Suspiria

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Suspiria
Suspiria (film).JPG
Una scena del film
Titolo originale Suspiria
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1977
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere Horror, splatter, fantastico
Regia Dario Argento
Soggetto Dario Argento, Daria Nicolodi dal libro Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey
Sceneggiatura Dario Argento, Daria Nicolodi
Produttore Claudio Argento
Produttore esecutivo Salvatore Argento
Casa di produzione Seda Spettacoli
Distribuzione (Italia) CDE Home Video
Fotografia Luciano Tovoli
Montaggio Franco Fraticelli
Effetti speciali Germano Natali
Musiche I Goblin, Dario Argento, Claudio Simonetti
Tema musicale Suspiria
Scenografia Giuseppe Bassan
Costumi Pierangelo Cicoletti
Trucco Pierantonio Mecacci, Maria Teresa Corridoni, Piero Mecacci, Aldo Signoretti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Suspiria è un film del 1977, diretto da Dario Argento, ispirato al romanzo Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey, e interpretato da Jessica Harper e Stefania Casini.

Il film è il primo capitolo della trilogia delle tre madri ed ha avuto due sequel: Inferno (1980) e La terza madre (2007).

Trama[modifica | modifica sorgente]

Suzy incontra Pat, la studentessa sconvolta all'inizio del film

Susy Benner è una brillante studentessa di danza classica che decide di perfezionare le sue capacità artistiche iscrivendosi alla prestigiosa Accademia di danza a Friburgo. La ragazza fa il suo arrivo in una notte di tempesta; alla scuola incrocia una ragazza, Pat, che sembra fuggire precipitosamente dall'edificio: questa urla alcune parole apparentemente sconnesse, rese peraltro incomprensibili dal temporale. A Susy viene inoltre negato il permesso di entrare a scuola, così deve riparare in città. Nel frattempo Pat, che aveva trovato rifugio in casa di un'amica, viene massacrata da una misteriosa figura di cui si vede solo il braccio, che prima la sbatte ripetutamente contro una finestra, poi la sventra con un coltello e alla fine la impicca facendola precipitare da un lucernario di vetro. Anche la sua amica, accorsa ad aiutarla, rimane trafitta da pezzi di vetro e metallo. Il giorno dopo, mentre si indaga sulla morte di Pat, Susy entra nell'accademia di danza, dove incontra la vicedirettrice Madame Blanch e l'insegnante Miss Tanner; le vengono inoltre presentati i suoi compagni di corso, tra cui Sarah e Olga, con la quale dovrà coabitare in un appartamento in città finché la sua camera non sarà pronta. Percependo un'atmosfera tesa nell'accademia, Susy chiederà di rimanere nell'appartamento di Olga anche quando, il giorno dopo, la sua camera sarà pronta. Poco dopo la ragazza fa uno strano incontro con la cuoca della scuola, la quale sembra ipnotizzarla con uno strano oggetto luminoso, che le fa perdere improvvisamente le forze. Dopo uno svenimento nel corso di una sessione di danza, un medico prescrive a Susy una cura a base di riposo e vino rosso; la ragazza viene inoltre costretta a prendere alloggio all'interno dell'accademia. Susy diventa amica di Sarah, la cui stanza confina con la sua. Mentre gli studenti si preparano per la cena, una miriade di larve inizia a precipitare dal soffitto, causando un panico generale. Madame Blanch riferisce che la causa è del cibo avariato in soffitta, e in attesa della disinfestazione gli studenti dovranno dormire nella sala degli esercizi. Durante la notte Sarah sente uno strano rantolo, e rivela a Susy i suoi sospetti: per lei si tratta della direttrice della scuola, che nessuno ha mai visto e che secondo la Blanch dovrebbe trovarsi all'estero. Inoltre le dice che le insegnanti dell'accademia, invece di uscire dopo le lezioni, di notte rimangano nell'edificio: lo testimonierebbero i passi che si sentono tutte le notti nei corridoi. Il giorno dopo Daniel, il pianista cieco dell'accademia, viene licenziato dopo che il suo cane-guida azzanna Albert, il figlio della cuoca; nel frattempo Sarah, diventata sempre più inquieta, inizia a cercare di svelare il mistero che circonda la scuola, ma quando invita Susy ad aiutarla a seguire i passi nel corridoio, quest'ultima cade in un sonno profondo. Intanto Daniel, mentre attraversa una piazza deserta, percepisce una strana presenza intorno a sé, poco prima che il suo cane, apparentemente tranquillo, si rivolti contro di lui e lo sbrani ferocemente.

Stefania Casini (Sarah) in una scena del film.

Sarah rivela a Susy che lei e Pat erano molto amiche, e che nell'ultimo periodo le aveva fatto degli strani discorsi. Incalzata, Susy tenta di ricostruire le grida che aveva udito la notte del suo arrivo, ma tutto ciò che riesce a rammentare sono le parole "Segreto" e "Iris". Le due cercano allora gli appunti di Pat nella sua stanza, ma essi sono stati rubati; intanto Susy si addormenta di nuovo, e Sarah decide di seguire i passi da sola. Ben presto però la ragazza si ritrova a sua volta inseguita da una figura invisibile; la giovane cerca rifugio prima in soffitta e poi in una stanza piena di filo spinato, ma ben presto rimane invischiata in quest'ultimo e mentre lotta per liberarsi la figura misteriosa la sgozza.

Il mattino dopo la Blanch dice a Susy che Sarah è partita improvvisamente e senza dare spiegazioni, ma lei non ci crede e decide di incontrare uno psicologo, il dottor Mandel, con la quale la sua amica aveva preso contatti tempo prima. Il dottore le dice che Sarah era rimasta affascinata da una storia raccontatale da Pat tempo prima, secondo la quale l'accademia sarebbe stata fondata da Helena Markos, un'emigrata greca ritenuta da molti una strega, e che oltre alla danza nell'accademia era solita insegnare anche la magia nera, insieme a un gruppo di streghe; un suo collega esperto di paranormale, il professor Milius, le dice inoltre che la storia della Markos è tutt'altro che impossibile, poiché la magia esiste davvero; se la Markos ha davvero riunito delle streghe intorno a sé, l'unico modo per liberarsi di tutte loro è uccidere lei. Susy torna a scuola e scopre che tutti i suoi colleghi sono a teatro; trovandosi da sola nell'accademia, evita di bere il vino che le viene servito, evidentemente drogato, e segue i passi nei corridoi. Quando entra nell'ufficio di Madame Blanch, vedendo le decorazioni dei muri si ricorda la frase intera di Pat: "il passaggio segreto si trova girando l'iris blu". Manipolando la raffigurazione dell'iris blu, riesce a trovare in effetti un passaggio segreto, dove trova la Blanch, la Tanner e gli altri membri dello staff impegnati in una discussione che ha come scopo quello di ucciderla. In un'altra stanza Susy trova il cadavere di Sarah inchiodato ad una bara.

Mentre cerca riparo dalle streghe, Susy entra in un'altra stanza, dove accidentalmente risveglia quella che si rivela essere Helena Markos in persona. Quest'ultima, invisibile, rianima il corpo di Sarah e gli comanda di aggredire Susy, ma lei riesce a pugnalare la strega con un cristallo decorativo. La morte di Helena Markos causa anche quella di tutte le altre streghe e l'accademia va a fuoco. Susy riesce a fuggire mentre l'edificio viene completamente distrutto.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il logo originale

Il film è considerato un grande successo di Dario Argento, dopo Profondo Rosso, capolavoro del 1975 interpretato da David Hemmings, Gabriele Lavia, Macha Méril e Daria Nicolodi. Il regista ha dichiarato che l'ispirazione iniziale per il film nasce da un viaggio da lui compiuto attraverso le Capitali magiche europee (ovvero Torino, Lione e Praga) e alla visita della Scuola di Waldorf fondata da Rudolf Steiner e situata vicino Basilea[1] nei pressi del centro del Triangolo Magico formato dalla sovrapposizione dei confini di tre stati (Francia, Germania e Svizzera).[2] La compagna del regista Daria Nicolodi ha collaborato nella realizzazione del film, curandone con Argento la sceneggiatura nata ispirandosi alla sua infanzia: sull'idea del regista la Nicolodi introdusse alcune caratteristiche di fiabe come Alice, Biancaneve, Barbablù e Pinocchio, ma in particolare i racconti di sua nonna Yvonne Loeb.[3] Quest'ultima, celebre pianista di origine francese, le narrò le sue esperienze presso un istituto artistico e musicale francese (di cui l'attrice ha preferito non rivelare il nome per ragioni di sicurezza) che aveva frequentato durante un corso di perfezionamento e da cui era fuggita dopo aver scoperto che la didattica ufficiale era in realtà un "paravento" dietro cui si celava una vera scuola di Magia nera.[2] Lo stesso Argento si è ispirato inoltre alla lettura di numerose fiabe infantili soprattutto per ideare il personaggio di Elena Markos, la "Regina Nera".[2] L'ambientazione gotica (Friburgo e la Foresta Nera) si deve comunque alla penna di Argento. Il film ha riscosso un successo mondiale ma, a causa del contenuto particolarmente violento, fu vietato in molti paesi ai minori di 18 anni. Il film è il primo capitolo della cosiddetta Trilogia delle Madri. I titoli dei capitoli successivi, girati nel 1980 e nel 2007, sono: Inferno e La terza madre. Il titolo Suspiria (come la storia della Trilogia de Le Tre Madri) è stato ispirato dal libro Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey che lo scrisse dopo un soggiorno a Milano, presso la villa dei conti Imbonati. Inizialmente il regista aveva pensato di girare il film con attrici minorenni (13-15 anni) ma ciò non gli fu possibile sia a causa del divieto in Germania di portare sullo schermo attrici di minore età, sia per la contrarietà da parte dei finanziatori[2], in particolare da parte del distributore e della Focus, società di produzione americana consociata nella realizzazione della pellicola.[1] Per rimanere almeno in parte fedele alle proprie intenzioni iniziali Dario Argento optò nell'utilizzare porte che avessero le maniglie poste molto più in alto rispetto al loro normale posizionamento: l'idea era quella di trasmettere agli spettatori quella difficoltà che i bambini hanno nel raggiungere la maniglia, vera chiave d'apertura verso l'esterno. Inoltre in alcune scene i personaggi femminili hanno comportamenti palesemente infantili (vd. scene di contrasto tra Olga e Sara)[1][2]. Il film è stato girato praticamente in sequenza e perciò il montaggio ne è risultato facilitato: per completarlo sono occorsi solo una decina di giorni.[1]

Fotografia[modifica | modifica sorgente]

Ricostruzione dell'Accademia di Friburgo

La fotografia del film ad opera di Luciano Tovoli (mentre la scenografia è di Giuseppe Bassan) è caratterizzata dall'uso di lenti anamorfiche e luci ad arco davanti alle quali sono state poste stoffe colorate (al posto della comune gelatina) in modo da poter essere avvicinate il più possibile ai volti degli attori dando l'impressione che i colori fossero stati gettati come vernice sui loro volti: questo metodo artigianale ha contribuito ad accentuare il tono fantastico della pellicola[2]. Il tipo di pellicola impiegata è una Kodak da 30-40 ASA a bassissima sensibilità: richiedeva pertanto moltissima luce per essere impressa ma aumentava nettamente la profondità di campo delle immagini.[1] Queste ultime di conseguenza presentano dei colori molto accentuati (dal rosso scarlatto al blu profondo, dal verde smeraldo al giallo ocra): questo è il risultato dell'uso di processi di inibizione, i cui effetti erano già stati sperimentati in pellicole quali Il mago di Oz e Via col vento. Suspiria è stata, infatti, una delle ultime pellicole a utilizzare queste tecniche ai fini della fotografia e del formato Technicolor, oramai in via di estinzione anche a causa degli elevati costi che il sistema ingenerava[2]. Argento e Tovoli riuscirono a trovare l'ultima macchina di sviluppo ancora in funzione agli stabilimenti Technicolor di Roma; il macchinario, una volta dismesso, fu venduto ad acquirenti cinesi.[2] Grazie a tale tecnica, il film assume un misterioso fascino. Il regista ha dichiarato che a ispirarlo cromaticamente fu la visione di Biancaneve e i sette nani e che per avvicinarsi ai colori "forti" di tale pellicola la visionò attentamente con Tovoli; altro fondamentale riferimento stilistico fu l'Espressionismo tedesco per il suo peculiare utilizzo di simbolismo e contrasto visivo.[2] Il direttore della fotografia ha dichiarato che richiese ad Argento di fare i trucchi visivi il più direttamente in lavorazione e non in post-produzione per renderli efficaci e mantenere un tono sperimentale "alla Méliès".[2] Argento ha aggiunto che la sua sfida personale era quella di non voler "... fare neanche due inquadrature uguali in tutto il film..." perciò da parte sua e di Tovoli ci fu un enorme sforzo nella scelta del tipo di immagini da utilizzare (lavorando con Storyboard e shots list cioè la lista di tutte le inquadrature possibili).[1]

Casting[modifica | modifica sorgente]

Durante la fase preparatoria del film Argento e Daria Nicolodi compirono un viaggio a Los Angeles durante il quale visionarono diverse attrici. Il regista scelse Jessica Harper dopo averla vista recitare ne Il fantasma del palcoscenico; la conobbe a Los Angeles rimanendo colpito dal suo "volto da bambina" ed in particolare dai suoi "...occhioni da Manga giapponese...".[1][2] Per il ruolo della vicedirettrice Argento optò per Joan Bennett anche influenzato dal fatto che per circa dieci anni era stata la compagna di Fritz Lang, uno dei suoi registi preferiti.[1]

Ambientazione[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato girato in diverse località tedesche come la Foresta Nera, Monaco di Baviera e Friburgo. In quest'ultima città inizialmente fu scelto, per ambientare l'accademia di danza, un palazzo un tempo abitato da Erasmo da Rotterdam dove la tradizione vuole addirittura che egli abbia scritto la sua celebre opera l'Elogio della follia. Ai tempi della lavorazione del film era una banca e il permesso per girarvi alcune scene fu presto revocato così la produzione dovette cercare altre ambientazioni, tuttavia nel montaggio finale rimangono alcune parti filmate nella casa del filosofo.[1] Alcune scene del film sono state inoltre girate a Torino, presso la Villa Capriglio.[4]

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suspiria (Goblin).

Lo score di Suspiria fu composto dai Goblin (Claudio Simonetti, Agostino Marangolo, Massimo Morante e Fabio Pignatelli) in collaborazione con lo stesso Argento. È soprattutto grazie alla colonna sonora che il film riesce a ottenere un grande impatto alla prima visione e a scaturire nello spettatore paura e tensione senza precedenti. La colonna sonora del film è stata utilizzata durante le finali del nuoto sincronizzato alle XXX Olimpiadi di Londra dalla compagine russa, che si è aggiudicata la medaglia d'oro.[5]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Simonetti stesso, insieme con la sua band Daemonia, fece una cover del brano introduttivo di Suspiria. In Italia il CD è stato distribuito, come gli altri lavori dei Goblin, dalla Cinevox Record, mentre negli USA il DVD del film, prodotto dalla Anchor Bay, contiene anche lo score. Il motivo principale del film è stato realizzato con un bouzouki acquistato personalmente dal regista[1] un particolare modello di mandolino di origine ellenica dal ritmo particolarmente incalzante e dai suoni particolarmente profondi voluto da Argento che ne era rimasto colpito durante un viaggio in Grecia compiuto poco prima dell'inizio delle riprese.[2] L'inquietante voce solista è dello stesso Claudio Simonetti: quest'ultimo sussurra ansimante alternando la melodia con molte parole che egli definisce "senza senso".[2] Le percussioni che accompagnano i punti più tesi del film sono invece strumenti africani. A causa di tali caratteristiche contenutistiche (all'epoca vere e proprie innovazioni nel modo di comporre per immagini soprattutto in Italia)[2], oltre a essere la colonna sonora più "paurosa" della band, è anche quella più sperimentale, per questo fra le tante realizzate risulta quella a cui sono più legati affettivamente sia Pignatelli quanto Morante.[2]

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Il film uscì in Italia il 1º febbraio 1977, accompagnato da una serie di critiche piuttosto contrastanti fra loro per Dario Argento e la sua opera. Giovanni Grazzini, critico del Corriere della Sera, scrisse: «Una laurea honoris causa in tecnologia degli spaventi. Dario Argento non merita niente di meno per un film che probabilmente farà epoca nel cinema della pelle d'oca». Tullio Kezich invece, nel suo Il nuovissimo mille film - Cinque anni al cinema 1977-1982 stroncò la pellicola, sostenendo che «fra pregi e difetti, il regista di Profondo rosso è sempre lo stesso, anzi in una progressiva divaricazione si affina e si deteriora nello stesso tempo». Morando Morandini nel suo Dizionario dei film gli assegna due stelle, affermando che «il disinteresse di Argento per la logica narrativa è qui macroscopico, programmatico. Intanto, però, grazie alla musica dei Goblin, inventa il thriller assordante: picchia sull'orecchio quanto sul nervo ottico». Pino Farinotti e Paolo Mereghetti, nei loro dizionari, assegnano invece tre stelle al film, sebbene il primo non lasci un commento, mentre il secondo giudica il film positivamente, ritenendolo fra i migliori della carriera del regista. Ottime invece furono le critiche estere.

Successo[modifica | modifica sorgente]

La pellicola incassò estremamente bene in Italia, tanto da piazzarsi al 11º posto degli incassi della stagione cinematografica 1976-77 anche se non raggiunse i risultati commerciali del precedente Profondo rosso.

Evidentemente per Argento la pellicola era troppo avveniristica per i gusti del pubblico italiano medio del tempo ed infatti nazionalmente non diventò il vertice commerciale della filmografia del regista al contrario di quanto avvenne nel resto del mondo (soprattutto Francia, Germania, Giappone, Stati Uniti e Regno Unito) dove riscosse enorme successo rendendo celebre internazionalmente il suo autore. Ciò ha determinato una dicotomia: mentre in Italia il suo film più noto è Profondo rosso, all'estero il regista è conosciuto soprattutto per Suspiria.[1]

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Dario Argento ha dichiarato di aver ideato una scuola di danza come copertura di una congrega di streghe per il valore magico tradizionalmente attribuito da quest'ultime al ballo: secondo tali credenze alcuni movimenti del corpo condurrebbero al trascendente colui che li pratica.[1]
  • La famosa citazione del professor Milius la magia è quoddam ubique, quoddam semper, quoddam ab omnibus creditum est e cioè la magia è quella cosa che ovunque sempre e da tutti è creduta è una citazione da Il ramo d'oro di James Frazer: "Se la prova della verità consiste nel numero delle persone che ci credono, la magia, ben più a ragione della Chiesa Cattolica, può appellarsi all'orgoglioso motto 'Quod semper, quod ubique, quod ab omnibus' come avallo indiscutibile della propria infallibilità."[7], a sua volta una modifica di una famosa frase del V secolo d.C. attribuita a san Vincenzo di Lerino (Magnopere curandum est ut id teneatur quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est).
  • La donna che interpreta il ruolo di Elena Markos è l'attrice più anziana con la quale ha lavorato Dario Argento nella sua carriera cinematografica: aveva infatti 94 anni ed era stata trovata dal regista in un ospizio a circa 100 chilometri da Roma. L'autore la rammenta teneramente per i suoi ricordi e perché ella si faceva piacevolmente sorprendere dalle "meraviglie del set" cinematografico.[1]
  • La celebre scena in cui Stefania Casini precipita sul filo spinato, fu realizzata in una vera stanza piena di fil di ferro. Le istruzioni di Argento all'attrice furono semplicemente di buttarsi sul filo e di provare a fare qualche passo. In effetti, l'attrice riuscì a fare pochissima strada e, ben presto, fu completamente bloccata dal filo, tanto che, per liberarla furono necessarie alcune cesoie e molta pazienza. Inoltre, il filo di ferro provocò numerose escoriazioni sul corpo dell'attrice e per questo la scena non fu ripetuta.[2]
  • Luciano Tovoli ha dichiarato che la scena della morte del pianista cieco Daniel (Flavio Bucci) fu estremamente complicata da filmare per la vastità dell'ambientazione (la celebre Königsplatz) che ne rendeva difficile la corretta illuminazione funzionale all'immagine: per realizzarla fu impiegata circa una settimana utilizzando torrette e luci ad arco[2]. Inoltre, per simulare il "volo dell'aquila" fu impiegato un ingegnoso quanto antico sistema: la macchina da presa era stata collegata ad un carrello sospeso in alto che scorreva tramite alcune carrucole lungo un cavo d'acciaio di 150 metri[1]
  • In Giappone il film fu proiettato in uno stadio a un pubblico di circa 30.000 persone utilizzando un sistema dotato di un immenso impianto audio realizzato dalla Sony.[1]
  • Nella prima versione in DVD mancano i titoli di coda.
  • La colonna sonora di Suspiria è stata utilizzata anche nella serie televisiva Turno di notte, nell'episodio "Via delle streghe".
  • "Le notti della luna piena", il terzo episodio della saga di Dylan Dog contiene numerosi riferimenti al film: la storia è ambientata proprio in Germania, nella Selva Nera; uno dei luoghi chiave della vicenda è una scuola frequentata esclusivamente da ragazze, gestita da due anziane sorelle (che alla fine si riveleranno essere streghe) alle quali è assoggettato un inserviente di nome Otto che, come Pavlo, non parla e pare avere gravi problemi comportamentali. Alla fine dell'episodio, la scuola brucerà e verrà distrutta dopo la morte delle streghe, esattamente come alla fine del film.
  • Daria Nicolodi, compagna di Dario Argento, era stata la prima scelta del regista per il ruolo di Sara; un incidente però la tenne bloccata per lungo tempo e il ruolo andò a Stefania Casini. La Nicolodi si limitò a lavorare in produzione e il suo apporto al film rimane comunque notevole: per prima cosa, lei fa un cameo nella scena iniziale, quando la protagonista arriva alla scuola di danza; poi presta la voce a Elena Markos. La scena finale, inoltre, fu scritta da lei stessa e ricalca un sogno che lei aveva fatto: in esso, si trovava in una stanza buia al cospetto di una strega invisibile; nella stanza c'era anche una pantera che improvvisamente esplodeva in mille pezzi. Nella scena del film la pantera che esplode è di porcellana.

I remake[modifica | modifica sorgente]

Negli Stati Uniti era in fase di preparazione un remake di Suspiria a cui avrebbe collaborato lo stesso Dario Argento, ma solo per la sceneggiatura. Il progetto rientrava nell'ambito di una cessione di diritti operata da Argento su due suoi film, per farne realizzare dei remake negli Stati Uniti; l'altro titolo interessato era L'uccello dalle piume di cristallo. Il film entrò in pre-produzione nel 2008 per la regia di David Gordon Green, e si vociferò che avrebbe avuto come protagonista Natalie Portman. Nel 2011, dopo quasi tre anni senza notizie, Green ammise in un'intervista che c'erano stati dei problemi legali, ma che erano stati risolti e che il film si sarebbe fatto, e avrebbe avuto come protagonista Isabelle Fuhrman. Il film però fu accantonato nel 2012 e nel 2013 Green disse che probabilmente non verrà più realizzato a causa di problemi legali con la casa produttrice di Dario Argento.

L'anime[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 è stato annunciato un remake in formato anime di Suspiria, prodotto dallo studio giapponese Gonzo per la regia di Yoshimasa Hiraike.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o dati ricavati dall'intervista a Dario Argento a cura di Gianni Monciotti inclusa nel Disco 2 dell'edizione dvd CDE Eagle del 2004.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q dati ricavati dal documentarioSuspiria 25th Anniversary incluso nel Disco 2 dell'edizione in dvd CDE Eagle del 2004.
  3. ^ il nome completo ricavato dal sito ufficiale di Daria Nicolodi è Yvonne Muller Loeb Casella [1].
  4. ^ CineOcchio | Scheda: Suspiria (1977) di Dario Argento
  5. ^ Le geometrie del nuoto sincronizzato
  6. ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Tutti gli orrori del mondo, ovvero ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà, in Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004, pp. 215-227. ISBN 88-900629-6-7.
  7. ^ James Frazer, Il ramo d'oro, I Mammut, Newton Compton Editori, 2013, Ariccia, capitolo IV, p. 80.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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