San Tommaso Becket

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Miniatura del XIII secolo con l'assassinio di Tommaso Becket nella cattedrale di Canterbury

Tommaso (Thomas) Becket (Londra21 dicembre 1118 – Canterbury29 dicembre 1170) è stato un arcivescovo cattolico inglese.

Cancelliere del Regno d'Inghilterra dal 1152, venne eletto vescovo di Canterbury e primate d'Inghilterra nel 1162: ostile ai propositi di Enrico II di ridimensionamento dei privilegi ecclesiastici, venne ucciso (forse per ordine del sovrano) nel 1170; nel 1173 venne proclamato santo e martire da papa Alessandro III.

Indice

[modifica] Biografia

Nato a Londra da una famiglia di mercanti di origine normanna stabilitasi in Inghilterra sotto Guglielmo il Conquistatore, venne avviato sin dall'infanzia alla carriera ecclesiastica: dopo la prima formazione ricevuta presso l'abbazia di Merton, approfondì gli studi a Parigi e, tornato in patria, entrò a servizio dell'arcivescovo di Canterbury Teobaldo di Bec.

[modifica] Cancelliere di Enrico II

Teobaldo, riconosciutene le capacità, ne fece uno dei suoi più stretti collaboratori: lo inviò ad approfondire lo studio del diritto canonico a Bologna e ad Auxerre; Tommaso accompagnò l'arcivescovo al concilio tenutosi a Reims nel 1148 e, nel 1154, venne ordinato diacono e nominato prevosto di Beverley ed Arcidiacono della Cattedrale.

Enrico II, succeduto nel 1154 a Stefano di Blois come re d'Inghilterra, consigliato dal clero, lo nominò Cancelliere del Regno. Contro le aspettative dell'episcopato e dei baroni che ne avevano assecondato la nomina, il nuovo cancelliere assecondò la grande opera riformatrice del sovrano, tesa a limitare l'indipendenza dei feudatari ed a ristabilire l'ordine e l'autorità monarchica: Enrico si servì della buona conoscenza che Tommaso aveva del diritto romano per creare un'amministrazione centralizzata, controllata dalla Curia regis.

[modifica] L'episcopato

L'amicizia di Enrico II gli consentì, lasciata la Cancelleria, di succedere a Teobaldo di Bec, morto nel 1162, come arcivescovo di Canterbury e primate d'Inghilterra: il nuovo ufficio determinò un mutamento nell'atteggiamento di Tommaso Becket, che da allora difese soltanto gli interessi del clero, incurante dei progetti politici del sovrano.

Si oppose alla legge eversiva del privilegio del foro ecclesiastico proposta da Enrico nel 1163 (salvo poi approvarla con la riserva salvo ordine nostro et jure Ecclesiae), e l'anno successivo si rifiutò di sottoscrivere alcuni dei 16 articoli delle Costituzioni di Clarendon, tese a porre sotto l'autorità regia la Chiesa.

[modifica] L'esilio in Francia

La resistenza dell'arcivescovo suscitò l'ira del re. Sentendosi minacciato, Tommaso Becket cercò rifugio in Francia: partì dal porto di Sandwich il 2 novembre 1164 e venne accolto benevolmente da Luigi VII (interessato ad indebolire Enrico II, che controllava già un terzo della Francia e mirava ad espandere i suoi domini alla contea di Tolosa); soggiornò dapprima nel monastero cistercense di Pontigny, in Borgogna, poi nell'abbazia benedettina di Sens.

Anche dal suo esilio Becket continuò a contrastare i tentativi di Enrico II di trovare un accordo con papa Alessandro III sui privilegi del clero: la sua opposizione alle Costituzioni di Clarendon impedì la conclusione degli accordi.

[modifica] L'assassinio nella cattedrale

Sigillo dell'abbazia di Arbroath con la scena del Martirio di S. Tommaso Becket
Sigillo dell'abbazia di Arbroath con la scena del Martirio di S. Tommaso Becket

Dovettero trascorrere alcuni anni prima che vi fossero segni di distensione tra il primate e il re. Il 6 gennaio 1169 Enrico venne in Francia per un incontro con Luigi VII: Tommaso lo incontrò a Montmirail, ma né riuscì ad avere garanzie sulla sua incolumità in caso di rientro in patria, né diede segno di voler sottomettersi alle decisioni del re. Nel 1170 si giunse ad una sorta di riconciliazione tra il primate ed il re (la risoluzione delle questioni dibattute venne rimessa alle decisioni di un futuro concilio). Il sovrano richiamò Becket in Inghilterra, ma ben presto sopraggiunse una nuova rottura fra i due.

Il re invitò allora gli inglesi a difendere il suo onore: il 29 dicembre 1170 quattro cavalieri uccisero l'arcivescovo nella cattedrale di Canterbury, durante gli uffici divini: non venne mai chiarito se i soldati avessero agito per ordine di Enrico II o avessero preso l'iniziativa indipendentemente, nella speranza di ingraziarsi il re.

Reliquiario di San Tommaso Becket, manifattura di Limoges
Reliquiario di San Tommaso Becket, manifattura di Limoges

[modifica] Il culto

L'emozione suscitata dall'evento, fece sì che intorno alla sua figura si sviluppasse rapidamente un culto, tanto che papa Alessandro III fu indotto a canonizzarlo il 21 febbraio 1173 nella chiesa di San Pietro a Segni, a poco più di due anni dalla morte: la cattedrale di Canterbury divenne meta di numerosi pellegrinaggi (descritti anche nei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer) che spinsero Enrico II a sottoporsi ad una pubblica penitenza il 12 luglio 1174.

Ben presto Tommaso divenne simbolo della resistenza cattolica all'assolutismo politico.

Memoria liturgica il 29 dicembre (facoltativa).

La parrocchia del Duomo di Forlì è intitolata a San Tommaso di Canterbury. Esisteva nelle vicinanze della Cattedrale, infatti, una chiesa, ora scomparsa, che nel medioevo era punto di ritrovo dei pellegrini inglesi diretti a Roma.

[modifica] Influenza culturale

Alla vicenda di Tommaso Becket, lo scrittore inglese Thomas Stearns Eliot ispirò il suo dramma Assassinio nella cattedrale; il drammaturgo francese Jean Anouilh scrisse Becket ou l'honneur de Dieu, portato anche sullo schermo, con il titolo di Becket e il suo re, interpretato da Peter O'Toole e Richard Burton, e lo scrittore Ken Follett nel suo capolavoro I pilastri della terra narra dell'assassinio di Tommaso Becket nella fase finale del libro.

Predecessore: Arcivescovo di Canterbury Successore:
Teobaldo di Bec
(1139-1161)
1162 - 29 dicembre 1170 Riccardo di Dover
(1174-1184)
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[modifica] Altri progetti

[modifica] Bibliografia

  • David Knowles, Thomas Becket, traduzione a cura di Alfredo Cocci, Napoli, Liguori, 1977
  • Guido Beltrame, S. Tomaso Becket - nella storia, nel culto, nell'arte, in Europa, Conselve, 1989
  • Pier Giorgio Vautero, Thomas Becket nella letteratura inglese ed europea, San Pietro in Cariano, Il segno, 1991
  • Raymonde Foreville, Le Jubile de Saint Thomas Becket - du XIII au XV siecle (1220-1470) - Etude et documents, Parigi, SEVPEN, 1958

[modifica] Collegamenti esterni

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