Capo Horn

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Coordinate: 55°58′48″S 67°17′21″W / 55.98°S 67.289167°W-55.98; -67.289167 Capo Horn (in spagnolo Cabo de Hornos) viene indicato convenzionalmente come il punto più meridionale del Sudamerica.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Situato nell'arcipelago della Terra del Fuoco, nell'isola detta di capo Horn, non è in realtà il punto più meridionale del Sud America continentale che è rappresentato invece da Capo Froward. A circa 100 km a sud-ovest di Capo Horn si trovano poi le piccole Isole Diego Ramirez, anch'esse considerate uno dei punti più a meridione del'America del sud.

Venne doppiato per la prima volta dagli europei il 26 gennaio 1616. L'impresa riuscì alla spedizione olandese di Willem Schouten e Jacob Le Maire che lo battezzarono Kaap Hoorn in onore della città di Hoorn, luogo di nascita di Schouten.

Capo Horn è noto per le spesso avverse condizioni climatiche che rendono difficile il doppiarlo con imbarcazioni a vela.

Le acque aperte del Canale di Drake, a sud del capo, offrono ampi spazi di manovra, mentre lo stretto di Magellano, attraverso le isole della Terra del Fuoco, può offrire un passaggio lento e difficoltoso.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il capo si trova nelle acque territoriali del Cile e la Marina di quel paese è rappresentata dal guardiano del faro che vi abita con la famiglia e che sovrintende la zona.

La stazione governativa consiste di una residenza, delle rimesse, una cappella ed il faro. A breve distanza dalla stazione principale si trova una grande scultura che rappresenta la silhouette di un albatros. Il terreno è completamente privo di alberi, anche se la vegetazione è comunque presente grazie alle frequenti precipitazioni (il capo è spesso avvolto nella foschia e nella nebbia, essendo il tasso d'umidità dell'atmosfera sempre compreso tra il 70 % ed il 95 %). La piattaforma continentale americana si trova a sole 86 miglia da Capo Horn (circa 140 km a Sud). Qui il fondale dello Stretto di Drake da 4000 m di profondità sale a 100 in poche miglia. Questa impressionante differenza di profondità marina, unitamente alla forza dei venti circumpolari crea onde che spesso hanno il carattere della micidiale onda anomala, ragion per cui Capo Horn è considerato un "cimitero di navi". I suoi venti terribili, infatti, soffiano tra i 160 km/h ed i 220 km/h e la grande massa d'acqua che vi confluisce fa scontrare le correnti atlantiche con quelle pacifiche. I forti venti sono dovuti alle correnti d'aria da Ovest che corrono lungo l'Oceano australe, che poi colpiscono la catena delle Ande in Cile e sono forzate ad accelerare intorno a capo Horn, una roccia dalla forma semilunare ben definita, che cresce a picco dalle acque gelide, in altezza, avvicinandovisi progressivamente.

Esso segna il confine Nord del Passaggio di Drake, un braccio di mare tra Antartide e Terra del Fuoco, largo 440 miglia nautiche (quasi 815 km) che si abbassa drasticamente di profondità, così da creare un varco stretto tra il Sud America e l'Antartide. I forti venti sono spesso accompagnati da onde spaventose, che qui diventano ancora più impressionanti per la grande estensione dell'Oceano del Sud, che spesso è spinta da un regime di venti da Ovest a forzare attraverso il Passaggio di Drake. La Marina Cilena ha registrato qui onde con altezze superiori ai 20 metri e non sono rari gli iceberg alla deriva. La temperatura dell'aria è di 12 °C in estate (a gennaio) e di - 5 °C in inverno (a luglio). La temperatura dell'acqua, invece, è sempre prossima allo zero (2 °C).

Attraversare Capo Horn è considerato nello sport della vela l'equivalente di una scalata dell'Everest. La Pamir è stata l'ultima nave a vela mercantile a doppiare Capo Horn. Tutte le principali regate attorno al mondo lo attraversano con il vento dominante ad eccezione della Global Challenge.[senza fonte]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Esistono associazioni internazionali dei reduci di Capo Horn (i Cap-Hornier).

Nella musica leggera italiana Capo Horn è citata nel titolo dell'album di Jovanotti Lorenzo 1999 - Capo Horn, nel testo del brano Velasquez di Roberto Vecchioni, contenuto nell'album Elisir, nel brano L'ultima Thule contenuto nell'omonimo album di Francesco Guccini e nel testo della canzone Titoli Di Coda del rapper milanese Caneda. C'e anche la versione di Sting con la canzone VALPARAISO. Il brano n° 4 dei Cinque studi australi (2002-2003) per pianoforte di Ivan Fedele s'intitola Cap Horn.

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