Bestemmia
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| « ... Non avevano leggi per punire un blasfemo, non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, mi cercarono l'anima a forza di botte. Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo lo costrinse a viaggiare una vita da scemo, nel giardino incantato lo costrinse a sognare, a ignorare che al mondo c’è il bene e c’è il male. » | |
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(Fabrizio De André, da 'Un blasfemo' nell'album 'Non al denaro, non all'amore né al cielo, 1971)
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La bestemmia è una locuzione con contenuti dissacranti e svalutanti verso una divinità di cui si scherniscono e si rovesciano le qualità oggetto del culto dei fedeli o dei praticanti.
La bestemmia, in quanto offensiva del sentimento religioso dei rispettivi fedeli, è punita nelle legislazioni penali vigenti in molti paesi sia teocratici che laici; in questi ultimi, i termini della legge sono stati estesi per tener conto delle sensibilità religiose delle popolazioni immigrate da altri paesi.
Nelle religioni patriarcali, come quelle abramitiche (Ebraismo, Cristianesimo, Islam), il corpo e l'istinto naturale animale a livello popolare sono spesso percepiti fortemente negativi e triviali[1]; perciò una tipica bestemmia per queste religioni è l'identificazione con animali quali i suini, oppure ancora come escrementi.
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Interpretazioni filosofiche
Secondo monsignor Gianfranco Ravasi «Anche la bestemmia, come conferma il libro di Giobbe, è una forma di preghiera. Esprime un'istanza metafisica, tipica della preghiera degli atei, nel limite e nella solitudine: è una forma di superamento del limite imposta dall'impotenza che l'uomo avverte per sé»[2].
In Italia
Aspetti legali
In Italia era prevista dal codice penale come reato, inserita fra le contravvenzioni «concernenti la polizia dei costumi».
La formulazione originaria (del 1930) dell'articolo 724 del codice penale puniva solo l'offesa alla religione Cattolica, ma nel tempo maturò la convinzione che tale limitazione fosse lesiva del principio di uguaglianza: si sostenne che per effetto del Concordato del 1984 sarebbe dovuta cadere la denominazione di «religione dello Stato» e con essa la differenziazione fra i diversi credi religiosi. Si iniziò perciò a discutere se prevedere anche l'offesa a altri credi. Con la sentenza 18 ottobre 1995, n. 40 della Corte Costituzionale[3] si estese la condotta sanzionabile all'offesa alla divinità venerata in ogni credo religioso, non più solo a quella venerata nella religiosa cristiana. La corte sostenne: «si impone ormai la pari protezione della coscienza di ciascuna persona che si riconosce in una fede, quale che sia la confessione religiosa di appartenenza» e dichiarò così l'illegittimità costituzionale dell'art. 724, primo comma, del c. penale, cioè quello che definiva il Cattolicesimo religione di Stato («o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato»).
Attualmente è considerata un illecito amministrativo, essendo stata depenalizzata con la legge 25 giugno 1999, n. 205. La versione attuale (vigente) dell'articolo 724 ("Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti") è la seguente:
| « Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, è punito con la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 309 [...] La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti. » |
Sono, quindi, considerate bestemmie esclusivamente quelle ingiurie rivolte verso la Divinità e non, per esempio, verso la Madonna o i santi[4].
Diffusione
La bestemmia è diffusa in tutta Italia, e pur avendo significato offensivo e imprecatorio assume spesso il ruolo di semplice intercalare o quello di sfogo verbale.
Una zona dove l'uso della bestemmia è molto diffuso è la Garfagnana, territorio in provincia di Lucca; probabilmente a causa della ancora forte tradizione rurale e contadina, l'uso della bestemmia, nella forma della identificazione della divinità con specie animali, è ancora molto comune, pure tra i giovani. Un'altra zona d'Italia dove la bestemmia è molto diffusa è il Veneto, in particolar modo nelle zone di campagna, dove viene usata nelle sue varie versioni come intercalare per enfatizzare i discorsi. Il caso di Germano Mosconi risulta emblematico: le sue bestemmie registrate durante i fuori onda possono scandalizzare l'audience italiane, ma si può desumere [5] che il Mosconi le abbia pronunciate alla stregua di altri improperi minori e usuali, proprio perché le bestemmie permeano la parlata popolare veneta, soprattutto quella originaria delle zone più rurali.
Eufemismi
Frequente è il mascheramento del nome venerato in vocaboli assonanti, a volte dotati di significato (Maremma per Madonna; zio, oppure diesel, due, duo, Diaz, disco, Dionisio, Diogene per Dio; Christian, Cristoforo, cristallo per Cristo), a volte privi di senso (diu, dao, dinci, dindio ("tacchino" in veneto), disse, madosca), e "ostrega" al posto di "ostia".
Fenomeno inverso è la sostituzione dell'epiteto offensivo: essa può tradire l'intento blasfemo (es. porlo per porco) o tradursi in un'espressione ancora forte ma non più apertamente ingiuriosa. È il caso dell'eufemismo perdio,[6] registrato come lemma autonomo dai dizionari, e dei suoi derivati ancora più blandi (perdinci,[7][8] perdiana).[9]
Su questa scia si pongono espressioni che sostituiscono il nome divino con Carlo, o invece l'epiteto offensivo con sostantivi e aggettivi privi del tradizionale senso di impurità (es. povero, cantante; nell'area modenese e reggiana, però, si nomina un cantero che può riferirsi al pitale),[10] quando non, apparentemente, benevoli (caro, bono).
Gruppi musicali
Diversi gruppi musicali hanno utilizzato la bestemmia o frasi blasfeme nei loro testi, in Italia un esempio è il gruppo dei San Culamo.
Il gruppo Elio e le Storie Tese è noto per aver utilizzato il modo di dire eufemistico "Porco Diesel" nella canzone Supergiovane. Tuttavia, all'interno della canzone, è possibile discernere in sottofondo una bestemmia più esplicita.
Il gruppo 99 Posse, nella canzone "Spara", contenuta nell'album "Cerco tiempo", si esprime con questo verso: "...quando tu non sei razzista ma non sei nemmeno Dio, quando non è colpa loro, ma anche loro porco Dio...
Opere cinematografiche
- L'ora di religione, regia di Marco Bellocchio (2002)
Casi televisivi
Negli ultimi anni hanno destato parecchie discussioni e dure critiche le bestemmie in televisione.
Il primo caso in Italia si ebbe con l'attore napoletano Leopoldo Mastelloni che il 22 gennaio 1984 pronunciò una bestemmia in diretta nel programma pomeridiano domenicale Blitz: fu uno scandalo nazionale che scosse il paese per più giorni [11] e che costò un ostracismo decennale al personaggio.
Un nuovo caso scoppiò quindici anni dopo quando un concorrente del programma di Maria De Filippi Coppie si fece scappare una frase ingiuriosa, mentre non fu bestemmia ma suscitò molte discussioni il Wojtilaccio detto da Roberto Benigni sul palco del festival di Sanremo 1980. Molto lungo sarebbe elencare i numerosi esempi di bestemmie proferite sui campi sportivi, dal calcio al basket (dove nel 1999 il campione europeo Andrea Meneghin fu aspramente criticato per aver detto Codroipo, sospetto anagramma di una bestemmia). Per portare un esempio recente si può citare l'incontro di calcio tra Italia e Ucraina del 7 ottobre 2006, quando, complice uno sciopero dei giornalisti, la partita venne trasmessa senza commenti dei telecronisti e con le voci di sottofondo dello stadio chiaramente udibili.
Con l'arrivo dei reality-show, dove i partecipanti sono a loro agio come nella vita reale e non frenano i testi, si ebbe un'impennata delle bestemmie in diretta televisiva: per esempio Roberto Da Crema a La fattoria (2004), Christian Arrieta in Campioni, il sogno (2004), Guido Genovese nel Grande fratello (2004), Massimo Ceccherini nell'Isola dei famosi (2006) e Mirko Sozio nel Grande fratello (2008). Tutti i personaggi sopraccitati sono stati puniti, nonostante le scuse che tutti hanno immediatamente rivolto, con l'immediato abbandono dai programmi della rete, mentre le emittenti coinvolte sono state pesantemente multate dall'Agcom [12].
In un'edizione ungherese del Grande Fratello, il concorrente Renato ha bestemmiato in lingua italiana esplicitamente, più volte. Non vi è stata alcuna censura, ma va sottolineato che né il pubblico né la produzione si sono resi conto di quel che Renato diceva, non comprendendone l'idioma. Alla sua uscita dalla casa, il presentatore stesso ha accolto Renato bestemmiando Dio ad alta voce, in italiano, palesemente ignaro del significato delle sue parole. Dal microfono, di fronte ai fans in delirio, Renato ha bestemmiato a squarciagola Dio, la Madonna, "e tutti gli angeli in colonna!". L'intero episodio è stato trasmesso al pubblico italiano, con censura, durante la trasmissione Mai dire Grande Fratello.
Altro fenomeno mediatico, legato però a internet è quello del giornalista sportivo Germano Mosconi (della rete Telenuovo di Verona), con le bestemmie in fuori onda raccolte e diffuse sul web.
Il 28 febbraio 2007 in occasione della seconda serata del 57° Festival della canzone italiana di Sanremo, poco prima dell'esibizione della cantante Elsa Lila, un microfono ancora acceso captò una bestemmia proveniente da dietro le quinte [13]. Conseguenti furono le polemiche e le scuse del direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce.
Il 7 aprile 2008 al Grande Fratello si ripropone il caso di un concorrente che si lascia sfuggire una bestemmia. Mirko Sozio, l'ultimo ad essere entrato nella casa, ha pronunciato una bestemmia durante la diretta televisiva in prima serata su canale 5 e questo ha segnato l'immediata espulsione dal palinsesto televisivo.
Nel Cristianesimo
L'insegnamento morale della Chiesa Cattolica applica il secondo comandamento Non pronunciare il nome di Dio invano alle bestemmie, anzi, vede nella bestemmia un gesto ancora più grave di quello stigmatizzato dal secondo comandamento.
Alcuni uomini e padri della Chiesa, autorevoli per la santità della vita nonché per l’alto insegnamento lasciato in eredità alla Chiesa (Sant'Agostino, San Girolamo, San Tommaso d'Aquino, San Bernardo da Chiaravalle, San Bernardino da Siena) fin dall'antichità hanno ritenuto la bestemmia come il peccato più grave tra tutti i peccati mortali.
Sant'Agostino diceva "La bestemmia è una colpa peggiore dello stesso deicidio commesso dai Giudei".
Padre Pio spesso affermava: "La bestemmia attira la maledizione di Dio sulla tua casa ed è la via più sicura per andare all'inferno".
Il Santo curato d'Ars, San Giovanni Maria Vianney asseriva: "Se la bestemmia regna nella vostra casa, tutto andrà in rovina".
San Giovanni Crisostomo scriveva negli Annali: "Per la bestemmia vengono sulla Terra le guerre, le carestie, i terremoti, le pestilenze. Il bestemmiatore attira il castigo di Dio su se stesso, sulla sua famiglia e sulla società: Dio, per la bestemmia, spesso punisce gli uomini in generale, ma a volte punisce anche il singolo in particolare. Pur se nel corso della vita ci sono dei bestemmiatori che non vengono puniti dalla giustizia di Dio, alla fine della vita nessuno sfuggirà alla sua sentenza :S.Paolo dice: "Ciascuno raccoglierà quello che avrà semmato"(Galati. 6,7)".
Sant'Antonio di Padova affermava: “Dinanzi a genitori che piangono desolati il loro bambino morto, io prego il Signore di risuscitarlo; dinanzi alla povertà di un padre che mi domanda un pezzo di pane per sfamare i suoi figli, io mi commuovo e prego Dio che gli sia provveduto; ma dinanzi a sposi che desiderano un figlio e sono bestemmiatori, io prego il Signore che nasco loro un figlio sordo e muto: sordo per non sentire le bestemmie dei genitori e muto perché non le ripeta!”
San Girolamo aggiungeva: “Posso tollerare pazientemente che si rechi offesa a me, ma non posso sopportare che si offenda il mio Dio con le bestemmie” – I cani abbiano in difesa del padrone; ed io dovre essere muto quando si maltratta il Nome di Dio? Morire piuttosto, ma non tacere!”
Giovanni Paolo II, parlando del disprezzo rivolto contro il Nome di Dio, elenca (21 marzo 1993), oltre la bestemmia, gli "spettacoli dissacranti" e le "pubblicazioni altamente offensive del sentimento religioso".
La "bestemmia" contro lo Spirito Santo
È fonte perenne di equivoci, invece, l'insegnamento di Gesù sulla bestemmia contro lo Spirito Santo, definita imperdonabile:
| « In verità vi dico: ai figli degli uomini saranno perdonati tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha perdono in eterno, ma è reo di un peccato eterno. » (Mr 3,28-29) |
L'equivoco consiste nel pensare che il testo si riferisca al proferire una bestemmia diretta contro lo Spirito Santo. Al contrario, l'analisi del contesto, insieme all'osservazione precedente sull'inesistenza della bestemmia nel mondo biblico, porta a comprendere che "bestemmiare contro lo Spirito Santo" significa in questo brano "affermare che i miracoli di Gesù sono opera di Satana e non dello Spirito Santo". Il passo si riferisce dunque al peccato di chi non riconosce in Cristo e in particolare nei miracoli l'azione dello Spirito di Dio.
Opere letterarie
- Dante Alighieri, la Divina Commedia, (1321) (Inferno, Canto XXV, vv. 1-3)
- François Rabelais, Gargantua e Pantagruele, (1532)
- Marchese de Sade, Le 120 giornate di Sodoma (1784)
- Giorgio Manganelli, (2007) Mammifero italiano (p. 125, da un articolo del 27 febbraio 1975)
- Enzo Biagi Italia. Rizzoli Editore. 1975, Milano .
- Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini, (1980, Feltrinelli) (pagine versione 2005: p.9, 13, 25, 27. Circa p. 85, 106. 120)
- Alessandro Baricco, Castelli di rabbia (1991)
- Filippo Scozzari Prima pagare poi ricordare. 1996. (pp. 7, 19, 29, 39)
- Niccolò Ammaniti, nel racconto Sei il mio tesoro (p. 46), pubblicato nel libro Crimini (2004 Einaudi ISBN 8806175769)
- Niccolò Ammaniti, Io non ho paura (p. 91), (2001 Einaud)
- Andrea Carraro L'erba cattiva. 1996.
- Gioacchino Belli, "996, opere varie"
- Louis-Ferdinand Céline
- John Fante, Aspetta primavera, Bandini, (1937)
- Umberto Eco, L'isola del giorno prima, (1994)
Bestemmie più comuni
Come tutte le imprecazioni, anche non di natura sacrilega (es. porca miseria, porca puttana), le bestemmie italiane più diffuse accostano l'epiteto "porco"[14] al nome da profanare: i più tipici esempi sono infatti porco Dio e porca Madonna. Diffusi sono anche "Dio porco", a volte abbreviato in "Dioppò". Essi sono testimoniati anche dalla letteratura contemporanea, in questa forma (Ammaniti, 2004, p. 46) o in alcune varianti (porco Iddio, Manganelli, 1975, p. 125; mapporcodio, Scozzari, 1996, p. 29). Anche Pasolini, nelle opere ispirate alla vita di borgata,[15] riproduce queste bestemmie, ma censurandole in porco d... e porca m...[16]
L'epiteto "porco" non è però l'unico. Fra le altre bestemmie si ricordano diobestia[17] Dio boia, Diobò e Dio cane, quest'ultima specialmente in Italia settentrionale. Nella forma dialettale Dio can è il tipico intercalare veneto famoso nell'immaginario collettivo. Contro la Madonna sono frequenti anche le imprecazioni a sfondo sessuale, del tipo di Madonna puttana, con le rispettive varianti regionali. Più rara è la bestemmia contro Gesù.
Nella zona di Roma le bestemmie nascono e si evolvono a causa dello stretto Cattolicesimo imposto dallo Stato della Chiesa. Per questo motivo le bestemmie romane sono generalmente rivolte verso le categorie ecclesiastiche, ad esempio nei canti da osteria: "Osteria del Vaticano...". Un classico esempio dell'ostilità popolare verso le gerarchie ecclesiastiche e il Cattolicesimo in generale, può essere facilmente ricavato da tutte le opere del Belli.[citazione necessaria]
Per quanto riguarda le altre lingue, l'esempio più eminente è quello dell'opera in francese di Rabelais, scritta a cavallo tra Medioevo e Rinascimento. Come analizzato dal critico russo Mikhail Bakhtin, l'uso sistematico della bestemmia e del corpo grottesco, nel contesto carnevalesco, ha il significato di una gioiosa celebrazione della vittoria della vita.
Note
- ^ Qualcuno, come Émile Durkheim, interpreta che ciò dipende dal fatto che tali religioni sono caratterizzate dalla separazione tra sacro e profano (The Elementary Forms of the Religious Life, Londra, George Allen & Unwin, 1915, p. 36)
- ^ "Avvenire" online, La preghiera, un farmaco
- ^ Sentenza della Corte Costituzionale numero 440 anno 1995.
- ^ La bestemmia nello stato italiano (UAAR)
- ^ http://www.nonce2senzatr3sh.it/rivista/sommario1/onlineart12 analisi del fenomeno mediatico
- ^ [1]
- ^ [2]
- ^ [3]
- ^ [4]
- ^ [5]
- ^ Il caso su Ansa.it
- ^ http://ilgiorno.quotidiano.net/art/2006/12/20/5453000
- ^ http://www.youtube.com/watch?v=P0IFCSA-fFA
- ^ Lemma "porco" sul dizionario De Mauro
- ^ Ragazzi di vita, Una vita violenta.
- ^ Ragazzi di vita.
- ^ Lemma "Dio" sul dizionario De Mauro
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