James Gunn (scrittore)

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James Gunn nel 2005

James Edwin Gunn (Kansas City, 1923) è uno scrittore di fantascienza statunitense. Oltre che autore, è anche curatore editoriale, accademico e antologista. Le sue opere degli anni sessanta e settanta sono considerate le più significative nella sua narrativa, mentre il suo lavoro più importante come curatore è considerata la serie antologica Le vie della fantascienza (The Road to Science Fiction). Ha vinto un Premio Hugo per un'opera non narrativa nel 1983 dal titolo Isaac Asimov: The Foundations of Science Fiction[1] ed è stato insignito nel 2007 del premio Damon Knight Memorial Grand Master dalla Science Fiction and Fantasy Writers of America.

James Gunn è professore emerito d'inglese ed è direttore del Center for the Study of Science Fiction, entrambi presso l'Università del Kansas.[2]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gunn prestò servizio nella marina statunitense durante la seconda guerra mondiale, dopodiché entrò nella Università del Kansas, conseguendo un bachelor in giornalismo scientifico nel 1947 e un Masters of Arts in inglese nel 1951. Divenuto membro di facoltà della stessa università, Gunn vi lavorò come direttore delle pubbliche relazioni e docente di inglese, specializzandosi nella fantascienza e nella narrativa. È attualmente professore emerito e direttore del Center for the Study of Science Fiction, che conferisce il premio John W. Campbell Memorial per il migliore romanzo e il Premio Theodore Sturgeon Memorial alla Campbell Conference a Lawrence (Kansas), nel luglio di ogni anno.

È stato presidente dell'associazione Science Fiction Writers of America (SFWA)[3] dal 1971 al 1972 e presidente della Science Fiction Research Association dal 1980 al 1982. La SFWA lo ha insignito di un premio Grand Master alla carriera per la fantascienza nel 2007.

Carriera letteraria[modifica | modifica sorgente]

Gunn iniziò la propria carriera come autore di fantascienza nel 1948. Ha pubblicato circa 100 storie su riviste e antologie, ha scritto ventisei libri e ne ha curati dieci. Molte delle sue opere sono state ripubblicate e tradotte in varie parti del mondo.

Tra i suoi romanzi più noti vi sono Gli immortali del 1964 e Gli ascoltatori (The Listeners) del 1972, che Carl Sagan ha definito "Uno dei migliori ritratti immaginari mai scritti del contatto con un'intelligenza extraterrestre".[4]

Nel 1996 Gunn ha scritto un adattamento dell'episodio mai prodotto della serie classica di Star Trek dal titolo The Joy Machine, tratto da una storia originariamente scritta da Theodore Sturgeon.

Opere[modifica | modifica sorgente]

(Elenco parziale)

Narrativa[modifica | modifica sorgente]

Opere non narrative[modifica | modifica sorgente]

  • Storia illustrata della fantascienza (Alternate worlds: the illustrated history of science fiction, 1975, Prentice-Hall. ISBN 0-89104-049-8 )
  • Isaac Asimov: The Foundations of Science Fiction, 1982, Scarecrow Press, 2ª ed. (1996) ISBN 0-8108-3129-5[1]
  • Speculations on Speculation: Theories of Science Fiction (con Matthew Candelaria), 2005, Scarecrow Press
  • Inside Science Fiction, 2006, Scarecrow Press
  • Reading Science Fiction (con Matthew Candelaria e Marleen S. Barr), 2008, Palgrave Macmillan

Tra le antologie che ha curato vi è la serie Le vie della fantascienza (The Road to Science Fiction, 6 volumi dal 1977 al 1998, solo il primo dei quali tradotto in italiano).

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Le sue storie sono anche state adattate per la radio e la televisione:

  • X Minus One, NBC radio.
  • "Man in Orbit", Desilu Playhouse, 1959, tratta dal racconto Le caverne della notte (The Cave of Night, 1955).
  • The Immortal (1969), Movie of the Week, ABC-TV, e una serie televisiva di un'ora, The Immortal nel 1970, tratta da Gli immortali.
  • Un episodio della serie televisiva sovietica di fantascienza Questo mondo fantastico, filmata nel 1989 e intitolata "Psicodinamica della stregoneria", tratta dal racconto del 1953 "Wherever You May Be".[5]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Isaac Asimov Novel Wins a Hugo Award in The New York Times, Associated Press, 6 settembre 1983. URL consultato il 29 marzo 2010.
  2. ^ Gunn biography at CSSF
  3. ^ The End of the Dreams, Charles Scribner's Sons, New York, Book Club Edition, 1975 (Jacket cover)
  4. ^ "Contact" Film Review by Larry Klaes
  5. ^ (RU) State Fund of Television and Radio Programs

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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