Suspiria
Suspiria è un film del 1977, diretto da Dario Argento, ispirato al romanzo Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey, e interpretato da Jessica Harper e Stefania Casini.
Il film ha avuto due sequel: Inferno e La terza madre. È in programma anche un remake.
Indice |
Trama [modifica]
Susy Benner è una brillante studentessa di danza classica, per questo decide di perfezionare le sue capacità artistiche iscrivendosi alla prestigiosa Accademia di danza a Friburgo.
Tuttavia il suo arrivo non è ben accetto dalle compagne e perfino le insegnanti mostrano una leggera diffidenza nei suoi confronti; anche perché nel frattempo comincia a susseguirsi una spaventosa catena di efferati omicidi e strane presenze. Susy sembra essere la più coinvolta in queste situazioni anche perché durante la notte sente strani rumori simili a soffocati "sospiri". Un altro strano dubbio che gira per l'accademia è la totale assenza della direttrice, di cui non si conosce né la storia, né la vera identità. Così cominciano le ricerche di Susy che scoprirà l'esistenza di una strega che si cela negli oscuri meandri dell'accademia: Mater Suspiriorum, la madre dei sospiri.
Produzione [modifica]
Il film è considerato il primo successo di Dario Argento, prima Profondo Rosso, capolavoro del 1975 interpretato da David Hemmings, Gabriele Lavia, Macha Méril e Daria Nicolodi. Il regista ha dichiarato che l'ispirazione iniziale per il film nasce da un viaggio da lui compiuto attraverso le Capitali magiche europee (ovvero Torino, Lione e Praga) e alla visita della Scuola di Waldorf fondata da Rudolf Steiner e situata vicino Basilea[1] nei pressi del centro del Triangolo Magico formato dalla sovrapposizione dei confini di tre stati (Francia, Germania e Svizzera).[2] La compagna del regista Daria Nicolodi ha collaborato nella realizzazione del film, curandone con Argento la sceneggiatura nata ispirandosi alla sua infanzia: sull'idea del regista la Nicolodi introdusse alcune caratteristiche di fiabe come Alice, Biancaneve, Barbablù e Pinocchio, ma in particolare i racconti di sua nonna Yvonne Loeb.[3] Quest'ultima, celebre pianista di origine francese, le narrò le sue esperienze presso un istituto artistico e musicale francese (di cui l'attrice ha preferito non rivelare il nome per ragioni di sicurezza) che aveva frequentato durante un corso di perfezionamento e da cui era fuggita dopo aver scoperto che la didattica ufficiale era in realtà un "paravento" dietro cui si celava una vera scuola di Magia nera.[2] Lo stesso Argento si è ispirato inoltre alla lettura di numerose fiabe infantili soprattutto per ideare il personaggio di Elena Markos, la "Regina Nera".[2] L'ambientazione gotica (Friburgo e la Foresta Nera) si deve comunque alla penna di Argento. Il film ha riscosso un successo mondiale ma, a causa del contenuto particolarmente violento, fu vietato in molti paesi ai minori di 18 anni. Il film è il primo capitolo della cosiddetta Trilogia delle Madri. I titoli dei capitoli successivi, girati nel 1980 e nel 2007, sono: Inferno e La terza madre. Il titolo Suspiria (come la storia della Trilogia de Le Tre Madri) è stato ispirato dal libro Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey che lo scrisse dopo un soggiorno a Milano, presso la villa dei conti Imbonati. Inizialmente il regista aveva pensato di girare il film con attrici minorenni (13-15 anni) ma ciò non gli fu possibile sia a causa del divieto in Germania di portare sullo schermo attrici di minore età, sia per la contrarietà da parte dei finanziatori[2], in particolare da parte del distributore e della Focus, società di produzione americana consociata nella realizzazione della pellicola.[1] Per rimanere almeno in parte fedele alle proprie intenzioni iniziali Dario Argento optò nell'utilizzare porte che avessero le maniglie poste molto più in alto rispetto al loro normale posizionamento: l'idea era quella di trasmettere agli spettatori quella difficoltà che i bambini hanno nel raggiungere la maniglia, vera chiave d'apertura verso l'esterno. Inoltre in alcune scene i personaggi femminili hanno comportamenti palesemente infantili (vd. scene di contrasto tra Olga e Sara)[1][2]. Il film è stato girato praticamente in sequenza e perciò il montaggio ne è risultato facilitato: per completarlo sono occorsi solo una decina di giorni.[1]
Fotografia [modifica]
La fotografia del film ad opera di Luciano Tovoli (mentre la scenografia è di Giuseppe Bassan) è caratterizzata dall'uso di lenti anamorfiche e luci ad arco davanti alle quali sono state poste stoffe colorate (al posto della comune gelatina) in modo da poter essere avvicinate il più possibile ai volti degli attori dando l'impressione che i colori fossero stati gettati come vernice sui loro volti: questo metodo artigianale ha contribuito ad accentuare il tono fantastico della pellicola[2]. Il tipo di pellicola impiegata è una Kodak da 30-40 ASA a bassissima sensibilità: richiedeva pertanto moltissima luce per essere impressa ma aumentava nettamente la profondità di campo delle immagini.[1] Queste ultime di conseguenza presentano dei colori molto accentuati (dal rosso scarlatto al blu profondo, dal verde smeraldo al giallo ocra): questo è il risultato dell'uso di processi di inibizione, i cui effetti erano già stati sperimentati in pellicole quali Il mago di Oz e Via col vento. Suspiria è stata, infatti, una delle ultime pellicole a utilizzare queste tecniche ai fini della fotografia e del formato Technicolor, oramai in via di estinzione anche a causa degli elevati costi che il sistema ingenerava[2]. Argento e Tovoli riuscirono a trovare l'ultima macchina di sviluppo ancora in funzione agli stabilimenti Technicolor di Roma; il macchinario, una volta dismesso, fu venduto ad acquirenti cinesi.[2] Grazie a tale tecnica, il film assume un misterioso fascino. Il regista ha dichiarato che a ispirarlo cromaticamente fu la visione di Biancaneve e i sette nani e che per avvicinarsi ai colori "forti" di tale pellicola la visionò attentamente con Tovoli; altro fondamentale riferimento stilistico fu l'Espressionismo tedesco per il suo peculiare utilizzo di simbolismo e contrasto visivo.[2] Il direttore della fotografia ha dichiarato che richiese ad Argento di fare i trucchi visivi il più direttamente in lavorazione e non in post-produzione per renderli efficaci e mantenere un tono sperimentale "alla Méliès".[2] Argento ha aggiunto che la sua sfida personale era quella di non voler "... fare neanche due inquadrature uguali in tutto il film..." perciò da parte sua e di Tovoli ci fu un enorme sforzo nella scelta del tipo di immagini da utilizzare (lavorando con Storyboard e shots list cioè la lista di tutte le inquadrature possibili).[1]
Casting [modifica]
Durante la fase preparatoria del film Argento e Daria Nicolodi compirono un viaggio a Los Angeles durante il quale visionarono diverse attrici. Il regista scelse Jessica Harper dopo averla vista recitare ne Il fantasma del palcoscenico; la conobbe a Los Angeles rimanendo colpito dal suo "volto da bambina" ed in particolare dai suoi "...occhioni da Manga giapponese...".[1][2] Per il ruolo della vicedirettrice Argento optò per Joan Bennett anche influenzato dal fatto che per circa dieci anni era stata la compagna di Fritz Lang, uno dei suoi registi preferiti.[1]
Ambientazione [modifica]
Il film è stato girato in diverse località tedesche come la Foresta Nera, Monaco di Baviera e Friburgo. In quest'ultima città inizialmente fu scelto, per ambientare l'accademia di danza, un palazzo un tempo abitato da Erasmo da Rotterdam dove la tradizione vuole addirittura che egli abbia scritto la sua celebre opera l'Elogio della follia. Ai tempi della lavorazione del film era una banca e il permesso per girarvi alcune scene fu presto revocato così la produzione dovette cercare altre ambientazioni, tuttavia nel montaggio finale rimangono alcune parti filmate nella casa del filosofo.[1]
Colonna sonora [modifica]
| Per approfondire, vedi Suspiria (Goblin). |
Lo score di Suspiria fu composto dai Goblin (Claudio Simonetti, Agostino Marangolo, Massimo Morante e Fabio Pignatelli) in collaborazione con lo stesso Argento. È soprattutto grazie alla colonna sonora che il film riesce a ottenere un grande impatto alla prima visione e a scaturire nello spettatore paura e tensione senza precedenti. La colonna sonora del film è stata utilizzata durante le finali del nuoto sincronizzato alle XXX Olimpiadi di Londra dalla compagine russa, che si è aggiudicata la medaglia d'oro.[4]
Musica [modifica]
Simonetti stesso, insieme con la sua band Daemonia, fece una cover del brano introduttivo di Suspiria. In Italia il CD è stato distribuito, come gli altri lavori dei Goblin, dalla Cinevox Record, mentre negli USA il DVD del film, prodotto dalla Anchor Bay, contiene anche lo score. Il motivo principale del film è stato realizzato con un bouzouki acquistato personalmente dal regista[1] un particolare modello di mandolino di origine ellenica dal ritmo particolarmente incalzante e dai suoni particolarmente profondi voluto da Argento che ne era rimasto colpito durante un viaggio in Grecia compiuto poco prima dell'inizio delle riprese.[2] L'inquietante voce solista è dello stesso Claudio Simonetti: quest'ultimo sussurra ansimante alternando la melodia con molte parole che egli definisce "senza senso".[2] Le percussioni che accompagnano i punti più tesi del film sono invece strumenti africani. A causa di tali caratteristiche contenutistiche (all'epoca vere e proprie innovazioni nel modo di comporre per immagini soprattutto in Italia)[2], oltre a essere la colonna sonora più "paurosa" della band, è anche quella più sperimentale, per questo fra le tante realizzate risulta quella a cui sono più legati affettivamente sia Pignatelli quanto Morante.[2]
Critiche [modifica]
Il film uscì in Italia il 1º febbraio 1977, accompagnato da una serie di critiche piuttosto contrastanti fra loro per Dario Argento e la sua opera. Giovanni Grazzini, critico del Corriere della Sera, scrisse: «Una laurea honoris causa in tecnologia degli spaventi. Dario Argento non merita niente di meno per un film che probabilmente farà epoca nel cinema della pelle d'oca». Tullio Kezich invece, nel suo Il nuovissimo mille film - Cinque anni al cinema 1977-1982 stroncò la pellicola, sostenendo che «fra pregi e difetti, il regista di Profondo rosso è sempre lo stesso, anzi in una progressiva divaricazione si affina e si deteriora nello stesso tempo». Morando Morandini nel suo Dizionario dei film gli assegna due stelle, affermando che «il disinteresse di Argento per la logica narrativa è qui macroscopico, programmatico. Intanto, però, grazie alla musica dei Goblin, inventa il thriller assordante: picchia sull'orecchio quanto sul nervo ottico». Pino Farinotti e Paolo Mereghetti, nei loro dizionari, assegnano invece tre stelle al film, sebbene il primo non lasci un commento, mentre il secondo giudica il film positivamente, ritenendolo fra i migliori della carriera del regista. Ottime invece furono le critiche estere.
Successo [modifica]
La pellicola incassò estremamente bene in Italia ma non raggiunse i risultati commerciali del precedente Profondo rosso. Evidentemente per Argento la pellicola era troppo avveniristica per i gusti del pubblico italiano medio del tempo ed infatti nazionalmente non diventò il vertice commerciale della filmografia del regista al contrario di quanto avvenne nel resto del mondo (soprattutto Francia, Germania, Giappone, Stati Uniti e Regno Unito) dove riscosse enorme successo rendendo celebre internazionalmente il suo autore. Ciò ha determinato una dicotomia: mentre in Italia il suo film più noto è Profondo Rosso, all'estero il regista è conosciuto soprattutto per Suspiria.[1]
Collegamenti ad altre pellicole [modifica]
- L'attacco improvviso del cane di Daniel al proprio padrone venne ripreso da Lucio Fulci in una scena di ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà del 1981.[5]
- Sempre Fulci potrebbe aver ripreso, in una scena di Quella villa accanto al cimitero del 1981, l'improvvisa apparizione nel buio degli occhi della Mater Suspiriorum.
- Nel film Juno di Jason Reitman viene omaggiato il film Suspiria con una citazione della protagonista che lo nomina come suo film preferito. Argento ricambierà l'omaggio nel suo Giallo.
- Il tredicesimo episodio, della terza stagione, della serie animata americana Le tenebrose avventure di Billy e Mandy, ("Billy Idiot"), è una parodia mista di Suspiria e il film Billy Elliot.
Curiosità [modifica]
- Dario Argento ha dichiarato di aver ideato una scuola di danza come copertura di una congrega di streghe per il valore magico tradizionalmente attribuito da quest'ultime al ballo: secondo tali credenze alcuni movimenti del corpo condurrebbero al trascendente colui che li pratica.[1]
- La famosa citazione del professor Milius la magia è quoddam ubique, quoddam semper, quoddam ab omnibus creditum est e cioè la magia è quella cosa che ovunque sempre e da tutti è creduta è in realtà una modifica di una famosa frase del V secolo d.C. attribuita a san Vincenzo di Lerino (Magnopere curandum est ut id teneatur quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est).
- La donna che interpreta il ruolo di Elena Markos è l'attrice più anziana con la quale ha lavorato Dario Argento nella sua carriera cinematografica: aveva infatti 94 anni ed era stata trovata dal regista in un ospizio a circa 100 chilometri da Roma. L'autore la rammenta teneramente per i suoi ricordi e perché ella si faceva piacevolmente sorprendere dalle "meraviglie del set" cinematografico.[1]
- La celebre scena in cui Stefania Casini precipita sul filo spinato, fu realizzata in una vera stanza piena di fil di ferro. Le istruzioni di Argento all'attrice furono semplicemente di buttarsi sul filo e di provare a fare qualche passo. In effetti, l'attrice riuscì a fare pochissima strada e, ben presto, fu completamente bloccata dal filo, tanto che, per liberarla furono necessarie alcune cesoie e molta pazienza. Inoltre, il filo di ferro provocò numerose escoriazioni sul corpo dell'attrice e per questo la scena non fu ripetuta.[2]
- Stefania Casini ha rivelato che il ruolo di Sara le fu affidato in sostituzione di Daria Nicolodi dopo la rinuncia di quest'ultima a causa di un incidente.[2]
- Luciano Tovoli ha dichiarato che la scena della morte del pianista cieco Daniel (Flavio Bucci) fu estremamente complicata da filmare per la vastità dell'ambientazione (la celebre Königsplatz) che ne rendeva difficile la corretta illuminazione funzionale all'immagine: per realizzarla fu impiegata circa una settimana utilizzando torrette e luci ad arco[2]. Inoltre, per simulare il "volo dell'aquila" fu impiegato un ingegnoso quanto antico sistema: la macchina da presa era stata collegata ad un carrello sospeso in alto che scorreva tramite alcune carrucole lungo un cavo d'acciaio di 150 metri[1]
- In Giappone il film fu proiettato in uno stadio a un pubblico di circa 30.000 persone utilizzando un sistema dotato di un immenso impianto audio realizzato dalla Sony.[1]
- Nella prima versione in DVD mancano i titoli di coda.
- Il film guadagnò 3 miliardi e 400 milioni di Lire[senza fonte] (circa 1 milione e mezzo di euro).
- La colonna sonora di Suspiria è stata utilizzata anche nella serie televisiva Turno di notte, nell'episodio "Via delle streghe".
- "Le notti della luna piena", il terzo episodio della saga di Dylan Dog contiene numerosi riferimenti al film: la storia è ambientata proprio in Germania, nella Selva Nera; uno dei luoghi chiave della vicenda è una scuola frequentata esclusivamente da ragazze, gestita da due anziane sorelle (che alla fine si riveleranno essere streghe) alle quali è assoggettato un inserviente di nome Otto che, come Pavlo, non parla e pare avere gravi problemi comportamentali. Alla fine dell'episodio, la scuola brucerà e verrà distrutta dopo la morte delle streghe, esattamente come alla fine del film.
Il remake americano [modifica]
Negli Stati Uniti è in fase di preparazione un remake di Suspiria. Vi ha collaborato lo stesso Dario Argento, ma solo per la sceneggiatura. Il progetto rientra nell'ambito di una cessione di diritti operata da Argento su due suoi film, per farne realizzare dei remake negli Stati Uniti; l'altro titolo interessato è L'uccello dalle piume di cristallo (non ancora entrato in pre-produzione).
Bibliografia [modifica]
- La versione romanzata del film (scritta da Nicola Lombardi) è stata pubblicata dall'editore Newton Compton nel 1997 (poi ristampata da Mondo Ignoto Editore nel 2002 all'interno del saggio "Suspiria"), assieme alle novelizations di Inferno (Antonio Tentori), Opera (Fabio Giovannini), Phenomena (Luigi Cozzi) e Demoni (Massimo Brando), nel volume Terrore Profondo.
Note [modifica]
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o dati ricavati dall'intervista a Dario Argento a cura di Gianni Monciotti inclusa nel Disco 2 dell'edizione dvd CDE Eagle del 2004.
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r dati ricavati dal documentarioSuspiria 25th Anniversary incluso nel Disco 2 dell'edizione in dvd CDE Eagle del 2004.
- ^ il nome completo ricavato dal sito ufficiale di Daria Nicolodi è Yvonne Muller Loeb Casella [1].
- ^ [2]
- ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Tutti gli orrori del mondo, ovvero ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà, in Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004, pp. 215-227. ISBN 88-900629-6-7
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su Suspiria dell'Internet Movie Database
- Scheda su Suspiria de Il mondo dei doppiatori
- Scheda su Suspiria di Digilander
- Scheda di Suspiria su Whipart
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