La terza madre

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La terza madre

Una delle prime scene de La terza madre a Roma. Una madre scaraventa il proprio bambino in fasce da un ponte.
Titolo originale: La terza madre
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: Italia
Anno: 2007
Durata: 98'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: 2.35:1
Genere: Horror
Regia: Dario Argento
Soggetto: Dario Argento
Sceneggiatura: Jace Anderson, Dario Argento, Walter Fasano, Adam Gierasch, Simona Simonetti
Produttore: Claudio Argento, Dario Argento, Giulia Marletta, Tommaso Calevi, Lee Wilson
Produttore esecutivo: Claudio Argento
Casa di produzione: Medusa Film, Sky, Opera Film, Film Commission Torino Piemonte
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
{{{nomedoppiatorioriginali}}}
{{{nomedoppiatoriitaliani}}}
Episodi:
Fotografia: Frederic Fasano
Montaggio: Walter Fasano
Effetti speciali: Sergio Stivaletti, David Bracci, Danilo Bollettini, Lee Wilson (visivi)
Musiche: Claudio Simonetti
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Francesca Bocca, Valentina Ferroni
Costumi: Ludovica Amati
Trucco: Paola Gattabrusi, Chiara Ugolini
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film

La terza madre è un film del 2007, diretto da Dario Argento.

È la terza ed ultima parte della Trilogia delle Tre Madri, iniziata nel 1977 con Suspiria e continuata nel 1980 con Inferno.

Il film è stato presentato in anteprima mondiale al festival del cinema di Toronto, proprio il giorno del compleanno di Dario Argento (7 settembre), uscito nelle sale italiane il 31 ottobre 2007 (la notte di Halloween), e presentato in anteprima alla Festa del cinema di Roma il 23 ottobre. (fonte: imdb.com)

Indice

[modifica] Trama

La vicenda prende l'avvio dal ritrovamento fortuito, durante i lavori di ristrutturazione del manto stradale che costeggia il cimitero di Viterbo, di una bara alla quale è legata, con dei crocifissi, un'urna perfettamente conservata. Il reperto è consegnato alle capaci mani di Monsignor Brusca il quale, esaminatone con viva preoccupazione il contenuto, lo recapita al museo d'arte antica di Roma dove facciamo la conoscenza di Sarah Mandy (Asia Argento), dottoranda in restauro e archeologia, e di Giselle Mares (Coralina Cataldi Tassoni), vice-conservatrice. Chiaramente eccitate dalla preziosa scoperta, le ragazze aprono l'urna che contiene una lunga tunica rossa di raso intrecciata di pietre preziose, un coltello col manico in oro e tre piccole figure di terracotta. Ben presto si materializzano una bertuccia urlante, tre spaventosi demoni e una vecchia ricurva che si accaniscono con inaudita ferocia su Giselle martoriandone l'indifeso corpo e strangolandola con i propri intestini. Allertata dalle urla atroci e agonizzanti della collega, Sarah si mette tempestivamente in salvo grazie al provvidenziale intervento di una misteriosa e distorta voce femminile. Sulla scena del crimine accorre Michael, direttore conservativo del museo, mentre la ragazza è sottoposta a pressante terzo grado da Enzo Marchi, commissario di polizia visibilmente incredulo. Sconvolta e singhiozzante, quella notte Sarah trova conforto tra le braccia di Michael. Intanto in una sala sotterranea imprecisata ha luogo un rituale: la vecchia ricurva muta in una bellissima donna avvolta dalla tunica rossa e dai talismani dell'urna, fonti del suo potere; una folla estatica, in maggioranza donne, la circonda strappandosi le vesti tra lacrime e grida di esultanza. Questa è Mater Lacrimarum, la Madre delle Lacrime (Moran Atias). Preda dell'energia demoniaca sprigionata, la Città Eterna è subito sconvolta da un improvviso incrementarsi di misteriosi suicidi e atti criminosi. Deciso ad investigare gli inquietanti avvenimenti, Michael si reca in quel di Viterbo: accolto da padre Milesi, scopre con pervasivo orrore che Brusca è stato colto da ictus e giace in coma profondo. Pur a disagio, il prelato rivela all'uomo che la bara disotterrata apparteneva ad Oscar De La Vallèe, cavaliere di alto lignaggio che si offrì di traghettare in Vaticano l'urna maledetta rinvenuta ad Aosta nel 1814. Ma fu un viaggio disgraziato a base di pestilenze, morte e distruzione: De La Valèe morì a Viterbo sei giorni dopo di febbre malarica. All'imbrunire Sarah riceve una sgradita sorpresa: Paolo, il figlio di Michael, è stato rapito; un chiaro monito teso a scoraggiare ulteriori investigazioni. Ma l'uomo ancora non demorde e parte per Monteleone alla ricerca di Padre Johannes (Udo Kier), uno degli ultimi esorcisti riconosciuti dalla Chiesa. Con lo spaventoso potere di Mater Lacrimarum ormai liberato dalla lunga prigionia, potentissime fattucchiere da tutto il mondo si danno appuntamento a Roma per rendere omaggio alla più bella e crudele delle Tre Madri ispirate a Thomas De Quincey ed inaugurare la seconda era delle streghe. Scossa da una richiesta telefonica di aiuto di Michael, Sarah raggiunge di gran carriera Monteleone non prima di essere miracolosamente scampata, grazie all'insorgere improvviso di facoltà paranormali, ad un rocambolesco inseguimento in un'affollata Stazione Termini ad opera di agenti del commissario Marchi e di un gruppuscolo di streghe. In attesa di essere ricevuta da Padre Johannes, Sarah fa la conoscenza di Marta Colussi e il suo enigmatico passato è finalmente rivelato: la studentessa è figlia di Elisa Mandy (Daria Nicolodi), strega bianca guaritrice e spiritualista, perita per mano di una potente strega nera: Mater Suspiriorum, la madre dei Sospiri, uccisa anni dopo da una giovane ballerina di nome Susy Bannion (il personaggio interpretato da Jessica Harper in Suspiria). Fa la sua comparsa Padre Johannes che completa il discorso di Marta: mille anni fa sulla costa del Mar Nero, tre sorelle diedero vita alla stregoneria e vagarono per anni per il mondo seminando morte e distruzione; Mater Suspiriorum si stabilì a Friburgo, Mater Tenebrarum a New York e Mater Lacrimarum, l'unica delle tre ancora viva, a Roma. Ma prima che il religioso possa sciorinare ulteriori cruciali informazioni, è massacrato a colpi di mannaia da Valeria, robusta governante ucraina sotto l'influsso dell'affascinante Signora delle Lacrime: Marta e Sarah fuggono tallonate da uno sciame di posseduti trovando infine rifugio nell'appartamento della Colussi. Stacco su un luogo sotterraneo buio e claustrofobico, illuminato a tratti dalla luce tremula delle candele: in un'esplosione di gemiti, grugniti e ringhi gutturali, i tre demoni e Mater Lacrimarum banchettano con i resti di Paolo, il figlio di Michael, steso come un maiale appena uscito dal forno; il ragazzino emette un rantolo: è ancora vivo. Intanto Marta rende partecipe Sarah delle sue abilità extra-sensoriali: la polvere soffiata da un portacipria delinea una moltitudine di spiriti fluttuanti, ma una criptica presenza immateriale cattura subito l'attenzione della ragazza, è la madre Elisa che stigmatizza la crescente pericolosità di Mater Lacrimarum. E' notte inoltrata quando dalle funi si calano i tre demoni e la scimmietta starnazzante, succede tutto in pochi secondi: Marta e la sua amica lesbica Elga fanno una fine orrenda. Straziata dal lancinante spettacolo, Sarah si eclissa spaesata e confusa tra le vie di Roma fino a quando non intravede una figura familiare: è Michael, i cui premeditati intenti omicidi sono sventati dal fantasma di Elisa. Decisa coraggiosamente a vederci chiaro, la studentessa prende contatto con Guglielmo De Witt (Philippe Leroy), architetto e alchimista paralitico, che la indirizza a Palazzo Varelli, identificato come la residenza in cui si cela la Madre delle Lacrime. Raggiunto il fatiscente edificio in stile neoclassico e facendo tesoro dell'indovinello latino "Quello che si vede non esiste e ciò che non si vede è la verità", Sarah si inoltra nel seminterrato dove si dipanano visioni da incubo che sembrano uscite da un dipinto di Bosch. Mater Lacrimarum è in piedi su un antico altare circondata da donne in estasi. Aggredita dalla scimmietta, Sarah è trascinata al cospetto dell'ambasciatrice del Maligno, ma con rapidità fulminea le straccia la tunica rossa che finisce incendiata. Le streghe arretrano sconcertate. L'intero ambiente è scosso da un terremoto vorticoso, scoppia il finimondo, un obelisco centra in pieno Mater Lacrimarum impalandola attraverso il torace. Sarah fugge ma cade in una vasca di liquame putrido con pezzi di cadaveri: sta per soccombere quando è soccorsa dal commissario Marchi. Sporchi e laceri, i due fuggono finalmente fuori, lontani da quel luogo spaventoso.

Una delle scene finali del film

[modifica] Produzione

[modifica] Pre-produzione

Il progetto di questo film risale ad oltre 20 anni fa, quando Dario Argento decise di realizzare la trilogia delle Tre Madri. L'ispirazione arrivò quando il regista lesse una frase del libro Suspiria de profundis di Thomas De Quincey nella quale l'autore dichiara di voler scrivere un libro sulla storia delle tre madri degli inferi: Mater Suspiriorum, Mater Lachrimarum e Mater Tenebrarum. Argento stesso si dichiara entusiasta del'epilogo della trilogia, sostenendo che nel film si trovi la scena più paurosa che lui abbia mai girato (un lungo piano sequenza in cui Asia Argento compie delle ricerche in una villa abbandonata).[senza fonte]

[modifica] Teaser trailer

Il teaser trailer de La Terza Madre è stato distribuito in testa al film Grindhouse - A Prova di Morte di Quentin Tarantino, il video dura circa un minuto ed è solo un teaser trailer ma lascia con l'acquolina in bocca, i colori ricordano molto Inferno e Suspiria e l'atmosfera appare cupa, gore, come negli anni che hanno contraddistinto l'apice della carriera del regista.

[modifica] Festival di Cannes

Protagonisti tra i più attesi di questo 60esimo Festival di Cannes sono stati Dario e Asia Argento. La figlia presente con ben 3 pellicole alla Croisette: Boarding Gate (il film di Assayas), Go Go Tales (di Abel Ferrara). L'attrice italiana è anche presente a fianco del padre durante la presentazione di 3 minuti di anteprima de La Terza Madre, l'ultima fatica del regista romano di cui Asia è la protagonista. Dario Argento ha presentato una versione restaurata di Suspiria a più di trent'anni dall'uscita del film nelle sale a cui sono seguiti 3 minuti dell'epilogo della Trilogia delle tre Madri. "È il più duro dei tre",[senza fonte] ha dichiarato il regista, che ritrova la figlia Asia dopo Il fantasma dell'Opera, centottanta effetti speciali di tipo visivo, grandi effetti sonori, una colonna sonora (firmata da Claudio Simonetti) che coprirà almeno tre quarti della pellicola. E una versione uguale, quindi non censurata, sia in sala che in dvd. Per quanto riguarda la sua presenza al festival, il regista ha espresso così il suo entusiasmo: "Sono molto orgoglioso di andare a Cannes con mia figlia: io e lei per la prima volta al festival con due film diversi". [senza fonte]

[modifica] Colonna sonora

La colonna sonora del film è stata realizzata da Claudio Simonetti, noto come tastierista dei Goblin. L'intenzione di Argento di "tornare al passato" è evidente anche dalla scelta delle musiche de La terza madre. Se infatti è vero che Simonetti ha composto anche la colonna sonora de Il cartaio e Nonhosonno, pellicole non particolarmente amate dai fan del regista romano, è altresì vero che il nome del compositore è da tutti associato ai grandi film che hanno reso celebre Argento e hanno fatto la storia del cinema horror. Claudio Simonetti, da solo o come membro dei Goblin, oltre a Profondo Rosso (aka "Deep Red") ha composto le musiche di moltissimi altri film di Argento, come ad esempio Phenomena, Tenebre e Opera negli anni '80. Inoltre è Simonetti che nel 1977 con i Goblin compone e incincide la colonna sonora di Suspiria, la prima pellicola della trilogia delle Tre madri, che ha il suo epilogo proprio ne La terza madre. Il brano che accompagna i titoli di coda si intitola "Mater Lacrimarum" ed è stato scritto in collaborazione con Dani Filth, leader del gruppo symphonic black metal Cradle of Filth, che ha prestato voce e liriche alla canzone.

[modifica] Curiosità

  • La Terza Madre riunisce la famiglia Argento dopo tanto tempo: mamma Daria (Nicolodi), papà Dario e la loro "figlioletta" Asia.
  • La presenza di Daria Nicolodi chiude in un certo senso la trilogia in quanto è stata co-sceneggiatrice di Suspiria e di Inferno a cui ha partecipato anche come attrice.
  • Gli esterni delle scene in cui la protagonista si reca a trovare Padre Johannes sono girate nel complesso medievale dell'Abbazia di Sant'Antonio di Ranverso, in provincia di Torino.
  • Le sequenze in cui Sarah Mandy (Asia Argento) si trova nei sotterranei, immersa in una poltiglia grumosa giallastra, ricordano molto quelle di Phenomena (1985), in cui la protagonista Jennifer Corvino (Jennifer Connelly) si ritrova immersa in una vasca con cadaveri in putrefazione nei sotterranei della casa dell'assassino; analogamente, rimandano a Phenomena (1985) la presenza di una scimmia urlante e di una lancia scomponibile, utilizzata da un emissario del Male per impalare una donna.
  • Al cinema è uscita una versione priva di alcuni momenti gore: più lunga, nell'edizione home video, la scena dell'uccisione di Padre Johannes (Udo Kier).

[modifica] Collegamenti esterni


I film di Dario Argento
Anni '70

L'uccello dalle piume di cristallo | Il gatto a nove code | 4 mosche di velluto grigio
Le cinque giornate | Profondo rosso | Suspiria
Anni '80
Inferno | Tenebre | Phenomena | Opera
Anni '90
Due occhi diabolici | Trauma | La sindrome di Stendhal | Il fantasma dell'opera
Anni 2000
Non ho sonno | Il cartaio | Ti piace Hitchcock? | Jenifer - Istinto assassino | Pelts - Istinto animale | La terza madre | Giallo

Progetto_horror

Collabora al "Progetto Film" | Accedi al portale del cinema
Film horror | Horror demoniaci | Vampiri | Slasher | Splatter | Storia del cinema horror
Visita la pagina del Progetto Film horror | Visita il nostro bar, la Cripta del Vampiro

Strumenti personali