Baleniera Essex

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Essex
La baleniera Essex in una stampa.
La baleniera Essex in una stampa.
Descrizione generale
US flag 21 stars.svg
Tipo trialberi
Classe baleniera
Varata Nantucket, Stati Uniti
Destino finale Naufragata nell'Oceano Pacifico

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La Essex era una baleniera. Nel 1820 fu al centro di una storia che pare abbia ispirato, almeno nella prima parte, Herman Melville per il suo Moby Dick.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver faticosamente doppiato Capo Horn con quella che si considerava allora una pesca quasi insignificante, Pollard, il comandante della baleniera Essex di Nantucket, decise di spingersi al largo dell'Oceano Pacifico verso rotte inesplorate. L'inverno era alle porte e gli 800 barili di grasso di balena nella stiva della baleniera erano considerati troppo pochi.

La vedetta, finalmente, annunciò la vista di alcuni capodogli. Il comandante non aspettava altro: fece calare subito tre lance che si lanciarono subito all'inseguimento del branco di balene entrate appena in quel periodo nella loro stagione degli amori. Un maschio enorme, preso subito di mira dagli uomini della Essex, capovolse subito una lancia. Due uomini si salvarono, presi a bordo dalle altre imbarcazioni. In un momento di stasi il capodoglio si scagliò contro la stessa Essex. La nave, duramente colpita, non affondò subito e gli uomini sulle lance e sul ponte ebbero un momento d'indecisione che si rivelò fatale.

L'enorme balena riemerse, colpì di nuovo la nave già danneggiata dal precedente impatto: la baleniera iniziò ad affondare, gli uomini rimasti sul ponte armarono le pompe, ma invano. In pochi attimi la Essex colò a picco, portando con sé coloro che non riuscirono a guadagnare le lance. Rimasero così in venti. I naufraghi approdarono in un atollo, l'isola di Henderson, ricco di frutta e di acqua, che venne completamente saccheggiato. Decisero di ripartire, lasciando tre naufraghi sul piccolo atollo in attesa di soccorsi. Nel Pacifico, oceano considerato calmo ma letale, le lance andarono alla deriva e gli uomini cominciarono a morire di sete e fame. Senza viveri, si spinsero persino al cannibalismo dei compagni morti, ma presto anche questa risorsa si sarebbe esaurita. Della terraferma nessuna traccia ed erano passati 78 giorni dal naufragio.

A questo punto si persuasero che fosse rimasta loro un'unica risorsa: uccidere un compagno, estratto a sorte, e mangiarne il corpo. Tale pratica venne messa in atto pur con grandi rimorsi da parte di tutti, ma finalmente a 650 km dalle coste del Cile una nave salvò i due sopravvissuti (il capitano ed Owen Chase).

Il rimorso per il cannibalismo e il tragico sorteggio avrebbe segnato il resto della vita degli uomini sopravvissuti.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Frank Schätzing, Il mondo d'acqua. Alla scoperta della vita attraverso il mare, Nord, 2007
  • Nathaniel Philbrick, Nel cuore dell'oceano - La vera storia della baleniera Essex, Garzanti, 2004
  • Herman Melville, Moby Dick

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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