Tenebre (film 1982)

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« L'impulso era diventato irresistibile. C'era una sola risposta alla furia che lo torturava e così commise il suo primo assassinio. »
(Dario Argento durante i titoli di testa legge un passo del romanzo Tenebrae)
Tenebre
Tenebre.JPG
i titoli di testa del film
Titolo originale Tenebre
Paese di produzione Italia
Anno 1982
Durata 96 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere orrore, thriller, giallo, Splatter
Regia Dario Argento
Soggetto Dario Argento
Sceneggiatura Dario Argento
Produttore Claudio Argento
Produttore esecutivo Salvatore Argento
Casa di produzione Sigma Cinematografica-Roma
Fotografia Luciano Tovoli
Montaggio Franco Fraticelli
Effetti speciali Giovanni Corridori
Musiche Massimo Morante, Fabio Pignatelli, Claudio Simonetti (Goblin)
Scenografia Giuseppe Bassan
Costumi Pierangelo Cicoletti, Carlo Palazzi, Franco Tomei
Trucco Pierantonio Mecacci, Piero Mecacci
Interpreti e personaggi

Tenebre è un film italiano del 1982, diretto dal regista Dario Argento. La pellicola rappresenta il ritorno di Argento al genere thriller che lo ha reso famoso, dopo i primi due episodi della "Trilogia delle tre madri", caratterizzati da un orrore soprannaturale. Argento nella regia è assistito da Lamberto Bava e Michele Soavi, futuri registi di pellicole del terrore e presenti nel film anche in brevi cameo (Bava nel ruolo di un addetto alla riparazione di un guasto e Soavi nel doppio ruolo di fidanzato di Lara Wendel e corteggiatore di Eva Robin's in un flashback).

Trama[modifica | modifica sorgente]

Anne è l'assistente dell'agente Bullmer, che aiuta con il collega Gianni a promuovere i libri di Peter Neal, scrittore americano di gialli. Ann viene a sapere che qualcuno lo importuna con inquietanti telefonate, minacciando di compiere delitti in omaggio all'autore. Ha così inizio una catena di omicidi che, per la loro modalità, si collegano all'ultimo libro di Peter Neal: Tenebre.

Intervistato dal ricco giornalista Cristiano Berti circa le motivazioni e le distinzioni tra comportamenti devianti e comportamenti perversi, sulla morale comune e su concetti sconfinanti nella patologia psichiatrica, Neal comprende che esiste una grande affinità elettiva tra lui e il giornalista. Non ci metterà molto a capire che Berti, un paranoico ossessionato dalle donne, potenzialmente potrebbe essere il sadico assassino.

La giovane e sfortunata Maria, amica di Ann, scoprirà la verità e tenta di rivelarla a Neal. La ragazza, per sfuggire all'inseguimento di un dobermann, si rifugia nella villa del pazzo omicida, addobbata con orrende fotografie che ritraggono i corpi mutilati delle vittime (in una sorta di feticismo morboso); scoperta dal folle, la ragazza troverà una fine orrenda dopo un lungo inseguimento.

Frattanto Neal, venuto a conoscenza di una tresca in corso tra la sua fidanzata Jane ed il suo agente letterario Bullmer è in cerca di vendetta. Gianni, scoperto il colpevole, che altri non è che Berti, raggiunge la sua villa, e il giornalista viene assassinato davanti ai suoi occhi. Successivamente però Gianni annuncia a Neal e ad Ann di voler tornare alla villa di Berti, sperando di ricordare qualcosa di utile per l'identificazione dell'assassinio dello stesso, a cui Gianni aveva assistito, non riuscendo però al momento a vedere nulla se non l'ascia che spacca il cranio di Berti, ma anche Gianni una volta tornato alla villa del critico letterario, dopo aver meglio messo a fuoco il ricordo di quella sera, che lo aveva sconvolto, finirà strangolato nella sua autovettura. Il killer ancora prima, uccide brutalmente Bullmer, sotto il sole e in una piazza affollata, e quindi assale con ferocia Jane "collezionando" l'ennesimo omicidio. Il capitano Germani tuttavia riesce a scoprire la verità: il carnefice degli ultimi quattro omicidi è Neal: lo capisce dopo aver ricevuto un fax dal paese natio dello scrittore, nel quale quest'ultimo viene indicato quale probabile assassino di una giovane del luogo.

Recatosi nella casa affittata da Jane (che nel frattempo ha avvertito Ann), il capitano trova ad attenderlo lo scrittore il quale, dopo aver simulato il suo suicidio, lo uccide con una scure, facendo nel mentre anche cadere accidentalmente una bizzarra scultura contro la porta. Spazientita dall'attesa, Ann raggiunge l'ispettore e, aprendo la porta, fa involontariamente cadere la scultura contro Neal, trafiggendolo mortalmente.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Argento ha rivelato che la genesi di Tenebre è stata influenzata da uno spiacevole incidente accadutogli nel 1980 quando venne molestato da un fan ossessivo. Secondo quanto dichiarato da Argento, l'ammiratore lo perseguitava telefonandogli di continuo, giorno dopo giorno, fino a quando gli confessò di volerlo uccidere. Anche se la minaccia si dimostrò infondata e il tutto si risolse in una bolla di sapone, Argento trovò l'esperienza che gli era capitata terrificante e scrisse Tenebre come risultato delle sue paure.[2]

A dispetto del suo titolo, Argento diede disposizione al suo operatore Luciano Tovoli di girare le scene del film con la maggiore luce possibile. Girato principalmente a Roma, molte delle scene del film sono ambientate di giorno, o in interni fortemente illuminati. Il regista spiegò che stava adottando: "...uno stile di fotografia moderno, discostandosi deliberatamente dalle atmosfere scure e cupe della tradizione del Cinema espressionista tedesco a cui l'horror si era sempre rifatto".[3] A tal proposito, è emblematica la scena dell'omicidio del personaggio interpretato da John Saxon, girata in pieno giorno in una piazza assolata e affollata di passanti.[4] Il regista disse anche che la visione del film di Andrzej Żuławski Possession (1981), aveva fortemente influenzato la sua decisione di girare Tenebre con una illuminazione così forte.

Nonostante la produzione italiana, quasi tutti gli attori del film recitarono in inglese per incrementare le possibilità di successo internazionale del film negli Stati Uniti. Solo successivamente, per il mercato nazionale, il film venne ridoppiato in italiano.[5]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Per Tenebre, come per la maggior parte dei suoi thriller, Dario Argento scrive soggetto e sceneggiatura. Tenebre presenta ancora una volta l'opera di un assassino seriale mosso da un trauma; Dario Argento, con la "Trilogia degli animali" e Profondo rosso, fu tra i primi a introdurre questi elementi nel cinema italiano, facendo anche coincidere il punto di vista dello spettatore con quello dell'assassino, mediante l'impiego di soggettive e altre determinate visuali (tecnica già usata in Il gatto a nove code).[senza fonte] Non mancano alcuni spunti innovativi nell'opera, in particolare, l'ambientazione è caratterizzata da una ricerca del bianco e della luce (il film si svolge nel moderno quartiere dell'EUR), che fa risaltare il rosso del sangue, ma, soprattutto, rileva il divario tra la luminosità del mondo esterno e l'oscurità di un'interiorità sfregiata. La trattazione del trauma che muove l'assassino è, in questo film, molto più approfondita rispetto alle altre opere del cineasta; nell'opera, l'omicidio, volto a colpire la devianza, scatena un perverso piacere liberatorio, quasi sessuale. È l'assassino il giustiziere delle perversioni e del degrado umano mostrato nel film. In tal senso è importante la scelta dell'ambigua Eva Robin's come interprete dell'oggetto del desiderio dell'omicida nel flashback sull'origine del trauma scatenante la sua follia. La ragazza, offesa dalla gelosia del giovane, lo fa immobilizzare da tre suoi amanti e, simbolicamente, lo aggredisce conficcandogli con forza un tacco a spillo (evidente simbolo fallico) in bocca.

Come rilevano alcuni critici, nel film si ha una sperimentazione sui modelli della detective story: mediante l'emulazione, l'arte diventa vita, rivelando la sua natura di vita sublimata.

Tagli e censure[modifica | modifica sorgente]

La scena dell'uccisione di Jane, interpretata da Veronica Lario, futura moglie di Silvio Berlusconi, fu pesantemente tagliata per la prima visione televisiva, avvenuta nel marzo 1986 su rete Fininvest, come ultimo appuntamento di una rassegna del cinema argentiano. Fu poi lo stesso Argento a mostrarla nella trasmissione Giallo, su Rai 2, nell'autunno 1987.

Nella versione trasmessa in televisione nel 1986 furono ridotte altre scene violente: la sequenza finale in cui il killer viene trafitto dalle punte della scultura è resa molto meno cruenta (non si vede mai la punta che passa il corpo da parte a parte, né il sangue che cola da essa subito dopo); la scena in cui la ragazza viene uccisa a colpi di accetta in casa dell'assassino ha inquadrature in cui non si vede mai l'arma colpire la sfortunata vittima.

A causa dell'estrema violenza di alcune scene, e di alcune tematiche per l'epoca scabrose, Tenebre uscì nelle sale con il divieto ai minori di 18 anni.

Le location del film[modifica | modifica sorgente]

Molte location esterne del film appartengono al quartiere romano dell'Eur, e sono a pochi passi da un isolato nel quale, undici anni prima, Dario Argento aveva filmato alcuni esterni di 4 mosche di velluto grigio. In particolare per Tenebre le zone dell'Eur più rintracciabili sono quelle di Cesare Pavese, Palasport e Basilica dei SS Pietro e Paolo.[6]

La scena dell'omicidio di Bullmer è stata invece girata al centro commerciale "Le Terrazze" di Casal Palocco[7].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • In tutto il film ci sono 12 morti; solo Mario Bava aveva mostrato un numero così elevato di cadaveri in Reazione a catena (1971)
  • Il film andò molto bene al botteghino italiano, piazzandosi al 16º posto degli incassi della stagione cinematografica 1982-83.
  • Giuliano Gemma, nella parte del poliziotto appassionato di romanzi gialli, è doppiato per l'ultima volta da Pino Locchi, voce ufficiale del personaggio di James Bond dal 1962 al 1985.
  • Circola in Italia, seppure stampata in un numero limitatissimo di copie, un'edizione non autorizzata in super 8. Tra tutti i titoli di Argento esistenti su questo formato (ed escludendo Il gatto a nove code, i cui diritti per la stampa in super 8, vennero ufficialmente acquistati dalla Sil.ma) è l'unico ad essere accettabile per qualità[8].
  • Nel film, nella scena del bar ad un certo punto si sente in sottofondo la colonna sonora di Zombi di George A. Romero, composta dai Goblin.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Accreditato come Eva Robins.
  2. ^ Maiello, Fabio. Dario Argento - confessioni di un maestro dell'horror, Alacran Edizioni, 2007, Milano, pag. 143-144, ISBN 978-88-89603-75-8
  3. ^ Gans, Christophe. Starfix Magazine, Issue # 1, January 1983, interview with Argento (reprinted in McDonagh’s Broken Mirrors/Broken Minds: The Dark Dreams of Dario Argento)
  4. ^ Maiello, Fabio. Dario Argento - confessioni di un maestro dell'horror, Alacran Edizioni, 2007, Milano, pag. 145, ISBN 978-88-89603-75-8
  5. ^ Steve Biodrowski, Tenebrae (1982) Review, Hollywood Gothique. URL consultato il 22 marzo 2006.
  6. ^ Le location esatte di "Tenebre"
  7. ^ Il centro "Le Terrazze" a Casal Palocco - davinotti.com
  8. ^ Gian Luca Mario Loncrini

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