Tenebre (film)
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Tenebre è un film italiano del 1982, diretto dal regista Dario Argento. La pellicola rappresenta il ritorno del maestro al thriller non paranormale, dopo i primi due episodi della "Trilogia delle tre madri", caratterizzati da un orrore soprannaturale. Argento nella regia è assistito da Lamberto Bava e Michele Soavi, due futuri registi di pellicole horror, che nel film sono presenti solo in piccole scene.
Indice |
[modifica] Trama
Peter Neal (Anthony Franciosa), scrittore americano di gialli, giunge a Roma su richiesta del suo agente (John Saxon) al fine di promuovere la sua ultima fatica letteraria: TENEBRAE. Qualcuno lo importuna con inquietanti telefonate, minacciando di compiere delitti in omaggio all'autore. Ha così inizio una catena di omicidi che, per loro modalità, si collegano al racconto di Peter Neal.
Intervistato dal giornalista Cristiano Berti (John Steiner) circa le motivazioni e le distinzioni tra comportamenti devianti e comportamenti perversi, sulla morale comune e su concetti sconfinanti nella patologia psichiatrica, Neal comprende che esiste una grande affinità elettiva tra lui e il giornalista. Non ci metterà molto a capire che Berti, un paranoico ossessionato dalle donne (già colpevole di aver ucciso una cleptomane e due lesbiche, accompagnando i delitti con dotte citazioni in latino), potenzialmente potrebbe essere il sadico assassino.
Purtroppo, prima di lui, è la giovane e sfortunata Maria (Lara Wendel) a scoprire la verità. La ragazza, per sfuggire all'inseguimento di un dobermann, si rifugia nella villa del pazzo omicida, nel cui studio, addobbato con orrende fotografie che ritraggono i corpi mutilati delle vittime (in una sorta di feticismo morboso da parte dell'assassino) e articoli di giornale, la ragazza troverà una fine orrenda.
Neal, venuto a conoscenza di una tresca in corso tra sua moglie Jane (Veronica Lario) ed il suo agente letterario, orchestra un diabolico piano: elimina Cristiano Berti, il vero assassino, e commette due omicidi applicando lo stesso modus operandi, al fine di far ricadere l'uccisione della moglie e dell'amante ad una stessa mano. Ma qualcosa non quadra e l'ispettore (Giuliano Gemma) risale all'identità dell'omicida, dopo aver ricevuto un fax dal paese natio di Neal, nel quale lo scrittore viene indicato quale probabile assassino di una giovane del luogo (Eva Robins).
Recatosi nella casa affittata dalla moglie di Neal (che nel frattempo ha avvertito Ann, l'attuale convivente di Neal), l'ispettore trova ad attenderlo lo scrittore il quale, in un finale all'ultimo colpo di scena, lo uccide a colpi d'accetta dopo aver fatto scempio della moglie con la medesima arma. L'arrivo provvidenziale di Ann (Daria Nicolodi) che, per entrare in casa, rimuove una scultura moderna, sarà fatale allo scrittore. La scultura gli cade addosso e lo trafigge da parte a parte con le sue punte acuminate.
[modifica] Commento
[modifica] Caratteri tipici del cinema argentiano
Per Tenebre, come per la maggior parte dei suoi thriller, Dario Argento scrive soggetto e sceneggiatura di qualità ottima. La violenza, spesso eccessiva ed insensata, che domina la scena dei suoi principali lavori, trova nel film la più grande esaltazione. Tenebre presenta ancora una volta l'opera di un serial killer, mosso da un trauma; Dario Argento, con la "Trilogia degli animali" e Profondo rosso, fu tra i primi a introdurre questi elementi nel cinema italiano, facendo anche coincidere il punto di vista dello spettatore con quello dell'assassino, mediante l'impiego di soggettive e altre determinate visuali. Notevole è anche l'impatto sui sensi del pubblico, determinato visivamente dal padroneggiamento delle tecniche registiche (impiego della cinepresa Louma) e, sul piano uditivo, dalle melodie efficaci di Claudio Simonetti dei Goblin, che già avevano lavorato con Dario Argento.
[modifica] Altri caratteri peculiari
In particolare, l'ambientazione è caratterizzata da una ricerca del bianco e della luce (il film si svolge nel moderno quartiere dell'EUR), che fa risaltare il rosso del sangue, ma, soprattutto, rileva il divario tra la luminosità del mondo esterno e l'oscurità di un'interiorità sfregiata. La trattazione del trauma che muove l'assassino è, in questo film, molto più approfondita rispetto alle altre opere del cineasta; nell'opera, l'omicidio, volto a colpire la devianza, scatena un perverso piacere liberatorio, quasi sessuale. Come rilevano alcuni critici, nel film si ha un'interessante sperimentazione sui modelli della detective story: mediante l'emulazione, l'arte diventa vita, rivelando la sua natura di vita sublimata.
[modifica] Curiosità
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- In tutto il film ci sono dodici morti; solo Mario Bava aveva mostrato un numero così elevato di cadaveri in Reazione a catena (1971)
- Giuliano Gemma, nella parte del poliziotto appassionato di romanzi gialli, è doppiato da Pino Locchi, voce ufficiale del personaggio di James Bond dal 1962 al 1985.
- La scena dell'uccisione di Jane, interpretata dalla futura moglie di Silvio Berlusconi, fu pesantemente tagliata per la prima visione televisiva, avvenuta nel marzo 1986 su rete Fininvest, come ultimo appuntamento di una rassegna del cinema argentiano. Fu poi lo stesso Argento a mostrarla nella trasmissione Giallo, su Raidue, nell'autunno 1987.
- Nella versione trasmessa in televisione nel 1986 furono ridotte altre scene violente: la sequenza finale in cui il protagonista viene trafitto dalle punte della scultura è resa molto meno cruenta (non si vede mai la punta che passa il corpo da parte a parte); la scena in cui la ragazza viene uccisa a colpi di accetta in casa dell'assassino ha inquadrature in cui non si vede mai l'arma colpire la sfortunata vittima.
- L'ermafrodito Eva Robin's è menzionata/o come Eva Robbins.
- A causa dell'estrema violenza delle scene, Tenebre uscì nelle sale con il divieto della visione ai minori di 18 anni.
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Recensione di Tenebre su CanaleNapoli.it
- Scheda su Tenebre (film) dell'Internet Movie Database
- Recensione originale
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