Romanzo a sfondo sociale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il romanzo a sfondo sociale (altrimenti detto semplicemente romanzo sociale) si sviluppa nella prima metà dell'Ottocento ed è un genere di romanzo che tratteggia la vita dei ceti sociali economicamente svantaggiati e denuncia situazioni di sopruso e pregiudizio.

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Il filone del romanzo sociale fu "fondato" dal celeberrimo scrittore inglese Charles Dickens, che "unì" due correnti narrative del Settecento, ovvero quella picaresca, utilizzata da scrittori come Henry Fielding e Daniel Defoe, e quella più romantica e sentimentale, cui aderì, per esempio, Laurence Sterne.[1]

Il romanzo sociale nelle varie letterature[modifica | modifica sorgente]

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Negli anni trenta si afferma in Italia una nuova forma di realismo privo di ogni valenza magica, come voleva Bontempelli, che sfocia nel romanzo a sfondo sociale i cui contenuti sono il contadino e quello operaio dove la realtà diventa materia scabra e i suoi contenuti diventano oggetto narrativo da rappresentare senza enfasi. Bilenchi, Silone e Bernari sono i rappresentanti di questa nuova forma narrativa che si consoliderà con maggiore forza negli anni quaranta.

Va precisato che il romanzo a sfondo sociale ha radici ben definite nella tradizione ottocentesca, quando aveva contenuti moralistici ed una finalità soprattutto di denuncia. Giova ricordare in Italia, per la forte connotazione di torbide storie, il filone partenopeo: Francesco Mastriani, Antonio Ranieri e Salvatore Di Giacomo, autori che hanno dato al romanzo sociale una particolare impronta a tinte nere. Al centro della narrazione le condizioni di vita dei perdenti, vittime di soprusi e di violenze.

Romanzi sociali italiani[modifica | modifica sorgente]

Un esempio di romanzo a sfondo sociale nella prima metà del secolo scorso è Fontamara (1930), di Ignazio Silone, con al centro la vita dei contadini, i "cafoni" della Marsica, con la loro lotta senza speranza contro la terra arida e i soprusi di pochi ricchi e dell'autorità fascista; nel suo libro Silone denuncia l'atavica rassegnazione di un popolo di un paesino abruzzese.

In Gran Bretagna[modifica | modifica sorgente]

In Gran Bretagna il maggior rappresentante del romanzo sociale è Charles Dickens (per maggiori informazioni vedi la sezione "Gli inizi").

Romanzi sociali inglesi[modifica | modifica sorgente]

Quasi tutti i romanzi di Dickens appartengono a questo genere: i principali sono: Le avventure di Oliver Twist, Barnaby Rudge, Martin Chuzzlewit, David Copperfield, La piccola Dorrit, Grandi speranze, Il nostro comune amico, che critica in particolare le poorhouse[2]e, in particolare, Tempi difficili, che si scaglia contro la moderna società industriale.

In Francia[modifica | modifica sorgente]

In Francia un importante autore del romanzo sociale fu Émile Zola, considerato il fondatore del naturalismo, movimento che nasce in Francia alla fine dell'Ottocento come applicazione diretta del pensiero positivista e che si propone di descrivere la realtà psicologica e sociale con gli stessi metodi usati dalle scienze sociali.

Romanzi sociali francesi[modifica | modifica sorgente]

Un esempio di romanzo sociale francese è Germinal di Zola, che descrive le dure condizioni di vita dei minatori.

In Russia[modifica | modifica sorgente]

In Russia la critica sociale si fonde con il socialismo ad opera dello scrittore socialista Maksim Gor'kij.

Romanzi sociali russi[modifica | modifica sorgente]

Due importanti romanzi a sfondo sociale russi sono I bassifondi e La madre, entrambi di Gor'kij.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi l'Enciclopedia Garzanti della Letteratura.
  2. ^ Per maggiori informazioni vedi qua.