Procol Harum

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Procol Harum
Fotografia di Procol Harum
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Rock progressivo[1]
Art rock[1]
Rock psichedelico[1]
Blues rock[1]
Rock sinfonico
Periodo di attività 1967- 1977
1991 -in attività
Album pubblicati 14
Studio 12
Live 1
Raccolte 1

I Procol Harum sono un gruppo rock progressivo britannico, tra i primissimi esponenti di tale corrente musicale negli anni sessanta: vengono considerati "uno dei gruppi più influenti nella storia del rock[2]" e "i profeti del suono orchestrale[3]".

Storia dei Procol Harum[modifica | modifica sorgente]

Quando si parla dell'organo Hammond, la mente non può non soffermarsi almeno per qualche istante a una canzone che nel 1967 fece innamorare milioni di ragazzini, vendendo 11 milioni di copie. Gary Brooker, cantante e pianista del gruppo compose quel A Whiter Shade of Pale che costituirà il maggior successo del gruppo.

Le origini del gruppo: i Paramounts[modifica | modifica sorgente]

Nel 1962 il tastierista diciassettenne Gary Brooker è il leader di un gruppo di rhythm 'n' blues, i Paramounts, nati all'inizio del decennio nella cittadina inglese di Southend-on-Sea (Essex) e formati oltre che da Brooker dal chitarrista Robin Trower, dal batterista Barrie James Wilson e dal bassista Chris Copping: come molti altri gruppi che si affacciano sulla scena beat britannica, riescono ad ottenere un contratto con la EMI, e ad incidere il loro primo 45 giri nel 1963.

Nei tre anni successivi il gruppo pubblicherà sei singoli, di cui soltanto uno, Poison Ivy, cover di un classico dei Coasters, entrerà nelle classifiche britanniche a dicembre del 1963.

Nel 1966 i Paramounts accompagnano in tour Chris Andrews e Sandie Shaw: alla fine dello stesso anno però, sia per lo scarso successo dei loro 45 giri, sia per il desiderio di sperimentare strade nuove, Brooker decide di sciogliere il gruppo.

La nascita dei Procol Harum: A Whiter Shade of Pale[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del 1967 Brooker incontra il paroliere Keith Reid (che diventerà l'autore di tutti i testi del gruppo e considerato sesto membro effettivo della band, al punto da essere inserito nella formazione del gruppo nelle copertine degli LP), che scrive il testo per una melodia composta dal tastierista: l'idea di Brooker nell'arrangiamento della canzone è quella di inserire un'introduzione strumentale (ripresa poi tra una strofa e l'altra) ottenuta sovrapponendo il basso del secondo movimento della Suite per orchestra n. 3 di Johann Sebastian Bach BWV 1068 (conosciuta anche come aria sulla quarta corda) con una melodia presa da un'altra opera del compositore tedesco (BWV 645, il Corale in Mi bemolle maggiore Wachet auf, ruft uns die Stimme[4]).

Il tutto viene suonato dall'organo Hammond abbinato al Leslie: ottenuto tramite il produttore Denny Cordell un contratto con una piccola casa discografica, la Regal Zonophone Records (distribuita dalla Decca Records[5]), e scelto il nome di Procol Harum (che deriva da una storpiatura del nome del gatto di un amico di Cordell, "Procul Harum", che peraltro in latino significa qualcosa come "lontano da queste"), il tastierista registra la canzone con alcuni session-man (alcuni contattati tramite un annuncio su una rivista musicale britannica), tra cui l'organista Matthew Fisher, ed in pochi giorni il disco arriva in testa alle classifiche britanniche (negli Stati Uniti raggiunge il quinto posto).

La versione originale della canzone presenta due strofe in più, tagliate durante la registrazione per contenere la durata del brano entro i quattro minuti (durata media del lato di un 45 giri), ma recuperate da Brooker durante le esibizioni dal vivo. Sin dalle prime apparizioni alla batteria vi è Bobby Harrison, che non è il batterista che ha suonato durante la registrazione della canzone: costui, Bill Eyden, è un batterista jazz che era stato chiamato appositamente da Denny Cordell per la registrazione e che continuerà in seguito la sua attività di jazzista (nella versione stereo della canzone pubblicata solo nel 1997 in un'antologia viene recuperata una registrazione dove invece, alla batteria, vi è Harrison).

In Italia uno dei primi ad ascoltare il brano è Mogol, che all'epoca lavora presso la Dischi Ricordi e che scrive un testo in italiano (completamente diverso dall'originale di Reid) per i Dik Dik con il titolo Senza luce: il disco viene pubblicato il 20 agosto e va subito al primo posto in classifica, restando complessivamente in hit parade per diciassette settimane[6].

Anche la versione originale dei Procol Harum (in Italia pubblicata dopo quella dei Dik Dik) raggiungerà il primo posto nella classifica italiana (rimanendovi dal 18 ottobre al 6 dicembre), restando complessivamente ventun settimane in hit parade, caso quasi unico per una canzone di cui era già uscita la cover.

Le vendite in Italia saranno così elevate che Gary Brooker invierà una lettera ai Dik Dik ringraziandoli per le royalties che gli arrivavano come diritti d'autore dalla Siae[7].

Il successo[modifica | modifica sorgente]

Dopo il fulmineo successo di A Whiter Shade of Pale, i Procol Harum dopo l'estate incidono un altro 45 giri che ottiene altrettanto successo, Homburg: anche questo brano viene inciso in italiano (con il titolo L'ora dell'amore e il testo scritto da Daniele Pace) dai Camaleonti, e arriva al primo posto in classifica (dal 26 gennaio al 2 febbraio), restando complessivamente in hit parade per undici settimane; la versione dei Procol Harum vi rimane invece per otto settimane, non andando oltre il settimo posto.

Il gruppo inizia quindi le registrazioni dell'album, ma sia Ray Royer sia Bobby Harrison dopo pochi giorni abbandonano il gruppo (in seguito i due formeranno un nuovo gruppo, i Freedom): Brooker decide quindi di contattare due suoi vecchi amici ex Paramounts, il chitarrista Robin Trower e il batterista Barrie James Wilson, ed è questa formazione che pubblica a dicembre del 1967 l'album Procol Harum, che non contiene i quattro brani pubblicati su 45 giri (solo l'edizione americana includerà A Whiter Shade of Pale, mentre la versione della canzone sul retro di Homburg, Good Captain Clack, è in una registrazione differente).

Il disco è scritto interamente da Brooker e Reid, tranne Repent Walpurgis, un brano strumentale eseguito interamente con piano e organo e firmato dal tastierista Matthew Fisher, e che verrà pubblicato anche su 45 giri sei anni dopo; la formazione dell'album rimarrà stabile per tre anni.

Nel marzo del 1968, visto il successo ottenuto nella penisola, incidono in italiano Il tuo diamante, cover di Shine on Brightly con testo ancora una volta di Mogol, che entra in classifica per sette settimane, non superando però il diciannovesimo posto; tengono inoltre una serie di concerti, tra cui al Piper Club di Roma, a Viareggio, a Napoli, a Milano e a Torino, e anche la Rai dedica loro uno speciale di mezz'ora, trasmesso dal primo canale.

La versione originale di Shine on Brightly è contenuta nel loro secondo album, pubblicato qualche mese dopo, e con lo stesso titolo: il disco non viene pubblicato in Italia fino al 1971, e per qualche tempo i fan italiani conosceranno solo la versione tradotta di questa canzone (che viene inserita nella stampa italiana del primo album); l'LP è comunque molto curato, e comprende anche una suite, In Held Twas in I, composta da 5 movimenti.

Ottengono notevole fama l'anno successivo con la canzone A Salty Dog, adottato in Italia come sigla per il programma della RAI Avventura, e contenuta nel disco omonimo: anche quest'album, come i precedenti, è un successo nella loro patria e negli Stati Uniti, ma alla fine dell'anno sia Fisher sia Knights abbandonano il gruppo, sostituiti da un altro ex-Paramounts, il bassista Chris Copping, e i Procol Harum iniziano il nuovo decennio in quattro.

Con l'avvento dell'ondata di rock progressivo britannico (Genesis, Yes, King Crimson, Emerson Lake & Palmer tra i più noti), il gruppo con Home e Broken Barricades (che contiene una canzone dedicata a Jimi Hendrix, Song for a Dreamer) non riesce a ripetere in patria il successo dei dischi precedenti (che invece negli Stati Uniti continuano a vendere bene), e pian piano affievolisce il proprio impatto commerciale sebbene rimanga tra i "maestri" del genere.

Dopo Broken Barricades anche Trower (che entrerà poi nei Jude) abbandona i Procol Harum, che decidono di ritornare a una formazione a cinque con l'ingresso di Alan Cartwright (bassista proveniente dagli Everly Wich Way) e Dave Ball (ex chitarrista dei Big Bertha), e registrano nel mese di novembre 1971 un album dal vivo registrato in Canada e pubblicato l'anno successivo, Procol Harum Live with the Edmonton Symphony Orchestra, che li riporta al successo anche in Gran Bretagna, dove rientrano anche nella classifica dei 45 giri con una versione di Conquistador tratta dal disco dal vivo e con una ristampa di A Whiter Shade of Pale (abbinata con A Salty Dog).

Nel 1973, durante le registrazioni di Grand Hotel, Dave Ball viene sostituito da Mick Grabham (proveniente dai Cochise), che completa il disco, uno dei migliori del complesso, con la bella A Rum Tale (che nel 1998 verrà tradotta e incisa in italiano con il titolo Storia di una bottiglia da Mimmo Locasciulli.

L'album del 1974, Exotic Birds and Fruit, delude i fans di vecchia data per le sue sonorità vicine all'hard rock, mentre tornano in hit parade l'anno successivo con il 45 giri Pandora's Box, tratto dall'album Procol's Ninth.

Il declino ed il ritorno sulle scene[modifica | modifica sorgente]

Gli album Rock Roots (in realtà solo una compilation, sebbene importante per alcuni inediti) e Something Magic (registrato svogliatamente in America più che altro per adempiere ad un ultimo vincolo contrattuale) passano inosservati: in Inghilterra nasce il british punk ed il tipo di sonorità dei Procol Harum è indissolubilmente legato al passato. Nel 1977 il gruppo cessa la propria attività senza suscitare grandi clamori e senza mai comunicare ufficialmente il proprio scioglimento, lasciando via libera alla carriera solista di Brooker, spesso come componente aggiunto dal vivo della band di Eric Clapton, suo vecchio amico e vicino di casa nel Surrey (Brooker è presente nel doppio album dal vivo Just One Night (1980) e nell'album in studio Another Ticket (1981). Numerose le altre partecipazioni sporadiche: da segnalare quella come cantante nella canzone Limelight degli Alan Parsons Project, contenuta nell'album del 1985 Stereotomy) oltre a varie collaborazioni in studio con George Harrison (con il quale nel 1969/70 aveva già lavorato nelle registrazioni di All Things Must Pass). Harrison e Clapton, insieme ad una schiera di altri illustri musicisti rock (tra i quali Phil Collins, Chris Stainton e Mel Collins) sono presenti nel secondo album solista di Brooker Lead Me to the Water del 1981.

L'8 ottobre 1990 muore a Corvalis nell'Oregon il batterista e membro fondatore del gruppo B.J. Wilson, dopo tre anni di coma; in seguito a tale triste evento gli altri membri fondatori della band decidono di tornare a registrare un nuovo album, The Prodigal Stranger, che di fatto segna il ritorno dei Procol Harum sulle scene senza però sortire particolari effetti a livello di pubblico. Nel 1995 viene pubblicato il disco The Long Goodbye, con brani della band rielaborati con l'accompagnamento dell'orchestra. Nel 2003 esce l'album in studio The Well's on Fire.

Il 29 novembre 2007 si esibiscono al Palasport di Torino, insieme ai New Trolls, e l'esibizione viene registrata in previsione di un nuovo album dal vivo.

La causa legale per A Whiter Shade of Pale[modifica | modifica sorgente]

Il 31 maggio 2005 Matthew Fisher ricorre al tribunale per essere riconosciuto quale coautore della musica di A Whiter Shade of Pale. L'organista aveva da sempre rivendicato di essere l'autore della introduzione eseguita all'organo Hammond e a cui in buona parte si deve l'enorme successo di questo classico della musica pop. La prima sentenza del dicembre 2006 gli dà ragione: il giudice Blackburn (tra l'altro assai competente in materia in quanto egli stesso musicista uscito dalla Royal Academy of Music) stabilisce infatti, sulla base delle argomentazioni e della dimostrazione che lo stesso organista diede in sede di udienza, che Matthew Fisher sia intitolato quale coautore delle musiche e possa percepire il 40% del diritto d'autore a partire dal 2005. La sentenza getta lo scompiglio fra gli addetti ai lavori in quanto si teme che sull'esempio di Matthew Fisher numerosi musicisti che in sede di registrazione dettero un apporto significativo agli arrangiamenti di pezzi di successo possano rivendicare lo status di coautori pretendendo di conseguenza di aver diritto ad una parte delle royalties percepite e future. Sir Gary Brooker ed Onward Music Limited ricorrono in appello ed ottengono, con la sentenza dell'aprile 2008, una rettifica parziale che permette loro di salvaguardare perlomeno l'aspetto economico della questione: il giudice riconosce e conferma il diritto di Matthew Fisher di apparire come coautore delle musiche ma nega allo stesso ogni rivendicazione economica a causa dell'eccessivo lasso di tempo intercorso tra la composizione del pezzo, risalente al 1967, ed il momento in cui l'organista ha rivendicato i propri diritti. Lo stesso Matthew Fisher si è però appellato alla House of Lords la quale, con sentenza emessa il 30 luglio 2009, ha definitivamente stabilito che Matthew Fisher ha diritto al 40% delle royalties derivate dagli introiti di A Whiter Shade of Pale. Quest'ultima sentenza ripristina gli effetti di quella di primo grado: Fisher può incassare la propria percentuale solo a partire dai diritti d'autore maturati dopo il maggio 2005, Sir Gary Brooker non è tenuto a rifondere a Fisher una percentuale di quanto da lui incassato dal 1967 ad allora.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

1967[modifica | modifica sorgente]

1967-1969[modifica | modifica sorgente]

1969-1971[modifica | modifica sorgente]

1971-1972[modifica | modifica sorgente]

1973-1976[modifica | modifica sorgente]

1976-1977[modifica | modifica sorgente]

1977[modifica | modifica sorgente]

1991-1992[modifica | modifica sorgente]

1993[modifica | modifica sorgente]

1993-2003[modifica | modifica sorgente]

2004-2010[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

33 giri e CD[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

La casa discografica indicata è quella che ha pubblicato il disco in Italia; come ricordato nel testo della voce, spesso non coincideva con quella che aveva stampato il disco in Gran Bretagna

I Procol Harum in italiano[modifica | modifica sorgente]

Anno Titolo originale Titolo italiano Autore del testo in italiano Esecutori
1967 A Whiter Shade of Pale Senza luce Mogol Dik Dik, Wess, Fausto Leali
1967 Homburg L'ora dell'amore Daniele Pace Camaleonti, Ricky Gianco, Le macchie d'inchiostro
1967 Homburg C'è una strada Diabolici, I Delfini; testo diverso da L'ora dell'amore
1968 Shine On Brightly Il tuo diamante Mogol Procol Harum
1968 Something Following Me Cieli azzurri Paolo Limiti Uh!
1969 A Salty Dog Il marinaio Mogol Beans, Massimo Ranieri, I Fratelli
1969 A Salty Dog I giorni son lunghi Mogol I Beati; testo diverso da Il marinaio
1998 A Rum Tale Storia di una bottiglia Mimmo Locasciulli Mimmo Locasciulli
2006 A Salty Dog Nel così blu Zucchero, Pasquale Panella Zucchero

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Procol Harum in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ Franco Fabbri, Così il rock trovò Bach e perse l'innocenza, da l'Unità del 3 dicembre 2002
  3. ^ Riccardo Bertoncelli, Marco Fumagalli e Manuel Insolera, Il pop inglese, Arcana Editore, Roma, maggio 1974, pag. 40
  4. ^ Nel 2005 Matthew Fisher intenterà una causa contro Gary Brooker sostenendo di aver collaborato a scrivere la musica dell'introduzione di A Whiter Shade of Pale
  5. ^ Negli Stati Uniti ed in Italia il disco sarà pubblicato dalla Deram, sempre appartenente alla Decca, mentre le successive pubblicazioni nella penisola saranno stampate dalla IL, sottoetichetta della RCA Italiana
  6. ^ Questi dati sulle posizioni in classifica e quelli citati successivamente sono ricavati dal volume di Dario Salvatori, Storia dell'hit parade, edizioni Gremese, 1989, alle voci degli anni 1967 e 1968, pagg. 25-27, Camaleonti, pag. 97, Dik Dik, pag. 125, e Procol Harum, pag. 209, e dalle classifiche pubblicate nel 1967 dal mensile Musica e dischi e dai settimanali Big e TV Sorrisi e Canzoni
  7. ^ Testimonianza rilasciata in numerose occasioni da Pietruccio Montalbetti; ad esempio durante l'intervista effettuata da Giancarlo Magalli nel corso della partecipazione del gruppo alla trasmissione I fatti vostri in alcune puntate ai primi di novembre del 2007

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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