Lanfranco di Canterbury

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Lanfranco di Pavia
arcivescovo della Chiesa cattolica
Lanfranc-Béranger.jpg
Lanfranco con ai piedi Berengario di Tours, che sosteneva che la presenza di Cristo nell'Eucarestia è puramente simbolica, tesi alla quale Lanfranco si era opposto decisamente. Tela del XVIII secolo
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Incarichi ricoperti Arcivescovo di Canterbury
Nato 1005
Consacrato vescovo 29 agosto 1070
Deceduto 28 maggio 1089

Lanfranco di Canterbury o di Pavia (Pavia, 1005 circa – Canterbury, 28 maggio 1089) è stato un teologo, filosofo e vescovo cattolico italiano, proclamato beato dalla Chiesa cattolica[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Lanfranco nacque intorno al 1005 a Pavia, figlio di Ambaldo, magistrato appartenente all'ambiente del sacrum palatium. Secondo un suo biografo: «...fu istruito fin dalla fanciullezza nelle scuole di arti liberali e di diritto civile. Ancora molto giovane, ebbe spesso il sopravvento nei processi su avversari sperimentati per la travolgente eloquenza del suo preciso argomentare. A quell'età seppe stilare sentenze apprezzate da giuristi e giudici.»[senza fonte]

Nel 1035 si trasferisce ad Avranches, in Normandia, dove nel 1040 apre una scuola di lettere e dialettica alle dipendenze del convento di Mont Saint Michel, dove era abate il suo concittadino Guglielmo Suppone, un monaco proveniente dall'abbazia piemontese di San Benigno di Fruttuaria.

Nel 1042 decide di trasferirsi a Rouen: si dice che durante il viaggio venisse aggredito e sequestrato dai banditi e, durante la prigionia, avrebbe fatto voto di diventare monaco se avesse avuto salva la vita. Così avviene ed entra nel monastero benedettino di Bec, fondato otto anni prima, nei propri possedimenti di Brionne, da Erluino, un nobile che aveva stabilito di dedicarsi a una vita di preghiere. I trentacinque monaci appartenenti alla comunità vivevano semplicemente in un regime di vita semi-eremitica.

Nel 1045 Lanfranco diviene priore del monastero e dirige la scuola dei monaci; nel 1059 apre la scuola anche ai laici, per ottenere fondi coi quali ricostruire il monastero. La fama del suo insegnamento attira allievi dalla Francia, dalle Fiandre, dalla Germania e dall'Italia fra i quali Ivo di Chartres, Anselmo d'Aosta, Anselmo di Lucca e Anselmo da Baggio, poi papa Alessandro II. Quando Lanfranco si sposta nel 1063 a Caen, numerosi allievi lo seguono nella nuova sede, sebbene ora nella scuola del Bec insegni un ex allievo di Lanfranco, il famoso Anselmo d'Aosta.

Si oppone alle teorie eucaristiche formulate da Berengario di Tours, partecipando ai sinodi di Vercelli nel 1050, di Tours del 1055 e di Roma del 1059; scrive il Libellus de sacramento corporis et sanguinis Christi contra Berengarium, che lo consacra miglior teologo del tempo.

Consigliere del nobile normanno Guglielmo il Bastardo, nel 1053 si oppone alle sue nozze, allora in contrasto col diritto canonico, con la cugina Matilde di Fiandra; in seguito alle minacce di Guglielmo di esiliarlo, nel 1059 Lanfranco, già a Roma per partecipare al sinodo di condanna di Berengario, ottiene dal papa Niccolò II la dispensa al matrimonio. In cambio, Guglielmo fa costruire a Caen un monastero femminile e uno maschile, dedicato a santo Stefano, del quale Lanfranco diviene abate nel 1066.

Intanto in Inghilterra, Edoardo il Confessore, re dal 1043 al 1066, figlio di una normanna, non avendo eredi, nomina suo successore il figlio di suo cugino Roberto, Guglielmo il Bastardo ma alla sua morte la dieta dei nobili inglesi proclama re il sassone Aroldo, cognato di Edoardo. Nello stesso anno Guglielmo sbarca con un esercito in Inghilterra per far valere con la forza i suoi diritti al trono.

Con la vittoria nella battaglia di Hastings, Guglielmo s'impadronisce dell'Inghilterra – guadagnandosi il nome di Guglielmo il Conquistatore - ma la rivolta contro di lui prosegue, favorita anche dai vescovi locali; avendo bisogno di una gerarchia ecclesiastica fidata, ottiene nel 1070 dal papa Alessandro II la nomina di Lanfranco ad arcivescovo di Canterbury estromettendo l‘infido arcivescovo Stigand.

Ora si tratta di rendere Canterbury la sede vescovile più importante d'Inghilterra; Lanfranco viene a contrasto col vescovo Tommaso di York che non intende rinunciare alle sue prerogative. Nel concilio di Windsor del 1072 Lanfranco presenta falsi documenti, da lui attribuiti a Beda il Venerabile, che avrebbero giustificato la supremazia della sede di Canterbury su tutti i vescovadi d'Inghilterra, autorità che il Concilio riconosce.

Fa costruire per sé un palazzo, la famosa Cattedrale, una prioria e numerosi monasteri, in cui trasferisce monaci dalla Normandia, e cerca di ottenere una parziale autonomia da Roma venendo anche a contrasto col papa Gregorio VII. Per ottenere consensi dal clero e dalla nobiltà inglese, permette il matrimonio dei parroci di campagna e l'investitura vescovile fatta dai principi laici; accentra il controllo sulle circoscrizioni ecclesiastiche trasferendo le sedi episcopali provinciali nelle città più importanti. Col tempo i Normanni s'impadroniscono del governo delle province, delle chiese e delle potenti abbazie.

Opera col pieno appoggio di Guglielmo, che nei periodi di assenza dall'Inghilterra gli affida la direzione della vita politica, Lanfranco ricambia la fiducia, sventando nel 1075 la cospirazione contro re Guglielmo organizzata dai conti di Norfolk e di Hereford.

Muore nel 1089 ed è sepolto nella sua Cattedrale. È stato beatificato dalla Chiesa e la sua ricorrenza cade il 28 maggio.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Restano di lui scritti di scarsa importanza, tranne l'opuscolo Liber de corpore et sanguine Domini contro Berengario di Tours; il Commentario sui Salmi (perduto) e il Commentario su S. Paolo; gli Statuta sive decreta pro ordine S. Benedicti, spiegazione della Regola benedettina; Note sulle Collationes di Cassiano; il Liber de celanda confessione, le Epistolae.

Dottrina[modifica | modifica sorgente]

Combatté la teoria eucaristica di Berengario di Tours, che negava la reale presenza del Cristo nell'eucaristia, poiché se si mantengono gli accidenti dell'ostia, secondo la logica aristotelica si deve mantenere anche la sostanza e dunque l'ostia non contiene relamente il sangue e il corpo di Cristo; Lanfranco, nel Liber de corpore et sanguine Domini, sostiene invece che dopo la consacrazione il pane e il vino si trasformano realmente nel corpo e nel sangue di Cristo, pur conservandone le apparenze. A questa conclusione non giunge però con le armi della logica ma con la fede e con l'autorità dei Padri della Chiesa alla quale è necessario che la dialettica si sottometta. Rimprovera Berengario: «...abbandonando le sacre autorità ti rifugi nella dialettica, ma se io dovessi ricevere o dare una risposta a proposito dei misteri della fede, preferirei sentirmi rispondere e rispondere io stesso, che riguardano le sante autorità piuttosto che le ragioni della dialettica».

Logico celebrato, non può condannare la dialettica, che ritiene possa aiutare a comprendere anche i misteri divini, ma che deve sottomettersi all'autorità della Scritture quando entri in conflitto con esse.

Genealogia episcopale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gibson M., Lanfranco. Da Pavia al Bec ed a Canterbury, Jaca Book, Milano, 1989
  • De Bouard M., Guglielmo il Conquistatore, Salerno Editrice, Roma, 1989

Note e referenze[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito Santi e Beati

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Beato Lanfranco di Canterbury in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.

Predecessore Arcivescovo di Canterbury Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Stigand
(1052-1070)
1070 - 1089 Anselmo d'Aosta
(1093-1109)

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