ per la versione originale della recensione
  4. ^ Lettere, n.17 o Lo Hobbit Annotato pag 37
  5. ^ vedere anche J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato , op. cit., pag. 13
  6. ^ così nota che nel 1980 è stata aggiunta alla quindicesima edizione del Bartlett's Familiar Quotations
  7. ^ Times Literary Supplement, 2 ottobre 1937
  8. ^ Eleanor Graham sullo Junior Bookshelf in una delle sue poche recensioni negative
  9. ^ L.A.G. Strong sullo Spectator del 3 dicembre 1937
  10. ^ Appendice A Lo Hobbit annotato , op. cit., pag. 382
  11. ^ da ora c'è un cambio temporale nella narrazione, ora è Gandalf che parla al passato a Gimli, Pipino, Marry, Sam e Frodo degli avvenimenti che hanno portato all'avventura di Bilbo a Minas Tirith dopo l'incoronazione di Re Elessar
  12. ^ fino a quel momento si pensava però che fosse uno dei suoi Nazgul a risiedervi, non proprio l'Oscuro Signore
  13. ^ J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato , op. cit., pag. 387
  14. ^ questi sono i famosi Berto, Maso e Guglielmo
  15. ^ che con uno stratagemma fa in modo che i tre si tramutino in pietra al sorgere del sole,la compagnia inoltre trova nella caverna dei vagabondi anche le spade Pungolo, Orcrist e Glamdring
  16. ^ Il primo LITHE o vigilia di mezza estate
  17. ^ è il primo giorno dell'ultima luna d'autunno alle soglie dell'inverno, J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit , op. cit., cap. III, pag. 108
  18. ^ estratto da Lettere n.27
  19. ^ inventa cioè Oin e Balin che sono fratelli rispettivamente di Gloin e Dwalin
  20. ^ estratto da J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit annotato , op. cit., pag. 45
  21. ^ Atlante della Terra di Mezzo pag. [] per le differenze fra i due cammini
  22. ^ ad esempio le edizioni portoghesi
  23. ^ nell'edizione russa ad esempio Bilbo ha tutte le gambe pelose, in quanto nel russo quotidiano non si fa molta distinzione fra gambe e piedi
  24. ^ Internet Movie Database: Jackanory, "The Hobbit" (1979)
  25. ^ Victoria Lindrea. «How Tolkien triumphed over the critics», BBC, 29-07-2004.
  26. ^ John Harlow. «Hobbit movies meet dire foe in son of Tolkien», The Times, 28-05-2008.
  27. ^ Michael Cieply. «‘The Rings’ Prompts a Long Legal Mire», New York Times, 16-02-2008.
  28. ^ Brian Sibley, Peter Jackson: A Film-maker's Journey, London, HarperCollins2006, 313-16 ISBN 0-00-717558-2
  29. ^ Tom Ambrose. «The Return of the Ring». Empire, March 2009, pag. 67.
  30. ^ Brian Sibley, Peter Jackson: A Film-maker's Journey, London, HarperCollins2006, 323-25 ISBN 0-00-717558-2
  31. ^ Benjamin Svetkey. «'The Hobbit': Peace in Middle-Earth?». Entertainment Weekly, 2007-10-04. URL consultato in data 2007-10-05.
  32. ^ Stax. «MGM Eyes Hobbit, T4». IGN, 2006-09-11. URL consultato in data 2007-08-17.
  33. ^ [Annuncio ufficiale della nomina di Guillermo Del Toro alla regia http://www.variety.com/article/VR1117984595.html?categoryid=10&cs=1]
  34. ^ quando Berto, Maso e Guglielmo catturano la compagnia di Thorin e decidono come cucinarli

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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