Pamela, o la virtù premiata

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Pamela, o la virtù premiata
Titolo originale Pamela, or The Virtue Rewarded
Autore Samuel Richardson
1ª ed. originale 1740
Genere romanzo
Sottogenere epistolare
Lingua originale inglese

Pamela, o la virtù premiata (titolo originale Pamela, or The Virtue Rewarded) è un romanzo scritto da Samuel Richardson nel 1740. Ottenne un così ampio successo da spingere l’autore a scriverne un seguito, Pamela II. Anche quest'ultimo ottenne ai tempi grande successo, mentre oggi è considerata un'opera di minor interesse.

Il romanzo è formato da lettere, la maggior parte delle quali scritte da Pamela, e pagine del diario personale della stessa (per questo viene detto romanzo epistolare, da epistola, cioè lettera in latino). Nonostante il genere del romanzo epistolare esistesse già e fosse diffuso soprattutto in Francia, a Richardson si deve il merito di aver elevato questo genere ad alti livelli, ed ogni altro romanzo epistolare inglese si è basato sulla sua opera.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Pamela è una serva quindicenne, una ragazza povera ma virtuosa ed estremamente bella. Lavora per Lady B e, quando questa muore, passa al servizio di suo figlio, Mr B. Il gentiluomo prova una grande attrazione per la ragazza, tenta spesso di sedurla in ogni modo, ma la fanciulla rifiuta ogni volta con indignazione. Allora, Mr B cerca di convincerla tenendola prigioniera per quaranta giorni e per ben due volte arriva quasi al punto di stuprarla. Pamela, disperata, sfiora il pensiero del suicidio, salvo accorgersi che, nonostante il comportamento selvaggio, c'è qualcosa di affascinante in Mr B. L'uomo si rende conto che la brutalità da lui dimostrata non lo porterà a nessun risultato, e inizia a corteggiare la fanciulla in maniera tenera e gentile, finendo per innamorarsi, ricambiato, di lei e delle sue straordinarie doti morali e umane. Per due volte Mr B le chiede la mano prima che Pamela sia veramente convinta della scelta, ma alla fine della narrazione, il lettore vedrà i due eroi felicemente sposati e accettati dalla società dell'epoca (sebbene trapeli il messaggio che la scalata sociale di Pamela sia un unicum, scaturita in virtù delle sue non comuni qualità).

Analisi[modifica | modifica sorgente]

Al contrario di Daniel Defoe, autore del romanzo Robinson Crusoe, il quale non ci dà alcun tracciato psicologico e morale del suo personaggio, Samuel Richardson presta particolare attenzione ai pensieri e ai sentimenti di Pamela. Non a caso, il titolo stesso del romanzo lascia capire che la fanciulla è dotata di grande elevatezza morale: ella corrisponde allo stereotipo della ragazza appartenente alla società puritana inglese del XVIII secolo, una giovane che tiene alla virtù ed alla verginità più che alla sua stessa vita. Anche nel romanzo seguente, Pamela II, lo scrittore utilizza il suo personaggio per raccomandarne le qualità alle mogli e alle madri dell’epoca.

Parodie[modifica | modifica sorgente]

Henry Fielding pubblicò nel 1741 una parodia del romanzo, An Apology for the Life of Mrs. Shamela Andrews (il titolo, in inglese, contiene un intraducibile gioco di parole tra shame-"vergogna", "sham"- "inganno" e Pamela). In seguito, con Joseph Andrews del 1742, Fielding narrò le avventure umoristiche del fratello di Pamela, Joseph.

Adattamento televisivo[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo ha ispirato la serie televisiva Elisa di Rivombrosa, a cui però sono stati cambiati i nomi dei personaggi ed è ambientata nel Piemonte del XVIII secolo, ed il libro viene regalato ad una delle protagoniste all'inizio della seconda serie.

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