Moby Dick

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(EN)
« Chiamatemi Ismaele. »
(IT)
« Call me Ishmael. »
(Inizio del libro)
Moby Dick
Titolo originale Moby-Dick
Frontespizio della prima edizione del 1851
Autore: Herman Melville
Anno
(1ª pubblicazione):
1851
Genere: romanzo
Sottogenere: avventura
Ambientazione: Oceano
Anno di ambientazione:
Protagonista: Capitano Achab
Coprotagonisti:
Antagonista: il capodoglio chiamato Moby Dick
Personaggi secondari:
EDIZIONE RECENSITA
Anno:
Editore:
Edizione:
Traduzione:
Collana:
Pagine:
Capitoli
ISBN
ISSN
Progetto:Stati Uniti d'America

Moby Dick (Moby-Dick) è un romanzo pubblicato nel 1851 dallo scrittore americano Herman Melville.

La trama del libro si può riassumere assai brevemente come il viaggio della baleniera Pequod, comandata dal capitano Achab, a caccia di capodogli e balene, e in particolare della enorme balena bianca (in realtà un capodoglio) che dà il titolo al romanzo. Tuttavia in Moby Dick c'è molto di più: le scene di caccia alla balena sono intervallate dalle riflessioni scientifiche, religiose, filosofiche e artistiche del protagonista Ismaele, alter ego dello scrittore, rendendo il viaggio un'allegoria e al tempo stesso un epopea epica.

All'epoca della sua prima pubblicazione, il libro non incontrò un'accoglienza favorevole, ma è oggi unanimemente riconosciuto come uno dei capolavori della narrativa americana.

Indice

[modifica] La nave Pequod

Il Pequod è la romanzesca baleniera di Nantucket, del diciannovesimo secolo, del romanzo americano Moby Dick di Herman Melville. Il Pequod e il suo equipaggio sono comandati dal capitano Achab, figura che a parte i primi capitoli, è quasi sempre presente nel corso dei tre lunghi anni di caccia alla balena. I personaggi sono per lo più membri dell'equipaggio, incluso il narratore Ismaele. La nave è definita da Melville un

« ... bastimento vecchio e inusitato...; /... una nave della vecchia scuola, piuttosto piccola... /Stagionata e tinta dalle intemperie di tutti e quattro gli oceani »

Una nave che il vecchio capitano Peleg aveva adornato in modo bizzarro, fatta di trofei.

« Un veliero cannibale, che si ornava delle ossa cesellate dei suoi nemici »

Definita nobile e malinconica nello stesso tempo. Qui - seminascosto nel suo bizzarro alloggio - Ismaele incontra Peleg e in seguito Bildad, riuscendo ad entrare a far parte dell'equipaggio. La nave, nonostante i continui tentativi di Melville di dimostrare la veridicità dei fatti, è inventata poiché non si hanno notizie di una nave affondate da una balena nel periodo citato da Melville.

[modifica] Ismaele

Ismaele è il narratore ed è attraverso i suoi occhi che è vista quest'impresa. All'inizio è effettivamente il personaggio principale, ma egli è soprattutto un narratore onnisciente, che con la sua criticità e la sua profondità talvolta scompare dalla scena per narrare e poi inserire le sue riflessioni. Egli si auto-presenta con la nota frase «Chiamatemi Ismaele» (Call me Ishmael ), il suo nome ha un origine biblica, nella Genesi infatti Ismaele è il figlio di Abramo e della schiava Agar.

[modifica] Il capitano Achab

Il capitano Achab guida l'intero equipaggio attraverso la folle impresa di caccia del candido capodoglio-leviatano. Questo accanimento viene descritto da Melville come una monomania, lo definisce infatti:

« Roso di dentro e arso di fuori dagli artigli fissi e inesorabili di un'idea incurabile. »

Achab era assetato di vendetta nei confronti di quella candida balena, che, dopo aver sfondato tre lance, gli aveva tranciato di netto la gamba. Moby Dick viene descritta come un essere caratterizzato da profonda malvagità e premeditazione nel ridurre in briciole le lance. La sete di vendetta di Achab però, precisa Melville, non deriva tanto dalla mutilazione fisica subita quanto da un'avversione maturata precedentemente. Melville dice:

« ... venne allora che il corpo straziato e l'anima ferita sanguinarono l'uno nell'altra »

. Dopo la mutilazione e il necessario ritorno a casa si sviluppò la monomania e

« ... Achab e l'angoscia giacquero coricati insieme nella stessa branda. »

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