Suspiria
| « Susy Benner decise di perfezionare i suoi studi di balletto nella più famosa scuola europea di danza: scelse la celebre accademia di Friburgo. Partì un giorno alle nove di mattina dall'aeroporto di New York e giunse in Germania alle 22:45, ora locale. » | |
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(Dario Argento che narra durante i titoli di testa)
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Suspiria è un film del 1977, diretto da Dario Argento con i protagonisti Jessica Harper e Stefania Casini.
Indice |
[modifica] Presentazione del film
Argento collaborò anche alla composizione della colonna sonora firmata dai Goblin, reduci dall'assegnazione del disco di platino per il tema di Profondo rosso (1975), composto insieme a Giorgio Gaslini.
Il film è considerato il secondo successo di Dario Argento, dopo Profondo Rosso, capolavoro del 1975 interpretato da David Hemmings, Daria Nicolodi e Gabriele Lavia. La moglie del regista, Daria Nicolodi, ha collaborato nella realizzazione del film, curandone la sceneggiatura. Il film ha riscosso un successo mondiale ma, a causa del contenuto particolarmente violento, ha subito un visto di censura che ne ha vietato la visione ai minori di 18 anni, in seguito ridotto ai minori di 14 anni. Il film è il primo capitolo della cosiddetta Trilogia delle Madri. I titoli dei capitoli successivi, girati nel 1980 e nel 2007, sono: Inferno (interpretato da Leigh McCloskey, Eleonora Giorgi e Alida Valli) e La terza madre (interpretato da Cristian Solimeno, Asia Argento e Jun Ichikawa). Il titolo Suspiria (come la storia della Trilogia de Le Tre Madri) è stato ispirato dal libro Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey che lo scrisse dopo un soggiorno a Milano, presso la villa dei conti Imbonati.
Il film è stato girato con lenti anamorfiche; la fotografia di Luciano Tovoli e la scenografia di Giuseppe Bassan; inoltre presenta i colori primari (soprattutto il rosso) utilizzando processi di inibizione, i cui effetti, erano già stati sperimentati in pellicole quali Il mago di Oz e Via col vento. Suspiria è stata, infatti, una delle ultime pellicole ad utilizzare queste tecniche, ai fini della fotografia e del formato Technicolor, oramai in via di estinzione anche a causa degli elevati costi che il sistema ingenerava. Grazie a tale tecnica, il film di Dario Argento assume un misterioso fascino.
Inizialmente il regista aveva pensato di girare il film con attrici minorenni ma ciò non gli fu possibile a causa del divieto, in Germania, di portare sullo schermo attrici di minore età. Al di là di ciò Dario Argento optò nell'utilizzare porte che avessero le maniglie posizionate molto più in alto rispetto al posizionamento di una normale: l'idea era quella di trasmettere agli spettatori quella difficoltà che i bambini hanno nel raggiungere la maniglia, vera chiave d'apertura verso l'esterno. La donna che interpreta il ruolo di Elena Marcos è l'attrice più anziana con la quale ha lavorato Dario Argento nella sua carriera cinematografica: aveva infatti 94 anni ed era stata trovata dal regista in un ospizio a circa 100 chilometri da Roma.
La celebre scena in cui Stefania Casini precipita sul filo spinato, fu realizzata in una vera stanza piena di tale oggetto. Le istruzioni di Argento all'attrice furono semplicemente di buttarsi sul filo e di provare a fare qualche passo. In effetti, l'attrice riuscì a fare pochissima strada e, ben presto, fu completamente bloccata dal filo, tanto che, per liberarla furono necessarie alcune cesoie e molta pazienza. Inoltre, il filo di ferro provocò numerose escoriazioni sul corpo dell'attrice.[1]
[modifica] Trama
Susy Benner (Jessica Harper) è una giovane ballerina classica. All'imbarco aereo per per Friburgo, intravede, vicino a lei, una signora, Elisa Mandy, che, subito dopo la fugace apparizione scompare. Giunta a Friburgo (Germania) per specializzarsi presso una prestigiosa Accademia di danza della città, appena uscita dell'aeroporto, si rende conto che piove a dirotto e, dopo alcuni tentativi falliti, riesce a fermare un taxi. Arrivata alla sede della scuola, osserva una ragazza che spalanca la porta d'ingresso ed esce pronunciando frasi sconnesse che non riesce a percepire per via del forte rumore della pioggia. La sconosciuta fugge e Susy citofona per farsi aprire ma, una voce sconosciuta, dopo averle comunicato di non conoscerla, interrompe la comunicazione, senza aprirle la porta d'ingresso. In preda all'angoscia, Susy rientra nel taxi e torna in città, cercando una sistemazione per la notte. Dal finestrino del taxi, Susy intravede una figura femminile muoversi nella foresta e, quasi subito, riconosce in lei la donna fuggita, poco prima, della scuola di danza.
La scena si sposta sulla fuggitiva: Patty. La ragazza è appena stata espulsa dall'accademia per comportamento scorretto. La ragazza si reca dall'amica Sonia la quale, vedendola sotto shock, le chiede il motivo del suo stato. Patty replica comunicandole che ogni spiegazione sarebbe inutile: ha scoperto qualcosa di talmente assurdo che è certa che nessuno le crederebbe. A quel punto Patty si chiude in bagno per asciugarsi i capelli ma, avvertendo qualcosa di macabro nell'aria, si avvicina alla finestra per cercare di osservare ciò che accade all'esterno dell'appartamento. Il buio della notte non le consente di scorgere nulla, quindi Patty afferra una lampada al fine di scorgere meglio l'esterno dell'abitazione. La ragazza intravede due occhi nel buio. All'improvviso una mano mostruosa rompe il vetro e la afferra per i capelli, premendole con forza la testa contro il vetro. Nell'altra stanza Sonia assiste impotente alla scena e cerca di sfondare la porta ma, non riuscendoci, esce fuori di casa e bussa a tutte le porte del condominio per chiedere aiuto. Nessuno le apre. Nel frattempo Patty viene trascinata dall'aggressore e riceve una serie di coltellate che le squarciano il petto. Il corpo della ragazza viene trascinato su di un lucernario e legato con una corda. In un crescendo di urla strazianti, il vetro del lucernario non riesce a reggere il peso di Patty, ormai cadavere, e rompendosi causa la rovinosa caduta della ragazza, la quale rimane impiccata per mezzo della corda a cui era legata. Con incredibile stupore e con orrore si scopre che anche Sonia, nel frattempo giunta al centro della hall del palazzo, è morta colpita dalla caduta di grossi pezzi di vetro e dal precipitare dei ferri strutturali del lucernario.
Il giorno dopo Susy si reca all'accademia di danza, ora aperta. All'interno, alcuni poliziotti stanno conversando con la vicedirettrice della scuola, Madame Blanc (Joan Bennett), interrogandola sull'omicidio della giovane Patty e sulla morte della sua compagna d'appartamento. Nel frattempo Susy fa la conoscenza di miss Tanner (Alida Valli), una delle severissime insegnanti, che la accompagna a fare un giro nella scuola ma, prima di compiere la perlustrazione della scuola con miss Tanner, la ragazza riferisce alla polizia le circostanze del suo arrivo alla scuola il giorno precedente, in particolare la fuga della ragazza verso la foresta. I poliziotti apprezzano la collaborazione e lasciano Susy a miss Tanner.
All'interno dell'accademia lavorano strani ed eccentrici individui: il pianista cieco Daniel (Flavio Bucci), con un cane da compagnia, le inservienti cuoche (Franca Scagnetti e Serafina Scorcelletti), quasi sempre silenziose, il maggiordomo burbero e asettico Pablo e il macabro nipote di madame Blanc, Albert.
Susy viene accompagnata da miss Tanner negli spogliatoi, dove le sue compagne si stanno preparando a una giornata di allenamenti: tra di loro conosce Olga (Barbara Magnolfi), che si rende subito antipatica. All'inizio delle lezioni, alcune ragazze tendono a evitare Susy considerata «la nuova arrivata». Solo Sara (Stefania Casini) si dimostra cordiale e Susy ne diventa subito amica. Durante uno spostamento tra un'aula e un'altra, Susy si imbatte in una delle inservienti intenta a lucidare degli oggetti decorativi in compagnia di Albert. In quel momento, un coltello che la donna sta lucidando viene irradiato da una strana luce che colpisce in pieno volto Susy, la quale, percepisce un immediato calo delle forze. Arrivata in sala, comunica a miss Tanner il suo stato ma l'insegnante le ordina di unirsi agli altri per lo svolgimento dei quotidiani esercizi. Confusa dalle urla della Tanner e per via dello sforzo, Susy sviene.
Rinvenuta, Susy si ritrova in una camera della scuola, circondata da miss Tanner, madame Blanc e dal professor Verdegast (Mario Scarpa), il medico dell'accademia. Nel frattempo l'edificio è stato invaso da larve e quindi tutte le allieve sono costrette ad accamparsi in una sala della scuola per la notte. Di notte, all'improvviso, Sara sveglia Susy e la incita ad ascoltare alcuni rumori strani. Dalla stanza a fianco, adibita a dormitorio delle professoresse, provengono inquietanti sospiri e rantoli. Sara afferma che si tratta della direttrice, da tutti creduta in viaggio. La mattina successiva le lezioni continuano quando, d'un tratto, il cane del pianista Daniel azzanna il nipote di madame Blanc. Il pianista viene subito licenziato e la notte stessa, al ritorno da un pub, mentre ha la sensazione di essere seguito, viene azzannato al collo senza apparente motivo dal suo cane, che lo sbrana.
La mattina dopo Susy parla privatamente con madame Blanc. La giovane ballerina riferisce alla donna che, al suo arrivo, una voce al citofono la aveva invitata ad andarsene e che Patty aveva pronunciato due strane parole: "segreto" e "iris". Solo in seguito Sara confessa a Susy che la voce al citofono era la sua e le confida altresì che la povera Patty aveva scoperto un importantissimo segreto sulla scuola. Patty aveva riferito parte delle sue scoperte a Sara che, spaventata, le aveva confessate al suo psichiatra (presso il quale era in cura dopo la morte della madre). Sara aveva raccolto tutte le sue scoperte in un taccuino che, però, le era stato rubato. Ciò ad esclusione di una pagina, che la ragazza teneva sempre con sè.
Sicura di aver scoperto il mistero della scuola, Sara accenna a Susy circa la possibile presenza di streghe all'interno dell'accademia. Da quel momento Susy viene progressivamente drogata dalle insegnanti, per mezzo del cibo consegantole in stanza: la ragazza è ancora convalescente dopo lo svenimento. Per causa delle droghe somministratele, Susy non riesce mai a rimanere sveglia. Durante la notte, Sara percepisce di essere osservata e, mentre è in stanza con l'amica, considerato che Susy si mantiene in continuo stato di dormiveglia, decide di uscire dalla stanza e di darsi alla fuga. Dopo una estenuante corsa lungo i corridoi dell'accademia, Sara sempre più minacciata da un'oscura presenza, finisce col chiudersi in una stanza della soffitta. L'assassino tenta ripetutamente di sollevare il cardine della porta con un rasoio, per riuscire a entrare ma nel frattempo Sara scorge una piccola finestra all'interno della soffitta. Per sfuggire all'assassino si cala dal pertugio senza accorgersi, però, del pericolo che incombe nella stanza adiacente. Calatasi dalla piccola finestra, Sara frana su una grossa quantità di filo spinato disseminato per tutta la stanza. La ragazza, ormai intrappolata e lacerata dal filo spinato, viene raggiunta e sgozzata dall'assassino.
Il giorno dopo Susy si reca dallo psichiatra di Sara (Udo Kier), per comprendere meglio le paure e i timori della sua amica. Il dottore presenta a Susy uno studioso di scienze occulte, il professori Milius (Rudolf Schindler), il quale le racconta la leggenda di Elena Marcos, conosciuta anche come la "Regina Nera".
Il professor Milius comunica a Susy che l'accademia di danza che altro non è che una copertura per nascondere una pericolosa associazione di streghe, delle quali la signora Marcos (la sconosciuta direttrice) è a capo. Le streghe, votate unicamante al male, rappresentano un grande pericolo, anche per Susy. Il professore conclude il suo discorso pronunziando una frase: Si può benissimo ridere della magia ma, comunque, si sappia che la magia è… "quoddam ubique, quoddam semper, quoddam ab omnibus creditum est" che significa: "la magia è quella cosa che ovunque, sempre e da tutti, è creduta".
Dopo una disperata ricerca, Susy riesce a trovare l'unica pagina degli appunti che Sara era riuscita a conservare. Seguendo quelle indicazioni scritte, si ritrova nell'ufficio di madame Blanc. Non capendo cosa avesse scoperto l'amica, all'improvviso vede riflesse in uno specchio alcune piccole decorazioni a forma di fiore dipinte sul muro alle spalle della scrivania. Sono tre iris e, nel vederli, Susy ricorda perfettamente le parole pronunciate da Patty la sera in cui la ragazza venne uccisa... Patty, nella confusione del temporale, al citofono, comunicando con Sara, aveva pronunziato: "Il segreto oltre la porta.... I tre iris.... Gira quello blu!!". Dei tre iris raffigurati nella decorazione quello di colore blu effetivamente non è dipinto ed è in rilievo. Ruotandolo, Susy vede spalancarsi davanti a sé una porta nascosta nel muro, che conduce a una stanza segreta. Scese la scale, Susy percorre un corridoio decorato da segni occulti, alla fine del quale, trova una stanza. All'interno di questa sono riunite tutte le insegnanti, le inservienti e il poccolo nipote di madam Blanc. Nascosta dietro una tenda, la ragazza ascolta i discorsi di quelle donne malvagie, le quali, stanno pianificando di ucciderla in quanto prossima a scoprire la verità. Albert, che si dimostra essere uno stregone, avverte la presenza di un intruso e ordina a Pablo (l'inserviente) di perlustrare per bene la zona. Per non farsi scoprire, Susy si rifugia in una stanza adiacente ma, giunta nella stanza, percepisce nuovamente quel mostruoso respiro che aveva sentito con Sara la notte dell'invasione delle larve. Voltandosi di scatto, scorge un'ombra al di là di una tenda. Facendo per sbaglio cadere un soprammobile dall'aspetto di un pavone, Susy si accorge che alcune palle di ferro cadute dal comò hanno sbattuto contro la parete, provocando un gran fracasso: l'ombra si sveglia e si mette a sedere sghignazzando. Fattasi coraggio la ragazza sposta di colpo la tenda ma, al di là del lenzuolo, non vede nessuno. Nel frattempo, il corpo straziato di Sara, governato dai poteri delle streghe, con tanto di spilli conficcati negli occhi, si avventa con un coltello contro Susy, la quale, armatasi di un punteruolo preso dal pavone in miniatura, vede apparire, tra la luce dei lampi, la sagoma del mostro assassino che governa il corpo di Sara. In concomitanza con il fragore di un tuono, Susy riesce a conficcare con grossa forza il punteruolo nella gola della mostruosa creatura che si rivela essere una vecchia dalla carnagione verdastra. Il mostro, altri non è che Elena Marcos, meglio conosciuta come Mater Suspiriorum, una delle tre madri degli Inferi. Dopo essere stata colpita da Susy, Elena perisce. Elisa Mandy, la donna che Susy aveva visto all'aeroporto, voleva invece donarle forza: anche lei aveva combattuto Elena Marcus. La strega aveva causato tanti danni ad Elisa che, nonostante la sua lotta, venne uccisa (con suo marito) da Elena.
Uccidendo Elena, Susy elimina, per conseguenza, anche tutte le altre streghe, le quali traevano da Elena il loro potere... All'improvviso la scuola viene scossa da un violentissimo terremoto: tutto inizia a crollare. Susy, ormai in preda al panico più totale, riesce a uscire e a fuggire via dall'edificio, che comincia a prendere fuoco dall'interno. Il film si conclude con Susy che si allontana facendo una sadica risata, il che vuol dire che ha appreso anch essa i poteri delle streghe morte. Subito dopo si vede una finestra in fiamme e si sentono le urla strazianti delle streghe.
[modifica] Colonna sonora
| Per approfondire, vedi la voce Suspiria (Goblin). |
Lo score di Suspiria fu composto dai Goblin (Claudio Simonetti, Agostino Marangolo, Massimo Morante e Fabio Pignatelli) in collaborazione con lo stesso Argento. È soprattutto grazie alla colonna sonora che il film riesce a ottenere un grande impatto alla prima visione e a scaturire nello spettatore paura e tensione senza precedenti.
[modifica] Musica
Simonetti stesso, insieme con la sua band Daemonia, fece una cover del brano introduttivo di Suspiria. In Italia il CD è stato distribuito, come gli altri lavori dei Goblin, dalla Cinevox Record, mentre negli USA il DVD del film, prodotto dalla Anchor Bay, contiene anche lo score. Il motivo principale del film è stato realizzato con un bouzouki, un particolare modello di mandolino di origine greca dal ritmo particolarmente incalzante. Le percussioni che accompagnano i punti più tesi del film sono invece strumenti africani. Per questo, oltre a essere la colonna sonora più "paurosa" della band, è anche quella più sperimentale.
[modifica] Critiche
Il film uscì in Italia il 1º febbraio 1977, accompagnato da una serie di critiche assai negative per Dario Argento e la sua opera. Giovanni Grazzini, critico del Corriere della Sera, scrisse: «Una laurea honoris causa in tecnologia degli spaventi. Dario Argento non merita niente di meno per un film che probabilmente farà epoca nel cinema della pelle d'oca». Tullio Kezich invece, nel suo Il nuovissimo mille film - Cinque anni al cinema 1977-1982 stroncò la pellicola, sostenendo che «fra pregi e difetti, il regista di Profondo rosso è sempre lo stesso, anzi in una progressiva divaricazione si affina e si deteriora nello stesso tempo». Morando Morandini nel suo Dizionario dei film gli assegna due stelle, affermando che «il disinteresse di Argento per la logica narrativa è qui macroscopico, programmatico. Intanto, però, grazie alla musica dei Goblin, inventa il thriller assordante: picchia sull'orecchio quanto sul nervo ottico». Pino Farinotti e Paolo Mereghetti, nei loro dizionari, assegnano invece tre stelle al film, sebbene il primo non lasci un commento, mentre il secondo giudica il film positivamente, ritenendolo fra i migliori della carriera del regista .
[modifica] Collegamenti ad altre pellicole
- L'attacco improvviso del cane di Daniel al proprio padrone venne ripreso da Lucio Fulci in una scena di ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà del 1981.[2]
- Sempre Fulci potrebbe aver ripreso, in una scena di Quella villa accanto al cimitero del 1981, l'improvvisa apparizione nel buio degli occhi della Mater Suspiriorum.
- La protagonista del film Juno cita Suspiria come uno dei film preferiti.
[modifica] Curiosità
- La famosa citazione del professor Milius la magia è quoddam ubique, quoddam semper, quoddam ab omnibus creditum est e cioè la magia è quella cosa che ovunque sempre e da tutti è creduta è in realtà una modifica di una famosa frase del V secolo d.C. attribuita a san Vincenzo di Lerino (Magnopere curandum est ut id teneatur quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est).
- Nella prima versione in dvd mancano i titoli di coda.
- La sceneggiatura romanzata del film (scritta da Nicola Lombardi) è stata pubblicata dall'editore Newton Compton nel 1997, assieme alle novelizations di Inferno (Antonio Tentori), Opera (Fabio Giovannini), Phenomena (Luigi Cozzi) e Demoni (Massimo Brando), sotto il titolo Terrore Profondo.
- Nelle primissime scene del film, quando la protagonista Susy entra nel taxi e chiede informazioni al tassista è possibile vedere riflesso nel vetro che separa i due attori, il volto del regista Dario Argento in una espressione demoniaca alquanto bizzarra. È una delle tante "presenze di Argento", ma senz'altro la più particolare, anche perché dura pochissimi attimi. Il regista non aveva mai dichiarato di aver fatto una simile comparsata nel film, ma l'ha poi confermata quando è stata notata da alcuni attenti studiosi del film.
- Circola in Italia una versione del film stampata in super 8. Si tratta tuttavia di un'edizione non autorizzata e decisamente mediocre.
- Nella scena in cui Susy e il professor Milius stanno parlando, si vede riflessa nella vetrata del palazzo la troupe capitanata dal regista con l'operatore e altri addetti al film.
- Il film guadagnò 3 miliardi e 400 milioni di Lire.
[modifica] Il remake americano
Negli Stati Uniti è in fase di preparazione un remake di Suspiria. Vi ha collaborato lo stesso Dario Argento, ma solo per la sceneggiatura. Il progetto rientra nell'ambito di una cessione di diritti operata da Argento su due suoi film, per farne realizzare dei remake negli Stati Uniti; l'altro titolo interessato è L'uccello dalle piume di cristallo (non ancora entrato in pre-produzione).
[modifica] Note
- ^ Come rivelato dalla Casini stessa nei contenuti speciali dell'edizione DVD del film
- ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Tutti gli orrori del mondo, ovvero ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà, in Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004, pp. 215-227. ISBN 88-900629-6-7
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Suspiria dell'Internet Movie Database
- Scheda su Suspiria di Digilander
- Scheda di Suspiria su Whipart
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