Le avventure di Huckleberry Finn

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Le avventure di Huckleberry Finn
Titolo originale The Adventures of Huckleberry Finn
Autore Mark Twain
1ª ed. originale 1884
Genere Romanzo
Sottogenere Narrativa per ragazzi
Lingua originale inglese

Le avventure di Huckleberry Finn (The Adventures of Huckleberry Finn) è un romanzo dello scrittore americano Mark Twain pubblicato nel 1884, seguito anomalo del precedente romanzo Le avventure di Tom Sawyer.

Indice

[modifica] Trama

Huckleberry Finn in un disegno di E.W. Kemble dell'edizione originale 1884 del libro.

Il protagonista è Huck, figlio di un indegno ubriacone, che racconta in prima persona la sua storia usando il suo linguaggio e il suo punto di vista.

Huck, abbandonato dal padre, abita in una botte da zucchero. La signora Douglas, vedova, lo adotta e insieme alla zitella Miss Watson si prende cura della sua educazione. La parte del tesoro di Huck, che è stato trovato alla fine del precedente romanzo nella famosa caverna, viene messo in banca in modo da poter fruttare al ragazzo una rendita sicura, ma il ragazzo rimpiange la vita libera di prima e, rimessi i suoi stracci, ritorna a vivere nella sua botte fin quando l'amico Tom riesce a dissuaderlo. Huck ritorna dalla vedova e riprende con una certa insofferenza la vita di prima.

Nel frattempo il padre di Huck, attratto dai soldi, ritorna e riesce a ottenere la custodia del figlio strappandolo alle cure della buona vedova Douglas. Egli tiene il figlio quasi sempre sotto chiave in una capanna sperduta nei boschi a ridosso della riva del Mississippi e, spesso ubriaco, lo bastona senza pietà. Huck riesce però a fuggire e, con una canoa trovata quando il fiume era in piena, si nasconde nell'isola Jackson dove trova Jim, lo schiavo nero della sorella della vedova e grande amico dei ragazzi, che era scappato perché minacciato di essere venduto dai padroni al mercato.

I due amici costruiscono una zattera e fuggono durante la notte scendendo lungo il Mississippi per cercare di raggiungere il punto di confluenza con l'Ohio per poter così risalire negli Stati liberi. L'arrivo di un temporale impedisce però ai due ragazzi di raggiungere il luogo e li disperde tra la moltitudine di piccole isole della zona.

Un battello investe la zattera e Huck viene raccolto e ospitato dai Grangerford ma riesce a fuggire e a ritrovare Jim.
Recuperata la zattera i due si rimettono in viaggio lungo il fiume ma sono costretti a far salire sulla loro imbarcazione due imbroglioni, il Duca e il Re.

Raggiunta dopo tante miglia la piantagione Phelps in Arkansas i due truffatori riescono, con un imbroglio, a vendere Jim agli zii di Tom Sawyer. Ma la signora Sally Phelps è la sorella della celebre zia Polly di Tom che quando rivede l'amico creduto morto è estremamente contento.

Gli avvenimenti che seguono, e che hanno un andamento meno avventuroso, sono imperniati sulla fattoria dello zio Silas e sui rocamboleschi piani che escogitano i ragazzi per liberare Jim. Arriva però la notizia che Jim è stato affrancato, in punto di morte, dalla sua padrona e che il padre di Huck è morto. Il libro termina con la triste prospettiva della scuola per Huck, visto che la zia Sally lo vuole adottare, e con nuovi piani di fuga.

[modifica] La fortuna del romanzo

Huck e Jim sulla zattera, illustrazione dell'edizione del 1884

Secondo Hemingway

« Tutta la letteratura americana moderna discende da un libro di Mark Twain intitolato Huckleberry Finn[1] »

eppure il libro, solo dopo un anno della sua pubblicazione, venne giudicato non adatto a dei ragazzi per la sua rudezza e per il suo linguaggio e pertanto venne radiato dalla Biblioteca Pubblica di Concord (Massachusetts).

Secondo alcuni critici il personaggio di Tom Sawyer è il ragazzo che Twain era stato e Huck il ragazzo al quale avrebbe voluto assomigliare. Il romanzo è scritto con un linguaggio che si avvale del parlato, con l'utilizzo della forma dialettale, come avverte lo stesso autore in una nota.
Tra i traduttori più noti vi è Enzo Giachino nella traduzione del 1949 per la casa editrice Einaudi.
L'illustratore più importante è E. W. Kemble che firmò le tavole della prima edizione.

[modifica] Opere derivate

Diversi i film tratti dal romanzo, tra cui il più apprezzato dal pubblico e dalla critica è quello di Michael Curtiz, Le avventure di Huck Finn del 1960 rappresentato negli Stati Uniti con la partecipazione di Buster Keaton. Si ricorda anche il film di Jack B. Hively, Le avventure di Huckleberry Finn (The Adventures of Huckleberry Finn) con Forrest Tucker, Kurt Ida, Dan Monahan, Brock Peters prodotto negli USA nel 1978.

Famose inoltre le serie anime "Le avventure di Huckleberry Finn" (Huckleberry no boken) di 26 episodi e prodotta da Group TAC nei primi anni ottanta e "Il mio amico Huck" ("Huckleberry Finn Monogatari") prodotta nel 1991 da Enoki Films sempre in 26 episodi.

Dal romanzo è stato anche tratto un musical (Stati Uniti, 1974) da Jack Lee Thompson e nel 1993 da Stephen Sonners prodotto dalla Buena Vista Disney. L'opera è inoltre citata nell'album dei Baustelle: "Sono andato, sono ancora qui, Huckleberry Finn" (San Francesco, I Mistici dell'Occidente) e ha ispirato il testo del brano di Nick Cave "Saint Huck", dall'album "From Her to Eternity" del 1984.

[modifica] Edizioni italiane

  • trad. di Teresa Orsi, Bemporad, Firenze, s.d. [ma 1915]; 1930²; Giunti, Firenze, 1969 (rivista da Paolo Reynaudo)
  • trad. di Luigi Berti, Frassinelli, Milano, 1934, 1939²; Baldini e Castoldi, Milano, 2000
  • trad. di Enzo Giachino, Einaudi, Torino, 1949 ISBN 88-06-13605-4
  • trad. di Emily Cook, Fabbri, Milano, 1953
  • trad. di Giuseppe Calanchi, Malipiero, Bologna,1953
  • trad. di Francesco De Rosa, Mursia, Milano, 1956
  • trad. di Maria Silvi, Baldini & Castoldi, Milano, 1961
  • trad. di Gabriele Musumarra, Rizzoli, Milano, 1964
  • trad. di Pina Spelta, La Scuola, Brescia, 1969
  • trad. di Ines Gnoli Lanzetta, Janus, Bergamo, 1971
  • trad. di Francesco Franconeri, Bietti, Milano, 1972
  • trad. di Roberto Pasini, Mondadori, Milano, 1981
  • trad. di Gaby Goering; Accademia, Milano, 1983
  • trad. di Paola Fontana, De Agoastini, Novara, 1993
  • trad. di Franca Cavagnoli, Frassinelli, Milano, 2000
  • trad. di Marco Rossari, la Repubblica, Roma, 2004
  • trad. di Giuseppe Culicchia, Feltrinelli, Milano, 2005 ISBN 88-07-82177-X
  • trad. di Riccardo Reim, Newton Compton, Roma, 2007 ISBN 978-88-541-0941-4

[modifica] Note

  1. ^ Ernest Hemingway, Verdi colline d'Africa, Arnoldo Mondadori Editore, 1961, pag. 30

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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