Suspiria
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Suspiria è un film del 1977, diretto da Dario Argento, scritto da Daria Nicolodi, interpretato da Jessica Harper, Stefania Casini, Miguel Bosé, Alida Valli, Udo Kier e Joan Bennett.
Argento collaborò anche alla composizione della colonna sonora firmata dai Goblin, reduci dall'assegnazione del disco di platino per il tema di Profondo rosso (1975), composto insieme a Giorgio Gaslini.
Suspiria è il primo episodio della trilogia delle Tre Madri, cui fanno seguito Inferno (1980) e La terza madre (2007); inoltre, è considerato il capolavoro di Argento.
Il film uscì in Italia il 1 febbraio 1977,[1] mentre negli Stati Uniti il 12 agosto dello stesso anno.[1]
Alla sua uscita venne vietato in molti paesi ai minori di 18 anni per le scene splatter. Sino al 2003, la pellicola è stata vietata in Norvegia.[2]
Nel 2007 è uscita in dvd la versione restaurata del film (dal 2009 anche in Blu-Ray), con una qualità audio e video migliorate.
Indice |
[modifica] Trama
Susy Benner (Jessica Harper) è una giovane ballerina classica americana che giunge a Friburgo (Germania) per specializzarsi presso la prestigiosa Accademia di danza della città. Uscita dalla hall dell'aeroporto, si rende conto che piove a dirotto e, dopo alcuni tentativi falliti, riesce a fermare e prendere un taxi. Arrivata alla sede della scuola, vede una ragazza che spalanca la porta d'ingresso ed esce pronunciando frasi sconnesse che Susy non riesce a percepire per via del forte rumore della pioggia. La sconosciuta fugge via e Susy citofona per farsi aprire, ma una voce le risponde di non conoscerla. In preda all'angoscia, Susy rientra in taxi e torna in città per cercare una sistemazione per la notte. Dal finestrino del taxi la ragazza vede una figura femminile muoversi nella foresta e, dopo un po', riconosce in lei la donna scappata via poco prima dall'ingresso della scuola.
La scena si sposta appunto sulla fuggitiva (Eva Axèn), che si chiama Pat, la quale è appena stata espulsa dall'accademia per comportamento scorretto. Pat si reca dall'amica Sonia (Susanna Javicoli) la quale, vedendola sotto shock, le chiede il motivo del suo stato. Pat replica dicendole che ogni spiegazione sarebbe inutile, perché ha scoperto qualcosa di talmente assurdo che è certa nessuno le crederebbe. Dopo di che Pat si chiude in bagno per asciugarsi ma, avvertendo qualcosa di macabro nell'aria, si avvicina alla finestra per guardare fuori nel buio della notte, come per verificare di non essere stata seguita da qualcuno. Dopo aver preso una lampada per vedere meglio, la ragazza scorge due occhi nel buio. All'improvviso una mano mostruosa rompe il vetro e la afferra per i capelli, premendole con forza la testa contro il vetro. Nell'altra stanza Sonia assiste impotente alla scena e cerca di sfondare la porta ma, non riuscendoci, esce fuori di casa e bussa a tutte le porte per chiedere aiuto, ma nessuno le apre. Nel frattempo Pat viene trascinata fuori e riceve una serie di coltellate che le squarciano il petto. Il corpo della ragazza viene trascinato su di un lucernario e legato con una corda. In un crescendo di urla strazianti, il vetro del lucernario non riesce a reggere il peso di Pat, ormai cadavere, e si rompe, facendo cadere la ragazza la quale rimane impiccata con la corda. Con incredibile stupore e con orrore si scopre che anche Sonia, che era riuscita a raggiungere la hall del palazzo, è morta, colpita dalla caduta dei grossi vetri e dai ferri strutturali del lucernario.
Il giorno dopo, Susy si reca all'accademia di danza, ora aperta. All'interno, alcuni poliziotti stanno parlando con la vicedirettrice della scuola, madame Blanc (Joan Bennett) interrogandola sull'omicidio della giovane Pat e sulla morte della sua compagna d'appartamento. Susy conosce miss Tanner (Alida Valli) che la accompagna a fare un giro nella scuola, ma prima la ragazza riferisce alla polizia le circostanze del suo arrivo alla scuola il giorno precedente, in particolare la fuga della ragazza verso la foresta. I poliziotti apprezzano la collaborazione e lasciano Susy con la Tanner.
All'interno dell'accademia lavorano strani ed eccentrici individui: il pianista cieco Daniel (Flavio Bucci), con tanto di cane da compagnia, le cuoche obese e quasi sempre silenziose, il burbero ed asettico Pablo (Giuseppe Transocchi) ed il macabro nipote di madame Blanc, Albert.
Susy viene accompagnata da miss Tanner negli spogliatoi, dove le sue compagne si stanno preparando ad una giornata di allenamenti: tra di loro Olga (Barbara Magnolfi), che si rende subito antipatica, e Sara (Stefania Casini) che invece mostra subito simpatia e comprensione verso Susy.
All'inizio delle lezioni, alcune ragazze tendono a evitare Susy, «la nuova arrivata». Durante uno spostamento tra un'aula ed un'altra, Susy si imbatte in una delle inservienti intenta a lucidare degli oggetti decorativi in compagnia di Albert. In quel momento, l'oggetto che la donna sta lucidando viene irradiato da una strana luce che colpisce in pieno volto Susy, la quale si sente all'improvviso priva di forze. Arrivata in sala, comunica a miss Tanner il suo stato, ma l'insegnante le ordina di unirsi agli altri negli esercizi. Confusa dalle urla della Tanner e per via dello sforzo, Susy sviene.
Rinvenuta, Susy si ritrova in una camera della scuola, circondata da miss Tanner, madame Blanc e dal professor Verdegast (Renato Scarpa), il medico dell'accademia. Nel frattempo l'edificio è stato invaso da larve, quindi tutte le allieve sono costrette ad accamparsi in una sala della scuola. All'improvviso Sara sveglia Susy e le chiede di ascoltare dei rumori. Dalla stanza a fianco, adibita a dormitorio delle professoresse, provengono inquietanti sospiri e rantoli. Sara afferma che si tratta della direttrice, da tutti creduta in viaggio, a sospirare in questo modo. La mattina successiva le lezioni continuano quando, d'un tratto, il cane del pianista Daniel azzanna il nipote di madame Blanc. Il pianista viene subito licenziato e la notte stessa, al ritorno da un pub, mentre ha la sensazione di essere seguito, viene azzannato al collo senza apparente motivo dal suo cane, che lo sbrana.
La mattina dopo Susy va a parlare con madame Blanc per riferirle che, al suo arrivo, una voce al citofono la invitò ad andarsene, e che Pat aveva pronunciato due strane parole: "segreto" e "iris". In seguito Sara confessa a Susy che la voce al citofono era la sua, e le confida che Pat aveva scoperto un importantissimo segreto sulla scuola. Sara poi aveva riferito le sue scoperte ad uno psichiatra con il quale era stata in cura dopo la prematura scomparsa della madre. Sara aveva raccolto tutte le sue scoperte in un taccuino che però le era stato rubato, ad esclusione d'una pagina che la ragazza aveva con sé a parte.
Sicura di aver scoperto il mistero della scuola, Sara fa degli accenni a Susy in merito alla possibile presenza di streghe. Susy è stata però drogata dalle insegnanti e non riesce a rimanere sveglia. Sara sente di essere seguita da qualcuno e inizia a scappare, andando a chiudersi in una stanza della soffitta. L'assassino tenta ripetutamente di sollevare il cardine della porta con un coltello, per riuscire ad entrare. Nel frattempo però Sara passa attraverso una finestra in un'altra stanza, ma senza accorgersene cade sul filo spinato di cui la stanza è piena. La ragazza, ormai intrappolata e lacerata dal filo spinato, viene raggiunta e sgozzata dall'assassino. Il giorno dopo Susy si reca dallo psichiatra che aveva in cura Sara per capire meglio di cosa stesse parlando la sua amica. Il dottore presenta a Susy uno studioso di scienze occulte, il quale le racconta la leggenda di Elena Marcos, conosciuta anche come la Regina Nera, una donna vissuta nei primi del Novecento e che proprio a Friburgo aveva fondato la prestigiosa scuola dove Susy è andata a studiare. Le dice anche però che la scuola era una copertura per nascondere un'associazione di streghe delle quali la Marcos era a capo. Per lo studioso, le streghe erano votate solo ed esclusivamente al male e niente di buono può venire fuori da un incontro ravvicinato con loro.
Susy trova l'unica pagina degli appunti che Sara era riuscita a conservare. Seguendo le indicazioni, si ritrova nell'ufficio di madame Blanc. Non capendo cosa avesse scoperto l'amica, all'improvviso vede riflesse in uno specchio le decorazioni a forma di fiore dipinte sul muro alle spalle della scrivania. Sono tre iris e, vedendoli, Susy ricorda perfettamente le parole pronunciate da Pat la sera in cui venne uccisa, ora del tutto chiare. Pat aveva detto di aver scoperto "Il segreto oltre la porta. I tre iris. Gira quello blu!" Dei tre iris infatti, quello blu non è dipinto ma bensì in rilievo e, ruotandolo, Susy vede all'improvviso spalancarsi davanti a sé una porta nascosta nel muro, che conduce a una stanza segreta. Scese la scale, Susy percorre un corridoio decorato con segni ed effigi occulti, alla fine del quale c'è una stanza dove sono riunite tutte le insegnanti. Nascosta dietro una tenda, la ragazza ascolta i discorsi delle crudeli insegnanti, le quali stanno pianificando di ucciderla in quanto prossima a scoprire la verità. Nella stanza c'è anche Albert, il quale avverte la presenza di un intruso e ordina a Pablo di controllare. Per non farsi scoprire, la ragazza si rifugia in un'altra stanza, ma qui sente nuovamente quel mostruoso respiro che aveva sentito con Sara e, voltandosi, vede un'ombra al di là di una tenda che la osserva. Fattasi coraggio Susy alza la tenda, ma dietro non vede nessuno. Nel frattempo, il corpo straziato di Sara, governato dai poteri delle streghe insegnanti e con tanto di spilli conficcati negli occhi, si avventa con un coltello contro Susy, la quale, armatasi di un punteruolo, vede apparire tra la luce dei lampi la sagoma della strega che qualche istante prima giaceva, dormiente, nel letto. In concomitanza con il fragore di un tuono, Susy riesce a conficcare il punteruolo nella gola del mostro, uccidendo così anche le insegnanti le quali traevano da esso il loro potere. Il mostro altri non era che Mater Suspiriorum (La Madre dei Sospiri), una delle Tre Madri degli Inferi.
All'improvviso la scuola viene scossa da un violento terremoto e comincia a crollare. Susy, in preda ormai al panico più totale, riesce ad uscire e a fuggire via dall'edificio, che comincia a prendere fuoco dall'interno. Il film si conclude con l'immagine delle fiamme che inghiottono il palazzo e con le urla strazianti delle streghe.
[modifica] Produzione
Il titolo Suspiria e il concetto delle Trilogia delle Tre Madri fu preso da Dario Argento dal libro Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey, il quale scrisse il libro dopo una visita a Milano e un soggiorno nella casa dei conti Imbonati (piazza San Fedele), incuriosito dalla storia di fantasmi e maledizioni che facevano di casa Imbonati una casa stregata.
Il film fu girato con lenti anamorfiche; la fotografia di Luciano Tovoli e la scenografia di Giuseppe Bassan enfatizzavano specialmente i colori primari, soprattutto il rosso, utilizzando dei processi di inibizione i cui effetti erano già noti al pubblico in pellicole come Il mago di Oz e Via col vento. Suspiria è stata infatti una delle ultime pellicole ad utilizzare, per la fotografia, il formato Technicolor, che era ormai in via di estinzione ed era diventato assai costoso. Proprio per questo motivo il film di Argento assume un misterioso fascino, per via dei suoi colori intensi e quasi morbosi, soprattutto il colore rosso.
Inizialmente Argento avrebbe deciso di girare il film con attrici minorenni, ma questo non gli fu possibile a causa del divieto, in Germania, di portare sullo schermo attrici di minore età. Per rendere comunque l'idea, optò di utilizzare porte che avessero le maniglie posizionate più in alto: l'idea era quella di trasmettere quella difficoltà che i bambini hanno nel raggiungere la maniglia per aprire una porta. La donna che interpreta Mater Suspiriorum è l'attrice più anziana con la quale ha lavorato Dario Argento: infatti aveva 94 anni, ed era stata trovata dal regista in un ospizio a circa 100 km da Roma
La celebre scena in cui Stefania Casini cade in una stanza piena di filo spinato fu realizzato con una vera stanza piena di filo di ferro ed in pochissimi ciak. Le istruzioni di Argento all'attrice furono semplicemente di buttarsi e di provare a fare qualche passo. In effetti, l'attrice riuscì a fare pochissima strada e poi fu completamente bloccata dal filo, tanto che per liberarla furono necessarie le cesoie e lungo tempo. Inoltre, il filo di ferro provocò numerosi piccoli "pizzicotti" sul corpo dell'attrice.[3]
[modifica] Colonna sonora
| Per approfondire, vedi la voce Suspiria (Goblin). |
Lo score di Suspiria fu composto dai Goblin (Claudio Simonetti, Agostino Marangolo, Massimo Morante e Fabio Pignatelli) in collaborazione con lo stesso Argento. È soprattutto grazie alla colonna sonora che il film riesce ad ottenere un grande impatto alla prima visione ed a scaturire nello spettatore paura e tensione senza precedenti.
Simonetti stesso, insieme con la sua band Daemonia, fece una cover del brano introduttivo di Suspiria. In Italia il CD è stato distribuito, come gli altri lavori dei Goblin, dalla Cinevox Record, mentre negli USA il DVD del film, prodotto dalla Anchor Bay, contiene anche lo score.
Il motivo principale del film è stato realizzato con un bouzouki, un particolare modello di mandolino di origine greca dal ritmo particolarmente incalzante. Le percussioni che accompagnano i punti più tesi del film sono invece strumenti africani. Per questo, oltre ad essere la colonna sonora più "paurosa" della band, è anche quella più sperimentale.
[modifica] Critiche
Il film uscì in Italia il 1 febbraio 1977, accompagnato da una serie di critiche assai negative per Argento e la sua opera. Giovanni Grazzini, critico del Corriere della Sera, scrisse: «Una laurea honoris causa in tecnologia degli spaventi. Dario Argento non merita niente di meno per un film che probabilmente farà epoca nel cinema della pelle d'oca». Tullio Kezich invece, nel suo Il nuovissimo mille film. Cinque anni al cinema 1977-1982 stroncò la pellicola, sostenendo che «fra pregi e difetti, il regista di Profondo rosso è sempre lo stesso, anzi in una progressiva divaricazione si affina e si deteriora nello stesso tempo». Morando Morandini nel suo Dizionario dei film gli assegna due stelle, affermando che «il disinteresse di Argento per la logica narrativa è qui macroscopico, programmatico. Intanto, però, grazie alla musica dei Goblin, inventa il thriller assordante: picchia sull'orecchio quanto sul nervo ottico». Pino Farinotti e Paolo Mereghetti, nei loro dizionari, assegnano invece tre stelle al film, sebbene il primo non lasci un commento, mentre il secondo giudica il film positivamente, ritenendolo fra i migliori della carriera del regista.
[modifica] Curiosità
- Nell'accademia di danza le porte hanno le maniglie quasi all'altezza del viso; ciò fu una scelta dell'autore, allo scopo di far pensare a bambine (anziché ballerine adulte) alle prese con un mondo fiabesco e malvagio. L'idea originaria, infatti, era quella di utilizzare attrici di giovanissima età, ma Argento dovette rinunciarvi.
- Nella prima versione in dvd mancano i titoli di coda.
- La sceneggiatura romanzata del film (scritta da Nicola Lombardi) è stata pubblicata dall'editore Newton Compton nel 1997, assieme alle novelizations di Inferno (Antonio Tentori), Opera (Fabio Giovannini), Phenomena (Luigi Cozzi) e Demoni (Massimo Brando), sotto il titolo Terrore Profondo.
[modifica] Il remake americano
Negli Stati Uniti è in fase di preparazione un remake americano di Suspiria. Vi ha collaborato lo stesso Dario Argento, ma solo per la sceneggiatura.
[modifica] Note
- ^ a b "Date di uscita for Suspiria", scheda disponibile qui; ultimo accesso l'11 dicembre 2007.
- ^ Scheda su Suspiria dell'Internet Movie Database; ultimo accesso l'11 dicembre 2007.
- ^ Come rivelato dalla Casini stessa nei contenuti speciali dell'edizione DVD del film
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Suspiria dell'Internet Movie Database
- Scheda su Suspiria di Digilander
| Film | Suspiria (1977) • Inferno (1980) • La terza madre (2007) |
| Colonne sonore | Suspiria (1977) • Inferno (1981) • La terza madre (2007) |
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