La sindrome di Stendhal

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La sindrome di Stendhal
La sindrome di Stendhal.JPG
i titoli di testa del film
Titolo originale La sindrome di Stendhal
Paese di produzione Italia
Anno 1996
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller
Regia Dario Argento
Soggetto Dario Argento, Franco Ferrini, Graziella Magherini (racconto)
Sceneggiatura Dario Argento
Produttore Dario Argento, Giuseppe Colombo
Casa di produzione Medusa film, Cine 2000
Fotografia Giuseppe Rotunno
Montaggio Angelo Nicolini
Effetti speciali Sergio Stivaletti, Giovanni Corridori
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Massimo Antonello Geleng
Costumi Lia Morandini
Trucco Franco Casagni, Gloria Pescatore
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Premi

La sindrome di Stendhal è un horror psicologico del 1996, diretto da Dario Argento, con protagonista Asia Argento.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La poliziotta Anna Manni, della squadra romana antistupro, viene mandata dal suo superiore Manetti da Roma a Firenze per trovare un pericoloso serial killer che ha già stuprato e ucciso molte donne. Alla galleria degli Uffizi la ragazza sviene davanti a un'opera di Bruegel in preda alla Sindrome di Stendhal. È un ragazzo biondo, Alfredo, a prestare soccorso per primo ad Anna. In realtà questi non è altri che il maniaco omicida: in seguito infatti s'introduce nell'albergo dove la detective alloggia e la violenta. Anna si risveglia in una macchina, dove lo psicopatico violenta e uccide un'altra vittima. Anna riesce però a fuggire e viene ritrovata dai colleghi. Il trauma subito pare non scomparire dalla sua mente e Manetti le consiglia di rivolgersi ad uno psichiatra, Cavanna.

A casa la ragazza riceve la visita di Marco, il suo fidanzato, che è preoccupato per lei e le mette le mani addosso, ma Anna, ancora scioccata, lo respinge. Nel frattempo l'assassino trova un'altra vittima, la commessa di un negozio che, ignara, si fa sedurre da lui e viene uccisa. Anna poi racconta a Cavanna di avere dei gravi problemi e di essere masochista, quindi il dottore le consiglia di tornare da suo padre e dai suoi fratelli a Viterbo, dov'è nata. Lì lei ha un flashback sulla sua infanzia e su sua madre, prematuramente scomparsa, ma anche a Viterbo Alfredo la raggiunge e la cattura nuovamente. Anna si risveglia vicino a una cascata, ma stavolta riesce a vendicarsi e ferisce a morte l'aggressore, che cade in acqua.

Tuttavia le ricerche della polizia non hanno alcuna svolta: il corpo dell'uomo non viene rinvenuto. Intanto Anna torna a Roma, dove incontra un ragazzo francese, Marie, con il quale vive una storia d'amore. Ma l'ombra di Alfredo perseguita Anna che s'impossessa di lei,e uccide sia lui che Cavanna. Marco scopre tutto, ma fa anche lui la stessa fine. Il film termina con la poliziotta che viene ritrovata dai colleghi per strada in stato confusionale.

Note[modifica | modifica sorgente]

I film recenti di Argento hanno ricevuto reazioni miste dagli appassionati, tuttavia si pensa ampiamente che La sindrome di Stendhal sia uno dei suoi film più 'forti' di questo periodo. I fan erano anche lieti di vedere Argento di nuovo collaborare con Ennio Morricone - che non aveva composto le musiche per i film di Argento dai tempi di Quattro mosche di velluto grigio (1971) - come pure un ritorno alle ambientazioni italiane dopo le due trasferte americane di Due occhi diabolici, co-diretto con George A. Romero, e Trauma. Molti sono stati colpiti dal tono del film, che è molto più oscuro di quanto siano il giallo precedente di Argento e i suoi film soprannaturali: La sindrome di Stendhal infatti si concentra di più sugli aspetti psicologici della violenza che sulla violenza stessa. La scelta di Argento di dirigere una scena di violenza carnale che ha per vittima sua figlia Asia ha anche creato qualche controversia.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Argento ebbe anche l'idea di girare un altro film che avesse come protagonista il personaggio di Anna Manni. Poiché sua figlia Asia non era disponibile, il nome del personaggio fu mutato in Anna Mari ed interpretato da Stefania Rocca. Il film in questione è Il Cartaio (2004), giudicato da una parte della critica come il peggior film mai diretto dal regista.
  • Questo è il secondo dei cinque film in cui Dario ha diretto la figlia Asia; gli altri quattro sono Trauma (1993), Il fantasma dell'opera (1998), La terza madre (2007) e l'ultimo Dracula 3D (2012). L'attrice fu anche nel cast di Dèmoni 2 (1986) di Lamberto Bava e La chiesa (1989) di Michele Soavi: entrambi i film furono prodotti da Argento.
  • Questo è il primo film di Dario Argento in cui sono stati utilizzati effetti speciali al computer.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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