Robinson Crusoe

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Robinson Crusoe (disambigua).
Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Robinson Crusoe
Titolo originale The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe
Robinson Crusoe and Man Friday Offterdinger.jpg
Robinson Crusoe e Venerdì
Autore Daniel Defoe
1ª ed. originale 1719
1ª ed. italiana 1800
Genere romanzo
Sottogenere di avventura, moderno
Lingua originale inglese
Ambientazione illuminismo inglese
Protagonisti Robinson Crusoe

La vita e le straordinarie, sorprendenti avventure di Robinson Crusoe (The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe), meglio noto come Le avventure di Robinson Crusoe o, più semplicemente, Robinson Crusoe (pronuncia inglese [ˈrɒbɪnsən ˈkruːsoʊ]) – adattamento popolare italiano Robinson Crusoè (pronuncia [robin'sɔŋ kruzoˈɛ][1]), in passato comune anche sui libri[2] –, è un romanzo di Daniel Defoe pubblicato nel 1719 e considerato il capostipite del moderno romanzo di avventura e, da alcuni critici letterari, del romanzo moderno in generale.

Indice

Trama[modifica]

Il romanzo racconta le avventure di un uomo inglese di nome Robinson Crusoe, da sempre con la mania per il mare; una passione, atrocemente smorzata dall'autorità paterna, quella di un mercante tedesco, che lo porterà a scappare di casa appena diciannovenne. Viene fatto prigioniero dai pirati di Salè, rimanendovi per diversi mesi; fortunatamente riesce a fuggire ritrovandosi in Brasile, dove prende le briglie di un sistema di piantagioni. Durante un nuovo viaggio, con lo scopo di acquistare schiavi, la nave su cui viaggia affonda al largo del Venezuela, presso la foce del fiume Orinoco; Robinson è l'unico sopravvissuto di tutto l'equipaggio. Crusoe esplora l'isola arrivando a colonizzarla. In quest'isola rimarrà ventotto anni, dodici dei quali in assoluta solitudine; tuttavia si adatta facilmente alla nuova vita e cattura per compagnia un pappagallo parlante. Risolve di annotare su di un diario, giorno dopo giorno, tutte le sue esperienze e le sue avventure. Dopo dodici anni di cieco isolamento, scopre di non essere solo; l'isola è il luogo dove gli aborigeni della costa visibile dall'isola portano i prigionieri di guerra per compiere sacrifici umani ed atti di cannibalismo, egli inorridito da tale pratica, un giorno decide di attaccarli per liberare la povera vittima, uccidendoli tutti tranne il loro prigioniero, che tiene con sé come "suddito" e che ribattezza "Venerdì" (in ossequio proprio al giorno del loro incontro), insegnandogli poi la lingua inglese e iniziandolo alla fede cristiana attraverso la lettura della Bibbia. Appena tornato a York, in Inghilterra, dopo un esilio coatto sull'isola durato 25 anni e terminato grazie allo sbarco di una nave inglese, scopre, con vivo stupore, di aver guadagnato 600.000 sterline grazie alle piantagioni brasiliane, divenute incredibilmente feconde durante la sua assenza. In seguito, vende le sue piantagioni e si trasferisce sull'isola dove era naufragato, di cui assume il ruolo di governatore.

Analisi[modifica]

Defoe riesce a cogliere nel suo romanzo, come motivo universale, il problema dell'uomo solo, davanti alla natura e a Dio, nobilitandolo con la ragione che può, secondo i ricordi cristiani o biblici della creazione, dargli il dominio sulle cose. Defoe spiega in questo libro anche la mentalità inglese del tempo, quella secondo la quale l'uomo bianco è la figura civilizzata e l'uomo di colore è il selvaggio. Oltretutto spiega anche il fatto che all'epoca l'Inghilterra tendeva a rendere tutti i popoli simili a quello inglese "civilizzandoli" con la propria lingua e religione.

Ad esempio decide di costruirsi un tavolo perché:

senza un tavolo non potevo mettermi né a mangiare né a scrivere, né fare varie altre cose con molto piacere: perciò mi misi al lavoro. E qui devo osservare che poiché la ragione è la sostanza e l'origine della matematica, così squadrando e calcolando ogni cosa con la ragione e giudicandone nel modo più razionale, ogni uomo può col tempo diventare padrone di ogni arte meccanica. Sulla falsariga di Prospero, le osservazioni di Crusoe lo portano ad aprire il libro della natura al quale Galileo Galilei prima e i sensisti dopo attingeranno per scoprire le leggi che reggono l'universo e che quindi lo controllano.

Ma nell'affrontare la natura, che non sempre gli è favorevole, Robinson comincia a porsi i grossi problemi dell'anima, dell'essere e del non essere, della vanità del mondo e del valore della meditazione e della solitudine, della salvezza e della provvidenza. È un percorso parallelo a quello della sopravvivenza fisica, che cambierà radicalmente Robinson.

Il contesto sociale[modifica]

A questi concetti fa da sfondo il carattere dell'illuminismo inglese e soprattutto il carattere dell'epoca in cui visse l'autore, legata all'ascesa della borghesia mercantile puritana emergente, grazie all'espansione della colonizzazione e dei traffici marittimi. I valori borghesi sono esaltati in questo romanzo: laboriosità, spirito di iniziativa e di sacrificio, intelligenza, intraprendenza. La fiducia serena nella ragione inserisce l'opera nell'ambito dell'Illuminismo. Il lavoro è il mezzo con cui l'uomo diventa proprietario legittimo delle cose che crea o che cura. Per quanto concerne poi l'ambito religioso, si può riconoscere una religiosità legata al puritanesimo nel fatto che per Robinson esiste un limite all'accumulo dei beni segnato dal loro valore nell'uso, dalla funzione che svolgono per soddisfare necessità e moderati piaceri, limite rispettato anche attraverso lo scambio (che Robinson rimpiange di non poter effettuare) con i beni prodotti da altri, dato che il lavoro è un'attività prevalentemente sociale.

Pur senza negare questi lati negativi del personaggio Crusoe, fortemente criticato da James Joyce che lo lesse come manifesto dell'utilitarismo, è comunque necessario ricordare che (come accade nelle pseudo-autobiografie) chi dice "io" (Robinson) non è l'autore. L'autore è Defoe, e le sue simpatie vanno a Venerdì per la sua bontà ma anche intelligenza. Egli, archetipo del buon selvaggio fu preso a modello dallo stesso Jean-Jacques Rousseau a cui ispirò in parte le teorie pedagogiche dell'Emile.

Nelle intenzioni dell'autore il personaggio di Venerdì appare in una luce molto positiva, soprattutto quando è confrontato a Robinson: Robinson entusiasma per le sue avventure e, se il suo carattere ci appare piatto e un po' calcolatore, è perché manca della spontaneità e delle emozioni di Venerdì. Che dire della meraviglia di Robinson per le astuzie di Venerdì, che incanta un orso scagliatosi per aggredirli, facendolo ballare solo per colpirlo al momento giusto? Robinson non presupponeva tanta astuzia da un "selvaggio", ma Defoe sì.

La critica testuale[modifica]

Il romanzo non è inteso come un ritratto di vita reale. Oggi siamo abituati a leggere tutto in chiave naturalistica, ma Robinson Crusoe è palesemente fantastico, il contenuto va al di là del racconto: la grandezza di Defoe sta nell'avere posto le premesse del romanzo inglese, di avere inaugurato le tecniche narrative del romanzo moderno.

Il fatto che il romanzo continui ad essere letto ancora oggi come documento storico tanto da fare discutere di Robinson e Venerdì come se fossero persone veramente esistite è la prova dello straordinario genio narrativo dell'autore: egli è capace di rendere verosimili ambienti e animali fantastici grazie allo stile giornalistico, farcito com'è di particolari descrittivi spiccioli (anche se falsi) che danno una resa molto concreta al tessuto del racconto.

Robinson Crusoe si legge come una cronaca, un diario personale e così facendo quel mondo che esiste solo all'interno delle pagine sembra saltarne fuori.

La fortuna del romanzo[modifica]

L'ispirazione[modifica]

Il romanzo, che Defoe scrisse spinto dalla necessità di finanziare il matrimonio di sua figlia, prende ispirazione da un fatto vero accaduto al marinaio scozzese Alexander Selkirk che aveva trascorso quattro anni e quattro mesi in solitudine su una delle Isole Juan Fernández. La vicenda era stata narrata da Rogers e pubblicata qualche anno prima. Sono molti i punti di contatto tra le due storie. L'isola su cui Selkirk visse, Mas a Tierra, è stata poi chiamata "Isola Robinson Crusoe"

Il canovaccio[modifica]

Quando Defoe presentò, come era abitudine a quei tempi, al libraio William Taylor, il canovaccio della trama, ne ottenne la commissione per un romanzo di trecentocinquanta pagine, redatto sotto forma di diario di un naufragio.

Il successo[modifica]

Il libro ottenne immediatamente un grande successo e divenne il primo best-seller in edizione a basso costo. Tra aprile e agosto uscirono quattro edizioni e, nello stesso anno l'autore ne scrisse il seguito solo pochi mesi dopo in The Further Adventures of Robinson Crusoe (Ulteriori avventure di Robinson Crusoe), e Serious Reflections (Riflessioni serie, 1720) che però non furono accolti con lo stesso entusiasmo.

Il successo ha reso il Robinson Crusoe, finora pubblicato in ben 700 edizioni in quasi tutte le lingue, una lettura obbligata per i ragazzi e persino Jean-Jacques Rousseau lo ritenne adatto a tale scopo nel suo Emile.

William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge, iniziatori del movimento romantico inglese lo commentarono con entusiasmo. Karl Marx profondamente critico delle divisioni di classe e delle ineguaglianze generate dall'accumulazione del capitale, lo esaminò in chiave sociologica e la sua lettura influenzò la stesura di Das Kapital (Il Capitale).

Il libro, che può essere considerato un capostipite del moderno romanzo d'avventura, oltre alla geniale struttura narrativa e alle interessanti tematiche sottintese, deve il suo successo anche al grande entusiasmo che tutto l'occidente aveva all'epoca per immagini e racconti di ambientazione esotica. Non a caso negli anni successivi fu seguito da numerose storie di naufraghi, tanto che già nell'Ottocento si potevano annoverare tra gli scritti, oltre duecento "Robinson".

Secondo Walter Allen, uno dei maggiori critici inglesi e Mario Praz con lui, per quanto il pubblico e la critica abbiano fatto giustizia alla grandezza dell'opera, "si nota frequentemente tra coloro che lo hanno criticato un certo sarcasmo; in essi le lodi sono sempre velate da riserve: in ciò si può soltanto constatare la presenza di quell'antico disprezzo di classe espresso da Swift quando questi lo chiamò "quel tipo messo alla gogna, mi dimentico come si chiama" (The English Novel). Un genere di parvenu, arrivato al successo dalla completa oscurità, un fallito commerciante di stoffe venuto alla ribalta col giornalismo d'assalto, avverso, come molti whig alla religione anglicana di stato e ribelle alla corona. Ma è incontestabile che senza lo sviluppo di quelle tecniche giornalistiche che Defoe apprese dalla vita di strada il moderno romanzo inglese avrebbe difficilmente visto la luce.

Le trasposizioni cinematografiche[modifica]

Dal libro sono state tratte numerose trasposizioni cinematografiche, per la verità non tutte sempre pertinenti e/o aderenti al testo letterario.

La prima in assoluto fu quella del film Les aventures de Robinson Crusoé, realizzato nel 1902 - ovvero agli albori del cinema - dal regista Georges Méliès.

Tra le altre versioni realizzate si ricordano qui:

Le trasposizioni televisive[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ Si veda la voce Crusoe del Dizionario d'ortografia e di pronunzia della Rai.
  2. ^ Per esempio in quest'edizione veneziana.

Bibliografia[modifica]

Testi[modifica]

  • Daniel Defoe, Robinson Crusoe. Hertford, Wordsworth Classics, 1993.

Fonti critiche consultate[modifica]

  • W.Allen, The English Novel. London, Phoenix House, 1954.
  • M.Praz, Storia della letteratura inglese. Firenze, Sansoni, 1979.
  • M.Sette, Daniel Defoe, Il fantastico in Robinson Crusoe. Daniel Defoe e la Ragione trasfiguratrice. Roma, Carocci, 2010.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura