Thomas de Quincey

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Thomas de Quincey

Thomas de Quincey (Greenheys, 15 agosto 1785Edimburgo, 8 dicembre 1859) è stato uno scrittore, giornalista, saggista  e traduttore inglese, fra i più originali e significativi del suo tempo.

Vita e opera[modifica | modifica sorgente]

Nato in un sobborgo di Manchester, quarto degli otto figli di Thomas Quincey (1753-1793), originario dello Lincolnshire e commerciante dedito all'importazione di tessuti, e della moglie, Elizabeth Penson (circa 1756-1846). Il padre, persona vicina al pensiero liberale, fu l'autore di A Short Tour in the Midland Counties of England (1774), oppositore della pratica dello schiavismo e membro fondatore della Manchester Literary and Philosophical Society.

Pochi mesi dopo la nascita di Thomas la famiglia si trasferì nel distretto di Moss Side. Il padre, che contrasse la tubercolosi e per curarsi trascorse lunghi periodi in Giamaica, a Madera e in Portogallo, rientrava raramente in Inghilterra e l'infanzia del piccolo Thomas, un bambino gracile e di salute cagionevole, fu dominata da figure femminili: dalla madre, una donna severa e autoritaria e dalla sorella maggiore Elisabeth alla quale era molto legato e che perse la vita nell'estate del 1792. L'anno successivo tornò il padre, gravemente malato perse la vita il 18 luglio del 1793.

Thomas de Quincey dal Modern English Books of Power, di George Hamlin Fitch.

Il giovane venne iscritto alla Grammar School della sua città, che però abbandonò nel 1802, iniziando a girovagare per il Galles, il sud dell'Inghilterra e infine Londra, che raggiunse nel novembre di quello stesso anno. Nella capitale inglese riuscì a sbarcare il lunario grazie all'aiuto di una delicata fanciulla, Ann, che egli ricordò con nostalgia nella sua più celebre creazione, Le confessioni di un mangiatore d'oppio[1].

Nel 1804 si iscrisse presso il Worcester College dell'Università di Oxford, città dove risiedette per alcuni anni e nella quale contrasse la dipendenza all'oppio, assunto inizialmente per le forti nevralgie di cui soffriva, ma che col tempo divenne un vizio devastante e dispendioso. Nel 1809 si trasferì a Grasmere, paesetto della contea di Westmoreland, nella regione della Cumbria (Inghilterra settentrionale), dove iniziò a frequentare Coleridge, anch'egli oppiomane, residente nelle vicinanze, e Wordsworth, domiciliato nello stesso borgo. Nel 1813 conobbe Margareth Simpson, figlia di un fattore, che sposò quattro anni più tardi, dopo la nascita di William, primo dei suoi otto figli. Dopo aver diretto, fra il 1818 e il 1819, un giornale locale, The Westmoreland Gazette, iniziò a collaborare stabilmente con alcune testate fra cui il noto London Magazine.

In quegli anni la sua situazione economica si fece sempre più critica: l'oppio divorava le entrate del giovane e ne minava la salute; i debiti si accumulavano incessantemente. De Quincey meditò di tornare con la propria famiglia a Manchester, ma, improvvisamente, l'uscita de Le Confessioni di un mangiatore d'oppio, affascinante narrazione autobiografica apparsa prima a puntate sul London Magazine (1821), poi in volume (1822), gli assicurò fama e danaro.

De Quincey non riuscì più a ripetere il grande successo di pubblico ottenuto con le Confessions. Il romanzo Klosterheim (1832), pur non passando inosservato, fu venduto in poche migliaia di esemplari. Più diffusione ebbero invece gli oltre duecento articoli, dissertazioni e saggi usciti a puntate in vari quotidiani e riviste letterarie fra cui il già citato London magazine, il Blackwood magazine e il Tait's magazine. Le pubblicazioni vertono sui più disparati argomenti: dalla critica letteraria (On the Knocking at the gate in Macbeth 1823, Bussano alla porta di Macbeth) all'economia (The logic of political economy, 1844) dall'umorismo macabro (Murder considered as one of the fine arts, ovvero L'Assassinio come una delle belle arti del 1827) alle fantasticherie oniriche (Suspiria de Profundis, 1845) dalle indiscrezioni biografiche (Reminiscences of the english lake poets, 1834 in cui descrive, condendola con numerose aneddoti e qualche pettegolezzo, la vita e l'opera di alcuni scrittori suoi contemporanei) all'attualità politica e di costume (The english mail coach 1849, Il Postale inglese) e alle note autobiografiche.

De Quincey pubblicò, tre anni prima della sua morte, una nuova edizione di Le confessioni di un mangiatore d'oppio mantenendo anche in età avanzata, nonostante l'abuso di droghe (da cui, sembra, riuscì a liberarsi solo sessantenne) una notevole vitalità e lucidità mentale. Nel dicembre del 1859 si spense, all'età di settantacinque anni, nella città di Edimburgo, scelta come propria residenza fin dal 1830.

Confessioni di un mangiatore d'oppio[modifica | modifica sorgente]

Celeberrima narrazione autobiografica, considerata uno dei capolavori della letteratura inglese della prima metà del XIX secolo, Le confessioni di un mangiatore d'oppio (1821) descrivono la parabola umana ed artistica del suo autore nell'Inghilterra dei primi anni dell'Ottocento. La veste data da De Quincey a questa specie di cursus vitae è quella di un affascinante contenitore in cui trovano posto divagazioni, introspezioni, curiosità, fatti di costume e informazioni mediche. Numerose appaiono, nel testo, le notizie biografiche relative alla fanciullezza e alla giovinezza errabonda dello scrittore, condite con citazioni colte in latino, greco, italiano e francese. Un accenno viene fatto anche ad alcune personalità letterarie dell'Inghilterra del tempo, e in primo luogo a Coleridge, amico dell'autore.

Purtuttavia, al centro della narrazione, idolo e demone di De Quincey è l'oppio, il cui consumo, se ha permesso allo scrittore di scoprire nuove sensazioni e di raggiungere una forma di illusoria libertà spirituale, lo ha reso gradualmente schiavo, divenendo col tempo centro delle sue preoccupazioni quotidiane e della sua stessa esistenza. L'autore. comunque, in nessun momento esprime una chiara condanna di questa sostanza, e, meno ancora, indulge in considerazioni di carattere moralistico. In piena epoca vittoriana (1856) Thomas de Quincey poté curare tranquillamente, come si è accennato, una nuova edizione delle sue Confessioni, ampliata in alcuni suoi punti, senza incontrare alcuna difficoltà e anzi, con l'incondizionato appoggio dei suoi stessi editori.

Pensiero, stile e influenza[modifica | modifica sorgente]

De Quincey si inserisce nelle correnti romantiche sviluppatesi già pienamente nell'Inghilterra del suo tempo: la delicata intimità dei sentimenti e le languide fantasie che percorrono tanta parte della sua produzione lo collocano a fianco delle grandi personalità letterarie del tempo e in particolare a Coleridge e Wordsworth, suoi amici nella vita oltre che nella creazione estetica. Alcune sue peculiarità in qualche modo ne fanno un anticipatore di tensioni e fermenti decadenti che avrebbero trovato in Francia la loro massima espressione nella seconda metà dell'Ottocento. Insoddisfatto e sconvolto da inquietudini esistenziali che lo portarono ad andare oltre la banalità del reale, anche attraverso l'utilizzo di droghe, De Quincey tracciò, soprattutto nelle sue Confessioni, un cammino poi ripreso da Charles Baudelaire, dichiaratosi suo incondizionato ammiratore, dai parnassiani e dai simbolisti. Negli Stati Uniti Edgar Allan Poe si riallacciò, in alcuni suoi immortali racconti, all'umorismo disincantato e nero del De Quincey traslandolo alla Baltimora di metà Ottocento.[2]. Anche gli scrittori argentini Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares hanno ammirato, e si sono talvolta ispirati, a Thomas de Quincey.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Le confessioni di un mangiatore d'oppio (Confessions of an English opium-eater), 1821
  • Klosterheim, 1832
  • On the Knocking at the gate in Macbeth (Bussano alla porta di Macbeth), 1823
  • The logic of political economy, 1844
  • L'assassinio come una delle belle arti (Murder considered as one of the fine arts) , 1827
  • Suspiria de Profundis, 1845
  • Reminiscences of the English lake poets (I poeti dei laghi), 1834
  • The english mail coach (Il Postale inglese), 1849
  • Le avventure di una monaca vestita da uomo (ed. Excelsior 1881) ISBN 978-88-6158-061-9
  • Giuda Iscariota
  • Il vendicatore
  • Storie vere di un visionario
  • Gli ultimi giorni di Immanuel Kant
  • L'abbigliamento della dama ebrea - La casistica dei pasti romani

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per le notizie relative all'infanzia e adolescenza dello scrittore cfr anche: Edward Sockville-West, Thomas De Quincey, his life and work, pag. 11 e seg. Yale University Press, New Haven Conn. 1936
  2. ^ A proposito dell'influenza di Thomas de Quincey sugli autori decadenti europei e su E. A. Poe cfr Mario Praz, Storia della letteratura inglese, pag. 472 e seg., XI edizione, Sansone Editore, Firenze 1979

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • George Thomas Clapton, Baudelaire et De Quincey, Ed. Les Belles Lettres, Parigi 1931;
  • Mario Praz, Storia della letteratura inglese, XI edizione, Sansone Editore, Firenze 1979;
  • Edward Sockville-West, Thomas De Quincey, his life and work, Yale University Press, New Haven Conn. 1936;
  • Edward Sockville-West (a cura di), Recollections of Lake Poets, The Chiltern Library, Londra 1950;
  • Judson Stanley Lyon, Thomas de Quincey, Twaine Publishers, New York 1969.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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