Profondità di campo

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La profondità di campo.

In fotografia, la profondità di campo nitido o semplicemente profondità di campo (abbreviato in PdC o DoF dall'inglese Depth of Field) è la distanza davanti e dietro al soggetto messo a fuoco che appare nitida. Per ogni impostazione dell'obiettivo, c'è un'unica distanza a cui gli oggetti appaiono nitidi; la nitidezza diminuisce gradualmente in avanti (verso il fotografo) e dietro il soggetto messo a fuoco. Il "campo nitido" è quell'intervallo di distanze davanti e dietro al soggetto in cui la sfocatura è impercettibile o comunque tollerabile; la PdC si dice essere maggiore se questo intervallo è ampio e minore se è ridotto. Per motivi legati all'angolo di incidenza dei raggi luminosi, il campo nitido è sempre più esteso dietro al soggetto a fuoco che davanti; più precisamente, la distanza perfettamente a fuoco si trova grosso modo a un terzo del campo nitido, verso il fotografo. Un punto al di fuori del campo nitido (sfocato) produce sulla pellicola un circolo di confusione, il cui diametro cresce man mano che ci si allontana dal campo nitido stesso.

Indice

[modifica] Fattori che incidono sulla profondità di campo

Ci sono molti fattori che incidono sulla profondità di campo in uno scatto. I più importanti sono la lunghezza focale, la distanza del soggetto, e l'impostazione del diaframma della fotocamera.

[modifica] Lunghezza focale

Si usa dire che obiettivi con lunghezza focale maggiore (come i teleobiettivi) hanno una PdC minore, e viceversa. In effetti, questa affermazione richiede una precisazione, in quanto il rapporto fra PdC e focale consegue più dall'uso tipico che si fa delle focali di diversa lunghezza (focali lunghe per riprendere oggetti distanti, corte per soggetti vicini) che non da proprietà fisiche delle lenti. Questo concetto può essere chiarito con un esempio. Si consideri un fotografo che usa una focale a 400 mm (nel caso di digitale sensore Full-Frame) per riprendere un uccello a 10m di distanza. Con un'apertura di diaframma di f/2,8, la PdC risulta essere di 10 cm. Se lo stesso fotografo cambiasse obiettivo passando a un 50 mm, la PdC passerebbe a 7,62 m, "confermando" la menzionata affermazione sul rapporto fra PdC e lunghezza focale. Tuttavia, se il fotografo volesse ricomporre l'immagine in modo che l'uccello occupi lo stesso spazio di prima nel fotogramma, dovrebbe avvicinarsi al soggetto fino a una distanza di 1,25 m. A questo punto, la PdC tornerebbe a essere (quasi) esattamente come prima, ovvero 10 cm.

In realtà influisce sulla PdC la struttura dell'obiettivo e, precisamente, la collocazione del diaframma e quindi della "pupilla di uscita" rispetto al secondo "piano principale": nei grandangolari "retrofocus" (chiamati anche "teleobiettivi invertiti") la pupilla di uscita è diversamente spostata, rispetto al secondo piano principale, rispetto a quanto avviene nei "teleobiettivi"; pertanto risulta che, a pari ingrandimento e pari apertura relativa, la PdC è addirittura leggermente minore con un grandangolare retrofocus che con un teleobiettivo.

Modificare la profondità di campo variando la lunghezza focale

[modifica] Distanza dal soggetto

A parità di tutto il resto, la messa a fuoco di un soggetto lontano risulta in una maggiore PdC rispetto a quella di un soggetto vicino. In particolare, per ogni impostazione della fotocamera esiste una distanza iperfocale, e la PdC è tanto maggiore quanto più il soggetto, allontanandosi, si avvicina a tale distanza. Quando il punto a fuoco coincide con l'iperfocale, si raggiunge la massima PdC possibile, che si estende in lontananza fino all'infinito e, verso il fotografo, fino a metà dell'iperfocale (molte fotocamere hanno una impostazione vari-program per l'iperfocale, che massimizza la PdC). Se il punto di fuoco oltrepassa l'iperfocale, la PdC diminuisce, poiché, pur continuando essa a estendersi in lontananza all'infinito, la distanza del più vicino oggetto a fuoco dalla macchina aumenta.

Modificare la profondità di campo variando la distanza di messa a fuoco

[modifica] Apertura del diaframma

Due foto effettuate con profondità di campo differente: A sinistra una foto con diaframma chiuso (f/32), la profondità di campo è estesa (lo sfondo e il soggetto sono nitidi) A destra una foto con diaframma aperto (f/5), la profondità di campo è ridotta (il soggetto è nitido, ma lo sfondo è sfuocato) Due foto effettuate con profondità di campo differente: A sinistra una foto con diaframma chiuso (f/32), la profondità di campo è estesa (lo sfondo e il soggetto sono nitidi) A destra una foto con diaframma aperto (f/5), la profondità di campo è ridotta (il soggetto è nitido, ma lo sfondo è sfuocato)
Due foto effettuate con profondità di campo differente:

A sinistra una foto con diaframma chiuso (f/32), la profondità di campo è estesa (lo sfondo e il soggetto sono nitidi)

A destra una foto con diaframma aperto (f/5), la profondità di campo è ridotta (il soggetto è nitido, ma lo sfondo è sfuocato)

Maggiori aperture del diaframma corrispondono a minori PdC, e viceversa. Nella maggior parte dei casi, gli obiettivi danno i migliori risultati ad aperture intermedie.

Variare la profondità di campo variando l'apertura del diaframma

[modifica] Formule

Sia I la distanza iperfocale, S la distanza del soggetto dalla fotocamera, F la lunghezza focale, sia DL la distanza dell'estremo lontano del campo nitido, e DV la distanza dell'estremo vicino:

D_L = \frac {(I)(S)}{I - (S - F)},
D_V = \frac {(I)(S)}{I + (S - F)}.

[modifica] La profondità di campo nella composizione

Nella c.d. fotografia di documentazione, la più generale (che comprende anche per esempio le fotografie di un compleanno), è fondamentale avere la massima profondità di campo possibile per mettere fuoco sia il soggetto sia, per contestualizzarlo, lo sfondo ed anche per questo motivo alcune fotocamere automatiche compatte selezionano come preferenza automatica le impostazioni di diaframma e tempo di esposizione che massimizzano la PdC.

Al contrario, nelle tecnica avanzata, la scelta della PdC in una fotografia, in realtà, costituisce una delle scelte rilevanti dal punto di vista artistico, e uno dei mezzi fondamentali con cui il fotografo può agire creativamente sull'immagine.

Per esempio, una PdC molto corta può servire quando si vuole enfatizzare il soggetto "nascondendo" in un alone di sfocato eventuali elementi di disturbo sullo sfondo; questo è uno dei motivi per cui l'uso di un teleobiettivo moderato è spesso consigliato nel ritratto, oltre alla caratteristica propria del teleobiettivo di rispettare le proporzioni.

Con obiettivi particolarmente luminosi come il 50 f/1.8, ma anche le versioni ancora più aperte come l'f/1,4 fino all'f/0,95, l'effetto dato dalla profondità di campo particolarmente ridotta (nell'ordine di pochi centimetri) comporta una particolare evidenziazione del soggetto messo a fuoco, mentre il resto dell'immagine è caratterizzato dal cosiddetto bokeh, consistente in una sorta di flou che caratterizza tutto ciò che si trova davanti o dietro il punto di messa a fuoco.

[modifica] Nel cinema

La profondità di campo nel cinema fu una delle caratteristiche delle origini. Pensiamo per esempio all'Arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat dei Fratelli Lumière Qui sono a fuoco sia il treno che arriva – lo vediamo in Campo lungo – sia i passeggeri che in seguito scendono – li vediamo in vari piani di ripresa.

L'uso della PdC venne in seguito ulteriormente esaltato dal Cinema muto (vedi Griffith, Chaplin, Stroheim, Lang, Murnau, Flaherty, ecc.) fino all'avvento del sonoro. L'impiego di microfoni sul set portò, per diversi motivi (eliminazione delle rumorose fonti illuminanti ad arco, diminuzione della luce sul set e necessità di "aprire" il diaframma), ad una diminuzione della PdC. Dalla seconda metà degli anni '30 grazie a fonti illuminanti più potenti, pellicole più sensibili e obiettivi più luminosi la PdC in funzione narrativa fu recuperata (vedi, tra gli altri, Welles-Toland, Ford-Toland, Renoir, Carné ecc.). La recente tecnologia 3D riduce fortemente la profondità di campo, dando risalto quasi esclusivamente ai soggetti in primo piano.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Voci correlate

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